Governare la transizione

Il Governo è strettamente correlato al Proposito che muove l’impresa che s’intende perseguire: ne è il custode ed il gestore e si identifica con esso; l’uno e l’altro sono emanazioni del primo Raggio creativo della Volontà e Potere e si può dire che fissare sempre più precisamente il Proposito sia già di per sé un atto di governo. Allo stesso tempo però è anche una presa di coscienza del fatto che governare significa aderire consapevolmente al Proposito di un Governo superiore e cercare di comprenderne i decreti: Non la mia ma la Tua Volontà sia fatta.

Chi governa quindi, avendo fatto proprio il Proposito, deve essere in grado di applicarlo tenendo conto della situazione mondiale contingente, del livello evolutivo delle coscienze umane, della fase del Piano per l’Umanità e delle energie celesti del momento.

Il proposito generale enunciato più volte tramite queste pagine è quello di costruire una forma pensiero che possa sostenere ed orientare le menti umane al fine di fissare, quanto più coralmente possibile, i primi tracciati organici di una nuova Cultura e Civiltà che dovrà emergere dopo l’attuale ‘tempo di transizione’ e che manifesterà i valori di Aquarius. In questo quinto anno del quinto settennio del Piano intendiamo iniziare a delinearne i lineamenti.

Quando una nave salpa per luoghi lontani, colui che la conduce deve conoscere dettagliatamente lo scopo e la destinazione del viaggio, così da poter tracciare la rotta più breve ed economicamente più consona al raggiungimento della meta, tenendo conto degli ostacoli che prevede di trovare lungo il percorso. Deve comunque essere pronto a modificarla se si presentassero eventi imprevisti, tempeste, avarie, o difficoltà di diverso genere, al fine di evitare possibili disastri, pur se ciò lo costringesse ad allungare i tempi di percorrenza, dovendo magari deviare dal tragitto prestabilito o sostare in un porto al riparo dai marosi. Sua sarà comunque, nel bene o nel male, la responsabilità della scelta.

Il percorso di questa, come di ogni impresa che riconosca l’unità del Cosmo, è segnato da una rete di “presidi di governo” posti in luoghi elevati, che orientano e rassicurano i pellegrini, infondendo in loro dosi di energia ignea che ne sostiene la volontà d’azione: sono fari, luci celesti e terrestri che occorre imparare ad individuare.

Il prossimo faro che guida i nostri passi è la data gerarchica del 2025, chiaramente indicata dai testi dell’Insegnamento del M. Tibetano, sulla quale molte aspettative ed iniziative stanno convergendo da diverse parti del mondo. Alla luce di tale data, si stanno chiamando a raccolta tutte le forze disponibili per dar vita, a nome dell’Umanità Una, ad un primo prototipo di un Ordine planetario umano, coerente con quello gerarchico, che sia in grado di rispondere allo sforzo che la Gerarchia stessa sta mettendo in atto in vista di una Sua possibile esteriorizzazione, cui dovrebbe seguire un’espansione della coscienza generale dell’Umanità.

Insomma, sono tempi decisivi per questo Centro che vien detto il genere umano, il quale, consapevole o meno, è sottoposto ad una crisi che è dovuta, oltre che al cambio di era da Pisces ad Aquarius, anche ad un’immissione di energia iniziatica da parte della Gerarchia, che sta sollecitando le coscienze pronte. Prepararci per tale data, ormai prossima, è quindi questione di vitale importanza. Mentre si sogna una futura Cultura/Civiltà basata su presupposti nuovi e se ne seminano principi e lineamenti, occorre dunque gestire il cambiamento e preparare il terreno per gli Uomini nuovi che s’incarneranno per metterlo in atto. E’ un momento nel quale tutti sono chiamati a uscire allo scoperto e ad impegnarsi al massimo. Ricordiamo che:

“Il Maestro dice che dovreste sentire i legami che vi hanno unito in modo miracoloso.
Avete sandali mirabilmente allacciati per il lungo viaggio. Come il passato, così il futuro è progettato.
Non si possono evitare gli incontri previsti dal destino. E innumerevoli sono i messaggi, sulle pagine della vita. Dunque tutto è pronto; ma non lacerate il Mio ordito. Il turbine della follia distrugge i Miei disegni migliori. Non si devono disperdere i tesori dati per il mondo.
Essere minori non è una scusa.
Meglio celebrare la vittoria dopo la prima battaglia, che vagare sottoterra.
Quindi, dico, marciate assieme, e copritevi con uno stesso scudo. […]” (Collana Agni Yoga – Foglie del Giardino di Morya 2, § 10)

