La matita di Dio

Come abbiamo già sottolineato nell’articolo precedente, cercare di ordinare la Realtà, ovvero procedere secondo un metodo che preveda l’uso del principio mentale secondo i suoi aspetti analitico e sintetico, ha permesso alla ricerca filosofica e scientifica di indagare il mondo visibile e manifesto, non disdegnando, nel contempo, di ipotizzare Leggi che lo regolassero in modo costante ed uniforme e Principi che ne fossero fondamento e senso.

Nello scorso articolo abbiamo cercato di tratteggiare a grandi linee il percorso intellettuale che ha portato a definire il concetto di Spazio, mettendo parallelamente in evidenza quanto l’Insegnamento esoterico afferma a riguardo, mentre in questo appuntamento rivolgeremo la nostra attenzione alla Luce, in tutte le civiltà considerata simbolo di intelligenza, conoscenza, intima realizzazione e dinamismo.
Dixitque Deus fiat lux et lux facta est”, (1) in apertura della Bibbia, è una delle frasi che, non a caso, maggiormente designano l’importanza e la significanza che la luce ebbe, ed ha, per l’uomo.

Dio, dopo aver creato il cielo e la terra, introduce la luce come elemento “chiarificatore”, quell’elemento capace di mostrare in tutta la sua gloria la magnificenza di quanto si stava modellando, per poi manifestarsi, nella Mente divina.
Nella visione biblica la luce viene separata dalle tenebre e diviene l’immagine stessa della potenza divina; tale potenza trova come altro frequente simbolo quello del Sole, a sua volta datore di calore e luce, condizioni necessarie alla vita degli esseri che popolano il nostro pianeta.

I vari culti del Sole saranno proprio la prima testimonianza di tale associazione, ove alla luce vengono attribuite caratteristiche divine; per il pensiero antico, d’altronde, non era facile dare spiegazioni scientifiche della natura della luce e gli studi a riguardo in ambito presocratico (Eraclito, Pitagora, Empedocle) si limitano ad accomunare luce e fuoco intendendoli quali elementi primigeni della creazione o quali “centri” divini, propagatori della potenza divina.
Sarà a partire da Aristotele che il problema della natura della luce verrà affrontato perseguendo studi di ottica che iniziano ad indagare anche di come sia possibile la visione umana.

Senza voler tracciare una storia degli studi in merito alla luce ricordiamo che gradatamente gli scienziati sono giunti, sorretti dalla ricerca sperimentale, a comprenderne qualità ed effetti e  a misurarne proprietà e velocità di propagazione fino a proporre, soprattutto ad opera di Planck ed Einstein, un’ipotesi in merito alla sua natura che ancor oggi è la spiegazione scientificamente più completa ed esauriente: la luce viene definita come fenomeno duplice, ovvero come dotato della natura di onda elettromagnetica e di particella (fotone).
Ammettere la possibilità dell’esistenza di un elemento fisico (o piuttosto di “un processo in atto”, secondo la definizione del fisico Carlo Rovelli) (2) che sia esperibile secondo due modalità non osservabili contemporaneamente non facilita la sua comprensione da parte della mente concreta ed ha aperto un fronte di riflessione scientifica e filosofica tuttora non risolto.
“Nei secoli scorsi lo studio dei fenomeni ottici e luminosi è caduto in crisi quando si è scoperta la duplice natura della Luce, rivelata in modo indubbio da esperimenti e osservazioni. Per la prima volta i ricercatori si sono trovati alle prese, senza saperlo, con la natura dell’intelletto, che è una delle varie Luci dell’uomo, e con l’enigma della sua funzione dualistica, che rivela i problemi ma non li risolve che in modo parziale. Quel mistero sconvolgente (come può una sola cosa essere due cose diverse?) è tuttora irrisolto, e solo dopo decenni di diatribe, verifiche e sorprese la scienza si è rassegnata a constatarlo e accettarlo, ormai rinunciando a spiegarlo. Per quanto sembri riconoscere una sconfitta, quest’atteggiamento non è privo di saggezza, poiché il problema non è degli strumenti fisici, che in teoria si possono sempre migliorare, ma del raziocinio, che è un congegno psichico di bello splendore ma attivo in un campo definito. La pausa di riflessione della scienza sul tema della Luce potrebbe consentirle di superare le capacità analitiche intellettuali e scoprire un’altra sorgente luminosa, superiore, che vive nell’uomo ed è capace di sintesi”. (3)

