L’uso superiore della Mente

Le memorie che pervadono lo spazio non sono scritte in alcuna struttura manifesta. La mente umana si è distolta da grande tempo da quelle rimembranze superiori. Assetato d’illusione, l’uomo si allontana sempre più dalla realtà. Si possono indicare frammenti distorti di tutte le grandi leggi e d’ogni principio, che hanno obnubilato la sua coscienza. Cos’è rimasto dei grandi Insegnamenti del Fuoco? La ragione non è riuscita ad assoggettare l’Universo, ed è sprofondata nel terrore delle sue stesse creazioni”. (1)

L’Insegnamento, in più punti, sottolinea che l’uso ristretto, perverso o distorto della mente allontana l’uomo non solo dai Principi che reggono il cosmo, ma anche dalla relazione col Cielo, che al contrario dovrebbe promuovere come sua primaria funzione. Le possenti correnti di energia che percorrono lo Spazio, e che plasmano gli eventi, hanno infatti le loro radici nel pensiero focalizzato di altissime Coscienze celesti e trovano nei Luminari, che incessantemente lo intessono “a punto a punto, di luce in luce”, i loro Messaggeri.
Lo sguardo che l’Umanità rivolge al Cielo è ancora uno sguardo distratto o fatalista e la mente è ancora per lo più incapace di cogliere le connessioni tra passato, presente e futuro che i Luminari tracciano, coi loro cicli, sul manto della Madre del Mondo.
Oggi per l’Occhio interiore che scruta con amore la volta celeste si celebra, secondo la visione eliocentrica, lo sponsale tra Venere, Signore dell’Aureo rapporto, e Plutone, Signore di Morte e Resurrezione, immersi nelle acque sostanziali di Aquarius.
L’intreccio tra l’energia di 5° Raggio, veicolato da Venere ed Aquarius, e di 1° Raggio, potentemente irradiata da Plutone, pone l’accento sulla necessità, sempre più urgente, di un nuovo Rinascimento che, facendo leva sulla forza di una mente sempre più saldamente attestata sui livelli superiori del piano manasico, sappia dare all’Umanità la chiara visione del suo destino planetario e sistemico.

La mente, per sua natura affine alla sostanza del 5° Raggio, è sospinta dall’energia del 1° Raggio ad elevarsi e guardare oltre i confini ristretti della concretezza, abbandonando le illusioni in cui è immersa per divenire uno specchio terso capace di riflettere le Leggi supreme e un faro che, dal suo ancoraggio sicuro, osserva e spazia tra passato, presente e futuro: il continuo ripetersi del medesimo ciclo.
La mente nel passato ricorda, ha la capacità di riportare alla coscienza fatti ed esperienze già vissute, ma anche di considerare il passato come un prezioso patrimonio di saggezza, come tesoro interiore destinato ad arricchirsi continuamente.
Per quanto riguarda il futuro essa percepisce, ha l’abilità di cogliere le tendenze e gli eventi che stanno maturando prima che si manifestino concretamente, di afferrare i segnali di ciò che sta nascendo.
Ma è nel presente che la mente svolge il suo ruolo fondamentale, dove si incontrano le esperienze del passato e le possibilità del futuro. È in questa dimensione del presente che si sviluppa l’uso superiore della mente, quando riesce ad illuminare il significato profondo dei cambiamenti in atto.
In questa dimensione della comprensione del cambiamento la mente vede i segni di una trasformazione più vasta e profonda che appartiene alla coscienza umana.
Attraverso quest’uso superiore della mente l’uomo volge lo sguardo al futuro arricchito dal patrimonio delle esperienze del passato e reso capace di cogliere con prontezza e lucidità le energie emergenti, ancorandole al presente. Come è già stato espresso l’uso superiore della mente trascina l’avvenire nel ‘qui ed ora’, dissolve l’indeterminatezza di ciò che ancora non è e lo rende concreto.
Così l’uso superiore della mente si realizza nel vivere con attenzione, nel discernimento, nell’apertura intuitiva e nella partecipazione consapevole al processo evolutivo.
Un più ampio uso della mente permette non solo di comprendere meglio ciò che è stato, ma anche di intuire ciò che sta per manifestarsi.
Permette di arrivare al patrimonio interiore di saggezza cresciuto in noi con l’esperienza e di toccare intimamente la sfera più profonda della nostra identità.
L’uomo, e l’Umanità tutta, sviluppa per tale fine una mente che è strumento per orientarsi verso il futuro, per collaborare con le forze creative e per plasmare il mondo che verrà.
Per ottenere questo risultato è necessario distogliere la mente concreta dalle oscillazioni quotidiane cui è sottoposta, talora inconsciamente talora in modo consapevole, per fissarsi sulla Realtà, sul Mondo delle Cause.
Volgere il ‘faro’ della mente verso l’alto, verso il Maestro e la sua Luce, è il primo passo che consente di dissipare illusioni e confusione, nonché di mettersi in comunione con il Cielo.
L’importanza, anzi la necessità, di educare la mente a rimanere costantemente rivolta verso l’alto, ‘salda nella Luce’, risiede nel fatto che tale esercizio interiore le permette di elevarsi ai livelli più sottili della sostanza mentale, dove il pensiero si fa più limpido, ricettivo ed illuminante, “distogliendola dalle cure concrete, dall’interesse per le forme, dalla propensione a guardare più la Terra che il Cielo”. (2)
Quando la mente raggiunge quella dimensione, sua autentica dimora d’elezione, essa non appare più separata dal cuore, ma si riconosce in esso. La luce che allora si manifesta nasce dall’ardente ‘Intelletto d’amore’, principio superiore in cui Intelligenza e Amore si uniscono e si armonizzano in una sintesi perfetta “Quando si consiglia di tenere la ‘mente nella luce’ si parla del cuore”. (3)
E a questo proposito come non ricordare l’Insegnamento che afferma “Intelligenza suprema e Cuore perfetto sono una stessa, identica fonte”! (4)
E ancora “L’abito di tenere ‘la mente nella luce’, educa [l’uomo] a una funzione superiore, che non s’impara nelle università moderne, ma solo nelle grandi aule della vita solare. Così s’impara a pensare con nitida chiarezza, non però in senso intellettuale, che riporta alla personalità e alla vita formale; il nuovo pensiero sintetico è Luce trasparente e radiosa. ‘tenere la mente nella Luce’ equivale a eseguire la volontà superiore, pur conservando piena autonomia, poiché quel Volere è Libertà”. (5)

