È tempo di guardare il Cielo con occhi nuovi. Ogni uomo, che lo sappia e lo creda o no, ha l’intero Cielo nel cuore, e tutta la sua vita è solo il tentativo, molto spesso fallito, di scoprirlo.
Quando la mente è ripulita dai pregiudizi e dall’inerzia intellettuale (cosa rarissima, che richiede un lento lavoro di pulizia e molta vigilanza), il Cielo appare l’unica “cosa” dotata di tutte le caratteristiche e prerogative che, da che mondo è mondo, gli uomini attribuiscono al divino:
è onnipresente, impassibile, amorevole, illimitato, unitario, settenario, immateriale, eterno, rituale, onnicomprensivo, intelligente, consapevole, vivo, onnipotente, impersonale,
e l’elenco si potrebbe continuare, ma non concludersi…
Tutto ciò che esiste e sussiste viene dal Cielo, ed è tempo di riconoscerlo…
Chi accoglie con gli occhi del cuore la Luce che scende dal Cielo si offre come un campo di semina. Ne nasceranno fiori e frutti, gemme lucenti, e preziosi raccolti…
Il Cielo, come detto, ha tutte le qualità del divino. Perciò è creativo, e da sé emana ogni cosa, manifesta o no che essa sia. Perciò contiene ogni cosa, reale o apparente, e ogni sviluppo, e tutto l’Essere. Perciò attira a sé tutte le cose, e risolve i molti nell’Uno…
Il Cielo è simbolo e sede della comunione universale. Sa suddividere e moltiplicare, ma senza escludere, e senza perdere una sola delle sue creature.
Da qualunque sito geografico, gli occhi lo possono esplorare: e colà tutti gli sguardi umani s’incrociano e si uniscono. Tutte le razze umane che si sono succedute sul pianeta ne hanno parlato, l’hanno nominato e sovente venerato o temuto. Il Cielo è la più comune delle conoscenze umane…
Il Cielo dunque, mentre suddivide e moltiplica, anziché disperdere unisce e si presenta alla coscienza come comunità universale. L’uomo che sia abbastanza “celeste” non è mai incline a giudicare ed escludere, ma al contrario è propenso a comprendere, tollerare, amare anche il dissimile.
Tutte le cose hanno una sola ragione di comunione: l’origine prima. Anche per questa via si torna al Cielo, e poiché esso è la patria di tutti è venerabile e sacro.
Il Cielo è l’ispiratore di quel senso religioso a cui gli uomini non sanno, né possono, rinunciare senza inaridire … Le grandi religioni hanno tutte inteso il Cielo come simbolo di verità e di comunanza …
Oltre le dottrine, che dividono e causano diatribe, sta la solennità del Cielo, che pur non essendo leggibile per la mente razionale è il grande Libro sacro e unitario.
Guardare al Cielo come sacralità e comunanza divina è consiglio vecchio come il mondo stesso. È tanto antico, e tanto ripetuto, che moltissimi lo considerano banale e semplicemente simbolico, nella convinzione che il Cielo sia un’espressione verbale e null’altro.
Oggi è tempo di ripristinare la verità di quel monito. I tempi che verranno saranno probabilmente aridi: l’umanità si trova davanti a un deserto, e deve attraversarlo. È necessario rifornirsi di acqua di vita, da usare con parsimonia e ritualità. Ma il Cielo sovrasta tutti i deserti, e si mostra con grande evidenza, e tanto più rivela le sue doti quanto più il pericolo incombe …in quel deserto l’uomo ritroverà la comunione con i suoi simili e con ciò che lo guida…
Il Cielo è simbolo di ordine supremo … sacro, maestoso… “mostra come si fa”, come si vive a bordo di una nave spaziale lanciata verso mete lontane, ma note.
Chi guarda il Cielo ordina se stesso. Per vie sottilissime questa Sua virtù riorienta e riordina ogni cosa nell’uomo, dai suoi stati mentali agli emotivi a quelli fisici… la sua luce, diurna o notturna, opera magicamente e in segreto nella coscienza, che rischiara a poco a poco.
Gli uomini vivono di Cielo.
(E. Savoini, Il Cielo in Noi, tratto da Un Nuovo Modello di Spazio, collana Semi di Nuova Cultura, ed. Nuova Era)
Cielo è uno dei nomi dello Spazio*: la dimora ignea dell’energia vitale.
Il Cielo è Fuoco e si identifica con la Vita che genera e moltiplica se stessa. Le potenzialità si traducono in energie irradianti, in Luce, in Coscienza. Il Cielo è la sede del dialogo fra Alto e basso. Qui emergono tutte le domande e si trovano tutte le risposte.
Non è vero che il Cielo è vuoto, non è vero che tace. È vero invece che la ragione non è capace di sondare quegli spazi, che le appaiono deserti e silenti. Il Cielo pare vuoto, mentre in verità è un’infinita riserva di energia. Dialogare in silenzio con l’Infinito è possibile ai discepoli, che non hanno altro modo per comunicare. Il silenzio è indispensabile per udire, si sa.
