All’incipit di questo nuovo anno, mentre l’asse dei solstizi si allinea al centro galattico, la magia di Capricornus, segno iniziatico, viene esaltata dall’allineamento solare con la luminosissima stella rossa Betelgeuse della costellazione dell’Orione, il grande Cristo cosmico che informa di sé il nostro universo locale e ci parla di Resurrezione.

E’ una luce e un auspicio che fiorisce sulla scia del Conclave centennale della Gerarchia che si è tenuto nell’anno appena trascorso, nel quale la potenza dell’impatto dell’energia di primo Raggio della Volontà – Potere di Shamballa si è riversata in seno all’Umanità ed è stata accolta, in particolare, dalle coscienze di coloro che, in vigile attesa, operano per il Bene comune.
Così sollecitati, i Discepoli sentono di essere chiamati a compiere un gesto coraggioso: guardare al Centro ove il Volere di Dio è conosciuto, impegnandosi nella costruzione consapevole di quel tratto del ponte antahkarana che collega il Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo, intermediario fra Umanità e Gerarchia, ai Signori Nirmanakaya, intermediari fra questa e Shamballa.

Finora, nell’intento di imitare la Gerarchia, i Discepoli del mondo hanno prevalentemente operato col modello settenario, numero che attiene alla costruzione della forma (le Stelle della Vita, il Lambdoma, il Piano). Ora però, comprendendo di potersi e volersi posizionare definitivamente sul livello animico, ove l’evoluzione umana e quella devica (l’Angelo solare) s’incontrano, sentono di dover cominciare ad attestare anche il nove, il numero dello spirito e dei petali del loto egoico che si sintetizzano nei tre del loto centrale, vettori delle tre energie fondamentali (Volontà, Amore e Luce) al cui centro sta il ‘gioiello della sintesi’, di natura monadica, punto di ancoraggio del potere di Shamballa.

Il nove del loto egoico richiama alle nostre coscienze il pensiero delle nove Muse, Vite deviche altissime e co-creatrici, insieme al Secondo Logos e agli Dei/Logoi planetari, quali Ancelle della Madre del Mondo ispiratrici del Bene, del Bello e del Vero e vettrici di qualità e poteri che sono stati diffusamente fissati e celebrati su questo blog nel corso dell’anno appena concluso.
Ci affidiamo allora a queste potenze divine affinché ci proteggano, ci ispirino e ci sostengano lungo il cammino verso la Vetta, che si compie alla luce delle stelle.
A questo punto, avendo predisposto la postazione di ricezione dell’energia proveniente dal Centro di Shamballa, riconosciamo che, inevitabilmente, un filo infuocato di quel potere sta già iniziando a discendere nelle coscienze dei Servitori che, in risposta, possono quindi pensare, risalendo lo stesso percorso, di allestire un avamposto umano ad imitazione della Triade spirituale.

Il 2025 è stato dunque uno spartiacque nelle coscienze dei Discepoli del Mondo ed è interessante notare, relativamente a quella forma pensiero che chiamiamo “La Tavola del Piano”, che si sta costruendo in 49 passi/anni, che questo anno 6.5 inaugura un ciclo decennale che conduce al termine operativo previsto per tale progetto, e il 10 è appunto un numero di perfezione, che richiama un ciclo del potere di Shamballa.
Una nuova tappa dell’opera di costruzione del Santuario della Vita umana sta dunque dinanzi a noi e la gioia cresce e si rafforza nella luce di orizzonti sempre più vasti, gloriosi e rinnovantisi.
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L’impatto nel mondo ordinario di questa iniezione di Volontà e Potere, energia che già da tempo sollecita soprattutto le menti umane più egocentrate, si sta manifestando oggi in modo sempre più evidente e deleterio. Assistiamo all’arroganza di governanti dimentichi del fatto che la politica è l’arte del possibile, della ricerca del massimo bene comune, del sacrificio del sé personale; vediamo l’emergere di nazionalismi spinti, di chiusure di confini, di guerre di conquista e conflitti sanguinosi ove non si scorgono vie d’uscita dignitose, di imprenditori che accumulano enormi quantità di denaro, e dunque di potere, mentre una parte del mondo vive in difficoltà o decisamente in povertà, per non parlare della corsa agli armamenti, dello sfruttamento abnorme delle risorse naturali, dell’inquinamento del terreno, del mare, dell’aria.
