Orione – il Mistero della Resurrezione

Siamo giunti con la nostra Semina stellare alla vigilia dell’imminente Solstizio di giugno (culmine del ciclo annuale, corrispondente all’asse zodiacale Cancer-Capricornus), condotti passo dopo passo dal volgere del Sole in allineamento con le Stelle primarie.

Manteniamo lo sguardo del Suo e nostro Cuore alle alture celesti, lasciandoci guidare dalle parole della costruzione del Tempio dell’Uomo che, nella fase di Cancer, ci mostra la quiete laboriosa che investe l’intera Dimora solare, riflesso della bellezza e armonia dell’Ordinamento celeste:

Come il Sole, i Costruttori si sono elevati
dalla profondità della Terra alla vetta del Tempio.
Poiché hanno il cielo infinito nel cuore
ora si apprestano a coprire il Tempio.

 Questo tetto non è per escludere il Cielo, ma per rappresentarlo agli uomini […]

Con il Sole nel centro del cuore, i Costruttori del nuovo Tempio umano (acquariano) orientato ai Misteri sfavillanti del Cielo, si apprestano dunque a edificarne la cupola, simbolo sacro di Unione tra Cielo e Terra, di unità con il divino. [1]

Il manto del Tempio vive e respira, animato dal Soffio della Vita e modellato dalla Direzione infinita tracciata a livello cosmico dalla Terra e Sole/Vulcano: l’arco di Unione tra il Centro galattico (presidio attribuito al Mistero del Centro dei centri) da una parte e la costellazione del Grande Cristo cosmico Orione (Mistero della Resurrezione) dall’altra, sostiene in questo tempo solstiziale (ogni circa 13000 anni!) [2] la volta della cupola [3] Tale arco sacro è ancorato, alla chiave di volta (il perno di equilibrio), al Polo Nord dell’Eclittica nella costellazione del Drago (Mistero del Potere vitale), congiungendo ad esso anche la Stella polare (Mistero della Direzione), vetta attualmente puntata dal Volere planetario (espresso astronomicamente dall’asse polare terrestre).

Alla sommità della cupola, altissima e centrale, si riconosce l’unica porta di uscita dalla dimora illuminata di Cancer: la Lanterna del Tempio solare e cosmico, quel foro altissimo, circolare, che è un vuoto, un segno supremo di Compasso. È la vetta dell’Opera, la via aurea segnata nel Cuore dall’Amore perfetto tra Orione – Sirio – Sole [4] che schiude i cancelli dell’Infinito, l’ingresso alla Dimora più sublime.

1 pantheon

[…] Pochi sono quei costruttori fidati che con abnegazione accolgono nel calice del cuore i pensieri dello spazio. Essi non temono di essere ustionati dai fuochi dei mondi lontani. Non sentono fatica per il carico d’angoscia dell’imperfezione che li circonda. I fuochi superradianti dello spazio li visitano, ed essi conversano con le scintille di coscienza spaziale, in silenzio accendono pensieri e rispondono. La cupola della Benedizione non è senza peso, ma è l’ingresso alla Dimora più sublime.

In molti Insegnamenti antichi si menziona il simbolo della costruzione. Bisogna intenderlo alla lettera. Attorno a un Agni Yogi troverete sempre delle costruzioni. La loro stessa difficoltà è come un trampolino per la vittoria sull’imperfezione. La Luce non si manifesta facilmente, ma il fuoco dello spazio illumina i mondi lontani. Non introducete i deboli, che non sanno trattenere il tesoro. Meglio fidarsi di pochi. Essi si risolveranno alla giusta azione. Ameranno le difficoltà e non tradiranno. (Da: Agni Yoga §403, Collana Agni Yoga).

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Quali gemme lucenti potremmo accogliere nel calice del cuore dell’umanità oggi, alla luce della massima radianza solare?

In tale Giorno, 20 giugno, il Sole si allinea dunque lungo il meridiano verticale alla Stella del Nord, il magnete e faro della Giusta Direzione [5] ed anche alla proiezione sull’eclittica della supergigante rossa Betelgeuse (α Orionis) [6] la Grande Madre celeste custode di forza di Resurrezione [7], mentre traguarda il Centro galattico attraverso il mirino Terra: scendono copiose in ogni cuore le energie del sommo Sole sorgente, il Centro dei centri, e del Grande Cristo cosmico, Orione, fonti di manifestazione e di resurrezione cosmiche.

La Freccia solare costantemente puntata sul Centro dei centri ‘infila’ ora il Cuore della Terra, ‘al centro’ tra la sua Origine galattica e quella sistemica (Sole/Vulcano), ed insegnando all’Umanità l’arte di ‘rivolgersi e ritrovare ciò che si è perduto’, la conduce nella ‘giusta direzione’: ‘il ritorno allo stato originario’, elevandosi attraverso la via maestra del Cuore, che spinge ad incedere uniti nella chiara luce di resurrezione, la Vita più abbondante.

