Giove

A partire da gennaio 2015 abbiamo iniziato la pubblicazione di schede dedicate ai Luminari (accezione indicante i Pianeti del Sistema Solare) che seguiranno una scansione cronologica ben precisa, andando a “celebrare” via via, secondo lo sguardo astrosofico, la congiunzione di un Luminare con il Sole: oggi celebriamo Giove in congiunzione col Sole.
Nell‘articolo pubblicato nel febbraio 2014, cui si rimanda, sono state evidenziate e spiegate le singole voci che compongono le schede: ad ogni “appuntamento” celeste, pertanto, siamo chiamati a rivolgere gli occhi al Cielo e a costruire un ponte tra noi e il Luminare, irradiante fonte di energia qualificata.

Roerich.Northern Midnight

Citazioni estratte da:
– Alice A. Bailey, Trattato dei 7 Raggi: Astrologia Esoterica e Psicologia esoterica I; Fatiche di Ercole
– Helena P. Blavatsky, Dottrina segreta vol. I, II e III
– Enzio Savoini, L’uomo sul pianeta e nel cielo, testo inedito, 1998
Calendari 1995, 1996, 1997, scritto inedito
La Terra nello spazio solare, testo inedito, 1995
Il Sistema solare nello spazio, testo inedito, 1993, riscritto 1999

Raggi e Gerarchie

Giove2Nell’attuale sistema solare, Giove, Luminare sacro (attestato a livello della sua Anima), è veicolo dell’energia indicata come 2° Raggio, connesso all’Amore/Saggezza.
Tale Raggio esprime l’opera della corrispondente Seconda Gerarchia creativa manifesta, veicolata per l’evoluzione umana dal rapporto Virgo-Giove: tra le 12 Gerarchie creative o ‘unità di vita’ che formano il corpo di espressione del nostro Logos solare. Essa è la Settima Gerarchia (la sesta dal basso), i Costruttori divini, gli Animatori, i Figli ardenti del desiderio, connessa al Piano monadico e associata al II Raggio sistemico – Kryashakti, ideale che si materializza, Etere.

“Le influenze del secondo raggio sono costantemente presenti e affluiscono nella sfera e nella vita planetaria tramite il Sole (che cela un pianeta nascosto) e Giove. Essi immettono le forze di Leo, Sagittarius, Pisces, Aquarius e Virgo nel nostro pianeta e in tutti i regni di natura”.

Leo e Aquarius, tramite il Sole e Giove, sono in rapporto con il secondo Raggio. La coscienza individuale si sviluppa in mondiale. Così l’uomo diventa un servitore del mondo. Il Servitore del mondo”.

La seguente tabella (valida per l’attuale ciclo del Grande Zodiaco di circa 25.000 anni) illustra come le energie del 2°, 4°, 5° e 6° Raggio giungano al Sistema solare anche attraverso la mediazione di Giove:
II. Amore-Saggezza
Pisces: Reggitore exoterico Giove e Reggitore esoterico Plutone

IV. Armonia tramite conflitto
Sagittarius: Reggitore exoterico Giove e Reggitore esoterico Terra

V. Scienza concreta
Sagittarius: Reggitore exoterico Giove e Reggitore esoterico Terra
Aquarius: Reggitore exoterico Urano e Reggitore esoterico Giove

VI. Idealismo, Devozione
Sagittarius: Reggitore exoterico Giove e Reggitore esoterico Terra
Pisces: Reggitore exoterico Giove e Reggitore esoterico Plutone

Rapporti cosmici

Ogni Pianeta o Centro solare è strettamente collegato ad una o più delle “tre intime costellazioni” che determinano e guidano l’evoluzione del sistema solare (Orsa maggiore, Sirio e Pleiadi).
In particolare Giove è collegato a Sirio attraverso il Segno di Leo:
– “Correlato a questo grande, principale triangolo è un triplice scambio di notevole interesse, che opera potentemente su tutto il sistema solare e in modo speciale sull’umanità. Sono tre triangoli di forze, ciascuno dei quali connette una di quelle costellazioni a un segno dello zodiaco e a uno dei pianeti sacri del sistema.

Primo Triangolo:
Pleiadi…………………… Cancer…………………… Venere
Umanità

Secondo Triangolo:
Orsa maggiore………….. Aries……………………… Plutone
Shamballa

Terzo Triangolo:
Sirio……………….……. Leo……………………… Giove
Gerarchia

Reggenze e Rapporti zodiacali

Giove (2° Raggio) è il Reggente exoterico di Sagittarius e Pisces, il Reggente esoterico di Aquarius e il reggente gerarchico di Virgo.

In merito al rapporto tra Giove e i Segni zodiacali di cui è Reggente:
Giove regge quattro segni, ciascuno dei quali rappresenta uno dei quattro elementi che si palesano nei tre mondi dell’evoluzione umana:
Virgo: Terra, il Cristo nascosto
Pisces: Acqua, il Salvatore nascosto
Sagittarius: Fuoco, il Maestro nascosto
Aquarius: Aria, il Servitore nascosto
Giove – che governa e promuove l’ESPANSIONE”.

“Vi faccio osservare inoltre che questo segno [Sagittarius], tramite Giove e i suoi poteri, è connesso a tre altre grandi costellazioni:

  1. Pisces – in modo exoterico, che indica l’ultima meta per l’uomo.
  2. Aquarius – in modo esoterico, che svela il proposito di tutta l’evoluzione materiale e il fine dei processi di incarnazione.
  3. Virgo – in modo gerarchico, che mostra l’intento del Cristo cosmico”.

