Collaborare per creare comunione nella comunità

Dopo aver scritto, nel precedente articolo della sezione ideali/valori, dell’Idea di Comunione, passiamo a sviluppare alcune riflessioni sugli Ideali che possono contribuire ad alimentarla, sostenerla, aggiornarla.
Interessante è ricordare l’etimo della parola “Ideale” che significa visione esprimendone la forza e “Valore” che esprime la qualità.
È importante riflettere su questi etimi, poiché fanno trapelare il rapporto con i Mondi superiori, aprendo alla concezione gerarchica della realtà e alla percezione interiore che si rivelano tramite l’arte di pensare: gli “Ideali” svolgono proprio il ruolo di guidare la visione sul piano mentale-astrale, discendendo da Formule e archetipi dal livello mentale, derivanti dall’associazione di Idee che ‘abitano’ al superiore piano buddhico.
Il “Valore” deriva dalla radice indoeuropea BAL che ha dato origine, nell’antica lingua sanscrita, a parole quali bal, respirare, balati, vivere, le quali esprimono tutta la sua intrinseca potenza.
Con questa premessa andiamo a “vedere”, nella direzione della costruzione del futuro, alcuni valori ed ideali capaci di contenere visione, forza e qualità.
“Si disse, molto tempo fa, che “senza visione il popolo muore”, e invero oggi molti popoli si vanno spegnendo perché non più guidati né sorretti dalla luce e da una forza di un ideale. In questa epoca di grande crisi, questo compito diventa prioritario.
L’uomo, finora mai assurto ad una visione globale del pianeta, all’oscuro dei ritmi e delle leggi solari, non era in grado di gestire in modo autonomo il proprio destino. Avviene così dei fanciulli, ed è semplice segno di impreparazione, non di impotenza. Ora, forse, per la prima volta, si formano gruppi umani, poco numerosi ed ignorati ma assistiti dall’Alto, che tentano, nonostante l’inesperienza, di contribuire al grande compito in modo relativamente consapevole ed indipendente. Con ciò affermano un superiore livello di sviluppo umano ed una maggiore dignità.

“Il Sistema si pone tra tali gruppi, che nel loro insieme sono una bella speranza, sia per la famiglia umana sia per chi ne guida i destini”. (Tratto dagli scritti di Enzio Savoini).

E’ importante ricordare che i valori del passato, ereditati dalle culture e dalle civiltà antiche, rimangono presenti nelle nostre attuali realtà e lo rimarranno in quelle future. Ciò che potrà cambiare sarà accompagnato dal livello di comprensione attivato dall’evoluzione ed espansione delle coscienze.

L’essere umano ha un grande potenziale dentro di sé che però viene usato in minima parte, oscurato e limitato dalla mente non ancora educata ed orientata.
Perché è così importante avere un alto ideale di bellezza, di luce, di purezza, di potenza, di amore? Perché quell’ideale ha effetti potenti: tra lui e noi si intesse tutta una rete di energie e mette in azione le forze nascoste nel più profondo del nostro essere, le risveglia e le attira a sé.
Un alto ideale ci serve anzitutto come termine di paragone; è come una misura, un modello, un campione, ma soprattutto mette in moto le forze della nostra coscienza e di tutto il nostro essere. Allora, a poco a poco, la nostra mente si illumina e scopre il cammino che ci condurrà alla perfezione, il nostro cuore si dilata e si riempie d’amore, la nostra volontà viene stimolata e dinamizzata.
Viene detto che gli esseri umani sono unici nell’attribuire significati, VALORI al mondo, a sé stessi e ad altri esseri umani.

