Il Modello Celeste

Abbiamo definito il Modello come una guida, come il nostro cielo più prossimo. In effetti, nella catena infinita della coscienza che collega i mondi, ogni anello riflette il superiore ed è modello per l’inferiore.

Mentre quindi guardiamo negli occhi i nostri maggiori che ci traggono ad essi, teniamo saldamente per mano i nostri minori che ci spronano a dar loro esempio, ovvero a mettere in pratica la nostra comprensione dell’unità e della divinità della vita. Così si produce quell’energia trainante che riporta all’Uno secondo la regola aurea, mettendo cioè in rapporto il minore, il maggiore ed il tutto e che si traduce nella gerarchia del servizio.

La Gerarchia, di cui si è parlato in altra pagina, “vive e cresce secondo la legge del fuoco”.

Ogni coscienza, nel proprio ordine e grado, ne fa parte. Il giorno in cui la si riconosce segna una discontinuità nelle nostre vite, a cui corrisponde una precisa assunzione di responsabilità, poiché quella catena non può più essere spezzata. In quel momento si compie anche una precisa “scelta di campo” e comincia a chiarirsi il nostro posto nel piano planetario; le nostre esistenze si consacrano quindi consapevolmente al servizio del bene comune, ovvero all’assolvimento della funzione “religiosa” dell’uomo, il cui compito precipuo è appunto quello di essere tramite fra il Cielo e la terra.

Il Modello celeste - cielo stellatoSe accettiamo il pensiero che lo Spazio è vivo, non ci è difficile guardare al Cielo, ove gli sguardi di tutte le creature convergono, come al massimo Modello comune, che ciascuno legge secondo proprio livello di coscienza, ovvero in ragione di quanto gli serve per crescere. Il Cielo, con la sua trasparenza ed esattezza, nel suo profondissimo silenzio, tiene in sé tutte le evoluzioni ed i moti di tutti i luminari, che sono l’evidenza di grandi coscienze causanti e costituiscono la Gerarchia solare, di cui il nostro Logos planetario fa parte e che noi uomini siamo chiamati ad imitare.

In senso generale, possiamo dunque dire che, se tutti i modelli provengono dal Cielo, la Gerarchia, in un gioco di specchi, li riverbera ad ogni livello. L’uno e l’altra sono quindi strettamente collegati, tanto da potersi quasi identificare.

I modelli si percepiscono sul piano dell’intuizione; vivono nel mondo delle idee e degli archetipi, ove l’essere si riflette nel divenire, ove “potenze umane e solari possono incontrarsi e operare a piani di sviluppo planetari”.

Su questo livello si sostanzia tutto ciò che è causante per lo sviluppo della coscienza dell’umanità ed è dunque qui che occorre porre le basi per una nuova cultura umana.

Qui nascono i miti che raccontano le dinamiche celesti e le storie degli eroi, così come i simboli sacri che l’uomo riconosce da sempre e con i quali da sempre si confronta, che sono costantemente disegnati nel cielo dai cicli dei luminari. I simboli non sono dunque statici come ci appaiono quando li tracciamo su un foglio di carta o li interroghiamo per svelarne il messaggio causante, ma dinamici. Ad ogni momento infatti cambia la natura delle energie spaziali in gioco e il rapporto delle Coscienze celesti interagenti, le quali indicano a tutte le creature del Sistema i passi da compiere e come e quando operare per svolgere un’azione congiunta e conforme al dettato solare (vedi: “Dal tempo lineare al tempo ciclico”).

In particolare, fra le molteplici geometrie celesti che si squadernano all’interno del grande abbraccio circolare dello Zodiaco (il cerchio), è interessante osservare come i simboli del triangolo, della stella a sei punte e di quella a cinque punte vengano tracciati, in cicli di 60 anni, dai rapporti fra Giove e Saturno, i luminari che si ipotizza essere preposti allo sviluppo del Piano e della coscienza solare, mentre il quadrato (o la Croce) è disegnato in 168 anni dai rapporti fra Urano e Nettuno, il ciclo che libera  la comunione e l’ordine solari.

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In sostanza, nulla è occultato nel grande libro del Cielo, che è il Modello di tutti i modelli, i quali si svelano al nostro sguardo mentre esploriamo le profondità del nostro cielo interno, che ci fornisce gradualmente le chiavi di lettura per interpretarlo. Per contro, gli uomini talvolta velano di segreti le proprie piccole acquisizioni di coscienza, senza comprendere che non si può occultare la luce, poiché ogni cosa è sotto gli occhi di tutti e si difende appunto con la propria luce, che noi chiamiamo Mistero.

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