Giove in qualità di Reggente exoterico di Pisces:
In Pisces “Mediante il reggitore ortodosso, Giove, affluisce quella forza che “riunisce tutto”, e, in questo caso, connette i due pesci e li lega con un rapporto vivente. È quindi la forza di secondo raggio che unisce anima e forma e le tiene in contatto, potere magnetico che ben descrive l’azione di Pisces. (…) Per quanto riguarda la dualità minore presente in ogni uomo, fra testa e cuore, mente e amore, volontà e saggezza, l’opera di Giove tende a sviluppare entrambe le qualità e congiungerle in un rapporto sintetico”.

Giove è in caduta in Capricornus:
Giove, reggitore di Pisces e di Aquarius, in questo segno “cade”. Ciò si deve considerare in due modi, poiché è quel pianeta che, nel suo aspetto inferiore, soddisfa il desiderio e le voglie, mentre per altro verso esterna l’amore che attrae a sé magneticamente ciò che si desidera – stavolta il bene comune. Pertanto Giove in Capricornus tocca il più basso livello di espressione nell’aspetto materiale più denso, che poi, col trionfo dell’amore e dell’impersonalità, svanisce e scompare. È appunto alla “caduta” dell’aspetto superiore cui si riferisce quel simbolismo, e, in seguito, alla scomparsa di ciò ch’è basso e vile. L’amore cade ed è oscurato quando il desiderio è saliente; e questo svanisce quando l’amore trionfa”.

Giove è in esilio in Virgo:
“Anche Giove è “diminuito” attualmente in Virgo, nonostante il suo potere latente, perché il secondo principio o aspetto divino, il Figlio o germe del Cristo venturo, il Figlio della Mente, scende nel profondo e temporaneamente scompare”.

Giove connette Virgo ed Aquarius:
“Luna e Giove connettono Virgo ad Aquarius, che in questo caso sta per la settima Gerarchia, cioè quella sostanza atomica di cui deve essere fatto il corpo di manifestazione denso per esprimere con successo la vita cristica (che Virgo alimenta). In senso esoterico, la creazione avviene eccitando le “vite morte” (quelle sostanze che si chiamano inorganiche) all’azione proficua per la vita positiva del Cristo, che è l’agente stimolatore. Quindi la Luna è il simbolo della loro rispondenza all’impulso spirituale esterno. L’idea centrale dell’occultismo, che anche la più piccola particella di sostanza abbia un germe di ciò che reagisce all’energia spirituale è contenuta nell’insegnamento dell’influsso di Giove, agente di secondo raggio dello spirito Cristo”.

Giove quale Reggitore della Croce Mobile:
“La cosa più notevole che si scopre quando si studia la Croce Mobile nel suo complesso riguarda i reggitori dei quattro segni. Secondo l’astrologia ortodossa, questi sono governati da due soli pianeti: Giove e Mercurio. Il secondo regge Gemini e Virgo, l’altro Sagittarius e Pisces. La ragione ne è ovvia se si esaminano i raggi che questi segni manifestano. Mercurio è l’agente o il messaggero del quarto raggio, dell’Armonia tramite Conflitto, e Giove trasmette il secondo, dell’Amore-Saggezza. Sono i raggi che controllano la gran parte degli uomini sulla Croce Mobile e che sono intimamente implicati con il processo dell’incarnazione collettiva della quarta Gerarchia creativa. Essi uniscono e fondono in un solo complesso cooperante le grandi dualità che si manifestano nel quarto regno. Il significato è assai chiaro. È evidente che, tramite Mercurio e Giove, il desiderio materiale può essere trasmutato in amore divino, e il conflitto, caratteristica che distingue l’umanità, può servire a risolvere la dissonanza in armonia. Questo processo deve già prendere forma e direzione definita sulla Croce Mobile prima che le energie della Fissa mutino l’uomo egoistico e ambizioso nel discepolo impersonale”.

Giove in relazione alla Croce cardinale:
“La Croce Mobile determina condizioni che producono grandi periodi di mutamento nella vita del pianeta, dei regni naturali e degli uomini. Mercurio vi compie l’opera sua.

  1. La Croce Fissa provoca, come conseguenza di quei cambiamenti interiori, certe grandi punti di crisi, inevitabili ma cariche di opportunità vere e proprie. Saturno soprattutto l’ottiene.
  2. La Croce Cardinale causa grandi punti di sintesi, come effetto sia dei mutamenti che delle crisi. Giove è il pianeta che accentra le energie a tal fine”.

Corrispondenze

 Note fondamentali:

Carracci. Giove e GiunoneGiove conferisce quella tendenza innata alla fusione che nulla può arrestare. La sintesi finale è inevitabile, ed è opera di Giove”.

Giove magnetizza lo Spazio”.

Secondo l’Insegnamento espresso ne La Dottrina Segreta possiamo individuare alcune indicazioni e corrispondenze simboliche attribuibili a Giove:
Giove – governa le facoltà di simpatia
-Giove… è una divinità, simbolo e prototipo del culto rituale. È il sacerdote, il sacrificatore, il supplice, e il mezzo con cui le preghiere dei mortali raggiungono gli Dei
-Giove è considerato “il trono di Brahma”
-Giove personifica la legge ciclica
-Il sole era chiamato una volta “l’occhio di Giove”
-Platone fa di Giove il Logos, la Parola del sole
-I Misteri… erano presieduti da Giove e Saturno
-L’occultismo fa Giove blu, perché figlio di Saturno
-Il segno della venuta del Messia fu la congiunzione di Saturno e Giove in Pisces
-Venere e Giove sono strettamente connessi alla Terra, e un giorno formeranno un triangolo esoterico”.

