La mitologia ci ha consegnato l’immagine di Saturno quale divinità cupa e inflessibile, capace di divorare i suoi figli perché ossessionato dalla brama di potere e dal terrore dell’inesorabile scorrere del tempo che avrebbe consumato ogni sua realizzazione ed ogni conseguimento, costringendolo a dar vita a nuove forme e nuovi esseri che gli avrebbero strappato il primato e la regalità.
Saturno è però ricordato anche come l’ancestrale divinità agricola capace di inseminare la terra, come il prudente e giusto regnante dell’Età dell’oro, come l’impeccabile ancorché implacabile Signore del karma che nella sua sete di giustizia pareggia senza fallo debiti e crediti svelando in tal modo la realtà, e i fatti che la costellano, per ciò che è, cioè impersonale ed equanime, in grado di mostrare il vero a chi guarda in sé e attorno a sé con occhi limpidi e privi di annebbiamenti.
“Karma” è una parola che oggi piace molto. La si ripete in tante parti del mondo: ma nessuno si prende la briga di capire cosa voglia dire. (…) Si spera ardentemente che ci siano certi Signori del Karma tanto miti da abbonare anche i debiti più onerosi! Nessuno insomma vuol capire che non si muta il corso di quella Legge senza debito e reciproco sforzo. Si è sempre pronti a produrre del karma penoso, sia nel pensiero che nei fatti, e si spera tuttavia che un miracolo oltre i monti, ne sventi le terribili conseguenze. Gli uomini ne parlano come bambini e credono che qualcun altro si addossi la responsabilità della loro condotta”. (1)
“Assetato d’illusione, l’uomo si allontana sempre più dalla realtà. Si possono indicare frammenti distorti di tutte le grandi leggi e d’ogni principio, che hanno obnubilato la sua coscienza. Cos’è rimasto, dei grandi Insegnamenti del Fuoco?” (2)
Sempre il mito ci parla di Calliope, la più eminente tra le Muse, la madre di Orfeo e di Lino, i divini cantori che seppero, con la potenza delle loro parole e della loro musica, in-cantare gli esseri viventi e ri-creare la realtà, esteriore ed interiore.
Dopo che Calliope, con i figli e le sorelle Muse, ha cantato l’Essere, ciò che rimane è il gioiello nascosto nel cuore dell’Essere stesso,
l’Inviolato, l’Innominabile, la pura Esseità che in essenza è Verità, Bellezza e Bene. Aver colto un lampo della luce di questo gioiello consente di vivere filosoficamente, di abitare poeticamente il mondo, di governare se stessi e la realtà con amorevole saggezza.
“Il termine [filosofia]” – sottolinea Madame Blavatsky – “è composto da due parole greche il cui significato è inteso a indicarne il senso segreto, e dovrebbe essere interpretato come “sapienza d’amore”. (…) Significa “amore divino”, quell’elemento universale della divina onnipresenza diffuso in tutta la Natura, e che è al tempo stesso la causa principale e l’effetto. La “sapienza d’amore” (o filosofia) significava attrazione e amore di ogni cosa celata dietro il fenomeno oggettivo e la sua conoscenza“. (3)
Calliope è anche immagine di quel fuoco ardente del pensiero creativo in grado di far giungere al Mondo delle Idee coloro che si lasciano ispirare dal suo canto elevante, colei che con il suo tocco profondo diede animo alla filosofia occulta, dispiegò il linguaggio, accostò alla conoscenza la saggezza, la ‘bella voce’ del cuore che illumina la mente.
“La vita è fatta di un eterno succedersi di idee e di energie cosmiche. Come potrebbe adottare il concetto di Infinito lo spirito che non proiettasse il pensiero nel regno delle idee? Quando il pensiero avrà il significato di qualcosa di vivente e di realizzabile, l’uomo saprà dove stanno la gioia e la verità. Le ricerche della mente hanno condotto all’unione con il Fuoco dello Spazio, a riconoscere le testimonianze del passato. Le ricerche della mente condurranno ai mondi superiori e a scoprire la radianza della Madre del Mondo. L’impegno serrato porta a illimitata bellezza!” (4)
Oggi, per la visione eliocentrica, Saturno e Calliope si congiungono nelle acque purificanti e insondabili di Pisces ed accendono nella sua sostanza lo splendore della Sapienza e del Vero.
Non c’è menzogna nel lavoro incessante di Saturno che regola pensieri, sentimenti ed atti affinché siano conformi all’onda evolutiva e non lascino increspature od ostacoli nel cammino individuale e collettivo; non c’è inganno nella luce fredda e precisa che Saturno getta su di noi facendo apparire l’ombra che tanto temiamo e che spesso ostinatamente neghiamo, mostrando la ‘nuda verità’ di ciò che siamo.
“Disse il Benedetto: “La Verità è la sola fonte del coraggio”. La verità correttamente intesa è il più bel capitolo di saggezza nel libro del Cosmo”. (5)
Non c’è menzogna neppure nel dolce cantare di Calliope che innalza la sua voce per indicarci il Mondo delle Idee, per sollecitare che il nostro canto si modelli al suo e giunga fino alle vette immacolate dello spirito; non c’è inganno nel suo procedere saggio e lungimirante, mentre i suoi passi sono avvolti dalla luce della retta parola e dall’anelito al Vero in grado di dissipare le nebbie illudenti dell’opinabile.
“… è ben importante capire come mitigare le conseguenze del relativo. Vi si rimedia con la verità; la quale può essere intesa solo dallo spirito, e quindi il ridestarsi di questo è una necessità cosmica”. (6)
Il mondo è immerso nella menzogna e nell’inganno, annebbiato ed illuso dalle tante vorticose forme che allettano l’Umanità, la blandiscono e
la confondono, facendo apparire reale ciò che è solo transitorio ed effimero.
La Verità sembra sempre più irraggiungibile e inconoscibile, nascosta dalle innumerevoli maschere distorte con le quali gli uomini velano il suo volto.
‘Il mondo va salvato’, si sente ripetere da più parti e con voci diverse e l’Insegnamento ammonisce “L’unica salvezza sta nel volgere lo spirito alla luce del Vero”. (7)
La salvezza sta dunque nel far fiorire lo splendore della Verità, della Bellezza e del Bene.
E affinché il mondo trabocchi di fiori è necessario seminare nei giardini della coscienza dell’Umanità il germe della Verità, della Bellezza, del Bene.
Da subito.
“Oltre le radici del Vero eterno, la polvere è molta.
È tempo di rimuovere le escrescenze”
(Illuminazione § 106)
Note
1-Collezione Agni Yoga, Sovramundano I § 229
2-Collezione Agni Yoga, Mondo del Fuoco III § 152
3-P. Blavatsky, La Dottrina Segreta, vol. III, Cintamani, 2007, p. 294, nota 15
4-Collezione Agni Yoga, Infinito I § 96
5-Collezione Agni Yoga, Illuminazione § 255
6-Ibidem, § 158
7-Collezione Agni Yoga, Appello § 2