L’azione del Governo, in tempo di transizione, è sempre delicata e difficile ed in particolare quando, come ora, le energie celesti di fondo stanno cambiando e il mondo si sta dividendo fra chi resiste al nuovo e chi lo accoglie. Affinché tutto cambi non solo nella forma ma nella sostanza occorre quindi, innanzi tutto, che coloro che hanno il compito di governare interiormente le vicende del mondo (ossia tutti i discepoli e i pensatori nei vari settori) si assumano realmente la responsabilità che loro compete e che insieme, per vie sottili, traccino senza sosta le rotte luminose che conducono di qui a là. Le rotte sono sette, una per ogni flusso energetico di Raggio, e ciascuna ha in sé innumerevoli settenari applicativi che possono definirla con grande precisione.

Una rotta è un filo tirato verso l’Ignoto, è una corda tesa sull’abisso; per tracciarla occorre avere fede, coraggio e umiltà. Occorre sapere che non siamo soli, poiché i nostri maggiori, finché l’intento è puro, guidano la nostra mano incerta. Contemporaneamente dobbiamo avere consapevolezza del fatto che ci stiamo assumendo una responsabilità grande, che condizionerà le nostre vite e darà loro un senso preciso.

Bisogna quindi non aver paura. Sappiamo a priori che le acque non saranno sempre tranquille, che potremo attraversare uragani, che saremo avversati da tutti coloro che preferiscono protestare anziché mettersi in gioco e dai nostri stessi compagni, anche perché la nostra capacità di governare la nave è certamente scarsa. E però crescerà nelle avversità se sapremo tenere lo sguardo fisso alla meta, che si consegue a tappe e conduce all’Infinito.

Dobbiamo comprendere profondamente che l’azione di governo è tale in quanto produce libertà ed è quindi un percorso iniziatico che induce una progressiva disidentificazione dal sé personale: chi impara a governarsi, governa, procede leggero, per Volontà di Bene, con ardore e magnetizza i cuori responsivi.

In questo ‘tempo di mezzo’, di confusione ed incertezza, mentre si assiste ad un apparente imbarbarimento delle coscienze che si manifesta con chiusure rancorose, egoismi, tensioni, chi si assume un compito anche minimo nella costruzione del nuovo mondo non deve assolutamente farsi coinvolgere o scoraggiare dalle circostanze contingenti e dalla lettura che ordinariamente (e anche volutamente) ne viene presentata: l’arrivo del nuovo scardina inevitabilmente le fondamenta del vecchio che tende a ragionare con parametri superati, a cristallizzarsi e così si autodistrugge, ed i segni del Cielo parlano chiaro.

Se ci troviamo su una corda tesa sull’abisso non possiamo guardare in basso o voltarci indietro, altrimenti rischiamo di precipitarvi e questo sarebbe un danno non soltanto per noi stessi ma perché indebolirebbe il progetto di costruzione del futuro e porterebbe con sé coscienze ancora incerte. Chi governa deve procedere restando fermo al centro dove tutte le rotte convergono e da cui tutte si dipartono. Ed il centro coincide con la vetta, dalla quale lo sguardo può spaziare libero e le vicende del mondo si fanno piccine, mentre il Cielo è vicino ed i suoi segni e richiami sono più chiari. E’ rimanendo su quella vetta che si può realmente servire l’Umanità.

Governare in tempo di transizione è quindi come guidare una nave quando il mare è agitato, il vento soffia ed i cielo è scuro e non lascia vedere le stelle. Ma il timoniere conosce la rotta dell’Infinito ed ha le stelle nel cuore: su di lui brilla la Polare.

“ […] I tempi sono severi ma stupendi. Sono tempi di compimento e di costruzione, di massima tensione e di conflitto terreno. Quest’epoca scrive una grande pagina ed erige un grande futuro. Per questo il nemico è infuriato, perché la Legge suprema scende nella vita” (Collana Agni Yoga, Gerarchia § 120)

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Nota: Questo articolo viene pubblicato mentre il Sole apparente transita nella prima qualità del segno iniziatico di Capricornus, che trasmette nel Sistema solare il 1° Raggio della Volontà e Potere, il 3° dell’Intelligenza attiva ed il settimo dell’Ordine.

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