Accademia delle Muse – La Musicalità e l’Arte di vivere

Nel giorno dell’allineamento eliocentrico tra il Magister Musicae Mercurio e l’asteroide della maggiore delle Muse Calliope, Signora dell’Arte della parola e del Potere del Pensiero, della filosofia occulta, presentiamo il 6° capitolo del testo L’Accademia delle Muse.

6. La Musicalità e l’Arte di vivere

Clio, Calliope ed Erato – Euterpe, Polimnia e Tersicore IV secolo a.C. — Museo Archeologico Nazionale, Atene

“Il silenzio possiede la propria meravigliosa voce: la musica.

… la magia dei suoni che va sotto il nome di “musica” (mousikø) dev’essere riconosciuta come il dono di una divinità, anzi, come la sua stessa sacra voce … Nel canto risuona un sapere vivente.

… il pensiero greco originario della Musa svela l’essere delle cose nella musica e lo compie, permettendo al chiamato, che è un ascoltante del risuonare divino e deve riprodurlo per mezzo della sua voce umana, di esprimerlo di nuovo all’interno della propria esperienza.” (WFO)

“… Secondo Platone, “musicale” non significa solo musica in senso stretto, ma partecipazione a tutte le armonie dell’arte. La musicalità si esprime dunque nel canto, nella pittura, nella scultura, nell’architettura, nella fonetica e infine in tutte le manifestazioni del suono. In Grecia un’antica cerimonia era dedicata alle Muse. La tragedia, la danza e in genere tutto ciò che è ritmico assecondava l’armonia del Cosmo.

… La bellezza è ispiratrice, e ogni tributo offertole perfeziona l’equilibrio cosmico. Chi è “musicale” offre sacrifici non per sé ma per l’umanità, per l’Universo.

La perfezione del pensiero manifesta una bella capacità musicale. Il ritmo più elevato è la profilassi migliore, vero ponte per i mondi supremi. Così intendiamo la Bellezza nel Nostro Luogo. … Sapete dei Nostri speciali strumenti di musica …. Più volte diffusero pace nel mondo e costrinsero alla ritirata persino i servi delle tenebre. Bisognerebbe dedicarsi a sviluppare con ogni mezzo la propria musicalità.

L’intervento del cuore non si sente nelle parole, ma nel loro suono. L’armonia espelle l’irritazione, e quando lo spirito si eleva ogni malizia scompare. Non a caso i poemi epici anticamente venivano cantati, non tanto per meglio imprimerli nella memoria, quanto per ragioni di ispirazione. Ritmo e armonia proteggono dalla stanchezza.

Li si dovrebbe insegnare fin dall’infanzia.” (SOV 1, 42)

“… Noi apprezziamo tutto ciò che coltiva nell’uomo il senso del ritmo. Esso gli è inerente, ma il disordine caotico lo soffoca. L’uomo può agire in modo ritmico senza capirne l’importanza. Chi vuole compiere un’impresa decisiva, sente d’istinto che per prima cosa gli occorre stabilire il ritmo opportuno, necessario per l’armonia. Basta allora un piccolo sforzo per ottenere buoni risultati.

Abbiamo mostrato i semplicissimi ritmi di Mahavan e Chotavan,71 ma se ne possono imparare altri più complessi. Ricordate la metrica antichissima del sanscrito e della poesia greca e romana. Vi si trovano modelli assai evoluti di suono ritmico, accuratamente disposti. Gli antichi sapevano che è necessario comunicare con il Cosmo.

Nelle epoche terrene di grave tensione è bene pensare molto al ritmo. I gridi di terrore gettano nel caos. Di sicuro non approviamo le orge dei tempi di decadenza, mentre l’Indù che canta i versi della Bhagavad Gita è saggio e costruisce un’armonia risanatrice. Il ritmo è sia il cemento, sia le ali dello spazio.

