Organizzazione

Glossario – Organizzazione

 

Etimo secondo TPS

 

Termine derivato dal verbo organizzare, a sua volta derivato da “organo”, dal latino organum, traslato dal greco organon, strumento di lavoro, arnese, connesso al verbo ergo, io lavoro.

Radice indoeuropea *WERG-/* VARG-, che esprime l’idea di spingere, agire.

 

Organizzazione significa coordinamento di unità di lavoro


Treccani

 

organiżżazióne s. f. [der. di organizzare]. –
1. In biologia:

1.a. Insieme di processi attraverso cui organi, apparati e strutture si formano, si sviluppano, si differenziano e si coordinano così da costituire un organismo vivente: l’o. dell’embrione, del feto.

1.b. Il modo con cui un essere vivente (animale o pianta) è organizzato, la sua particolare struttura anatomica e funzionale: l’o. degli echinodermi è diversa dall’o. dei molluschi; animali di basso o alto grado di o.; passaggio di piante (o animali) da un tipo di o. acquatica a un tipo di o. adatta alla vita terrestre.

1.c. In patologia, o. di trombo, processo di fibrosi cui va incontro un trombo: ha inizio dalle pareti vasali con travate di connettivo che invadono il trombo sino a sostituirlo del tutto.

2. Nel linguaggio com.:

2.a. Attività intesa a organizzare, cioè a costituire in forma sistematica un complesso di organi o di elementi coordinandoli fra loro in rapporto di mutua dipendenza in vista di un fine determinato: o. di uno stato, delle forze armate, di un’amministrazione, di un ufficio; l’o. dei servizî pubblici. Più genericam., predisposizione di tutto ciò che è necessario alla realizzazione di qualche cosa: o. di un convegno, di una mostra, di uno spettacolo.

2.b. Il modo in cui un organismo, un istituto, un ente è organizzato, cioè il suo ordinamento strutturale e funzionale: l’o. amministrativa di uno stato, di una provincia, di un comune; aspirare a una nuova o. della società; l’o. di una fabbrica, di un’industria; o. aziendale; o. del lavoro; o. eccellente, perfetta, buona, difettosa.

2.c. In senso assol., il fatto stesso di essere organizzato, cioè ordinato secondo criterî funzionali: avere, non avere o.; mancare, difettare di o., espressioni che possono essere riferite anche a persona singola, per indicare la sua capacità organizzativa.

2.d. Con sign. concr., corpo organizzato, associazione di persone collegate tra loro in una struttura organica per cooperare a un fine comune: o. giovanili; o. cattoliche; o. sindacali; organizzazioni di massa, di cui fanno parte grandi masse di aderenti; un’o. terroristica. Anche nome di istituti e organismi a carattere internazionale, la maggior parte dei quali fanno capo all’O. delle Nazioni Unite (v. nazione), come l’O. internazionale del lavoro, con sede a Ginevra, l’O. per l’alimentazione e l’agricoltura (sigla FAO, dall’ingl. Food and Agriculture Organization), con sede a Roma, l’O. delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (sigla UNESCO, dall’ingl. United Nations Educational Scientifical and Cultural Organization), con sede a Parigi, ecc.

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Wikipedia

 

«Le organizzazioni sono delle realtà socialmente costruite che si trovano più nelle menti dei loro membri che nelle strutture» (Gareth Morgan).

Un’organizzazione (dalla lingua greca antica: ὅργανον -organon- strumento) è un gruppo di persone formalmente unite per raggiungere uno o più obiettivi comuni che individualmente riuscirebbero difficilmente a raggiungere.

Caratteristiche generali

L’organizzazione è lo strumento che stabilizza e specifica il vincolo associativo che lega i gruppi sociali (aggregazioni spontanee o necessarie di individui). Una buona organizzazione predispone in primo luogo le strutture per il soddisfacimento degli interessi sia individuali che collettivi del gruppo sociale.

Dal punto di vista giuridico, l’organizzazione (o meglio i vari modelli organizzativi che danno luogo al plurimorfismo) si esprime soprattutto attraverso attività regolate in via tendenziale dal principio di legalità. La giuridicità dell’organizzazione di una comunità di individui (ad es. lo Stato), solleva anche il problema della titolarità della funzione organizzatrice.

Principi ed elementi organizzativi

Per definire l’oggetto di studio della ricerca organizzativa occorre formulare tre premesse:

  • Le organizzazioni sono formate da diversi elementi con differenti funzioni che contribuiscono singolarmente a formare il processo organizzativo complessivo;
  • I sistemi organizzativi sono concepiti sulla base di principi che trovano soddisfazione all’interno così come nell’ambiente esterno;
  • I sistemi si basano sull’elaborazione e la generazione di informazioni che permettono alle organizzazioni di apprendere e di svilupparsi.

I principi fondamentali di un’organizzazione includono:

  • un carattere strumentale: i processi di perseguimento degli obiettivi organizzativi seguono un iter predeterminato in base alla “razionalità strumentale”;
  • la gestione dei conflitti: coincide con il riconoscimento delle norme e della loro immutabilità;
  • una piramide gerarchica: gli individui sono esseri razionali che basano le proprie scelte in funzione del feedback affettivo-relazionale. La natura di questi bisogni è descritta tramite una scala di valori che inizia da esigenze fondamentali legate al coinvolgimento emotivo fino a raggiungere valori più complessi quali l’autorealizzazione e le promozioni.

Gli elementi di un’organizzazione sono:

  • Attori: persone, animali o cose; si suddividono in staff e line a seconda del ruolo che ricoprono;
  • Struttura sociale: rappresentano gli elementi di regolarità dei processi sociali;
    • verticale con un unico responsabile della relazione con l’esterno;
    • orizzontale dove l’omogeneità organizzativa è messa in discussione dalla situazione sociale interna;
  • Tecnologie: insieme di mezzi e risorse per la trasformazione degli input in output;
  • Fine (mission): rappresentazione degli obiettivi desiderati;
  • Ambiente (setting): il contesto in cui l’organizzazione svolge la sua attività e anche l’insieme di elementi esterni che condizionano tale organizzazione.

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