In quest’anno 6.5, abbiamo dedicato ed orientato la lettura dei segni del Cielo a 4 Energie e Simboli eterni; dopo aver invocato ed evocato alle scorse discontinuità (solstizio ed equinozio) le Energie dell’Amore e dell’Armonia (la Meta e il metodo dell’Evoluzione della nostra Quarta Gerarchia umana), ora attestiamo il Servizio, valore primario dell’era sorgente dell’Acquario.
Nella prospettiva eliocentrica, tutti i Luminari o Raggi sistemici sono i Servitori del Sole, il quale presiede al Centro ed è il Centro, l’Anima, il Cuore dell’organismo solare; le loro orbite sottili attorno al Cuore del Sole ne tracciano e rivelano il Piano evolutivo, sul piano comune dell’Eclittica.
Queste spirali solari di Volontà, Amore e Luce entrano nel campo planetario attraverso la croce nel cerchio del Respiro della Terra (del suo Costruttore o Logos planetario), appunto i 4 Battiti solstiziali ed equinoziali del Suo Cuore.
Nello specifico, ai Solstizi, l’asse Terra–Sole (analogo al Rapporto Personalità-Anima, o Umanità–Gerarchia) attiva l’asse verticale del Ciclo annuale, che risponde alle energie e simboli causali di Capricornus–Cancer, la Porta degli Dei e la Porta degli uomini, la Luce superna iniziatica che illumina e spiritualizza la Sostanza.
Questo Solstizio (21 giugno h 10.24), 3° battito del Ciclo 2026, vede dunque il 3° Raggio della nostra Terra splendere nel fulgore della Vetta, al servizio della Valle, di tutto ciò che attende di essere risvegliato e illuminato.
La posizione e condizione di spicco della nostra Terra è ora supportata dalla forza costruttiva di Marte in Taurus (trigono) e confrontata dai nuovi valori ed orizzonti prospettati da Nettuno in Aries (quadratura). Anche le forti tensioni tra Plutoneopposto a Giove sull’asse del Servizio alla Fratellanza solare Aquarius-Leo, in doppia quadratura a Marte, nonché quella tra Saturno e Venere tra Aries-Libra, contribuiscono ad allestire un quadro davvero grandioso di possibilità. Tali tensioni polari sono infatti armonizzate ed ordinate dalla mezza Stella della Vita pulsante attraverso i rapporti tra tutti i Luminari profondi: Plutone, Nettuno-Saturno, Urano e Giove.
Mentre il nostro Luminare, Mercurio (4° Raggio) è silente e potente nel Suo Segno Scorpio (ne è il reggitore gerarchico o Magister Musicae della 4^ Gerarchia umana), in quadratura al Signore del Fuoco solare Vulcano in Leo.
Il Cuore del Discepolo planetario attesta dunque:
Apriamo le porte del Tempio celeste
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Nella prospettiva geocentrica, quella che insegna dove e come precipitare le energie causali evolutive, questo ingente influsso sistemico s’incanala in un ricco intreccio di forze tese tra i Pianeti in tutti gli Elementi (terra, acqua, fuoco, aria: i 4 livelli della sostanza – fisico, emotivo, mentale concreto e astratto) nei Segni compresi tra Aquarius (Plutone) e Virgo (Luna).
Un intreccio a forma o struttura di ‘cesto’ o calice; tale fervente costruzione sostiene l’entrata del Sole apparente nelle acque nutritive di Cancer, dove il benefico Giove accanto a Mercurio (in triangolo con Marte e Luna) aiuta appunto ad intuire le forme adatte al nuovo passo evolutivo.
La sinergia e le tensioni tra Venere, Saturno, Nettuno e Plutone, in particolare, si aggiungono ai triangoli già citati e sospingono la mente (manas) a concentrare il proprio potere d’illuminare (Venere, l’Angelo solare della Terra)[1] per distruggere gli ostacoli allo sviluppo della coscienza superiore (opposizione a Plutone in Aquarius e trigono a Saturno e a Nettuno in Aries; Nettuno quadrato al Sole); e così, con Intelletto d’Amore (Urano in Gemini trigono a Plutone e sestile a Nettuno), spalancare le porte del Tempio celeste, dell’Amore intelligente cosmico (buddhi-manas), del Servizio all’Infinito.
“… Desiderate con ardore le energie spaziali! Sappiate volere con coraggio! Assumete in coscienza, audacemente, che infinito è il numero delle vostre forme! In verità, la vita viene trasmutata dallo spirito e dal volere! E le energie si manifestano senza fine.”
Lo si ripete assieme al Maestro: infinito è il numero delle nostre forme. L’umana è una soltanto e, per quanto abbia potenza di sintesi, non esclude le altre. Non si amano i fiori senza comunicare con la loro coscienza, non si ama il mare senza essere il mare, né il Maestro senza essere il Maestro. L’amore reale implica da un lato la conoscenza totale dell’amata, dall’altro la rinuncia alla propria forma. Esso è la base della saggezza e non è autentico senza questo sacrificio. (Infinito I § 37 e commento di E. Savoini)
[1] “Non dimenticate che ciò che collega il nostro pianeta con il pianeta Venere è un antahkarana [ponte tra personalità e anima, e tra anima e monade] planetario che va da lì al Cuore del Sole e quindi al piano mentale cosmico. Ci sono dei “ponti arcobaleno” che portano le settemplici energie dei sette raggi da pianeta a pianeta, da sistema a sistema, e da piano a piano su livelli cosmici. È su questi ponti che vien proiettata la volontà delle Identità spirituali connesse, producendo quella sintesi di impegno che distingue la cooperante vita sistemica.” (Raggi e Iniziazioni, p 406 – RI)