“L’elemento forse più eminente della nuova Cultura, mai raggiunto prima e vera gloria dell’era di Aquarius, sarà la sacralità del lavoro comune. Questo si presenta come il lineamento più probabile e come massimo principio dell’epoca futura e della sua religione planetaria. La vera base di quest’ultima saranno appunto la comunione e la comunità del lavoro, la sua gerarchia, la sua gioia. Con le sue svariate modalità di lavoro e non con il censo, l’estrazione sociale o altre distinzioni convenzionali, sarà il regolatore indiscusso della nuova compagine umana…
…Per aprire i cuori umani alla nuova dispensazione di Cultura bisognerà riscoprire l’eterno valore del lavoro, dono e prerogativa divina dell’uomo, gioia e sostegno della sua vita…
…Con grande cura, con amore sconfinato, il gruppo dovrà instillare la nuova concezione, dopo averla ben compresa e riconosciuta; lavorerà nella gioia ma in segreto, perché il lavoro sia rivalutato e visto finalmente nella sua gloria…”. (scritti di Enzio Savoini)

Per creare Comunione nelle comunità diventa indispensabile orientarsi verso i valori e gli ideali. Senza dubbio, nella luce del presente e nella visione del futuro, gli antichi ideali di sempre assumeranno nuovi e diversi significati nelle loro specifiche applicazioni.
Ci viene detto: “Base della Comunione è la Comunità”. Quindi, è nella comunità che possiamo sviluppare i nuovi ideali e i nuovi valori che conducono all’Uno (Com-unione). E, viceversa, “Base della Comunità è la Comunione”: se non si è in unione con il tutto, con il Proposito unitario, non si può costruire una vera Comunità.

Lungo tutto il percorso della storia, gli eventi hanno evidenziato da un lato la grande forza dell’egoismo, della paura e dell’ignoranza, e dall’altro la costante presenza di una saggezza che ha trovato modo di esprimersi sia nelle forme più rarefatte della poesia e della filosofia, sia nel vivere quotidiano.
Questa saggezza, animata da personaggi noti o da volti senza nome, contiene un profondo sapere, un sapere che le diverse culture hanno manifestato in forme differenti ma pur sempre con quel quid unitario che ha sempre caratterizzato l’umanità.
Ad una prima analisi dei fenomeni sociali, che hanno avuto modo di manifestarsi nell’ultimo secolo, emerge chiaramente la collaborazione.  Ad esempio, nuovi termini vengono espressi in tutto il pianeta: équipe, team, rete, entanglement, solo per citarne alcuni.
Nei vari settori della vita questa realtà ha preso spazio, lentamente ma inesorabilmente. Nella politica, nell’educazione, nell’economia, nell’arte, nella scienza, nelle religioni e nelle comunicazioni, negli ordinamenti possiamo trovare innumerevoli esempi.
In ognuna di queste dimensioni si è iniziato a parlare di collaborazione, di interrelazione, interdipendenza. In biologia, per esempio, c’era la convinzione che gli spermatozoi per poter fecondare l’ovulo dovessero intraprendere una competizione, al termine della quale solo lo spermatozoo più forte e più veloce era il vincitore. Nelle scoperte più recenti, invece, viene rilevata la collaborazione intrapresa tra tutti gli spermatozoi per realizzare la fecondazione (vedi video).

Pertanto, non solo le grandi filosofie e le religioni tradizionali  ma anche la scienza scopre l’interconnessione profonda del cosmo, la sua natura ologrammatica, la stretta interdipendenza del piccolo con il grande e viceversa.
L’universo è uno ed infinito, questo concetto verrà compreso da tutti, aiutati anche dalle nuove scienze che per ora vengono definite “di frontiera”.