Orione

“ […]  Questa ‘Via della Resurrezione’ è la Via radiosa, la Via illuminata che conduce a sempre maggiori manifestazioni della divinità nell’uomo; è la via che esprime la luce dell’intelligenza, la radiante sostanza del vero amore e l’inflessibile volontà che non consente né disfatta né regresso. Tali sono le caratteristiche che paleseranno il Regno di Dio.” (Da: A. A. Bailey, Il Ritorno del Cristo, Collezione Lucis, p.30).

“La Resurrezione insegna essenzialmente ‘l’innalzare’ la materia al cielo, non insegna la persistenza eterna del corpo fisico di un uomo, come oggi suppongono molti Fondamentalisti, aspettandosi che ricompaia il corpo fisico abbandonato; insegna ‘il dinamismo di Vita’ e lo stato di ‘Essere inalterabile’. Questo inalterabile Essere costituisce la natura della Monade, ed è questa la condizione di consapevolezza che fu raggiunta dal Cristo quando agì quale Salvatore del Mondo e con ciò garantì, con la forza del Suo conseguimento come personalità-anima, il medesimo punto di conseguimento per noi, perché anche noi siamo essenzialmente figli del Padre ed espressione della Monade, l’Uno.” (Da: A. A. Bailey, Raggi e Iniziazioni, Collezione Lucis, p.317).

“Nell’era di Aquarius, è il Cristo risorto il Portatore d’acqua; questa volta non mostrerà la vita perfetta di un Figlio di Dio, Sua prima grande missione. Apparirà come Capo supremo della Gerarchia spirituale, che sazia la sete delle nazioni, sete di verità, di giusti rapporti e comprensione amorevole. Sarà riconosciuto da tutti, e la Sua Persona stessa testimonierà la realtà della resurrezione, e quindi l’immortalità dell’anima, cioè dell’uomo spirituale. Durante i duemila anni trascorsi, l’accento è stato sulla morte che ha colorato tutto l’insegnamento delle chiese ortodosse; un solo giorno dell’anno è stato dedicato alla risurrezione. Nell’era di Aquarius, sarà invece sulla vita e sulla liberazione dalla tomba della materia, e questa sarà la nota della nuova religione, che la distinguerà da quelle che l’hanno preceduta.” (Da: A. A. Bailey, Il destino delle nazioni, Collezione Lucis, p.151).

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Sotto la cupola fiammeggiante, la vista della meta rallegra i Costruttori del nuovo mondo, poiché sanno Chi li attende. E, nella gioia, risorgono nel servizio.

solstizio estate stonehenge

 “Così, dopo un istante di sosta, il lavoro riprende.
Dall’alto i Costruttori ritornano, lavorando, verso le basi del Tempio.
Conosciuta la pace del profondo azzurro, seguono il volgere del Sole
e tornano a servire, indifferenti nella valle
.” [8]

 

 