Giove è connesso in particolar modo alla Seconda e alla Quinta iniziazione:
“Per ciascuna iniziazione, l’influsso dei pianeti agisce sul candidato in modo totalmente diverso che prima. Le energie delle costellazioni attraversano ciclicamente i centri planetari.

  1. Alla prima iniziazione, il discepolo deve contendere con le forze distruttrici e cristallizzanti di Plutone e Vulcano. L’influsso di quest’ultimo scende fin nei recessi profondi della sua natura, mentre l’altro trae alla superficie e distrugge le ostruzioni che vi esistono.
  2. Alla seconda, il candidato cade sotto il potere di tre pianeti: Nettuno, Venere e Giove. I tre centri del plesso solare, del cuore e della gola vi sono coinvolti. (…)
    Alla quinta e ultima iniziazione, compaiono Giove e Urano a “organizzare in modo benefico” la totalità delle energie presenti nell’iniziato. Ciò fatto, egli “sfugge alla ruota e vive veramente”.”

“Quando si consegue l’ultima iniziazione, la riorganizzazione che sfocia nella emancipazione finale è indotta dall’attività d’Urano e dall’afflusso di forza da Giove“.

Grande Signore dell’Onda è Giove, Luminare di secondo Raggio, sovrano dello Spazio”.

Giove è in analogia col cuore:
“E’ importante (…) dedicare attenzione e studio a sviluppare l’astrologia del cuore, più potente che quella esterioreGioveCuore oggi praticata. Essa basa sulla reale corrispondenza fra cuore e Giove, vera chiave per la percezione psichica diretta e continua dello stato solare. Il Sole, bisogna ripeterlo, tocca il cuore umano. Con ciò vi introduce il relativo, che è divino quanto l’assoluto e ne è il presagio. Vi insinua il ritmo diurno e annuale tipico del Pianeta e la condizione psichica generale del Sistema. Sole-Giove-Pianeta-Cuore umano: ecco il percorso principale dell’energia solare, dal Centro maggiore al minore”.

Giove è in relazione con il numero 12:
“… Giove è il vero cuore del Sistema, il che è mostrato chiaramente dal dodici che ne caratterizza e scandisce la vita e l’opera, tanto che quel Luminare sembra manifestare il dodici soprattutto, in base al quale ripartisce e commensura le sue funzioni. (…) Il ciclo del dodici non è creativo: essendo pari non ha in sé un numero o un perno centrale. Giove infatti non è un Luminare creativo. Il dodici è eminentemente spaziale, dunque passivo. La sua potestà positiva resta latente fintanto che non è fertilizzata da un intervento del potere vitale. Solo allora prende parte attiva alla creazione formale, in ciò seguendo l’esempio della grande Madre celeste”.

Case astrologiche:

Giove regge la 9^ casa co-significante di Sagittarius e corrispondente a viaggi, obiettivi e ricerche, al pensiero filosofico e religioso, alla cultura e agli studi superiori, alla capacità di avanzare e trovare appagamento.
Su una voluta superiore corrisponde alle mete spirituali, alla direzione spirituale e alla visione mistica, all’intuizione e all’uso superiore della mente, alla Via del Discepolo.

Centri:

Per quanto riguarda le corrispondenze con i centri energetici umani, in questo ciclo vitale dell’umanità si nota che Giove ha la potestà sul centro del cuore per quanto riguarda Discepoli e Iniziati, mentre non ha corrispondenze per i centri dell’umanità ordinaria.

Regni:

Giove, con Venere, è collegato per questo ciclo al Secondo Regno, quello vegetale:
1.Regno minerale…………… Plutone e Vulcano
2.Regno vegetale…………… Venere e Giove
3.Regno animale……………. Luna e Marte
4.Regno umano…………….. Mercurio e Saturno
5.Regno delle anime……….. Nettuno e Urano
6.Sintesi di tutti i regni……… Il Sole

Simboli e Miti

In termini esoterici Giove rappresenta il principio di fusione e coesione che opera nella sostanza spaziale, capace, per l’alto potenziale sintetico che esprime, di tener unite le individualità e di renderle una cosa sola; è altresí l’energia radiante e magnetica che funge da principio ordinatore e legislatore del Cosmo (principio Amore), la forza attrattiva dei piani trascendenti.

Zeus e TetiL’astrologia ortodossa assimila Giove alla forza dilatante ed espansiva, emblema dell’ordine e del potere mantenuti in cielo e in terra; è custode della giustizia e della legge, garanzia del potere regale e della gerarchia sociale, custode del matrimonio e della famiglia, capace di intervenire nelle dispute per mettere pace, ma anche di decidere il diluvio universale a fronte della cattiveria umana (saranno poi Deucalione e Pirra a salvare la razza umana ripopolando la terra).

La principale simbologia del pianeta è l’oralità: la spinta primaria è quella di “mangiare per crescere” con i relativi processi di assimilazione necessari alla conservazione della vita organica e del benessere psicologico che ne consegue; in ambito fisico governa pertanto bocca, lingua e palato, nonché il fegato.
Il pianeta è perciò simbolo anche della parola e del linguaggio: l’uso ponderato, moderato e pertinente della parola genera educatori, filosofi e uomini saggi, mentre un uso inconsapevole, superficiale e vacuo porta l’uomo a sviluppare la vana parola, l’istinto didascalico e il saccente moralismo.
Il vitalismo di Giove produce dilatazione, possessività, spinta a soddisfare i propri piaceri, edonismo; attraverso Giove si ottiene l’integrazione personale, ma questa dipende anche dalla capacità, più o meno profonda e incidente, di partecipazione sociale (“il posto nella società”) che attiene all’io.
Giove fornisce un significato e una direzione alla vita, è associato alla propensione per la filosofia e la religione (fede in un principio superiore), ai viaggi all’estero, all’istruzione superiore.
Rappresenta anche la giustizia e a questo proposito ricordiamo che Dante, nel Paradiso, lo considera reggente del sesto Cielo; la caratteristica dei beati di questo cielo è appunto la giustizia e qui risiedono le anime degli uomini che seguirono principi saggi e giusti; in seguito i beati danno forma all’immagine di un’aquila, animale sacro a Giove oltre che allegoria dell’impero e del potere spirituale.