Questo termine ci fa riflettere circa la situazione sociale, culturale e politica mondiale di questo periodo. Ancora una volta, l’umanità si sta occupando di frontiere che sono realtà fittizie, che a tutt’oggi determinano l’illusione della separazione.
Infatti, la crisi che stiamo attraversando in questi anni investe tutto il pianeta, dal livello individuale a quello collettivo, in tutte le forme di aggregazione, dalla famiglia alle chiese, dai partiti ai governi. Le istituzioni frammentate e divise franano ovunque in un processo in continua e precipitosa accelerazione.
Il motivo di tutto ciò lo possiamo dedurre dal fatto che ancora ci basiamo su scale di Valori che sono in crisi di per sé in quanto false, ancora costruite sui principi duali, di separazione. La vera crisi dell’umanità è una crisi di percezione e di consapevolezza del suo proprio ruolo. Crisi, però, etimologicamente significa trasformazione.
Infatti, anche Einstein afferma: “Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, poiché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”. (Tratto da Il Mondo come lo Vedo di Albert Einstein, 1931).
Interessante è ricordare il significato dell’ideogramma cinese della parola “crisi” che esprime sia pericolo che opportunità.
Il nuovo mondo vedrà sempre più il pensiero globale. Non pochi sono sul cammino, inizialmente in modo individuale ma progressivamente sempre più uniti nel rispetto delle qualità, delle funzioni e delle competenze. Ogni singola “cellula”, cioè ogni essere umano, confluirà verso il suo organo di appartenenza per esercitare creativamente la sua funzione in armonia con tutto l’organismo umano fino a realizzare la coscienza di essere parte di un tutto sempre più grande.

“La comprensione di un PIANO porterà le persone ed i gruppi a collaborare in modo sempre più organizzato, quindi potente. Il nuovo mondo rifletterà l’armonia del creato perché l’informazione in ogni più piccola particella sarà quella globale; esattamente come avviene in ogni cellula dell’organismo. Dalla capacità di collaborare nascerà una ricchezza nuova, che non sarà un accumulo di capitale ma cooperazione, l’interscambio proficuo per l’evoluzione del tutto. La consapevolezza, la verità, la trasparenza, l’armonia applicata, la gioia del lavoro sono alcuni degli ideali e valori per perseguire lo scopo”. (Tratto da 2a semina 1995, testo inedito di Enzio Savoini).

Dai testi dell’Agni Yoga:

Infinito 2 § 104 – La legge del Cosmo non impone alcuna sommissione, ma la collaborazione cosciente e costruttiva ne afferma il potere creatore. Molte sono le proprietà del Fuoco spaziale. Tale attitudine di cooperazione è da adottarsi, e chiunque sappia contenere le verità opposte può accettarla. Quando il potere dello spirito cresce, chi conosce la legge cosmica si impegna seriamente a collaborare. Aspirate dunque a farlo senza limiti. Lo spirito che conosce le leggi può incrementare tutti i fuochi. Ripeto che bisogna tendere a realizzare l’Essere e collaborare con tutte le forze.

Cuore § 139 – L’Era ventura libererà l’uomo da tutte le schiavitù. Lo si otterrà collaborando con la Gerarchia. Noi non ci stanchiamo di insistere sulla cooperazione. È impossibile realizzare il valore del cuore, che tutto abbraccia, se, anziché cooperare, si inseguono le più varie schiavitù. Stabiliamo dunque che lo stato di collaborazione, nello studio delle correnti magnetiche, decuplica la potenza delle correnti partecipanti. Sembra strano che un concetto etico, come quello di cooperazione, reagisca su un principio fisico, come una corrente. Così può pensare chi non conosce la vera scienza. Ma voi siete bastevolmente consapevoli del fatto che il dominio spirituale è indivisibile dalle leggi fisiche.

Mondo del Fuoco 2 § 280 – Sono da stimare coloro che non si limitano a parlare, ma agiscono. Imparate a valutare le azioni. Le difficoltà di quest’epoca derivano dalla organizzazione scadente, che ha una causa di assurda meschinità: si è dimenticata la collaborazione dei cuori. Gli uomini si radunano per pregare insieme, ma trascurano di sintonizzarsi in quell’atto di servizio. Eppure questa condizione, che è indispensabile, è facile da conseguire, basta semplicemente aiutarsi a vicenda. Serbare un’attitudine mentale insolita significa avvicinarsi al Mondo del Fuoco. Ciò non è facile, nelle ordinarie condizioni di vita, ma non bisogna farne a meno.