Si cerca la comunione con Noi; il mezzo più potente sta nel realizzare il proprio ritmo interiore. Si può ascoltare anche musica o bei canti ma il cuore rimane silenzioso se è sordo; se invece è educato, vibra concorde e risponde al ritmo. Il cercatore allora migliora, si fa più coraggioso e forte; collabora degnamente con il mondo terreno e sovramundano e vive nella gioia.

Ricordate che il pianeta soffre di un’insolita tensione. Come consentirsi di partecipare a un tale stato caotico in tempo di Armageddon? Ricordate questo monito in tutte le azioni, grandi o modeste. Non il benessere, ma la lotta insegna a pensare. Che guerriero è colui che alla prima difficoltà perde di vista la sua stella, la capacità di pensare? Non è allora diverso dai molti che non pensano, che non sanno riconoscere un’ora decisiva, per i quali gli eventi che incombono sono puramente accidentali. Chi sa pensare si associa invece ai ritmi cosmici, e così armato accetta coraggioso la battaglia. È con Noi.

Disse il Pensatore: “Muse, belle Muse, il vostro coro armonioso dona all’uomo il ritmo giusto”. (SOV 3, 605)

Realizzare il Ritmo dell’Armonia è la sacra Via di Mezzo: il Quarto Principio è il metodo evolutivo (Armonia tramite conflitto) dell’Anima umana per realizzare la Meta, l’Amore-Saggezza, poiché “non vi è amore senza armonia, né armonia senza amore”. E amare la Bellezza è ricordare la nostra essenziale Unità e Armonia con il Cosmo e l’Infinito:

 “… il pensiero continuo e concentrato su ciò che più si ama è il metodo più sicuro per coltivare la memoria. … Il Pensatore ricordava la sua Musa prediletta. Non faceva mistero di superare i giorni più difficili solo per quel sostegno. Era la fonte della Sua forza e dunque della salvezza.” (SOV 3, 451)

“… se il Cosmo è Uno, qualsiasi cosa si voglia introdurre nella sua oggettività deve rispettare la sua prima legge: l’Unità. Ciò che in esso si afferma scollegato dall’Uno non può che essere transitorio e condannato a sparire senza lasciare ricordo; per di più, esercita un influsso dannoso sull’ambiente.

È questa la vera ragione per cui l’arte moderna in genere è disastrosa, sinistra e condannabile. Non tanto per gli errori delle sue teorie (talvolta demenziali) ma perché ignora o contesta l’unità del Tutto. … i cuori non sono ancora educati ad amare l’Uno. Si cerca, inevitabilmente, di rimediare questi scompensi con decreti e divieti, con atti politici, insomma con misure esteriori; intanto l’umanità, lasciata senza arte, se ne muore.

Riconoscere l’Unità è urgente, se si vuole la salvezza; e forse l’Arte non è che la capacità di ricondursi all’Uno. Le vie per ottenerlo sono infinite, ma la meta non può essere che una sola.”72

“… Ciò che garantisce all’uomo la felicità è la bellezza. Perciò Noi affermiamo che l’arte è lo stimolo migliore per rigenerare lo spirito. Per Noi essa è immortale e senza limiti. Noi distinguiamo fra scienza e conoscenza proprio perché questa è arte, mentre quella è metodo. Perciò il Fuoco è l’elemento che intensifica l’arte e l’azione creativa dello spirito. Le prodigiose perle dell’arte possono veramente elevare e trasmutare lo spirito all’istante. … In verità, le perle dell’arte esaltano l’umanità e i fuochi creativi dello spirito le rivelano una migliore comprensione della bellezza. Noi dunque apprezziamo ciò che è integro attorno a un centro e il Servizio reso alla Gerarchia con il cuore.”73

Il Ritorno all’Uno, al Centro, tramite la realizzazione del “proprio ritmo interiore”, la conquista della musicalità, dell’arte di vivere, si ottengono tramite il superamento e trasmutazione dei conflitti nel Nome dell’Armonia (4° Raggio4^ Gerarchia umana):

“La capacità di soffrire, che distingue l’umanità, è la principale reazione cosciente del quarto regno di natura, l’umano, all’ambiente. È connessa al potere di pensare e di porre in relazione coscientemente causa ed effetto. È un processo che conduce a qualcosa oggi neppure sognato. … È connessa ad un aspetto dell’intelligenza creativa, aspetto e caratteristica peculiari dell’umanità.

