Comunicazione della Nuova Cultura

Nel nuovo ambito pubblico globale ci sono molti settori di cambiamento e di innovazione sociale che devono avere come personaggio principale la comunicazione, intesa come trasformazione comune nel condividere la conoscenza.

Sole/Vulcano è ora nella sesta qualità dell’ultimo segno della ruota zodiacale col quinto e sesto Raggio, Pisces, che genera un periodo di sconvolgimenti e di completa disgregazione conducendo gli uomini ad attuare un’intensa e drastica ripolarizzazione.

Ciò porta alla rinuncia di ogni ormeggio legato al passato per cui l’uomo deve imparare a reggersi da solo, dando credito solo alla sua voce interiore, rinunciando ai suoi ideali prestabiliti per chiudere i conti e affrontare l’ignoto con fiducia crescente nella sua spiritualità per risolvere, con l’incremento di una nuova cultura, i problemi che oggi si presentano in campo mondiale.

Poiché comunicare significa in primo luogo rapporto, scambio e, quindi, condivisione e partecipazione tesa all’unità, è necessario che si esca dalle torri d’avorio per osservare e provare a comprendersi veramente, per giungere a un sapere a cui tutti possano partecipare, a un nuovo umanesimo che faccia dell’uomo il suo epicentro.

Ora come ora si parla e si scrive tanto di formazione, di pensiero innovativo, di necessità di dialogo, ma poi ogni cosa rimane come prima perché oggi tutto è più che complesso e coinvolge ambiti disciplinari molto differenti, che non si possono inserire nelle categorie e nelle definizioni tradizionali, tanto da confondere i limiti tra naturale e artificiale, tra umano e non umano.

Per questi motivi è necessario rivolgere l’attenzione all’attuale ecosistema o società interconnessa per proporre un nuovo Umanesimo, che parta da un sapere condiviso, che tenga conto delle relazioni interpersonali e metta la persona, non la tecnologia, al centro dell’intricatissimo processo di cambiamento in atto. 

Questo nuovo umanesimo non deve consistere solamente nella riaffermazione di alcuni valori fondamentali, necessari in un quadro generale di apatia e letargo etico, di insicurezza e instabilità che hanno fatto prevalere l’individualismo e, di conseguenza, la carenza di autentiche relazioni sociali, ma deve assolutamente riconsiderare, alla luce dei cambiamenti avvenuti, alcune tipologie classiche come persona, identità, dignità, umanità e diritti.

Tutto questo va fatto per poter inserire l’essere umano, nella sua interezza, nel mondo globale complesso e modernizzato da tecnologie progressiste e talora aggressive.

Ai nostri giorni la tecnologia è entrata a far parte di un condensato di nuovi valori e di nuovi parametri di valutazione, rendendo palese il fatto che l’evoluzione culturale condiziona intensamente quella biologica, rendendo sempre più difficile mantenere slegati i due percorsi evolutivi e, di conseguenza, più urgente la proposta di un metodo multidisciplinare per analizzare e studiare le varie dinamiche sempre più complesse.

Quello che non bisognerebbe fare è schierarsi pro o contro, ma andare oltre la sterile polarizzazione della polemica, che si oppone alla condivisione della conoscenza, perché dobbiamo essere consapevoli di trovarci nel bel mezzo di una grande trasformazione antropologica che mette in discussione le stesse basi del pensiero e delle abitudini umane.

In questa società interconnessa e ipercomplessa c’è una crescita esponenziale della trasmissione di notizie a cui non corrisponde una uguale crescita delle opportunità di comunicazione, intesa come processo sociale di partecipazione alla conoscenza, che racchiude parità e corrispondenza.

Infatti, nonostante i tanti benefici in tutti i campi, la tecnologia e i social networks non sono in grado di garantire, per ora, la nascita di relazioni comunicative di reale condivisione e, al di là dei tanti interessi in gioco, la differenza la fanno le persone e l’uso che si fa della tecnologia.

Si presenta un inedito cambio di modello antropologico che coinvolge le modalità di produzione , il campo del sapere, la cultura, i rapporti sociali e di potere, nonché gli stessi attori sociali siano essi individui o collettività.

L’importante è che un simile cambiamento sia una grande opportunità di innovazione sociale e trasformazione positiva e non un ulteriore vantaggio per pochi gruppi privilegiati.

Per un corretto avvicinamento alla complessità tecnologica è necessario che competenze e saperi diversi dialoghino fra di loro, condendo il tutto con grande sensibilità etica verso le persone coinvolte e l’intero ecosistema.

Affinché parole come partecipazione, democrazia, libertà, inclusione, unità non siano belle parole vuote, occorre una nuova cultura della comunicazione indirizzata alla collaborazione e alla consonanza, in grado di incidere sui meccanismi sociali della fiducia reciproca e sulla composizione dei dissidi tanto frequenti in una società globale così sconnessa e caotica.

                         Esiste un Piano di evoluzione per l’umanità.

               Tale Piano porta in espressione un Proposito planetario *

Occorre un piano a lungo termine in grado di realizzare sistemi sociali più aperti e inclusivi, che superino la retorica e l’individualismo, supportati da teoria, ricerca e pratica che si sostengano a vicenda perché, per poter cambiare e innovare, è necessario conoscere a fondo e testare le conoscenze finché si trova la formula o, meglio, le formule più consone ad una realtà o un momento storico.

Naturalmente tutto questo risulterebbe artefatto e sterile se non ci fosse un’assunzione di responsabilità a livello individuale e collettivo perché, come già detto, il cambiamento non può essere per pochi ma deve avere una fruizione globale.

Occorre essere intimamente consapevoli, e non soltanto a parole, che la vera innovazione sociale e culturale avverrà solo ricomponendo la spaccatura tra l’umano e il tecnologico, tra il naturale e l’artificiale con l’ educazione, la formazione e la definizione di competenze, senza farsi tentare dalle scorciatoie e dalle strade conosciute che spesso, sembrando più facili, nascondono gli interessi economici dei potenti.

Come ci insegna Pisces, un nuovo ordine equivale a destrutturare i vecchi sistemi per cui è importante educare le persone a pensare con la propria testa per non cadere nei tranelli che condizionano l’opinione pubblica, favorendo una preoccupante povertà educativa partorita da informazioni e conoscenze più quantitative che qualitative.

Il regno della qualità non si conquista con la propaganda, con grandi congressi; non abbisogna d’istituti appositi. Questi sono mezzi usati, necessariamente, per la quantità, priva di ali e senza appoggio psichico. Al contrario, la qualità vola, non le occorre sostegno esterno, si propaga per virtù propria e giunge dovunque. Non solleva clamori, illumina dall’interno; non cerca di convincere le moltitudini o i notabili, ma pervade in segreto le coscienze.  **

I reggitori exoterici di Pisces, Giove e Nettuno, fanno nascere la fiducia nella vita e nell’abbondanza delle opportunità generando empatia, mentre Plutone, reggitore esoterico e gerarchico del segno, provvede alla necessaria distruzione delle vecchie forme favorendo il flusso della realtà spirituale e dell’inclusività amorevole per una corretta Comunicazione della Nuova Cultura.

 

 

 

 

                        

 

 

 

.*   Enzio Savoini. Scritti inediti. Attestare il Piano planetario– pag.3

**   Enzio Savoini.Scritti inediti. Passaggio alla qualità– pag.156

 

 

.*   Enzio Savoini. Scritti inediti. Attestare il Piano planetario– pag.3

**   Enzio Savoini.Scritti inediti. Passaggio alla qualità– pag.156

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