Giove esprime coesione, estroversione, esuberanza, ottimismo, generosità, magnanimità, rettitudine, senso etico, autorità, successo, ricchezza e filantropia, abbondanza (simbolo della cornucopia, il corno della capra Amaltea nutrice di Giove) e fortuna (considerato nell’antichità il Grande benefico o Fortuna major), ma nel suo aspetto limitante incute la paura dell’infelicità e della povertà, spinge all’ipertrofia dell’io e a deliri di grandezza.
Giove induce ad una partecipazione alla vita serena e fiduciosa (disposizione alla “giovialità”), sostiene vitalità ed ambizione, autostima e paternalismo bonario, tendenza al consumo e all’accumulo (di beni ma anche di conoscenze); governa la maturità avanzata, ovvero quell’età della vita in cui si può godere di quanto ottenuto e accumulato nelle età precedenti.

Giove.GlifoIl glifo del Luminare è una croce sormontata sulla sinistra da un’iperbole, a significare la tensione verso l’infinito e la ricettività nei suoi confronti. Come osserva Marceline Senard in Lo zodiaco applicato alla psicologia: “L’iperbole di Giove ha così lo stesso senso della freccia del Centauro [Sagittarius, segno governato da Giove] che, diretta verso l’alto, indica il dinamismo orientato verso l’illimitato, il movimento che collega i due poli della manifestazione: basso e alto, terra e cielo, materia e spirito”.

La grande luminosità di Giove, che lo rende ben visibile nel cielo notturno, lo ha reso oggetto di numerosi cultiMarduk religiosi da parte delle civiltà antiche: per i Babilonesi, il pianeta rappresentava Marduk, il primo fra gli dei, divinità celeste che crea cielo e terra separando in due parti il corpo del mostro-Caos Tiamat.
L’omologo greco di Marduk era Zeus (in greco antico Ζεύς), poeticamente chiamato con il vocativo Ζεῦ πάτερ (Zeu pater, O padre Zeus!).

Il nome è l’evoluzione di Di̯ēus, il dio del cielo diurno, chiamato anche Dyeus phtēr (Padre Cielo). Il dio era conosciuto con questo nome anche in sanscrito (Dyaus/Dyaus Pita) e in latino (Iupiter o Iuppiter, originariamente Diespiter), lingue che probabilmente elaborarono la radice *dyeu– (“splendere” e nelle sue forme derivate “cielo, paradiso, dio”); in particolare, il nome latino della divinità, che deriva dal vocativo *dyeu-phtēr, presenta molte analogie con il sostantivo deusdīvus (dio, divino) e dis (una variazione di dīves, ricco) che proviene dal simile sostantivo *deiwos. Zeus/Giove era re degli dei, sovrano dell’Olimpo ove dimorava, dio del cielo.

IuppiterGiove (latino Iupiter o Iuppiter, accusativo Iovem o Diespiter) è la divinità suprema nella mitologia e nella religione romana, assimilabile all’etrusco Tinia e allo slavo Perun.
Il nome Iuppiter risale direttamente, con tutti i paralleli italici, all’onomastica indoeuropea, nella quale ha il senso proprio di “cielo”: sarebbe quindi il nume del cielo luminoso diurno, privo di tratti definiti, ma le cui qualità si incarnavano in una successione di singole manifestazioni per le quali veniva coniato un epiteto: per esempio Iuppiter Lapis, associato alla pietra usata dai feziali (categoria di sacerdoti), sarebbe stato originariamente la pietra ritenuta materializzazione di un fulmine; Iuppiter Feretrius sarebbe stato la quercia che era oggetto di culto sul Campidoglio; come Iuppiter Fidius era il custode della legge, il difensore della verità e il protettore di giustizia e virtù; e ancora ricordiamo gli appellativi di Iuppiter Caelestis, Serenus, Lucetius, Pluvialis, Tempestas, Fulgur, Fulgurator, Fulmen, Fulminator, Tonans, Tonitrator, etc.GiovePluvio

Il titolo più significativo con cui veniva invocato era quello di Giove Ottimo Massimo (Iuppiter Optimus Maximus), protettore di Roma, sotto il quale si svolgevano le cerimonie salienti della vita della comunità romana, dall’assunzione della toga virile da parte dei giovani all’inaugurazione dei singoli consolati, alla deliberazione circa la guerra e la pace, al trionfo; in suo onore si tenevano i ludi romani, derivanti dai ludi magni dei quali si attribuiva la fondazione a Tarquinio Prisco.
Questa figura di Giove venne associata nel culto prima a Marte e Quirino, poi, per influenza greca, a Giunone e Minerva: si trattava della cosiddetta triade capitolina, nella tradizione romana simbolo della religiosità e del potere sancito dagli dei.