AUM § 423 – Ogni settore della vita è ormai così complesso che la cooperazione è indispensabile ovunque. Non si potrebbe citare un solo lavoro in cui l’operatore possa considerarsi isolato. La collaborazione si presenta dunque come scienza di vita. Ma per darle una base scientifica occorre riconoscerla in ogni attività. Non si può presentarla agli uomini come qualcosa di astratto. In ogni materia di studio, nelle scuole, si dovrebbe insistere sulla cooperazione, con rigore. Tutte le legislazioni dovrebbero lasciare ampio spazio a quel principio: ogni suo germoglio essendo protetto. La vita è molteplice, e la cooperazione non può essere condizionata da una sola interpretazione. Le energie sottili hanno parte in ogni lavoro, e la legge dovrebbe accuratamente proteggerle. Le loro manifestazioni penetrano in varie coscienze umane, ed è impossibile definirne le combinazioni sottili con rozze parole. Bisogna coltivare il pensiero a percepire le applicazioni più utili, oltre tutte le convenzioni. Per qualcuno non sarà chiaro il rapporto fra le leggi della cooperazione e la cultura della mente, ma la collaborazione è l’armonia del genere umano.

Fratellanza § 108 – Sapreste mostrare qualcuno che si contenti di ricevere mezzo vestito anziché l’intero? Lo stesso vale per la cooperazione. Che successo sperare se, invece di una collaborazione piena e fraterna, si offrono, per metà, dubbio o sospetto? È bene coltivare le proprie capacità di cooperare, esercitandosi nei compiti più comuni è consueti. È errato credere di saperlo fare nelle opere grandi se non se ne è capaci nelle minute vicende quotidiane. Guardate nel profondo della vostra coscienza, per sapere se in spirito siete pronti a cooperare. Un uomo non può neppure pensare alla Fratellanza se non è lieto di partecipare a imprese comuni. Ciascuna di queste ha molti aspetti, che corrispondono al le varie capacità. E forse ristretto i l campo del lavoro? Non è bello sentirsi affiancati da collaboratori autentici? È grande la gioia che risentiamo per chiunque Ci aiuti. Bisogna incoraggiare, con discrezione, chiunque si accosta: ma non è il caso di lamentarsi se alcuni si distolgono per via, se lo spirito loro non intende la vera gioia.


NOTA:
Il presente articolo viene pubblicato in corrispondenza della congiunzione eliocentrica dei Luminari di e 6° Raggio: Venere, la Mente illuminata dall’Amore e Nettuno, il Custode dei Valori e della Comunione, nel Segno di Pisces, il Potere salvifico dell’Amore spirituale. Questo mentre la nostra Terra si trova a solcare, sempre secondo la visione eliocentrica, il 1° settore dello Spazio condizionato da Aries (Sole in Libra), il Segno che innesca la Volontà di iniziare.
“Dove le energie del Quinto Raggio incontrano quelle del Sesto si forma un Vortice di grande potere creativo. Per quanto riguarda il genere umano tale fusione promuove la comparsa di forme di civiltà, alla cui base infatti non è difficile individuare gli ideali che le qualificano in modo inconfondibile. L’attività di questo intervallo è indispensabile per l’avvio e il successo di qualunque moto di pensiero: esso provvede il necessario dualismo, elargito dal 5, e il nucleo archetipo interiore fornito dal 6. Una serie di Idee incorporee assumono allora parvenze, tenui ancora ma già percettibili da quei pensatori, intellettuali, che in ogni epoca le captano e inseriscono nel patrimonio culturale comune…”. (Estratto da: Meta 5.6 Costruzione degli Ideali – testo “Le Mete Lontane” di Enzio Savoini, collana Semi di Nuova cultura, ed. Nuova Era).

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