Oggi, nel cielo eliocentrico o delle grandi cause, vediamo, nel segno di Scorpio, la congiunzione di Venere con l’asteroide Melpomene. 
Venere assume in sé il canone della bellezza armonica ed è l’alter ego dellaTerra. Scorpio è il segno che presiede alla Quarta Gerarchia, l’umana, e che trasmette l’energia del 4° Raggio. Melpomene, colei che canta, è la Musa della tragedia.

Immaginiamo la leggiadra Venere che si congiunge con Melpomene e attraversa lo Scorpione, segno che ama scavare, andare a fondo, togliere le maschere, Esso è sia l’agente che illude sia la Luce di liberazione: inganno e trionfo, prevalenza prima di Maya poi dell’Anima, guerra e pace, sono i Suoi segreti.
Ne risulta un’atmosfera di bellezza che nasce dall’ombra e con la compagnia di Melpomene la bellezza si tinge di profondità drammatica, gravità e integrità, senza mezze misure, in modo da trasformare le ferite in consapevolezza, il desiderio in intuizione, il dramma in saggezza.

E’ una configurazione che invita a non scappare dall’intensità ma ad usarla come fuoco sacro, con amore e sacrificio che rinuncia ai moventi personali per servire il Bene comune.
E’ una situazione che evoca l’amore e la morte, Eros e Thanatos, e il loro continuo alternarsi.
Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte ingenerò la sorte. Cose quaggiù sì belle. Altre il mondo non ha, non han le stelle……….
Questi sono alcuni versi di Giacomo Leopardi, per il quale Amore e Morte sono forze primordiali che accompagnano l’essere umano lungo il cammino della vita e lo spingono verso l’infinito.
Eros, dal nome della divinità greca dell’amore, è la tendenza (Desiderio) all’attrazione tra gli elementi: genera, unisce e riscalda. Thanatos, dal nome della divinità greca della morte, è la tendenza alla disgregazione tra gli elementi: distrugge, frammenta e separa.
“Per crescere, lo spirito ha sempre bisogno di venir costretto dalle circostanze. Secondo un’antica leggenda, dalle sofferenze umane si creano gemme preziose. È così infatti, e se dico: “DateMi i vostri pesi” non è per sacrificio, ma per moltiplicare il potere dello spirito. … È tempo di capire che le incarnazioni terrene conferiscono responsabilità e sono un privilegio. Eppure raramente si ascoltano le onde spaziali e così non si colgono gli echi e le risposte che giungono da vari strati dell’Universo. … ascoltate la Voce dell’Eternità, che vi guida alla Beatitudine e alla Luce. Non temete, non temete, non temete!” (Collana Agni Yoga. Gerarchia § 38)
Èros è la personificazione della forza attrattiva della natura che presiede all’unione degli elementi e degli esseri fra di loro, unisce l’universo e la perpetuità delle specie. Per questo motivo, nell’ambito della sfera umana, è considerato dai Greci anche il dio dell’attrazione amorosa, e corrisponde al dio che i Romani chiamavano Amore o Cupìdo. La personalità di questa divinità è molto complessa: è ciò che fa muovere verso qualcosa, un principio divino che spinge verso la bellezza.
Thanatos, nella mitologia greca rappresenta la personificazione della morte, è citato anche come Colui che governa la morte e come Legione Suprema.
Due forze opposte e complementari si contendono, quindi, il cuore dell’animo umano: Eros, impulso vitale e creativo, Thanatos, spinta distruttiva e di ritorno all’inorganico.
La relazione tra Eros e Thanatos, concepiti dalla psicoanalisi freudiana e junghiana come i due impulsi fondamentali che governano la psiche umana e influiscono profondamente sulle trasformazioni del Sé, genera un continuo processo di negoziazione tra queste forze opposte.
Eros può spingere il soggetto a evolversi, ma il conflitto con Thanatos può generare momenti di crisi e buio psicologico che mettono alla prova l’identità.
Eros porta l’individuo a cercare la connessione con gli altri e con il mondo esterno, e questo è essenziale per l’espansione della coscienza e per l’integrazione di nuove dimensioni dell’esperienza.