TriadecapitolinaI popoli italici veneravano Giove in qualità di divinità del cielo, del fulmine e della pioggia (divinità del tempo meteorologico, di cui si ha ricordo nell’immagine di Giove pluvio), esercitando il culto in santuari imponenti eretti sovente sulle cime dei monti (a Roma, fra i circa trenta templi a lui dedicati, il più famoso era quello sito sulla cima del colle Campidoglio, mentre fuori dell’Urbe, sulla vetta del Mons Albanus, dove era celebrata annualmente l’antichissima festa di tutte le comunità latine (feriae latinae) in onore di Iuppiter Latiaris).
Giove rappresentava il garante dell’ordine e della giustizia, delle promesse e dei patti internazionali, nonché il tutore del matrimonio.
Dall’età imperiale, soprattutto nei testi letterari, l’originario Giove romano e italico venne sempre più identificato con lo Zeus del mito greco, mentre con l’arrivo delle religioni orientali a Roma, Giove fu accostato e poi del tutto assimilato prima alle divinità misteriche, poi, con l’avvento del cristianesimo, al Dio onnipotente cristiano.

“Nel simbolismo teologico… Giove (il Sole) è il Salvatore risorto e glorioso, e Saturno il Dio Padre, o il Jehovah di Mosè”.

“Secondo tutti i teologi antichi e secondo le dottrine di Pitagora e di Platone, Zeus (Giove) o l’Artefice immediato dell’Universo, non è il Dio più elevato (…)”.

ZeusNella rielaborazione neoplatonica Giove/Zeus divenne l’anima del mondo, il fondamento ultimo e supremo della realtà, il principio ordinatore del cosmo che guida e dispone ogni cosa, associando il divino con l’umano (simbolizzato dalla sua unione con donne mortali da cui nascono eroi).

Secondo la mitologia greca Zeus era figlio del titano Krono e di Rea, ed era il più giovane tra i suoi fratelli e sorelle (Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone).
Come narrato dal mito Kronos divorava i suoi figli appena nati per evitare la stessa sorte occorsa al padre Urano, che egli stesso aveva spodestato, evirandolo. Quando Zeus stava per nascere Rea chiese a Gea (sposa di Urano) di aiutarla ad escogitare un piano per salvare il neonato: Zeus nacque a Creta e subito nascosto in una cesta appesa ad un albero (stando in bilico tra gli elementi il padre non poteva vederlo) mentre a Kronos venne dato un sasso, avvolto in un panno, che fu prontamente divorato.

“Come Urano distruggeva i figli avuti da Gæa (nel mondo della manifestazione, una con Aditi, il Grande Abisso Cosmico), confinandoli nel grembo della Terra, Titæa, così Crono, a questo secondo stadio della creazione, distruggeva i figli avuti da Rea, divorandoli. (…) Allora venne Zeus, Giove, che detronizzò a sua volta suo padre. Giove, il Titano, in un certo senso, è lo stesso che Prometeo, e differisce da Zeus, il grande “Padre degli Dèi”; è il “figlio irrispettoso” in Esiodo; Ermete, nel Pimandro, lo chiama “Uomo Celeste”; e si ritrova anche nella Bibbia sotto il nome di Adamo, e più tardi, per trasmutazione, sotto quello di Cam. Queste sono tutte personificazioni dei “Figli della Saggezza”. La necessaria conferma che Giove appartiene al ciclo Atlantiano, puramente umano, se si ritengono insufficienti Urano e Crono che lo precedono, si può leggere in Esiodo, che ci spiega che: Gli Immortali crearono la razza dell’Età dell’Oro e dell’Argento (Prima e Seconda Razza); Giove creò la generazione del Bronzo (un miscuglio dei due elementi), quella degli Eroi e quella dell’Età del Ferro”.

“Esiodo riferisce la tradizione riguardante gli uomini dell’Età del Bronzo, che Giove aveva fatto con legno di frassino e che avevano i cuori più duri del diamante. Coperti di bronzo dalla testa ai piedi, passavano la vita combattendo. Di dimensioni mostruose, dotati di una forza terribile, dalle loro spalle discendevano braccia e mani invincibili, dice il poeta. Tali erano i giganti delle prime razze fisiche”.

Zeus crebbe sull’isola di Creta accudito da due ninfe, nutrito dalla capra Amaltea (che in seguito gli fornì, con la suaZeusinfante pelle, l’egida che lo rendeva invulnerabile) e dalle api (che distillarono appositamente per lui il miele), nonché fu protetto da un gruppo di Cureti che danzavano in continuazione battendo le lance contro gli scudi affinché Kronos non sentisse il suo pianto; una volta adulto ingaggiò una lotta contro il padre e i Titani, aiutato dai fratelli e dalle sorelle che, con uno stratagemma (una pozione o droga preparata da Meti), era riuscito a far vomitare dal padre, nonché dai Ciclopi e dagli Ecatonchiri che Urano aveva relegati, incatenati, negli inferi.
La battaglia (Titanomachia) che imperversò dieci anni in cielo e in terra si concluse con la vittoria di Zeus che divenne il re degli dei e spartì con i fratelli Poseidone ed Ade il governo del cielo, dei mari e del sottosuolo, relegando il padre Kronos dapprima nel buio Tartaro, quindi, dopo averlo perdonato, istituendolo re dell’isola dei Beati.
A questa battaglia seguirono anche la ribellione, e la sconfitta, dei Giganti (Gigantomachia) e il feroce risentimento di Gea (dato che Titani e Giganti erano suoi figli).
Zeus e TifoneIn quest’ultima occorrenza possiamo vedere un collegamento a Zeus, nella figura del Sole, e al Solstizio invernale: nel combattimento contro il mostro Tifone (figlio di Gea e di Tartaro) il dio, dopo un primo episodio di fuga in compagnia della maggior parte degli dei, fu fatto prigioniero in una grotta e mutilato (gli vennero tagliati i tendini di mani e piedi), ma uno stratagemma architettato da Ermes e Pan permise la sua liberazione e la vittoria finale. Il significato astronomico del mito rimanda a Zeus/Sole che, giunto al Solstizio d’inverno, è in preda alle tenebre, raffigurate dalle spire del mostro Tifone; entrato metaforicamente in una grotta oscura viene liberato grazie all’animale solstiziale in cui si era tramutato Pan (il Capricorno) per sfuggire al mostro, e, grazie alla luce dell’intelligenza di Ermes pronto a sottrarre i tendini e a restituirli al dio, può risalire in cielo per vincere a primavera le tenebre della notte invernale.

