Scienza dell’Arte

La vera meraviglia prodigiosa del mondo concreto sta nel fatto di essere basato su tre energie sottili, impercettibili ai sensi eppure costruttive e regolatrici: Suono, Spazio e Luce. Nulla di concreto e tangibile esisterebbe senza la loro azione simultanea e continua. Si ignora, attualmente, la potenza creativa del Suono, ma che dire dello Spazio e della Luce? Si possono forse negare? 

Una scienza che fosse fedele al proprio nome, e non succube di un particolare pregiudizio filosofico, dovrebbe avere quelle tre Entità come prima e massima cura, poiché tutti i fenomeni ne dipendono. L’odierna, invece (…) ignora quei mutui rapporti interni che fanno dei tre magnetismi (tonale, spaziale e luminoso) l’espressione dell’Ente supremo ordinatore … I tre magnetismi, cooperando, costituiscono un organismo, un ordine, un sistema, un mondo. (1)

Il Suono, che è aritmetica, e la Luce, che è geometria, sono le supreme energie creative, e il Numero, signore dell’una e dell’altra, le connette e qualifica. Oggi esso è considerato quale espressione di quantità, errore tipicamente moderno e materialistico. Il Numero è qualità, ogni numero essendo creatore di un mondo, non isolato, ma distinto e peculiare dà qualità, significato e valore alle forme, che sono espressioni combinate di Suono e Luce.

I numeri non hanno volto, ma ciascuno è un mondo a sé, animato da regole, psicologia e funzioni ben definite; è autonomo, ma aperto. Ogni Numero è una Luce di colore, qualità e ritmo propri. Ogni Numero, nondimeno, stabilisce rapporti creativi con qualunque altro, secondo commensura, tramite regole esatte e inflessibili – e collabora senza riserve.

Nessuno pensa i numeri come sorrisi di bellezza. Al contrario si pensano arcigni e severi, rigidi e impietosi. Nulla, invece, è più mansueto del Numero, che sopporta qualsiasi trattamento senza perdere la propria identità. Suono, Magnetismo e Luce governano il Cosmo nel modo più dolcemente inflessibile.

La creatività cosmica non tiene conto delle quantità, che comunque produce con straordinaria facilità, cura soprattutto i rapporti, interni ed esterni, che sono la vera struttura delle forme e dei gruppi di forme. L’evoluzione tende all’armonia e alla massima bellezza.

Potrebbe forse la bellezza esprimersi senza il concorso del Numero? “Sì”, rispondono gli anti-artisti di oggi; “No” dissero i grandi del passato, come diranno quelli del futuro. Il Numero è fautore di bellezza, giustizia, armonia, colore. Governa per creare bellezza. Giudica per bontà. Vive nei cuori, e non nei cervelli, come oggi si ritiene.

Il Numero, da molti secoli degradato a mera espressione di quantità, riprende, in seno all’umanità, il suo potere regale che dirige le menti e i cuori. Si annuncia prossima una stagione di vera cultura e civiltà. (2)

Le poche frasi ora scritte ben si prestano ad introdurre il tema di oggi: Scienza dell’Arte*. A tutta prima le due culture, la scientifica e l’umanistica, sembrano appartenere a mondi diversi, separati, quasi che lo scienziato e l’artista rappresentino due sottospecie umane distinte, con lingue diverse e quindi incapaci di comunicare e destinate ad ignorarsi. La storia dell’umanità, però, ci racconta di altre esperienze, di interconnessioni straordinariamente fruttuose, anche se non sempre consapevoli, di due mondi culturali uniti.

Questa separazione, diceva P. Levi, in realtà è una «schisi innaturale» e ogni epoca ha potuto vederne dei grandi esempi.

