Gerarchia dei Cicli

Terra nello Spazio

In cielo e in terra ogni evento, ogni ciclo, piano o mondo è compenetrato e intrecciato ad innumerevoli altri, tale da costituire un sistema mirabilmente complesso di relazioni e variabili, che all’intelletto non può che apparire complicato o inestricabile: si tende allora a credere al dio Caso, o a perdersi nella rete delle connessioni scambiando spesso le cause con gli effetti, o a misconoscere il fatto che siamo parte integrante di questo “congegno” della Vita e che, in quanto tali, dobbiamo rispettarne i moti, le leggi e la struttura.

Eppure l’uomo è il regno finora più avulso dalla sintonia con la Natura, e non si perita di conformare i suoi passi al respiro del cosmo e del pianeta.

A tal proposito, la scienza ufficiale, dominio e frutto primario dell’intelletto, se insegna alla mente a correlare cause ed effetti tra loro, nonché a conoscere la struttura generale delle cose ‘materiali’, ha però costruito da secoli nella mentalità generale un pregiudizio secondo il quale è impossibile, qualora mai esistesse, la prova dell’esistenza di un Ordine a monte o di un intento ‘cosciente’ da parte del Cosmo e della Natura. La Natura è allora matrigna o imperscrutabilmente ‘divina’: si finisce per credere all’onnipotenza o del Caso o del Mistero, o per affidarsi a luoghi comuni così “lavandosene le mani”, o per relegare la questione all’ambito della “fede religiosa”.

La mente “veramente scientifica” non può, o non potrebbe, comprendere o dimostrare ciò che i sensi non possono percepire e “il laboratorio riprodurre”. Eppure, è un fatto che un bambino man mano cresce vede il sorgere progressivo di nuove percezioni e capacità, e quindi la sua conoscenza diretta si espande tanto più è supportata e lasciata libera di fiorire. Così dev’essere anche per l’umanità intera.

L’Uomo, se non soffocato dai bisogni di sopravvivenza fisica o dall’ignoranza, non può prescindere dalla sete di “virtute e conoscenza”, che è una tendenza di crescita naturale.

Con il dono dell’autocoscienza l’essere umano è quella creatura che sospinge la sua ricerca sempre oltre nell’Ignoto; Ignoto che allora diventa sempre un po’ più noto, ancorché inafferrabile, nella sua interezza o plausibile infinità, da qualsiasi ‘strumento’ o limite (senso, mente, immaginazione,…).

Lo spirito dell’Uomo, che è bello definire quale “ricercatore serio della Verità”, si libera sempre, prima o poi, di ogni concezione ristretta o non sufficientemente convincente, ed imposta la propria indagine su ipotesi sempre più chiare ed ampie, rivolte alla sintesi degli approcci e delle prospettive.

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Anche rispetto al tema dei Cicli e dei Ritmi che muovono gli eventi e le cose, è dunque possibile ed auspicabile seguire un’ipotesi di lavoro che tenda a fondere sia la prospettiva specifica dell’astronomia che quella dell’astrologia, rispettivamente vissute dall’opinione pubblica come l’approccio scientifico e magico ai “segni del Cielo”.

Celestial

Lo si è fatto ad esempio elencando gerarchicamente, ossia per ordine naturale di “im-portanza”, i principali moti circolari, o Cicli, della Musica delle Sfere (vedi Dal Tempo lineare al Tempo ciclico“, pag. 4), quei rituali o meccaniche celesti che:

– per l’astronomia sono effetto di leggi quali la gravitazione e causa di altri come ad esempio le stagioni;

– per l’astrologia ordinaria sono effetto di influssi qualitativi esercitati dalle Entità celesti e causa di eventi e caratteristiche per le creature terrestri;

– per l’approccio sintetico o esoterico, che in tal caso si è definito astrosofico, tali moti sono impulsi dinamici emanati da Entità coscienti, governatori dei Corpi celesti, che seguono un Piano comune, a più livelli, in concerto tra loro, secondo Direzioni e Cicli esatti, per sospingere l’Evoluzione qualitativa del Tutto e delle sue parti.

L’Uomo, per evolvere, deve procedere “a respiro unito e a ritmo unificato” con la Vita, conoscere le sue pulsazioni e correnti, imitarne la gerarchia e struttura spaziali, amarne l’Armonia fondamentale.

La proposta è dunque quella di pensare il Cielo e il nostro amato Pianeta in termini di Sfere coscienti che con i loro Respiri ciclici assumono e distribuiscono dosi qualificate di Vita, secondo Raggi o Direzioni psico-geometrici, ovvero “animati” (psiché) e razionalmente riconoscibili e identificabili nello Spazio (geometria).

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In sintesi, se l’uomo, che è un punto spaziale o centro di osservazione in evoluzione incessante, vede da dove viene e dove sta andando insieme agli altri infiniti punti spaziali, ecco che scopre la propria tendenza e traiettoria, nonché il suo perno centrale e il suo orizzonte progressivi, e così causalmente, idealmente, se ne libera, perché ne è cosciente o padrone: può allora leggere le cose e le loro relazioni, sì sempre in modo relativo, ma reale, perché ha potuto scorgere il sistema gerarchico o ordine tra esse.

Il suo “stato di coscienza” diventa, o torna ad essere, circolare, sferico, spaziale, al centro dell’infinito, e dunque di ogni cosa.

volo - soleDanza a respiro unito e a ritmo unificato con la Vita stessa.

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