Origine

Glossario – Origine

 

Etimo secondo TPS

 

Dal latino origo, origine, principio, derivato dal verbo oriri, sorgere, nascere. La terminazione latina (e poi italiana) in -iginem è comune ad altri cosiddetti “nomi verbali”, a indicare l’essenziale relazione con l’idea espressa dalla radice.

Del verbo oriri, sorgere (sottinteso sol, sole), la radice di riferimento è ben illustrata da F. Rendich: ṛ, che dà origine ad ar, or, ur, ir/īr, er, che tutte esprimono l’idea fondamentale di “muovere verso l’alto”, “sorgere”, “alzarsi”, “innalzare” (DEC, pp. 338-339) e che si caratterizzano, secondo il parere concorde dei linguisti, in vari modi anche a seconda della varietà delle lingue derivate: ad es. *AR- indica prevalentemente il moto verso, il moto per unire; *UR- il moto dalle origini, usato come prefisso specie nella cultura anglosassone, etc.

Si vedano il sanscrito ūrdhva, eretto; il greco orthòs, dritto; il latino ortus, che come participio perfetto di oriri significa “alzato”, “nato”, e come sostantivo il “sorgere di un astro”.

 

Origine significa inizio della Vita

 

Nel Lambdoma Luce la definizione è: L’Origine è la prima pulsazione vitale (1.3)


Treccani

 

orìgine s. f. [dal lat. origo -gĭnis, der. di oriri «alzarsi, nascere, provenire, cominciare»]. –

1. In genere, il primo principio, la prima apparizione o manifestazione di qualche cosa, e il modo con cui essa si è formata: l’o. della vita, dell’universo, della terra, dell’uomo; il problema dell’o. unica del genere umano; la teoria di Darwin sull’o. delle specie; l’o. delle idee, del linguaggio; l’o. del dramma, delle sacre rappresentazioni; risalire all’o. (o alle o.), alle prime manifestazioni di un fatto, o alle cause prime. Locuz. agg. d’origine, in espressioni come peccato, vizio, difetto d’o. (più com. originale); locuz. avv. in origine, da principio, al primo manifestarsi di ciò di cui si tratta. Frequente l’uso del plur.: le o. di quel popolo si perdono nell’oscurità dei tempi; le o. leggendarie di Roma; soprattutto per indicare le forme più antiche di una realtà soggetta a evoluzione, a sviluppo: le o. (o il periodo delle o.) di una letteratura; le o. del cristianesimo (o il cristianesimo delle o.).

Con accezioni più partic.:

1.a La realtà, il fatto da cui qualche cosa deriva, sia direttamente, sia per trasformazione: sono fenomeni diversi ma che hanno la stessa o.; l’o. di un’istituzione, di un’usanza, di un errore, di un pregiudizio; o. di una parola, la sua etimologia: vocabolo d’o. greca, araba, d’o. sconosciuta. Con sign. più affine a causa: l’o. dei tumori, dell’artrosi; l’o. dei terremoti, dei fenomeni vulcanici; o. di una lite, di una disputa, di un contrasto. E per indicare il modo, il processo di formazione: rocce d’o. sedimentaria; terreno d’o. alluvionale, ecc. Dare o. a qualche cosa, far nascere, causare: la diversità d’opinioni ha dato o. alla disputa. Avere, trarre o. da qualche cosa, derivare, essere causato, provocato da: tutti i nostri guai hanno o. dalla sua ostinazione; le supposizioni dei commentatori hanno avuto o. da una erronea interpretazione del verso.

1.b. Riferito a una famiglia, oltre al sign. generico (per es., le o. della dinastia sabauda, i suoi inizî, il primo periodo della sua storia), può indicare la sua genealogia, la nazionalità, l’ambiente o la condizione sociale da cui proviene: famiglia di antichissima o., di nobile o., di o. oscure; è una famiglia francese, ma italiana d’o. (o di o. italiana). Analogam. di persona singola: un uomo di o. plebea, di umili o.; Mecenate era di o. etrusca. In araldica, arme di origine, l’arme di una famiglia inquartata in quella di un’altra famiglia, che discende o ritiene di discendere dalla prima (per es., l’arme di Sassonia in quella dei duchi di Savoia); anche l’arme che presenta uno smalto o una figura propria del paese d’origine della famiglia (per es., l’armellino nell’arme di famiglie d’origine bretone). Luogo, paese d’o., di una persona, il paese natale suo e dei suoi antenati; di un popolo, di un animale, di una pianta, quello da cui proviene, da cui si è mosso o è stato trasportato per vivere altrove.

1.c. Di una merce, luogo o paese d’o., quello in cui è stata prodotta o da cui comunque proviene (anche assol. origine, con lo stesso senso, nella locuz. all’o., per es.: vino imbottigliato all’o., o sim.); per la denominazione d’o., in diritto e in enologia, v. denominazione. Certificato di o., documento rilasciato da pubbliche autorità (console, camere di commercio, ecc.) per attestare quale sia il paese di origine di una data partita di merce; deve essere esibito alla dogana dal capitano di una nave mercantile, quando vuole introdurre quella merce nel territorio nazionale.

1.d. L’o. di un fiume, la sua sorgente.

2. Con senso spaziale, e più concr., il punto d’inizio di qualche cosa: l’aorta ha o. dall’orifizio arterioso del ventricolo sinistro del cuore. In matematica, o. di una semiretta, il suo punto estremo; o. delle coordinate (o puntoorigine), il punto comune agli assi di un riferimento cartesiano, di solito indicato con la lettera O.

3. In grammatica, complemento di o. (o di provenienza), il complemento che indica l’origine, la discendenza, la provenienza di una persona o di una cosa (per es.: «nato da o di povera famiglia»; «la famiglia Giulia si diceva discendente da Iulo»; «il Po nasce dal Monviso», ecc.; anche in un senso estens. e fig., in frasi come: «da chi hai appreso la notizia?», «ho imparato molto da te», ecc.).

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Il termine origine, in filosofia, ha due significati principali, spesso confusi l’uno con l’altro: da un lato, esso esprime l’idea di cominciamento o atto o fase iniziale; dall’altro, esso indica il fondamento o principio ontologico di un ente.

Il cosiddetto “ritorno alle origini”, tratto caratteristico del Rinascimento, è un’espressione che si fonda su questa ambiguità, in quanto intende l’origine tanto come cominciamento in senso cronologico, che come fondamento ontologico (l’evo antico come fondamento dell’evo moderno, ma anche semplicemente come anteriore ad esso). Ancor prima, la teodicea poneva la questione dell’origine del male negli stessi termini, ontologici e cronologici.

Nel XIX secolo, si sviluppò tutta una serie di studi sulle origini (del linguaggio, della vita, delle specie): tali studi incorporano questa pluralità di significati in uno stesso concetto.

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