Ora, sebbene il loro rapporto non sia ancora consolidato, conforta sapere che il percorso di unificazione sta giungendo al termine. Da entrambe le parti ci si sta rendendo conto che sia la scienza che l’arte dipendono dalla capacità della mente umana di elaborare una rappresentazione del mondo e di formulare un pensiero astratto, che entrambe sono ancorate nel mondo sottile delle qualità e dei mutui rapporti, sonori e luminosi, in quel mondo reale unitario, regno dell’Unità superna.

E questo rappresenta ciò che la Scienza dell’Arte che guarda al futuro, dovrà mettere al centro dei suoi studi, non potrà più limitarsi alla ricerca dei migliori materiali piuttosto che delle migliori tecnologie, ma dovrà immergersi nel mondo sottile, comprenderlo, e imparare a riflettere l’armonia di tale realtà unitaria, nel mondo formale.

A proposito di quest’ultimo compito Enzio Savoini, un illuminato pensatore del nostro tempo, in uno scritto inedito, ‘Partizione dell’Unità’, mise in evidenza che tanto in oriente quanto in occidente, nei momenti in cui fu applicata la partizione aurea, il teorema sacro dell’Unità, vennero costruite, nonostante la povertà tecnologica, opere d’ogni genere, ammirate ancora oggi per la loro bellezza. Si sapeva, allora, il valore della commensura, termine geometrico equivalente a quello, aritmetico, di consonanza. E questo dunque, allora come ora, può rappresentare la soluzione al problema dell’unità relativa. Commensura e consonanza sono leggi che agiscono nel mondo formale così come la sezione aurea nel sottile: ripartiscono l’Unità senza dissociarla. Utilizzano i sette intervalli tonali e i sette raggi luminosi, ma l’Intero, il Suono e la Luce, restano unitari. Sono le leggi primarie di tutte le forme d’arte, le quali fioriscono quando quelle sono riconosciute e applicate, scompaiono quando negate o neglette, allora la civiltà s’abbuia, per quanto ricca di tecnologie, e fra le comodità esteriori l’animo soffre e patisce.

Rispettare l’Unità non è un gesto religioso soltanto, o morale, o filosofico: è il comportamento naturale dell’uomo retto, unità cosmica consapevole. Vivere e lavorare su un pianeta che vola ruotando nello Spazio non è una sinecura, una banalità, come molti pensano. È un’arte impegnativa, educatrice e fruttuosa che bisogna apprendere al meglio, a poco a poco, perseverando.

Commensura e consonanza, e la scienza dell’Armonica, che ne è la sintesi, si adattano alle quantità, alle grandezze, alle misure, dissolvendole in puri rapporti numerici. Quando torneranno a essere praticate risolveranno molti problemi.

Ecco che la costruzione del ponte che permette all’uomo di riunirsi alla sua parte più elevata o profonda, che apre la porta, sempre aperta, del mondo sottile, e che consente l’espressione della sua universalità, diventa la vera arte. Tale costruzione è prodotta da, e generatrice di, una mente illuminata e una coscienza che guarda all’Infinito.

E quindi, la Scienza dell’Arte volta al futuro, per espletare la sua funzione, non può che scegliere di stabilire la sua sede in questo mondo di Luce.

Enzio Savoini sosteneva, infatti, che lavorare con la Luce è l’arte delle arti.

Le arti umane sono illuminanti, e quanto più brillano tanto più sono autentiche e veritiere. La musica sembra fare eccezione, poiché emette suoni e non lumi, ma in realtà è la conduttrice delle arti in genere, cui dona ritmo e proporzione, numero e consonanza.

Pensava anche che, in realtà La Luce della mente creativa, non richiede strumenti né abilità manuali essendo diretta dal cuore, che la concentra nello Spazio e la trasmette: cuore è il nome che si dà, nel mondo fisico, a quella facoltà psichica che concentra e dilata la Luce.