Inoltre, l’Intelligenza Artificiale, gloriosa realizzazione umana, che potrà essere di supporto per cambiamenti profondi oggi ancora impensabili, per il momento porta con sé insicurezza e confusione diffusi e timori per i futuri sviluppi.
In particolare, già ne vediamo gli effetti soprattutto nell’informazione, ove è sempre più difficile discernere il vero dal falso; nella gestione dei dati personali in mano a pochi multimiliardari che li gestiscono; nel campo della sicurezza e degli armamenti, non solo quelli atomici, ma anche i piccoli ordigni letali ‘intelligenti’, i potenti velivoli, le navi e le macchine di terra con capacità decisionali; e nel mercato del lavoro, ove la robotica sostituisce sempre più gli operatori manuali.
Va detto però che tutto ciò, per reazione, dovrà stimolare le coscienze al discernimento, ad impegnarsi a migliorare i rapporti umani per risolvere i contrasti, a sostituire alla logica della prevaricazione quella della mediazione, ad incrementare il livello d’istruzione e a favorire una maggiore polarizzazione sul piano mentale.
Insomma, ad uno sguardo superficiale, in questa fine di era tutto pare precipitare, ed è così: il vecchio assetto del mondo sta collassando, ma chi ha occhi per vedere sa che i suoi detriti sono materiale per costruire torri future, di cui l’Architetto ha già disegnato l’altezza.
Infatti, mentre guardiamo ed ascoltiamo il fragore di ciò che rovina, amplificato e pilotato dai media, scorgiamo e sentiamo con i nostri mezzi (gli occhi e le orecchie del cuore) quanto grande sia il numero degli Uomini di Buona Volontà e degli “eroi di tutti i giorni” e come comincino a crescere i semi del mondo nuovo: una coscienza più aperta, nuove modalità di insegnamento, di lavoro, maggiore responsabilità e leggerezza, un’Umanità Una nella Comunione universale.
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Relativamente alla Tavola del Piano intuito per l’Umanità, l’anno che sta iniziando, quinto del sesto settennio dedicato alla Nuova Religione Mondiale, è colorato dal rapporto che si produce fra le energie del Sesto e del Quinto Raggio e la sua Meta, che deve essere recepita dalle nostre coscienze e riempita di significato, recita:
Comunione del Lavoro. Il Libro del Sistema
Iniziamo esaminando l’etimologia delle parole che compongono questa formula:
- Comunione Dal latino communio, comunanza, partecipazione, derivato dall’aggettivo communis, comune. È termine composto dalla preposizione latina cum, insieme, e dall’aggettivo munis, “che adempie il suo incarico”, dalla radice indeuropea *MA- che esprime l’idea di misurare, distribuire, scambiare. Il termine esprime l’idea di scambio energetico. (…). Comunione significa scambio nell’unità dell’Essere (vedi: “La Comunione”)
- Lavoro Labor deriva dalla radice indoeuropea *LABH-/*RABH-, che esprime l’idea di afferrare e di volgere l’intento a uno scopo: sanscrito labhate, prendere, ottenere, rabhas, movimento violento dell’animo o del corpo; greco lambano, prendere; tedesco arbeit, lavoro, per trasposizione della radice da rab(h) ad arbh; francese labour, aratura; inglese labour, lavoro faticoso, doglie del parto. (…)
Lavorare significa adoprarsi con il massimo impegno per il raggiungimento di uno scopo.
- Sistema Dal latino tardo systema, che deriva dal greco systema, composto dalla preposizione syn, “con”, e dalla radice del verbo istemi, stare: “stare insieme”. Radice indoeuropea *STA- che esprime l’idea di essere saldo. Sistema indica pertanto composizione salda di elementi (vedi “Principi per lo sviluppo di un Sistema”)
Ecco il simbolo grafico che è stato intuito per questa Meta:

Il suo seme dice:
“Leggo i simboli eterni.
A poco a poco ne penetro il significato universale.
Comincio a tracciarne altri, minori, nuovi, compositi.
È il mio progetto per comunicare la verità”
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Si riportano stralci dalla Meta 6.5:
L’energia del sesto Raggio tende per sua natura verso l’alto e l’interno; infatti, esplora i significati (interni) che indirizzano alle Idee. Quella del quinto Raggio, al contrario, tende verso l’esterno e al basso: costruisce i dualismi formali che manifestano le Idee.