La prima moglie di Zeus fu Meti o Metis (“prudenza”) che, incinta, venne inghiottita, sotto forma di goccia d’acqua, dal dio in quanto un oracolo aveva previsto che il figlio lo avrebbe detronizzato (come già era accaduto a Kronos e ad Urano). Meti continuò a dare a Zeus buoni consigli dal fondo del ventre e ad un certo punto un fortissimo mal di testa impose al dio di chiedere aiuto ad Efesto che, con un’ascia, ruppe il cranio del dio permettendo alla figlia Atena di nascere. A livello simbolico questo episodio mitologico sottolinea che il potere di Giove, per quanto grande, ha dei limiti, richiede di essere fondato su un principio femminile e da questo alimentato; la figlia Atena rappresenta un altro aspetto del principio femminile che, da aspetto fisico, diviene inscindibile elemento del pensiero.Zeus e Atena
In seguito Zeus ebbe rapporti con Temi (“regola della natura”) con la quale generò le Ore (destinate a vegliare sulle opere degli uomini) e le Moire (personificazione della legge che regola il ciclo vitale umano), quindi con Mnemosine (“la memoria”) con la quale ebbe le nove Muse e con Eurinome, madre delle tre Grazie.

Nella maggior parte dei miti la moglie legittima è la sorella Era (poi Giunone nella mitologia romana) dalla quale Zeus ebbe Ares, Ebe, Efesto ed Ilizia; nell’antichità grande devozione era tributata allo hieros gamos (matrimonio divino) tra Zeus ed Era, prototipo dell’unione tra i principi maschile e femminile.
“Giunone che offre a Giove, il giorno delle nozze, un Albero con frutti d’oro, è un’altra forma dell’idea di Eva che offre ad Adamo il pomo dell’Albero della Conoscenza”.

Zeus è famoso per le sue frequentissime avventure erotiche extraconiugali (tra cui anche relazioni omosessuali) sia con altre dee, che con ninfe e donne mortali, relazioni che scatenavano la terribile gelosia di Era, nemica delle amanti e dei figli da queste generati. Il frutto dei suoi numerosi convegni amorosi furono i suoi molti figli, tra i quali Apollo e Artemide, Hermes, Persefone, Dioniso, Perseo, Eracle, Elena, Minosse e Dardano (capo della stirpe dei troiani).
A Giove/Zeus si fanno risalire numerose identificazioni con principi naturali ed astratti, assimilandolo anche a creatore e padre degli uomini:
“Giove è identificato con l’Etere in qualità di principio primordiale che, una volta antropomorfizzato, ha dato origine all’idea della divinità creatrice personale: “Tutte le nazioni antiche deificavano Ӕther nel suo aspetto e nella sua potenza imponderabile. Virgilio chiama Giove Pater Omnipotens Ӕther, ed il “Grande Ӕther”.”

Brahma a 4 volti“(…) i greci avevano il loro Giove di Dodona, che includeva in sé i quattro Elementi ed i quattro punti cardinali, e che per tale ragione era riconosciuto nella Roma antica sotto il titolo panteistico di Jupiter Mundus; e che adesso, nella Roma moderna, è diventato il Deus Mundus, l’unico Dio del Mondo e che la Teologia più recente ci presenta come se avesse assorbito tutti gli altri, grazie ad una decisione arbitraria dei suoi appositi ministri. (…)  Il Giove Aërius o Pan, il Giove-Ammon ed il Giove-Bel-Moloch, sono tutte correlazioni ed una sola cosa con Iurbo-Adonaϊ, perché essi costituiscono tutti una sola Natura Cosmica. È quella Natura e quel Potere che creano il simbolo terrestre specifico ed il suo involucro fisico e materiale, e ciò dimostra che l’energia che si manifesta attraverso di esso è estrinseca. (…)  Il Giove quadruplice, come il Brahmâ dalle quattro facce, il Dio aëreo, folgorante, terrestre e marino, il Signore e padrone dei quattro Elementi, può essere considerato come il rappresentante dei grandi Dèi Cosmici di ogni nazione. Per quanto delegasse ad Efesto-Vulcano il suo potere sul fuoco, a Poseidone-Nettuno quello sul mare, e a Plutone-Aϊdoneus quello sulla terra, il Giove Aëreo li comprendeva tutti, perché 1’Ӕther aveva fin dall’inizio la preminenza su tutti gli altri Elementi e ne costituiva la sintesi”.

“È già stato osservato che mentre il Polo Sud è la “voragine” (la regione infernale, in senso figurato e cosmologico), il Polo Nord è geograficamente il Primo Continente; mentre in senso astronomico e metaforico il Polo Celeste, con la sua Stella Polare, è Meru, il seggio di Brahmâ, il trono di Giove, ecc.”