Ma cos’è veramente la Luce?
Un raggio o un’onda? Un fenomeno, un’emanazione del divino o uno stato della materia?
L’Insegnamento esoterico in merito al concetto di Luce offre, come nel caso dello Spazio, un’ipotesi netta e ben delineata: la Luce è un’entità viva, cosciente, onnipervadente e istantanea, è l’immagine della sapiente intelligenza divina che “disegna” nella sostanza le forme manifeste.
“La Luce, divina Intelligenza, si esprime e si manifesta a tutti i livelli della Sostanza spaziale, con leggi diverse. E’ fisica, emotiva, mentale, sovramundana, ma rimane inseparata”. (4)

La Luce è dunque un aspetto dell’Assoluto, quell’aspetto che consente alla Sostanza inseminata dalla Vita di evolversi, divenire cosciente e palesarsi come Reale: lo stretto rapporto che lega Vita/Spirito e Spazio si rivela nel creato quando prorompe la Luce, Figlio luminoso del loro sponsale cosmico, immagine del Terzo Raggio, Energia radiante, Intelligenza suprema, Geometria creativa che traccia nella Sostanza le Idee divine, evidenza del Piano evolutivo.
Il fuoco elettrico o Spirito, unito al fuoco d’attrito (calore) produce il fuoco solare o luce”. (5)

E ancora:

Fuoco elettrico         Positivo           Spirito
Fuoco per attrito      Negativo         Materia
Fuoco solare              Luce                L’unione dei due che produce lo splendore oggettivo” (6)

In tal modo si chiarisce la duplice natura della Luce che porta in sé i caratteri dell’Uno/ Padre/Spirito (particella, discontinua e irradiante) e del Due/Madre/Sostanza (onda, continua e oscillante): “Centro e periferia si amano, e per amore il centro esplode in miriadi di raggi, in ogni direzione, diretti alla circonferenza. Per amore, questa implode, simultaneamente, e lancia le sue onde al centro. L’UNO e il DUE si congiungono. Così nasce la Luce“. (7)

La creazione, pertanto, è intessuta di Luce in ogni suo punto: ogni essere che abita e respira nello Spazio è sollecitato all’eterna danza dell’evoluzione, immagine dell’eterno movimento della Luce che si lancia nell’Infinito: “La Luce è movimento. E’, infatti, il massimo dinamismo […] La Luce fonde assieme continuo e discontinuo, e ne nascono i cicli, che sono ‘continuamente discontinui’. Per queste ragioni si sostiene che la Luce è la causa di tutti i movimenti. La Volontà fissa lo scopo; lo Spazio lo accoglie e presta le sostanze necessarie; la Luce lo raggiunge. (…) La Luce realizza l’evoluzione […] la Luce è l’energia che muove le cose e le coscienze; conduce allo scopo, e non esiste altra ragione di moto”. (8)

Penetrando nelle maglie di ogni atomo la Luce sollecita in modo ciclico tutta la creazione al movimento, al rinnovamento, al perenne aggiornamento e alla ricerca di una consapevolezza sempre maggiore: “E’ facile accettare che la Luce si manifesta per cicli, dato l’alternarsi di giorno e notte, di Sole e Stelle. Quelle Luci, però, sono emesse in modo continuo: la ciclicità della loro manifestazione dipende dalla rotazione dei pianeti, che li individua. La frequenza diurna e annuale ne misura la capacità di assorbire l’energia luminosa, ossia di reagire allo stimolo dell’Intelligenza logoica. Il ciclo della Luce, dunque, è un’interpretazione di ogni ente planetario, e lo distingue e caratterizza. Ciascun pianeta del Sistema solare pronuncia, in tal modo, uno dei Nomi del Logos. Ne segue che la Luce che investe le creature è ciclica, e la sua frequenza corrisponde alla potenza intellettiva del pianeta che le ospita e nutre”. (9)
“La Luce, insomma, è l’origine della manifestazione, ne sorregge il Divenire e la conduce alla Meta”. (10)