In questa specifica fase, la persona comincia a sentire un’unità tra il mondo interiore e quello esteriore, cercando di esprimere il proprio Sé autentico nelle relazioni con gli altri.
Sebbene inizialmente Thanatos possa sembrare negativo, dobbiamo riconoscere che ha una sua funzione trasformativa, poiché porta alla necessità di cambiare, di trasformarsi, di morire a schemi non funzionali, a vecchi modi di essere, ad identità superate e a modelli che non sono più utili al processo di individuazione.
Thanatos permette uno sviluppo di esaurimento di ciò che è obsoleto e un’opportunità per il rinnovamento e la trasformazione, lasciando andare limitazioni, credenze, paure, fobie, minacce ed illusioni. In questo senso, Thanatos è anche la possibilità di una rinascita: la morte dell’ego per fare spazio alla nascita del Sé.
La connessione tra Eros e Thanatos è centrale nell’individuazione, poiché l’integrazione di entrambe le forze permette all’individuo di realizzare un Sé completo. Eros senza Thanatos potrebbe portare all’eccessiva identificazione con la personalità e con i desideri superficiali, mentre Thanatos senza Eros potrebbe portare alla disperazione e all’isolamento.
Sono due energie in dialogo continuo: il primo che costruisce, abbraccia, accende la vita, il secondo che smorza, distrugge, vuole tornare al silenzio e questa danza, come un tango eterno, è ciò che plasma il nostro comportamento, i nostri desideri e persino le nostre creazioni artistiche.
Ritroviamo Eros come forza vitale, espansiva, connettiva in molte vie spirituali in cui è la spinta divina che anima il cosmo:
Nel Taoismo è il Qi che fluisce e mette in moto ogni cosa;
Nel Tantra è la Shakti, l’energia creatrice;
Nel cristianesimo mistico ricorda l’idea di Agape, l’amore che unisce tutto;
Nelle tradizioni esoteriche è la forza che spinge l’anima a crescere e a cercare l’unità.
Thanatos come ritorno all’origine, al silenzio, al desiderio spirituale di pace totale, è visto positivamente in molte tradizioni:
Nel Buddismo è il movimento verso il Nirvana;
Nel Taoismo è il ritorno al Vuoto;
Nella mistica occidentale è l’anelito a perdersi in Dio.
Nel cammino interiore, Eros è quella scintilla che spinge verso la ricerca della verità, della luce, della voglia di abbracciare l’esistenza invece di subirla, è l’energia che muove, che apre, che fa espandere.
Thanatos è l’altra metà necessaria per dissolvere le illusioni, mollare la personalità che vuole avere ragione, rinunciare a ciò che pesa: non distrugge ma libera spazio, non è un morire ma uno sciogliersi come neve al sole. 
Un percorso spirituale autentico alterna continuamente queste due pulsioni:
Eros: esploro, comprendo, mi apro.
Thanatos: lascio andare, taccio, mi svuoto.
Un po’ come inspirare ed espirare, come fa un monaco che studia i testi la mattina e si siede, in silenzio, al tramonto.
La magia avviene e il cammino fiorisce quando queste due energie diventano alleate: quando Eros dice di voler andare oltre, Thanatos risponde di lasciar andare ciò che non serve all’andare oltre.
Allora la vita si alleggerisce e si cresce senza sforzo, come una pianta che finalmente ha trovato luce e terra buona……… Immaginiamo il cammino come un teatro interiore:
Eros è l’attore entusiasta che vuole ispirare, provare, imparare la parte. Thanatos è il regista zen che, ogni tanto, gli dice:
“Bene, ora smetti di agitarti e togli tutto ciò che è inutile.”
Quando i due vanno d’accordo… lo spettacolo diventa sublime.
Il segreto è il ritmo, come inspirare ed espirare: Eros riempie di vita, Thanatos libera dal superfluo e, quando il flusso è equilibrato, ci si sente vivi senza agitazione e in pace senza spegnersi

“La vittoria dello spirito sta nel suo tendere con tutte le forze verso l’alto pur nel bel mezzo delle difficoltà terrene…… Quando si afferma che “perverrà alla vittoria chi ha conosciuto ogni conflitto e ha cercato la conoscenza” s’intende che la sua sarà la conquista del Fuoco” (Collana Agni Yoga, Mondo del Fuoco I)