… Nessun altro regno della natura crea forme, produce colori e suoni in relazione armonica, fuorché quello umano; ogni tipo d’arte creativa è il risultato di eoni di conflitto, dolore e sofferenza.

… Vi deve essere … un intimo rapporto fra questo quarto proposito di Sanat Kumara [la Personalità del nostro Logos planetario], il quarto regno di natura, l’umano, e il quarto Raggio, quello dell’Armonia tramite il Conflitto. È il rapporto equilibrato di questi tre fattori, che si instaura alla quarta iniziazione, che produce la piena bellezza dell’immutabile disegno creativo dell’anima individuale o — su un diverso livello del processo iniziatico — del disegno immutabile dell’anima universale del Signore del Mondo. Il fatto che in questo momento il quarto Raggio è temporaneamente fuori dalla piena incarnazione spiega il relativo interludio nella produzione di arte creativa umana d’ordine molto elevato. Il ciclo della sofferenza si avvicina al termine, e più tardi — quando il quarto Raggio tornerà nuovamente in piena attività oggettiva [a partire dal 2025] — vi sarà un ritorno delle arti su un giro della spirale di gran lunga più elevato di quanto sia mai stato visto.

… il rituale cerimoniale della vita quotidiana di Sanat Kumara, eseguito tramite la musica ed il suono, e portato dalle onde di colore che s’infrangono sulla spiaggia dei tre mondi dell’evoluzione umana, rivela a chiare note, toni e sfumature, il più profondo segreto che sta dietro al Suo proposito… qui non mi esprimo tramite simboli, ma faccio un’esatta affermazione di fatto. Man mano che la bellezza, in qualunque delle sue forme più nobili si fa strada nella coscienza umana ciò comunica un vago senso del rituale della vita quotidiana di Sanat Kumara.” (RI 243-4 e 246-7)

 Lo sviluppo della nuova arte. Sarà segno di rispondenza sensibile alle idee. L’arte in passato espresse soprattutto la comprensione umana della bellezza del creato, l’incanto sia della natura che della forma umana. Quella odierna è ancora un tentativo quasi infantile di esprimere il sentimento e gli stati d’animo interiori e le reazioni emotive che governano gran parte dell’umanità. Tuttavia stanno al mondo dell’espressione sensibile come i graffiti dell’uomo delle caverne all’arte di Leonardo da Vinci. Oggi questa arte nuova si esprime meglio nel campo letterario. La musica sarà il passo successivo verso la verità e la rivelazione della bellezza che emerge; pittura e scultura seguiranno [scritto negli anni ’40 del secolo scorso – e che dire della Settima arte!].

Ma queste non sono ancora l’arte di esprimere in modo creativo le idee, arte che sarà la gloria dell’era dell’Acquario.” 74

Ecco la visione dell’Accademia delle Muse!

L’Umanità che esprime l’arte creativa del Mondo delle Idee.

Bellezza mistica e bellezza occulta.

Esiste una bellezza mistica raggiunta, come sappiamo, per mezzo dell’arte. Essa trasmette un senso generico di bellezza, colore e ispirazione, e così riveste e vela le idee. Ma esiste anche una bellezza occulta (nascosta), raggiungibile anch’essa con l’arte, che trasmette un senso diverso del bello, del colore e dell’ispirazione, ammantato in forme che rivelano le idee. La bellezza mistica vela, nella bellezza, l’ideale. La bellezza occulta rivela, nella bellezza, l’ideale. … [In queste parole e definizioni] sta il segreto della vera creatività.