Tra i tanti miti che riguardano in prima persona Giove ricordiamo quello che lo vede in rapporto con Prometeo,Prometeo Titano ribelle che portò il fuoco agli uomini, nel quale vi sono numerosi elementi simbolici correlati al dio (il fuoco come emblema del cielo luminoso e del potere supremo; l’aquila, animale sacro a Giove, inviato a rodere il fegato, organo collegato a Giove, di Prometeo) e nel quale si evidenzia lo stretto rapporto tra Giove e le sorti umane:
“… il fuoco celeste in princìpio apparteneva solo agli Dèi; era un tesoro che riservavano a se stessi… sul quale vegliavano gelosamente… “Lo scaltro figlio di Giapeto”, dice Esiodo, “ingannò Giove rubando e celando nella cavità di una canna il fuoco instancabile dal bagliore splendente … Così il dono fatto da Prometeo agli uomini era stato conquistato al cielo. E secondo le idee dei greci [in questo identiche a quelle degli occultisti] questo possesso strappato a Giove, questa violazione umana sulla proprietà degli Dèi doveva essere seguita da un’espiazione… Prometeo, inoltre, apparteneva a quella razza dei Titani che si erano ribellati agli Dèi, e che il capo dell’Olimpo aveva precipitato nel Tartaro; come, loro, egli è il genio del male, condannato a sofferenza crudele”.

Giove è collegato anche alla fine del continente di Atlantide, in quanto la divinità è garante non solo dell’ordine ma anche della moralità e delle virtù:
“(…) nel racconto fatto a Solone dai sacerdoti egiziani, della sommersione dell’isola di Atlantide sotto le acque dell’oceano dopo ripetute scosse di terremoto, troviamo che l’evento sopraggiunse quando Giove ebbe visto la depravazione morale degli abitanti. Verissimo; ma questo non era forse dovuto al fatto che tutte le verità esoteriche erano date al pubblico dagli Iniziati dei templi sotto forma di allegorie? “Giove” è semplicemente la personificazione di quell’immutabile Legge ciclica che arresta la tendenza di ogni Razza-Radice a deteriorarsi dopo aver raggiunto l’apogeo della sua gloria”.

GioveGli animali consacrati a Giove erano l’aquila, il toro, il lupo, la capra, il cigno e il serpente.
L’aquila era l’animale che più spesso era ritratto accanto a Giove, anche perché si riteneva che, unico, fosse in grado di fissare indenne il Sole ed inoltre non venisse mai colpito dai fulmini. Sempre in relazione all’aquila si ricorda il famoso episodio mitologico del rapimento di Ganimede messo in atto dal dio sotto le sembianze di un’aquila: il bellissimo giovane fu portato in cielo da Giove e gli attribuì il ruolo di coppiere degli dei (secondo alcune fonti Ganimede fu poi immortalato in cielo come costellazione dell’Acquario).
Per quanto riguarda la capra il mito narra che Zeus, nascosto infante in una grotta, venne accudito da due ninfe che però non avevano latte e quindi ricorsero alla capra Amaltea che aveva appena partorito due capretti. Quando Zeus fu adulto in segno di gratitudine volle eternare la capra e i due capretti ponendoli accanto in cielo nella costellazione dell’Auriga (Capella α Aurigae e le stelle minori ζ e η Aurigae).
Altri miti raccontano delle imprese amorose di Giove sotto forma di cigno (relazione amorosa con Nemesi e conGiove come cigno Leda che generano delle uova da cui nascono figli immortali e mortali) e sotto forma di toro (la più famosa delle quali è il rapimento di Europa); entrambi gli animali vengono poi posti in cielo come costellazioni.
“Seb, il Dio egiziano del Tempo, porta un’oca sulla testa; Giove assume la forma di un cigno e così pure Brahmâ; e la radice di tutto ciò è quel mistero dei misteri che si chiama l’Uovo del Mondo”.

Arma di Giove è il fulmine (dono fatto al dio dai Ciclopi assieme a tuono e lampo, simbolo maschile legato al potere spirituale) che scaglia quando è in collera (caratteristica che lo accomuna al dio vedico Indra e all’ebraico Yaweh), accompagnato dal tuono, la voce possente del dio.
La quercia è l’albero sacro di Giove (ed è anche l’albero più frequentemente colpito dai fulmini), collegato al dono della profezia che Giove spartiva con Apollo: a Dodona l’oracolo veniva interpretato in base al fruscio del vento tra le foglie della quercia.
I Romani consacrarono a Giove anche il noce: il suo nome scientifico Juglans regia, utilizzato ancora oggi, deriva dalla contrazione dell’espressione latina Iovis glans (ghianda di Giove) e dall’epiteto specifico “regia” che ne sottolinea l’importanza.

“(…) se Giove, il “Capo dei Demoni dei greci pagani”, scagliava i suoi fulmini mortali e le sue saette contro coloro che provocavano la sua collera, il Signore Iddio di Abramo e di Giacobbe faceva altrettanto…”.

Nella mitologia induista Giove è assimilabile a Guru o Brhaspati, ed è appellato come “grande maestro”.
Brihaspati“Così Brihaspati (il pianeta Giove) o Brahmanaspati, è, nel Rig – Veda, una divinità che è il simbolo e il prototipo del culto ritualistico o exoterico. Egli è il sacerdote sacrificante, il supplice, e il tramite attraverso il quale le preghiere dei mortali raggiungono gli Dèi. Egli è il Purohita (sacerdote di famiglia o cappellano di corte) dell’Olimpo indù, e il Guru spirituale degli Dèi”.

L’iconografia più consueta di Giove/Zeus lo vede ritratto nelle sembianze di un uomo maturo, per lo più con barba e baffi, con la folgore nelle mani e con ai piedi un’aquila che sovente tiene i fulmini nel becco. Quando Giove chiama a concilio gli altri dèi porta una corona splendente, riveste una tunica bianca a volte ricoperta da un manto con incise delle stelle, nella mano destra reca due globi (uno d’oro l’altro d’argento) e nella sinistra una lira a nove corde; talora è assiso su un trono ricoperto di un panno tessuto con penne di pavone e calca il piede su un tridente (indicazione del fatto che regna su cieli, terra e mare poiché Poseidone/Nettuno e Ade/Plutone non solo altro che due sue immagini).