L’equilibrio si produce quando il 5, esaurita la sua missione costruttiva, prende a richiamare all’interno ciò che aveva esternato, mentre il 6, penetrato all’interno, comincia a diffondere la luce ivi trovata. …
Il rapporto fra le energie del Sesto e del Quinto Raggio è mirabile per efficacia. Anziché instabile si mostra pulsante fra le quattro direzioni dello Spazio, ovvero fra i rami della Croce. È fattore di tenacia, resistenza, ripresa, vittoria. Tramuta la forma, che è un carcere, in una dimora luminosa e leggera, in uno strumento di rivelazione, capace di comunicare la gioia dell’essere e di moltiplicarla all’infinito.
Si comprende allora che l’illusione è illusoria. La ricerca dell’uomo è dedicata dapprincipio alla forma, che a lungo è intesa come sola realtà, poi è riconosciuta come illusione e infine è vissuta in quanto essenza.
… il Vortice 6.5 tiene aperte le vie della comunione trasversale.
Alla luce proiettata da questo Vortice il Sistema scrive il suo Libro, in cui si registrano gli eventi più minuti e i pensieri più alti, le visioni, i sacrifici. Nelle sue molte pagine si tracciano e mutano le linee dei disegni mentali del Gruppo, e i progressi verso le Mete.
Il vero Lettore lo legge a occhi chiusi, senza aprirlo. Ma il Libro è reale, ed è continuamente aggiornato dal Vertice 6.5, che ne cura ogni segno, lo custodisce e lo interpreta. Egli sa che ogni capitolo è legato a tutti gli altri, anche i più diversi, e che il Libro può essere letto in vario modo, non avendo né fine né principio: ogni pagina è infatti iniziale e conclusiva, e può essere letta dal basso in alto, in diagonale, da sopra a sotto, da dentro a fuori.
È come la Natura. Tutto ciò che è segno può e deve essere letto, mentre si modifica illuminando gli altri segni e tutte le pagine. Così leggendo, a poco a poco il testo si semplifica, diviene più chiaro e infine trasparente, e il Libro, le pagine, i segni svaniscono.
… Il Vertice 6.5 deve dunque imparare a leggere e scrivere, in quest’ordine. È infatti giusto che il Sistema, come qualsiasi creatura, prima apprenda dai segni altrui, e solo allora tracci i suoi propri, per altri lettori. (Vedi Le Mete Lontane, E. Savoini, Ed. Nuova Era)
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L’impulso della Meta 6.5, che sta inaugurando con potenza il decennio “shamballico”, ci indica quindi la via che conduce al termine della costruzione dell’opera che ci è stata affidata, ed il suo titolo è particolare, poiché si legge dapprima come se si trattasse di due obiettivi distinti. La prima enunciazione risponde in modo preciso alle sollecitazioni del Sei, la Comunione (che ci insegna che nell’Infinito tutti i punti sono in reciproco contatto) e del Cinque, il Lavoro (l’impegno degli Operai). La successiva pare essere stata aggiunta in un secondo momento dallo scrivente, mosso dalla mano dell’Autore e solo oggi comprendiamo che non poteva che essere collocata in questa battuta del ciclo, perché questo è il tempo giusto per astrarci definitivamente, con leggerezza e semplicità, dal mondo della forma e fissare lo sguardo alla fonte eterna del Volere.

Il Libro della Vita è scritto nell’akasha dal massimo Autore, attraverso l’infinita catena di autori minori che sono parti integranti del Suo Essere e ciascuno di questi traduce e ritraduce continuamente, attraverso la propria esperienza, quella Parola che, come un canto, si riverbera senza sosta nell’Universo.
Si può dire allora che il grande Autore scrive con molte penne, rigorosamente con inchiostro ‘simpatico’, ed ogni aspirante autore è una di queste e cercherà di riscrivere i Suoi Insegnamenti per saturare un livello di coscienza minore, facendosi quindi a sua volta maestro.