Il “moto ritmico(11) messo in atto dalla Luce palesa di ciclo in ciclo la potenza del Fuoco della Vita che pervade lo Spazio penetrando anche nelle maglie più intime dell’animo umano e rivelandosi sotto forma di gioia: “La Luce è gioia. Caratteristica della gioia, infatti, è la radiosità. Non è letizia, che è quieta e intima, non è ancora beatitudine, che è suprema e indifferente. La gioia comunica, trasmette, illumina, travolge. I raggi lanciano nello Spazio la gioia penetrante della divina Intelligenza. La natura, immersa e toccata da quei raggi, è pervasa di gioia: per questo motivo le piante e le erbe fioriscono, i minerali cristallizzano e mare e cielo sorridono. La gioia di vivere canta nei cuccioli, nei bimbi, (le cure dell’esistenza non la hanno ancora smorzata), e nel cuore dei vecchi, se hanno ben vissuto. La scienza dovrebbe accorgersi che studiare la Luce è causa di gioia”. (12)

La Luce, trionfo e salario del Lavoro che pervade l’intero universo, trova in questa battuta del ciclo annuale il momento adatto per esprimere appieno la sua potenza: a questo proposito ricordiamo che in questo periodo il Sole/Vulcano si trova a transitare nel quinto settore di Leo, irradiando nello spazio il 5° Raggio di cui il Segno zodiacale è veicolo (insieme al 1º, del Potere e Volontà).
La forza solare di cui Leo si fa trasmettitore è strettamente connessa con l’anelito umano alla Luce, un anelito che trova la sua perfetta descrizione nella prima stanza della Grande invocazione “Dal punto di Luce entro la Mente di Dio affluisca luce nelle menti degli uomini. Scenda Luce sulla Terra”.
Chiedendo maggior Luce e preparando cuori illuminati e sapienti l’Umanità sarà alfine in grado di accogliere le scintille dell’Intelligenza superna e di trasformarle in semi di luce, quei semi preziosi che, in futuro, daranno origine ad una Nuova Cultura.

L’avvenireè un aspetto di Luce, e diventa luminoso e percettibile quando precipita e assume forma”. (13)

 

Note

(1) Bibbia, Genesi I, 3 [E Dio disse sia fatta la luce e la luce fu]

(2) Citato in: Luce: una storia da Pitagora a oggi, Andrea Frova, Carocci, 2017, p. 19

(3) Enzio Savoini, Dispense del 3° Settennio. Teoria della luce I e II, scritto inedito, settembre-novembre 2001

(4) ibidem

(5) Alice A. Bailey, Trattato del Fuoco Cosmico, ed. Nuova era, 1980, par. ing. 241

(6) Alice A. Bailey, Trattato del Fuoco Cosmico, ed. Nuova era, 1980, par. ing. 326

(7) Enzio Savoini, Dispense del 3° Settennio. Teoria della luce I e II, scritto inedito, settembre-novembre 2001

(8) ibidem

(9) ibidem

(10) ibidem

(11) Per questa definizione della Luce vedi Lambdoma Generatore – Genesi delle Idee, nella sezione Documenti di TPS

(12) Enzio Savoini, Dispense del 3° Settennio. Teoria della luce I e II, scritto inedito, settembre-novembre 2001

(13) Enzio Savoini, Dispense del 3° Settennio. Costruire il Futuro, scritto inedito, marzo 2002

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