Il Cielo, che si rivolge a tutti, tace per farsi ascoltare. Il Cielo sa, e il suo sapere è amorevole; perciò è saggio.
Chi vede in esso solo un vuoto, come vive poveramente! Eppure il Cielo non si ritrae da lui per questo, non lo abbandona, ma continua a ospitarlo nel suo amore infinito e paziente (da scritti inediti di E. Savoini)
(…) L’uomo oggi non sa invocare le Forze della Luce quando è in pericolo. Al contrario, dubita, rimpiange e persino accusa, pur sapendo bene che la codardia non serve. Non si invoca imprecando, e si sa che solo l’invocazione dà forza. Gli antichi erano molto più assennati. Nel pericolo si volgevano subito al Cielo e in silenzio, senza pensare aprivano il cuore alle Forze superiori. Capivano che in quei frangenti le parole non servono, e lasciavano scendere quelle Forze senza ostacoli nella coscienza. Avevano per certo che in stato di necessità l’aiuto benefico non manca. Sapevano che lo Spazio pullula di vita e che i Grandi sono sempre pronti a dare soccorso… (Collana Agni Yoga Sovramundano vol. II § 384)
È, quindi, questione prioritaria che gli uomini riscoprano la raggiante Realtà del Cielo: il grande Modello comune, quel luogo silenzioso e trasparente, che contiene e nutre ogni evoluzione, ogni Entità vivente e ogni Idea ed è causante per lo sviluppo della coscienza umana.
E questo è un momento particolarmente propizio, in special modo per coloro che vivono questo anno centrale del sesto settennio del Piano dedicato alla Nuova Religione Mondiale, per ravvivare nel cuore comune il fuoco di tale proposito.
Oggi infatti, mentre si celebra il plenilunio di Leo, l’ottava** delle dodici festività della nuova Religione mondiale, sacra al
Rapporto cosmico con il Sole dei Soli Sirio, Ego superiore del nostro Sole e Fonte cosmica di Amore intelligente,
nel Cielo eliocentrico, delle cause, Nettuno, Dio delle Acque, Signore Custode della Comunione infinita nutrita dalla volontà della Sua energia di Sesto Raggio dell’Idealismo astratto e Devozione, è raggiunto dall’Asteroide 84*** assimilato alla Musa Clio: indicata come «protettrice delle acque sacre» (l’acqua ha per nota chiave la sintesi unificante ed è l’elemento che ricorda), Clio è considerata la Musa della storia che celebra il riconoscimento del valore degli altri e ricorda che bisogna dare valore al Bene (atti eroici e generosi) e conoscere le lezioni del passato, per procedere e costruire sapientemente il Futuro individuale e comune.
Tale incontro avviene nello Spazio infuocato di Aries che per l’era di Aquarius, è la fonte dell’energia iniziale che determina la nuova Era ed il Segno principale tramite cui il 1° Raggio di Volontà-Potere raggiunge la nostra vita planetaria.
Oggi dunque, con gli occhi del cuore rivolti a tali Potestà celesti, noi uniti a tutti i Servitori planetari, attestiamo la Comunione infinita e con la Sapienza dell’Amore ancoriamo nelle coscienze la Cultura del Cielo, fondamento della Nuova Religione mondiale.
6/6: La nuova Religione mondiale unifica la Società planetaria, valorizzando i suoi ideali e tesori comuni. Ciò che fa convergere e riunisce la Comunità planetaria sono le basi naturali comuni ad ogni essere: tutto ciò che è migliore, bello, buono e vero – ossia il Cielo, e le sue eterne Verità. La vera Religione mondiale, la Scienza dell’Anima Una, è la Scienza dello Spazio che conduce all’Unità nella diversità, alla Sintesi unitaria. (TPS – documento: Attestare il Piano Planetario)
La nuova Religione adora all’interno il Cielo esterno.
Il Cielo popolato di stelle.
Il Cielo sorridente del mattino e della sera.
Il Cielo illuminato dal Sole.
La nuova religione contempla il Cielo in ogni cosa, e lavora e dispone secondo la Legge.
La nuova religione è per tutti gli uomini dell’Epoca nuova”
(E. Savoini “Libro dei Rituali” pag. 87)
Secondo la Legge del Cielo:
Io unisco tutti i popoli nel nome del Bene comune,
Io amo tutti i popoli. Sono un navigante del Cielo e vado di Luce in Luce.
Io sono la Stella della Vita, che è la prima e ultima Realtà e arde nel Mondo del Fuoco. E tutti sono con Me.
Io sono il Cielo nell’uomo e l’uomo nel Cielo.
Sono la Comunione e la Comunità.
Io chiamo i Fratelli a costruire assieme l’ideale comune.
(Affermazioni tratte liberamente dal “Libro dei Rituali” di E. Savoini)