In questo scorcio di secolo molte solide realtà si stanno frantumando, mentre sorgono idee e movimenti ancora poco visibili, ma ben presenti nel tessuto umano, che possono rappresentare il futuro.
La coscienza superiore delle menti più avanzate dell’umanità, comincia a percepire la società come un organismo vivente, cerca di capire quali forze stiano perdendo energia e quali invece stiano emergendo.
Così la mente superiore si innalza verso realtà più elevate e la coscienza percorre vie future inesplorate dalla mente intelligente.
Il nucleo interiore spirituale dell’essere umano si illumina e parla di Grandezza, di Infinito e di Eternità.
Sin dalle prime battute dell’Insegnamento emerge chiaro il problema generale: l’Infinito esiste e va conquistato in coscienza. La ricerca si compie nel cuore usando il pensiero come arnese e arma. Che dunque i pensieri non siano limitati, non trattenuti, non rivolti al sé separato! Il pensiero crea e bisogna imparare a usarlo, poiché è correlato con lo Spazio, che è altrettanto vivo, cosciente, illimitato”. (6)

La ‘mente superiore’ nasce dunque dalla capacità di creare uno spazio interiore libero dal continuo dialogo mentale concreto.
Solo in questo stato la mente può diventare uno specchio limpido delle realtà più profonde (il silenzio mentale).
Questa mente utilizza la rigorosa capacità del discernimento, per distinguere ciò che proviene dall’anima da ciò che nasce invece dall’emotività o dall’egotismo; quindi è essenziale la distinzione tra intuizione autentica, immaginazione, desiderio e suggestione.
A questo proposito ricordiamo che la facoltà dell’Immaginazione creativa, lungi dall’essere vana fantasticheria o placida autoillusione, è lo strumento chiave di cui la mente può servirsi per plasmare quell’energia ancora in divenire che è il futuro, poiché suo tramite utilizza quella quota di energia del futuro che è chiamata ‘domani’, un intreccio di tendenze ancor prive di forma manifesta.
Con il lavoro creativo queste energie possono venir convogliate a delineare i contorni di una Nuova Cultura; si capisce bene, pertanto, che “… la prima capacità da sviluppare è l’immaginazione creativa. E’ una facoltà comune a tutti, ma latente, e va sviluppata ‘sul campo’, a seguito di esercizio e disciplina interiore, nel bel mezzo della vita quotidiana”. (7)
Imparare a costruire, col concorso dell’immaginazione, gli eventi futuri è quindi uno degli obiettivi primari della mente superiore: “Nel disporre del domani di norma si fa uso della ragione. Un impulso mentale concreto, ed ecco fissato l’appuntamento, l’attività, la partenza o l’arrivo. (…) Costruire il futuro, però, è cosa ben diversa. Per quanto inesperti, è necessario stabilire il ‘campo’ e ogni caratteristica dell’azione, ma soprattutto il proposito. E’ una vera creazione psichica e si deve compierla nel rispetto consapevole delle leggi che regolano la Vita nello Spazio. Per quanto minuscola, essa è sacra e vivente. Per evitare imprevisti deve essere preparata con cura perché sia viva deve emanare dal centro del cuore. Quest’ultimo, e non il cervello, gestisce la potestà creativa dell’uomo. (…) La mente del cuore possiede una facoltà d’immenso valore, che manca al semplice raziocinio: l’immaginazione creativa”. (8)
Si torna pertanto a riaffermare che ‘il cuore ha una mente’ e ‘la mente ha un cuore’; la loro perfetta concordanza a livello superiore spalanca le porte del finito e consente di accedere al Mondo delle Idee.
La Luce della mente superiore conduce anche sulla soglia della porta dei Misteri, misteri che si accompagnano alla capacità di intuire, sostenuti dalla volontà anziché dal desiderio, nuove Idee che promuoveranno una Nuova Cultura e Civiltà.