Nel mondo sottile tutto è luce. E poiché la Luce è Intelligenza divina, vivere immersi nella Luce è prodigioso. (…) (3)

La Scienza dell’arte così intesa rappresenta il cuore di quell’orizzonte scientifico che è destinato a diventare una delle leve fondamentali dei rapporti sociali. Deve pertanto saper riconoscere i due mondi: dell’essere e del divenire, ossia dell’esistere, e operando nell’esistenza, deve diventare l’interprete del mondo reale.

È questa la scienza dell’arte di vivere, applicata all’esistenza quotidiana, che sa come si vive nel mondo senza essere del mondo. E questa è la sua maestria. È radicata nell’Infinito dove non esistono quantità, ma soltanto commensura, proporzione, e simmetria. Considera l’arte della proporzione, il potere della Bellezza.

Questa nuova Scienza, frutto del giusto uso della mente, lavorerà per dare espressione ad un mondo di bellezza e di giusti rapporti umani. Sarà dunque la scienza dell’arte universale che nella costruzione del nuovo pensiero saprà riflettere l’armonia del cosmo.

Testimoni del mondo invisibile si sono espressi con parole potenti, hanno recato messaggi tali da plasmare i pensieri degli uomini e dirigere la vita di milioni di essi. Hanno proclamato l’esistenza di una conoscenza spirituale scientifica e di una tecnica di sviluppo (…) conoscenza che tratta del giusto uso della mente per mezzo della quale il mondo dell’anima si rivela e viene trovata ed aperta la porta segreta che conduce dalle tenebre alla Luce, dalla morte all’Immortalità, dall’irreale al Reale. La soluzione ultima del nostro problema mondiale sta nella conquista di questa conoscenza, che non è prerogativa particolare né dell’Oriente né dell’Occidente, ma è nota ad entrambi. Da un’amichevole intesa fra Oriente ed Occidente, e dalla fusione del loro più scelto patrimonio di pensiero, scaturirà un insegnamento sintetico ed equilibrato, che libererà le generazioni future. (…) Dalla fusione dei risultati raggiunti dalle due civiltà deriverà un equilibrio per cui la famiglia umana nel suo insieme potrà dimostrare l’intera sua potenza. Tanto l’Oriente quanto l’Occidente stanno imparando ad attingere l’uno dall’altro con reciproco vantaggio, e il lavoro in questo campo è una delle fondamentali necessità del ciclo attuale. Tratto dal testo Dall’Intelletto all’Intuizione di Alice A. Bailey, pag. 16 ingl. Ed. Nuova Era.

Il Conoscitore dirige l’intelletto verso l’oggetto della sua ricerca; segue la via della mente, che disciplina e controlla. La rende stabile; ne arresta la versatilità e la focalizza; … non si cura della propria soddisfazione personale, poiché la mente è il “senso comune” e, nel suo aspetto più elevato, possiede la facoltà della sintesi, dell’Interezza. (…) Il sentimento personale è escluso. L’aspirante padroneggia la mente, la tiene salda nella luce e allora vede e conosce. Segue allora lo stadio di “illuminazione”. Maestro Eckhart riassume … in questi termini: “La Conoscenza eleva l’anima all’ordine divino; l’amore l’unisce a Dio; l’esercizio perfeziona l’anima e la eleva fino a Dio. I tre fattori conducono l’anima fuori dal tempo, nell’eternità”. Tratto dal testo Dall’Intelletto all’Intuizione di Alice A. Bailey, pag. 157 ingl. Ed. Nuova Era.

L’intuizione e la telepatia sono, nella loro forma più pura, due effetti dell’illuminazione sulla mente.

L’intuizione è l’emergere nella coscienza di qualche verità o bellezza … perviene alla mente direttamente dal superconscio, o dall’anima onnisciente. È subito riconosciuta come infallibilmente vera, e non lascia dubbi. Le improvvise soluzioni di problemi astrusi o apparentemente insolubili, e molte grandi invenzioni che hanno rivoluzionato il mondo rientrano in tale categoria. (…) Questo accesso diretto alla Verità è il destino ultimo di tutti gli esseri umani ed è probabile che un giorno la mente stessa si trovi tanto sotto la soglia della coscienza, quanto ora gli istinti. Funzioneremo allora nel regno dell’intuizione e parleremo in termini di intuizione con la stessa facilità con cui ora parliamo in termini di mente, e cerchiamo di vivere come esseri mentali. Tratto dal testo Dall’Intelletto all’Intuizione di Alice A. Bailey, pag. 157 ingl. Ed. Nuova Era.

