Il Ciclo Nettuno-Urano

Nel giorno della congiunzione eliocentrica tra Mercurio e Urano, Signori delle Regole armoniche (7-4) e della Bellezza regolare (4-7) dell’Evoluzione, torniamo a parlare di Cicli, le spirali creative della Vita.

Dopo aver trattato del Ciclo sintetico e della precessione degli Equinozi, ora ordinatamente passiamo ad approfondire le pulsazioni composte dei “vortici magnetici e luminosi” che sono i ritmi dei Pianeti del sistema solare.

Elaborando quanto scritto in proposito nel testo Dal tempo lineare al tempo ciclico (nella 7^ sezione della pagina Documenti:

Si sa che la “lancetta dell’orologio qualitativo delle 12 ere terrestri ora punta tra Pisces ed Aquarius, indicando un clima di forte transizione da valori contraddistinti da devozione, emotività, desiderio materialistico ad altri tendenti alla globalizzazione, alla mente scientifica, al servizio, all’universale.

Per la Terra si dovrà tener conto di questa qualità di fondo, che colora gli eventi e le forme nella nostra sfera planetaria. Ma questi ultimi, secondo l’ipotesi, sono forze trasformate dall’Ente/Logos planetario a partire dai quanti di energia delle Formule decretate e assemblate dai Cicli composti planetari.

Tenendo sullo sfondo questo aspetto globale terrestre, nonché il Settimo Giorno solare (il Ciclo sintetico di 840 anni in corso: 1910-2750) quale direttore d’orchestra, scendiamo perciò nel dettaglio dei Cicli principali del Sistema solare, per presentare gli spartiti che guidano le sue armonie e melodie costruttrici.

Di tali architetture sonore e luminose, allestite dai Ritmi celesti, si fornirà anche un tentativo di decodifica in formule di pensiero, nella direzione ardita ma legittima di intuire, prefigurare e assecondare il Piano di evoluzione planetaria e solare. Per ammettere e accogliere tale lettura del Cielo il ricercatore dovrà indagare e approfondire i valori attribuiti ai Pianeti, ai Segni e ai loro rapporti spaziali da parte dell’astrologia (esoterica), parte di quella Scienza dei Sette Raggi, che, soprattutto per la mente “occidentale”, viene supportata e chiarita dal codice pitagorico degli intervalli armonici. Allora potrà scorgere, ed eventualmente confermare in cuor suo, la correlazione analogica tra la sintassi celeste e quella del linguaggio umano, nel sogno e tentativo reali di accordare il proprio strumento solare alla Musica delle Sfere, e di interpretarne gli spartiti.

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Tra i Cicli planetari, la gerarchia pare stabilita dalla loro scala di ampiezza o profondità, che ne sottenderebbe non solo la relativa sfera di influenza e la capacità comprensiva dei cicli minori, ma anche la maggiore o minore ‘portanza’ e persistenza degli impulsi causanti.

Le coppie possibili tra i 7 Luminari sacri (indicati dall’Astrologia Esoterica come i Sette Centri maggiori dell’Organismo solare) sono 15 ma vi sono tre Cicli composti primari (vedi video relativo), di cui il primo o maggiore è tra:

1Nettuno (6° RaggioSignore delle Acque spaziali e Custode della Comunità solare) e Urano (7° Raggio: Signore della Gerarchia e Ritualità solari):

Il quadrato nel cerchioè il ciclo che libera la Comunione e lOrdine solari.

Nettuno e Urano si congiungono ogni circa 170 anni (168 in valore armonico), 5 volte in un Giorno solare (di 840 anni). Tale impulso vitale e causante viene liberato nello Spazio solare tracciando, congiunzione dopo congiunzione, punti o direzioni nello stesso Segno o in quello successivo, impiegando 3600 anni per toccare tutti i 12 settori dello Zodiaco!

Sette di questi giri di congiunzioni primarie tra Urano e Nettuno sono dunque contenuti in un Anno precessionale terrestre (di circa 25-26.000 anni): i sette Cicli Urano-Nettuno sembrano ripartire in sette Giorni o settori la “Settimana precessionale terrestre”.