“In realtà, cultura e civiltà sono originate e promosse dai Misteri, che ardono nel luogo segreto: quando, come oggi, sono povere e confuse è segno che quella fiamma cova da tempo sotto le ceneri. Allora il legame tra Cielo e Terra d’attenua, e scarsa è l’energia che anima i cuori. Viene poi l’ora del ripristino, il fuoco si ravviva, la cultura scorre e pulsa, la civiltà organizza l’esistenza sociale”. (9)

L’uso dell’Immaginazione creativa consente pertanto di costruire ponti fra presente e futuro; potendo nel presente visualizzare nuove possibilità concepisce forme future e così consente di collaborare consapevolmente con ciò che sta emergendo.
La mente superiore diviene quindi strumento di sintesi e sa cogliere connessioni fra fatti, idee, e fenomeni apparentemente separati, in una visione unitaria, per comprenderne il significato complessivo. Si muove tra sistemi di energie e accadimenti interconnessi.
Il pensiero personale così viene rapito in vortici di pensieri collettivi. Emerge una ‘coscienza di gruppo’, come se più individui e la stessa intera Umanità condividessero un’unica mente più ampia.
Questa mente superiore comincia a sentirsi come parte di organismi sempre più vasti: una comunità, un’anima comune, una vita planetaria, solare, cosmica…
Allora l’attenzione si sposta da ‘cosa serve a me’ a ‘cosa serve al Bene comune’.
Il bene personale e quello comune si identificano, mostrando la loro essenza unitaria: una perfetta fusione tra mente e cuore.
E dall’uso superiore della mente nasce l’equilibrio tra Intelligenza e Amore.
La mente reca in dono chiarezza, precisione e discernimento; il cuore irradia empatia, comprensione e inclusività. Quando queste due facoltà operano in armonia, si manifesta una forma superiore di intelligenza, la Saggezza, sintesi vivente di Conoscenza e Amore.
“Il sensibile Agni Yogi conosce tutte le vie per realizzare l’Infinito. La sua sapienza spirituale interpreta il Libro della Vita, e la saggezza delle età giace accumulata nel suo Calice. Qui dunque, nella sintesi del Calice, sta la legge dell’unione”. (10)

Resta dunque un ultimo passo da compiere.
Il primo ha visto, durante la storia umana, il raffinarsi progressivo della mente che, scalino dopo scalino, ha saputo elevarsi dal monotono formalismo della mente concreta fino ai lampi, dapprima tenui ed intermittenti, della luce della mente astratta.
A partire dall’uso consapevole e creativo dell’immaginazione la ‘Mente/Cuore’ ha saputo poi costruire i contorni del futuro allargando il ventaglio di luce sull’Umanità intera.
Un ulteriore passo del cammino ha affidato il nitido specchio della mente ad una Luce ancora più grande, permettendo alle Idee superne di riflettersi sulla sua superficie ormai tersa e stabilmente orientata verso i piani superiori dell’Essere.
L’ultimo passo conduce la ‘Mente/Cuore’, l’Intelletto d’Amore, a realizzare il vero scopo del suo esistere: non si conosce per accumulare conoscenza a personale vantaggio, ma per servire nell’amore.
Scopo di questa Mente superiore/Saggezza è dunque ‘il servizio’, ovvero la capacità di comprendere, illuminare, aiutare gli altri.
Questo è probabilmente il punto culminante, quando la mente si misura non con la quantità di conoscenza accumulata, ma con la qualità del Bene che riesce a generare.

Il Fuoco cosmico è in eterno movimento,
diretto dall’Intelligenza assoluta e dal Cuore perfetto.
(Infinito I § 301)

 

Note

01-Collezione Agni Yoga, Mondo del Fuoco III § 152
02-Savoini, Dispense del Terzo Settennio, Tenere la mente nella luce, 2005, scritto inedito
03-Ibidem
04-Collezione Agni Yoga, Infinito I § 300
05-Savoini, Dispense del Terzo Settennio, Tenere la mente nella luce, 2005, scritto inedito
06-Savoini, Commento a Infinito, parte I, Nuova Era, 2003, p. 8
07-Savoini, Dispense del terzo Settennio, L’immaginazione creativa, 2002, scritto inedito
08-Savoini, Dispense del Terzo Settennio, Costruire il futuro, 2002, scritto inedito
09-Savoini, Dispense del terzo settennio, I Misteri, 2001, scritto inedito
10-Collezione Agni Yoga, Infinito II § 500
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