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* Nota: In questo 5° anno del 5° settennio che vede il pensiero orientato al settore della Tavola del Piano dedicato alla nuova Cultura e Civiltà, questo è il 3° appuntamento di quel ciclo che intende percorrere nel Cielo eliocentrico la via tracciata da Venere, il Luminare Custode del 5° Raggio, la Mente costruttrice del Sistema.
È bello ricordare che Venere è indicato dall’Insegnamento come il Signore della proporzione aurea, Colui che assume in sé il canone della Bellezza armonica, quel rapporto che, legando assieme, in modo indiscutibile, le creature al Creatore, senza sminuire alcunché, rappresenta una delle proposizioni più elevate che meglio definisce la Gerarchia degli esseri e dona al sistema Bellezza sovramundana.
Tutto questo diventa particolarmente significativo per questo nostro Pianeta e per noi umanità, perché Venere risulta essere “l’alter ego” della Terra, il pianeta supplementare e complementare della nostra Casa celeste, che sta alla Terra come il Sé superiore sta alla Personalità.
Ritornando a questo 5° anno ricordiamo anche che il suo colore di fondo è dato dal 5° Raggio, il Raggio della Scienza concreta e della forza manifestante che guida l’Opera rivolta a costruire (dal piano mentale in giù) la Nuova Cultura e Civiltà, e dal suo 5° aspetto alimentato dall’energia del 5° Raggio: Opera, Manifestazione, Costruzione aurea, Pensiero, Lavoro, Scienza.
Gli appuntamenti di questa agenda, pertanto, sono stati fissati nei giorni in cui la nostra Guida solare si verrà a trovare nello spazio colorato dalla 5° qualità, sacra alla Nuova Scienza, dei 7 Segni indicati dall’Insegnamento esoterico, quali principali trasmettitori per la veniente Era di Aquarius, delle 7 energie della Vita, i 7 Raggi (v. documento: Ritualità solare e effemeridi per l’anno 2019).
Ecco i ‘passi’ di Venere (la Mente costruttrice) nel cerchio dello Zodiaco (il Cuore a 12 petali del Sole, di Vulcano Sposo solare di Venere) secondo la 5^ qualità sacra alla nuova Scienza planetaria:
– Venere nella 5ª qualità di Aries/1º Raggio (30 maggio): SCIENZA del Governo,
– Venere nella 5ª qualità di Virgo/2º Raggio (18 gennaio, 29 agosto): SCIENZA dell’Educazione,
– Venere nella 5ª qualità di Cancer/3º Raggio (22 luglio): SCIENZA dell’Economia,
– Venere nella 5ª qualità di Scorpio/4º Raggio (23 febbraio, 9 ottobre): SCIENZA dell’Arte,
– Venere nella 5ª qualità di Leo/5º Raggio (30 dicembre 2018, 11 agosto): SCIENZA e LAVORO,
– Venere nella 5ª qualità di Sagittarius/6º Raggio (14 marzo, 25 ottobre): SCIENZA della Comunicazione,
– Venere nella 5ª qualità di Capricornus/7º Raggio (4 aprile, 13 novembre): SCIENZA dell’Organizzazione.

1)Tratto liberamente dalla dispensa Magnetismo di Enzio Savoini, inedita.

2) Tratto liberamente dalla dispensa Passaggio alla Qualità di Enzio Savoini, inedita.

3)Tratto liberamente dalla dispensa Tenere la mente nella Luce di Enzio Savoini, inedita.

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