Quando dunque, alla fine di questo ciclo di 49 anni, il Libro del Sistema sarà stato scritto, ne sarà compreso il senso e verrà liberato nello Spazio con amore e gratitudine nei confronti dei Fratelli Maggiori, gli autori, come i grandi Costruttori del Tempio, volgendo le spalle all’opera, mireranno nuovamente gli spazi celesti, vuoti di forme, dove tutto è Uno, per incidere nello Spazio un nuovo capitolo della storia infinita.
“Il Libro della Vita contiene il flusso incessante del fuoco creativo. Solo osservando la legge superiore può scriversi la pagina dell’Essere sublime. Lo spirito deve impegnarsi a fondo e con coraggio per realizzare i principi sottili e adire alla conoscenza superiore; e nel Libro della Vita sono segnate tutte le aspirazioni positive. Ivi stanno scritte le imprese dei fuochi vitali. E tutto ciò che è registrato in quel Libro vive nel cuore, che ha in sé la bellezza dell’Essere e la cui conoscenza è illimitata. In verità, conquistato il cuore, tutte le possibilità sono aperte. Questo conseguimento, in verità, costruisce le tappe più belle.” (Collana Agni Yoga, Infinito 2, § 507)
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Ricordiamo infine l’affermazione che reggerà interiormente la mente ed il cuore del Discepolo planetario nel corso dell’anno che stiamo inaugurando, ultimo della “Settimana d’impatto di Gruppo”, e che lo sosterrà nel suo servizio:
IRRADIO L’ORDINAMENTO GERARCHICO
Questo ‘Impatto di Gruppo’ ha luogo ogni sette anni dal 21 al 28 dicembre, periodo nel quale – ci dice il Maestro Tibetano – si verifica un potente afflusso di energia spirituale e fu celebrato l’ultima volta dai Discepoli del Mondo nel momento del solstizio di Capricornus 2019, con un silenzio globale potente. Tale atto rituale, molto partecipato, diede un importante impulso all’unità del Servizio nelle diverse forme e gradi e al consolidarsi nelle coscienze della realtà dell’unico Servitore planetario, intermediario fra Umanità e Gerarchia, che osa traguardare il punto in cui Luce, Amore e Potere si sintetizzano nel fuoco trascendente del Centro ove il Volere di Dio è conosciuto.
Ricordiamo infine che l’Ordinamento gerarchico è la garanzia dell’unità universale: è governato dal Suono, che è Numero e Rapporto e assicura la Libertà di ogni creatura.
È generato dalla sublime Volontà del Magnete cosmico: l’Ordinamento è dunque la Legge unificante del cuore.
“ (…) Gerarchia non implica costrizione, è la legge dell’Universo. Non è una minaccia, ma l’appello del cuore, il monito ardente che invita al Bene Comune (…)” – (Introduzione al Testo Gerarchia, Collana Agni Yoga).
“Le basi dell’essere saranno inscritte nel Libro della Vita, e quando la coscienza salendo avrà realizzata l’unità eterna, sarà possibile ingiungere al genere umano: “Costruite la vita sul principio dell’unità”. (Collana Agni Yoga, Infinito 1, § 69)
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Compiamo allora insieme, solennemente, questo primo e decisivo passo che ci conduce, senza moto, verso la vetta di Shamballa, la cui base poggia sul nostro cuore comune. Dobbiamo munirci di coraggio, di impegno ardente, di distacco, di sacrificio, nella consapevolezza che una scintilla del potere del grande Signore già è accesa in noi, al centro di ogni cuore, ad indicare la via.
E quindi, uniti alla Gerarchia, affermiamo:
(…) il Signore di Shamballa è l’ardente Promotore di Vita e del Fuoco della Madre del Mondo. Il Suo Respiro è di fiamma e il Suo Cuore splende del fuoco del Loto d’Argento.
Il Signore di Shamballa vive e respira nel Cuore del Sole. È l’Invocante e l’Evocato. È Colui Che scocca la Freccia e che riceve tutte le frecce. Il Signore di Shamballa respira la Verità e l’afferma. È invincibile, poiché volge la distruzione in opera costruttiva. È lo Stemma del Labaro, è la Vetta della Vita. AccettateLo come la manifestazione della vita; e tre volte ripeto: della vita! Poiché Shamballa è la garanzia delle aspirazioni umane. La Nostra manifestazione assicura il perfezionamento dell’uomo, ed è il sentiero certo per l’Infinito. (collana Agni Yoga, Gerarchia § 5)