Medita sulla distinzione fra ispirazione mistica e rivelazione occulta e sulla loro sintesi in tutti i grandi conseguimenti.”75

E così già Platone, il sommo Filosofo innamorato della Sapienza infinita:

“La folgorazione intuitiva dell’idea trascendente non solo è coglimento definitivo della “verità” divina, ma anche trasformazione del soggetto che a tale risultato perviene: “Non credi che allora gli accadrà di partorire vera virtù e che in tal modo […] diverrà caro agli dèi e, se mai ad altro uomo fu concesso, conquisterà l’immortalità?” (212 a). È questa la sola “conoscenza” che valga la pena di conquistare nel corso della vita. A null’altro deve tendere chi voglia dirsi vero philósophos, “amante della sapienza”.

… Solo chi è davvero philósophos, solo chi, con tutto se stesso, è “amante della sapienza”, è vero poeta. E la sua opera può considerarsi, a tutti gli effetti, come la “tragedia più bella” perché è “rappresentazione della vita più nobile ed elevata” (Leggi 817 b).

… Come Platone fa dire altrove a Socrate (Fedone 61 d), l’“amore della sapienza” è megíste mousiké, “suprema musica” o, forse meglio, la forma più alta di conoscenza e di espressione cui l’ispirazione delle Muse può guidare gli uomini. È un vertice verso cui ogni parola e ogni canto, ogni ritmo e ogni misura convergono in un sinfonico accordo con l’armonia del cosmo e la fonte dell’essere.” (DSM)

Fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e conoscenza.

(Inferno, Canto XXVI, v. 119)

Per amore della sapienza e per la sapienza dell’Amore, verso la Bellezza dell’Essere.


71Cosa significa Mahavan e Chotavan? Letteralmente significa grande ritmo e piccolo ritmo.
Mahavan e Chotavan sono ritmi cosmici, ritmi del fuoco dello spazio, e vengono percepiti in certi momenti da chi segue il sentiero dell’Agni Yoga. Si percepiscono solo per brevi periodi; altrimenti sarebbe troppo difficile sopportarli, perché si susseguono l’un l’altro con grande velocità e impeto. … ogni cellula dell’organismo vibra a quei ritmi, mentre il cuore (ed è interessante da osservare) continua il suo normale battito, anche se leggermente intensificato.
… Tutte le esperienze e i ritmi del fuoco si sperimentano quando un discepolo raggiunge lo stadio in cui può assimilare il fuoco dello spazio. …” (E. Roerich, Lettere, 21.07.34)
Mahavan e Chotavan. Entrambe sono parole sanscrite che si riferiscono a ritmi cosmici che esistono proprio qui e ora.
Chotavan significa “piccolo ritmo” mentre Mahavan significa “grande ritmo”. Questi due ritmi sono i ritmi del Fuoco dello Spazio, sono i ritmi del Cosmo.
… tre pulsazioni eterne costituiscano entrambi questi ritmi … Chotavan è femminile e Mahavan è maschile.… con il risveglio della Kundalini si possono incarnare questi ritmi. Significa che cominciamo a percepire questi ritmi (che vengono dallo spazio) e cominciamo a risuonare con essi, così entrando più in sintonia con i ritmi della marcia della Vita Universale, piuttosto che muoverci secondo le tendenze, le mode e i movimenti della vita terrena spesso basata sulla paura, l’ambizione, l’avidità, l’egoismo ecc. ecc.Il fuoco cosmico si espande, crea, mantiene, distrugge e si ritira. Tutto secondo un ritmo.… Questi due ritmi (Mahavan e Chotavan) costituiscono il battito cardiaco del fuoco cosmico. Sono la firma unica del fuoco cosmico, perché il battito del cuore di ogni cosa è unico. Quindi, questi due ritmi ci collegano all’unicità del cosmo … Il fuoco è dietro il suono e il ritmo (se c’è suono c’è ritmo), quindi ascoltando il battito del cuore si può percepire qualcosa del fuoco della vita di quell’essere senziente.” (Tradotto e rielaborato da qui).
72 E. Savoini, Commenti a Infinito II, § 46-50, Ed. Nuova Era.
73 Estratto da Gerarchia § 359.
74 Da A. A. Bailey, Psicologia Esoterica II, p. 707-8
75 Da A. A. Bailey, Discepolato della Nuova Era I, p. 283.
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