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[1] “Per dimostrare certe idee è bene rappresentarle graficamente. L’unità, ad esempio, può avere forma di cupola, bella e stabile. Tutte le linee salgono e si uniscono e ne compongono le varie facce. Non si pensi che l’unione vada a scapito delle singole individualità. Presso gli antichi costruttori ogni colonna, ogni livello erano individuali, eppure andavano a costituire l’armonia generale della struttura. La volta era resa stabile non certo dagli ornamenti, ma dalla sua corretta coesione interna — quindi l’unità è fattibile quando si comprenda quella aderenza interiore che si eleva fino in Sommità. Non stancatevi di raccogliere belle immagini di unità, che è del tutto indispensabile e sovente è difettosa, anche fra coloro che già sanno della Fratellanza.” (Da: Fratellanza, §486, Collana Agni Yoga).
La cupola è simbolo del Cielo, “sfera della storia, sede dell’asse del mondo e perfetta miniatura dell’Universo, nel suo ordine e nella sua bellezza. […] La cupola nell’architettura cristiana rappresenta la volta celeste il cui centro è Cristo. Spesso la cupola o la volta sono sostenute da quattro pilastri, oppure da angeli o dai simboli degli evangelisti che con la loro predicazione hanno annunciato la “buona novella” della salvezza a tutto il mondo. (Liberamente estratto da Wikipedia).
[2] Ricordiamo il valore della Croce cardinale, proprio di questo tempo ciclico cosmico: l’asse terrestre dei solstizi – qualificato dai Segni zodiacali CapricornusCancer, la duplice Porta degli uomini e degli Dei che causa e risolve l’incarnazione – è orientato alla Direzione suprema Orione – Orsa Minore/Drago – Centro galattico, mentre l’asse degli equinozi Aries/Libra – la direzione zodiacale o soggettiva della Vita e dell’Evoluzione verso la Perfezione attraverso la Manifestazione – alla dominante Orsa Maggiore.
È proprio la Croce cardinale [la Croce del Maestro, il Cristo] ad immettere, nel Piano solare e planetario, l’energia cosmica dell’Ordine celeste a cui appartiene il nostro Sistema solare: “Le energie della Croce Cardinale si uniscono a quella per cui non abbiamo parola migliore che energia cosmica, anche se si tratta di un termine privo di senso. Esse convogliano la qualità di Colui di Cui Nulla si può dire, e hanno ‘i colori della Luce dei sette sistemi solari’, uno dei quali è il nostro.” (Da: A. A. Bailey, Astrologia Esoterica, Collezione Lucis, p.556).
[3] In termini architettonici, la volta discende sostanzialmente dall’arco e ne costituisce la versione tridimensionale ottenuta per traslazione dell’arco stesso (la volta a botte) o per rivoluzione attorno alla freccia (la cupola emisferica).
volta[4] Sirio e Orione si sono riconosciute come le due Costellazioni, all’incrocio tra piano solare (eclittica) e piano monadico (Via Lattea), associate al Cuore-Anima fonte di Coscienza e di Resurrezione.
Orione è stata definita come la costellazione del Nome e del sacrificio del Cristo: le Sue stelle disposte a forma di X “sembrano iscrivere in punti rutilanti di fuoco, nel cielo stesso, la cifra del Signore”, la cifra del Cristo cosmico (Ж), la ‘clessidra’ o doppia piramide riconosciuta nei millenni come l’Osiride celeste accanto all’amata Iside (Sirio), fonti di resurrezione per la nostra parte di universo. La Cintura di Orione (le tre stelle centrali riflesse in terra nelle 3 piramidi di Gizah), chiamati I Tre Re, interseca proprio ora il piano del nostro equatore celeste, fungendo da spartiacque spaziale dei nostri due emisferi: una sorta di Via di Mezzo a tre fuochi.
E riguardo al Rapporto Cancer-Capricornus-Sirio: “Cancer-Capricornus-Saturno (che esprimono l’energia di Sirio) rendono possibile all’aspirante di percorrere il Sentiero della purificazione, o della prova. Queste energie focalizzano e qualificano quella emessa dalla Gran Loggia dell’Altissimo su quel Sole remoto. Tramite la Gerarchia, esse piovono sulle moltitudini umane, e permettono alla unità, presente in quelle masse, di ‘isolarsi, voltare le spalle al passato e trovare la propria via su quel tratto di Sentiero in cui impara a sentire’.” Parola chiave: Sensitività. (Da: A. A. Bailey, Astrologia Esoterica, pp. 466-7). Sirio, la ‘via maestra’ ritrovata, è dunque la controparte ‘femminile’ o ricettiva del Gigante celeste Orione ed è l’asse cardinale Cancer-Capricornus che vede la presenza di tale Magnete nel suo Campo (allineamento tra Sole e Sirio il 6 luglio e con la Terra il 5 gennaio).
[5] Il simbolismo della stella del nord è chiaro e il potere che emana è ‘penetrante’. Sembra suggerire l’idea di una stella conduttrice, un grande magnete e faro che guida i ‘pellegrini’ sul sentiero del mondo, quello della Giusta Direzione, del ritorno alla casa del Padre-Sole e di qui alle sfere cosmiche:
“La concentrazione sulla Stella Polare fa conoscere le orbite dei pianeti e delle stelle […] questo sutra è la chiave per intendere lo scopo del sette e del dodici, su cui basa qualsiasi processo creativo.” (Da: A. A. Bailey, La Luce dell’Anima, Collezione Lucis, p. 303).