I loro periodi di rivoluzione (in valori armonici 168 e 84) sono in rapporto 2:1 o intervallo di Ottava, sacro al valore del Campo; mentre uno “sale e scende” ogni 42 anni, l’altro “quadra il cerchio”. Ogni circa 42 anni i loro rapporti angolari reciproci (congiunzione, quadratura, opposizione, quadratura) tracciano dunque i vertici di un quadrato, l’archetipo la cui “semplicità simboleggia la quiete statica della manifestazione, sempre segnata da un quaternario, che è la forma delle forme.

Una tale, grande figura cosmica, così elementare e onnipresente, inscritta nel cerchio (inesistente) dello Zodiaco è simile al palcoscenico allestito per una rappresentazione nella quale l’uomo, il quarto Attore, operi la ‘quadratura del cerchio’, rendendo la Terra sempre più simile al Cielo e specchiando questo in quella secondo la sua nobile Funzione universale. […] la città quadrata dalle quattro porte, collega l’esteriorità al divino immanente: la struttura dei massimi o minimi sistemi è una sola, ed è una realtà universale. Ricchi di questa conoscenza, fra Centro, cerchio e quadrato si potranno tracciare linee sicure, e sperimentare nuove forme costruttive.

Si contempla, per ora, la bella visione, sotto l’egida di Nettuno, Signore della comunità solare, e di Urano, Maestro di gerarchie rituali.”[1]

I Luminari sacri Nettuno (6° Raggio su 7^ Orbita) e Urano (7° R. su 6^ O.) stabiliscono dunque il campo e la scena solari, rinnovando coi loro poteri e moti sincronizzati i cardini e le regole della Comunità solare, secondo le 4 battute del loro Ciclo inscritto nello Zodiaco.

La loro opposizione del 1910 tra Cancer e Capricornus, avvio del Settimo Giorno solare, si specchia nella loro congiunzione in Capricornus del 1993 (la precedente fu nel 1821 sempre in Capricornus e la prossima sarà in Aquarius nel 2164), impulso primario degli attuali cicli sistemici; in formule analogiche: un nuovo ritmo iniziatico è esploso a ridosso della fine millennio del nostro Pianeta, portando al culmine la tensione accumulata per tutto il XX secolo e avviando il nuovo grande Ciclo di restauro e rinascita.

L’eccezionale coincidenza tra l’attuale asse dei solstizi della Croce cardinale con la direzione al Centro galattico, magnifica sommamente la potenza e il significato di tale congiunzione nel Segno iniziatico di Capricornus, nonché della loro precedente opposizione (1910) lungo tale Direzione cosmica primaria: la “trazione cosmica” mette fine ad un ciclo, al suo tipo di coscienza e al suo calendario (Maya[2]), per iniziarne un altro maggiore.

Ponendo al vertice la congiunzione tra Nettuno e Urano del 1993, si comprende come stiamo vivendo il quarto di ciclo (precisamente dal 1993 al 2040) nel quale i Due stanno discendendo concordi verso la valle di Cancer (ora Urano è fino al 2018 nel “Suo Segno” Aries e Nettuno fino al 2025 nel “Suo Segno” Pisces, dal 2011). Dal 1910 al 1993 Nettuno è risalito da Cancer a Capricornus mentre Urano ha compiuto un intero suo anno da vetta a vetta (Capricornus): nel XX secolo il Loro moto concorde ha spezzato le forme irrigidite del ciclo precedente e ha sciolto le convenzioni, i costumi e le abitudini; ora, terminata la parte dirompente dell’azione, Nettuno favorisce le nuove combinazioni sociali mentre Urano consolida le nuove regole della convivenza generale.

Le energie liberate dal primo Ciclo discendono dalla Vetta per riordinare le Società planetarie.”


[1] Da E. Savoini, “Il Sistema solare nello Spazio”, 1993, pag. 134, scritto in via di pubblicazione. Seguono considerazioni mutuate da questo primo manuale di Astrologia Eliocentrica Esoterica.
[2] Si inserisce qui questa convergenza con i computi dei Maya, in quanto le loro 5 ere di 5.125 anni costruiscono una Stella a 5 punte nel nostro ciclo precessionale, presumibilmente avendo come punto di Inizio proprio la direzione al Centro galattico. Similmente opera l’era tra Urano e Nettuno di 170 anni nel Giorno solare di 840 anni. Risonanze di numero (1:5), risonanze di valore e di funzione essenziali: sono le 5 tappe e sbocchi procreativi e aurei (Stella a 5 punte) del ciclo precessionale e del Giorno solare?
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