Si sta per chiudere l’anno 2025 durante il quale il centennale Conclave della Gerarchia dei Maestri rivolge con particolare attenzione il suo sguardo all’Umanità; questa data è inoltre indicata dall’Insegnamento esoterico come propizia a delineare i passi della futura Esteriorizzazione della Gerarchia. (1)
In quest’anno che ha visto coscienze e cuori scossi ed impauriti, si fa sempre più urgente e necessario invocare la Luce e nel contempo raccogliere l’eredità di coloro che nei secoli hanno assunto il ruolo di Portatori della Luce.
L’Insegnamento ci ricorda che “L’illuminazione è il dono migliore all’evoluzione. Il Precetto della vita cosmica chiama al compimento di portatore di luce, e solo la Luce compie una tale missione”. (2)
“Solo chi segue la Gerarchia del Bene, può incanalare tutte le energie a vantaggio del bene. Solo una coscienza ardente sa contenere l’orizzonte del Mondo; perciò gli eventi che spazzano via gli accumuli del passato sfuggono al nemico. La capacità di prevedere agisce solo nella visione focalizzata dei costruttori. Il Mondo del Fuoco è dunque stato predestinato dai Portatori di Luce”. (3)
Alzando gli occhi al Cielo, sede di ogni Luce, il nostro sguardo interiore, guidato dall’Anima, vede Saturno (4) varcare le porte di fuoco elettrico di Aries, l’Iniziatore, la fulgida Patria delle Idee, e in quella sostanza ardente accendere la fiamma dell’Intelligenza creativa, la Luce superna che irrompe nelle coscienze umane e ne colma i calici.
Per l’evoluzione della coscienza Saturno rappresenta la Luce dell’Intelligenza e la potenza creativa del manas (5); le coscienze depurate e cresciute con disciplinata consapevolezza si sono liberate dall’influenza raggelante e deprivante del Signore del karma (Saturno) e si sono ‘liberate’ dalla gravità della materia, accingendosi in piena responsabilità a varcare quella porta che consente il passaggio nell’illimitato, nel ‘senza tempo’, nella Luce superna.
Saturno in Aries rinnova dal profondo la materia e la conduce verso le altitudini celesti che la rendono trasparente, purificata col fuoco del
sacrificio, pronta a sprigionare le sue virtù forgiate nella dura esperienza terrena, virtù che ora possono sfolgorare come pura Luce e alimentare la fiamma spirituale che arde in ogni uomo.
L’Umanità è figlia del Cielo (Urano, la Luce primordiale) e della Terra (Gea, la matrice sostanziale). Ad immagine dell’originaria progenie degli sposi divini, come si narra nel mito greco (6), e come si racconta nel mito platonico della caverna (7), l’Umanità è inizialmente tenuta nascosta nel ventre oscuro della madre Gea perché inadeguata agli occhi del padre, nonché incatenata nell’oscurità della materia e incapace di volgere al sole dello spirito gli occhi illusi dal cangiare delle forme.
A ciascuno di noi, immerso nella densità materiale e nell’oblio del cielo, è inizialmente preclusa la luce celeste che infine viene conquistata con sofferenza e consapevole sacrificio.
Ma quando la luce si è fatta strada nella coscienza umana ecco che sorgono, dapprima isolati, poi sempre più numerosi, i Portatori di Luce.
“… i Portatori di Luce, fulgenti d’abnegazione, si precipitano in Terra a dare salvezza”. (8)
I Portatori di Luce percorrono i sentieri terreni senza temere l’oscurità della materia. Hanno fatto esperienza della durezza del mondo materiale ma hanno saputo bruciare nel fuoco del Servizio e dell’Unità le scorie che ostacolano lo splendore dell’anima.
“L’unità è sottintesa da tutte le leggi della Costruzione universale. Come spiegare altrimenti ciò che accade nel mondo? Tutti i Portatori di Luce vegliano sull’unità. Nutrito dall’unità del Fuoco cosmico, ogni spirito è del pari una favilla di Fohat. Sulla via del Fuoco rigenerate la coscienza unendovi al Cosmo”. (9)
I Portatori di Luce percorrono le vie degli uomini in letizia. I loro inni si intrecciano alla bellezza dei fiori, alla lucentezza delle stelle, alla purezza delle acque; il loro passo è capace di incidere nelle forme il marchio dello spirito e di trasformare il trascinarsi dell’esistenza nel ritmo lieve e luminoso dell’Essere.
Loro compagne sono le Muse danzanti, ispiratrici di solenne musicalità, e loro Maestri Mercurio e Venere (10), fautori di fusione e illuminazione.
“Com’è necessario imparare a comprendere tutto ciò che riguarda lo spirito! Non attendetevi nulla dal cuore se la vostra mente non gioisce quando si menziona lo spirituale. Dovete infatti pervenire a quel grado in cui l’essere vostro irradia luce; allora collaborate realmente con i mondi superiori. Chi emette Luce di Beatitudine è al tempo stesso medico, creatore e difensore, a vario livello gerarchico. Dapprima si scorge la luce esterna, poi quella interiore, e solo dopo che la “torcia” si è accesa possiamo spandere Luce”. (11)
I Portatori di Luce vedono il futuro, i cui tratti iniziano a delinearsi tra le macerie grigie del presente. Nel loro sguardo non v’è ansia, né giudizio, né vendetta.
Procedono saldi nello splendore della visione e posano le prime pietre della Nuova Cultura e Civiltà, certi che i semi che hanno sparso nello
spazio a tempo debito fioriranno, ricoprendo il deserto con un manto di vita “… nei fiori il Cielo si fissa sulla Terra”. (12)
Avanzano sulle orme dei Maestri, onorando il lavoro di chi li ha preceduti, forgiando nuove vie per gli uomini che verranno, lavorando senza posa, in Bellezza e nella Luce, per erigere il Tempio planetario.
“Finita la vacanza, riprendiamo il lavoro. Decidiamo che fare. Agire. In questo agire eterno sta la Nostra vacanza. Ma voi, seguendo il Nostro esempio, cercate di farlo senza penose tensioni. Risolvete di agire con calma, sapendo che la Nostra Fonte scorre perenne attraverso voi. E quando vi domandate: “dove sono Coloro che hanno promesso?” siamo alle vostre spalle, e Ci rallegriamo vedendo come cresce in voi il fiore dell’aura. Perché questo è il Nostro Giardino. Oltre i confini ristretti la Luce unisce i cuori”. (13)
I Portatori di Luce sono gli operai del ‘campo’ del Signore.
Conoscono il Piano e contribuiscono a portare Luce e Amore nei cantieri sparsi per il mondo. Il loro salario è la gioia, la ‘saggezza speciale’ che risuona in loro, e nulla sanno del diniego o dell’impazienza.
Via via si riconoscono e ricompongono gli antichi sodalizi che li hanno già visti in passato operare concordi per il Bene comune.
Dal punto di Luce entro la mente divina
affluisca Luce nelle menti umane.
Scenda Luce sulla Terra.
Note