La stella Polare viene indicata quale stella direttiva e di ri-orientamento, “per mezzo della quale si impara l’arte di ‘rivolgersi e ritrovare ciò che si è perduto’. Ciò finisce per ricondurre l’uomo alla fonte che l’ha emanato […].  Essa è una ‘grande stella di direzione’ poiché (in questo ciclo) per essa fluisce la volontà d’unione e di sintesi. È la forza che produce l’integrarsi della personalità, il congiungersi di questa all’anima, e l’unificarsi dell’umanità, cioè il grande Approccio fra questa e la Gerarchia.” (Estratto da: A. A. Bailey, Astrologia Esoterica, Collezione Lucis, pp.197 e 482). Con il termine Gerarchia s’intende l’insieme di Maestri o Grandi Saggi che guidano l’umanità.
[6] Betelgeuse, simmetrica alla luminosissima Rigel, rispetto alla Cintura dei Tre Re o incrocio della X di Orione, mantiene nel suo potentissimo campo magnetico, quale “Madre del mondo” celeste, tutte le stelle a noi note, nel Braccio di Orione appunto. Betelgeuse è uno dei tre vertici del bellissimo Triangolo (equilatero) “invernale” insieme a Sirio e Procione, con al centro la costellazione dell’Unicorno (il cavallo sacro associato alla Vetta, a Capricornus, splendido simbolo vivente della Ragione pura: il corno singolo, la conoscenza diretta dell’iniziato). Fonti della Tradizione esoterica riferiscono che “l’interesse risvegliato ultimamente nell’opinione pubblica dalla stella gigante Betelgeuse, sia dovuto al fatto che in questo momento particolare c’è stata un’interazione di forze tra il nostro minuscolo sistema e questo, gigantesco, ed una comunicazione tra le due Esistenze che li animano.” (Da: A.A.Bailey, Trattato del Fuoco Cosmico, Collezione Lucis, p. 1086). Betelgeuse stimola il centro del cuore dei discepoli, mentre Sirio il loro centro della testa, giungendo attualmente sulla Terra tramite l’asse cardinale dei Segni solstiziali Cancer-Capricornus e tramite Saturno. (Da: A. A. Bailey, Psicologia Esoterica II, Collezione Lucis, p. 647).
Betelgeuse è quel centro del corpo del Logos cosmico (la grande Esistenza la cui vitalità magnetica tiene il nostro Logos, insieme ad altri Logoi solari, nella sfera della Sua coscienza) fonte della sensazione cosciente (plesso solare).
[7] Il termine resurrezione deriva dal latino tardo resurrectio, usato in ambiente cristiano, derivato dal verbo resurgere, rialzarsi (affine in questo significato al più usato exsurgere), risorgere, rinascere, e, solo in ambito ecclesiastico, resuscitare.
Resurgere è composto dalla particella re-, di nuovo, e dal verbo surgere, sorgere: letteralmente “sorgere di nuovo”. Surgere a sua volta è composto dalla particella sub, sotto, e dal verbo regere, guidare dritto, dirigere. La maggior parte dei linguisti identifica in *RAJ- la radice indoeuropea originaria, cui si riconnettono i seguenti termini: sanscrito: ṛj-ras, guida; ṛj-us, diritto, retto (anche moralmente); zendo: e-rez-u, diritto, retto; greco: o-reg-o, distendo, drizzo; latino regere, “condurre dirittamente”, guidare; inglese right, diritto; to right, rendere giustizia. F. Rendich osserva che il verbo indoeuropeo , muovere verso, sorgere, si sviluppa in ar e ra e, in latino, in re/or; nella radice ṛj del latino rectus, retto, riconosce le componenti “” e “j”, ad esprimere l’idea di “muovere verso [] diritto in avanti [j]” (Dizionario etimologico comparato delle lingue classiche indoeuropee. Indoeuropeo-Sanscrito-Greco-Latino, Palombi Editori, 2010, pp. 342-343).
E’ dunque interessante notare l’identità della radice /ar/or/ur, custodita nel termine re-sur-re-zione, con l’etimo di Orione: traduzione dal sumero Uru-anna. Il nome Orione significa letteralmente “l’esplosione della luce”. Le radici *AR-/*OR-/*UR- secondo alcuni linguisti sono le varianti dell’originaria consonante “R”. E’ un suono che ci richiama a guardare sempre verso l’Origine, verso l’Alto.
“La parola ‘resurrezione’ ha un profondo significato, latente nella sua etimologia, che spesso non è messo in evidenza. L’interpretazione usuale è che la parola deriva da ‘re’ di nuovo, e ‘surgere’, sorgere, perciò sorgere nuovamente. Tuttavia la consultazione del dizionario mostra che il prefisso significa ‘ritorno allo stato originario’ elevandosi. Questo ritorno a uno stato originario ci è descritto nel Nuovo Testamento con il racconto del figlio prodigo che disse ‘Voglio alzarmi e andare da mio Padre’, e dal racconto della resurrezione in cui il Maestro Gesù si alzò dalla tomba: le catene della morte non lo potevano trattenere. Nel momento del suo ‘alzarsi’ ebbe luogo un evento di gran lunga più importante e il Cristo passò la settima Iniziazione della Resurrezione e ritornò al suo stato d’essere originario —per restarvi tutta l’eternità. Questa è la vera resurrezione finale.
Il figlio di Dio ha trovato la via del ritorno al Padre e alla Sua Fonte Originaria, quello stato d’Esistenza al quale diamo il nome di Shamballa. La coscienza della Vita universale è Sua; questo è molto di più della semplice coscienza dell’immortalità perché l’idea o il concetto di mortalità non vi è contenuto affatto.” (Da: A. A. Bailey, Raggi e Iniziazioni, Collezione Lucis, p.730).
[8] Vedi per approfondimento: “Plenilunio di Cancer”.
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