 Fatica di Ercole:
Eracle (Ercole) inizia il suo percorso come discepolo, al comando della sua anima, affrontando dodici fatiche per volere di Giove:
“Ercole, per volontà di Giove, fu soggetto al potere di Euristeo e costretto ad obbedirgli in tutto. Egli consultò l’oracolo di Apollo e gli fu detto che doveva sottostare alla volontà di Euristeo per dodici anni, secondo gli ordini di Giove; e che, dopo aver compiute le famose fatiche, sarebbe assurto agli dèi”.

Etimologia:

In Latino era detto Jupiter/Iuppiter (nominativo e vocativo)/ Iovis (genitivo).
Radice indoeuropea *DIV-/*DJU-/*DJAU-, che esprime l’idea di luce, di cielo splendente.
Sanscrito div, dyu, cielo, giorno; deva, divinità; dyauṣ – pitṛ, il padre celeste. Infatti il nome è l’evoluzione di Dyēus, il dio del cielo diurno della religione protoindoeuropea, chiamato anche “Padre Cielo”.
Greco dios, divino; Zeus, trascrizione di dyauṣ (– pitṛ).
Latino divus, deus, dio; Iuppiter, da (D)ju-piter, Giove, letteralmente “il Padre celeste”.
Possiamo vedere espressa nel latino Juppiter/Giove l’idea di trinità: (D)ju-piter, in quanto “cielo” esprime il 2° Raggio – in quanto “splendente”, il 3° R – in quanto piter = padre, il 1°R.

Dalla medesima radice indoeuropea trae origine anche il nome dell’equivalente divinità nella religione germanica e in quella norrena (*Tīwaz, cfr. in alto tedesco antico Ziu, e in norreno Týr). Tuttavia, se per Greci e Romani il dio del cielo era anche il più grande degli dei, nelle culture nordiche questo ruolo era attribuito ad Odino: di conseguenza questi popoli non identificavano, per il suo attributo primario di dio del tuono, Zeus/Giove né con Odino né con Tyr, quanto piuttosto con Thor (Þórr). Da notare comunque come il quarto giorno della settimana sia stato dedicato a Giove da entrambe le culture, quella greco-romana e quella nordica: giovedì deriva infatti dal latino Iovis dies, mentre l’equivalente inglese, Thursday, significa Thor’s day, ossia giorno di Thor.

Il significato di Giove è “Il Padre della luce celeste”.

 Pianeta

GiovePianetaGiove secondo l’astronomia è il quinto pianeta a partire dal Sole, il più grande di tutto il sistema planetario; la sua massa corrisponde a 2,468 volte la somma delle masse di tutti gli altri pianeti messi assieme.
A causa delle sue dimensioni e della composizione simile a quella solare, Giove è stato considerato per lungo tempo una sorta di “stella mancata”: per la teoria astronomica, solamente se avesse avuto l’opportunità di accrescere la propria massa sino a 75-80 volte quella attuale, il suo nucleo avrebbe potuto ospitare le condizioni di temperatura e di pressione favorevoli all’innesco delle reazioni di fusione dell’idrogeno in elio, il che avrebbe reso il Sistema solare un sistema solare binario.
Attualmente Giove è classificato, con Saturno, Urano e Nettuno, come gigante gassoso, con una gravità alla superficie 2,34 volte maggiore di quella terrestre.

La composizione del pianeta è molto simile a quella del Sole: infatti Giove è costituito principalmente da idrogeno ed elio con piccole quantità di ammoniaca, metano ed acqua. Al telescopio non risulta osservabile la superficie solida del pianeta, ma solo l’atmosfera composta da una massa di limitato spessore allo stato di vapore e da una grande massa allo stato liquido (sia per le basse temperature sia per la forte pressione).

ComposizionediGiovePresumibilmente il nucleo del pianeta è solido, di natura rocciosa e costituito da carbonio e silicati di ferro, sul quale grava un mantello di idrogeno metallico e una fascia atmosferica caratterizzata da numerose bande e zone di tonalità variabili dal color crema al marrone costellate da formazioni cicloniche ed anticicloniche (vortici rotanti circolari). Il vortice più noto è la Grande Macchia Rossa, ovvero una vasta tempesta anticiclonica di dimensioni variabili posta a 22° a Sud dell’equatore del pianeta, di aspetto ovoidale, rotante in senso antiorario con un periodo di circa sei giorni. La temperatura interna del pianeta genera potenti correnti convettive che rimescolano in continuazione le nubi e che, per la rapida rotazione di Giove sul proprio asse, le distendono in fasce scure (correnti discendenti) e zone chiare (correnti ascendenti) attorno al pianeta.

La rapida rotazione del pianeta gli conferisce l’aspetto di uno sferoide oblato e genera un intenso campo magnetico che dà origine ad una vasta magnetosfera (la più grande e potente fra tutte le magnetosfere dei pianeti del Sistema solare) che si estende nel Sistema solare esterno per molte volte il raggio di Giove raggiungendo un’ampiezza massima che può superare l’orbita di Saturno. L’intenso campo gravitazionale di Giove influenza il Sistema solare nella sua struttura perturbando le orbite degli altri pianeti e lo “ripulisce” da detriti ed oggetti vaganti che altrimenti rischierebbero di colpire i pianeti più interni; per questa stessa ragione è anche il pianeta con la maggior frequenza di impatti dell’intero sistema solare.
Testimonianze di impatti sul pianeta gigante sembrano risalire già al XVII: l’astrofilo giapponese Isshi Tabe haGiovepianeta2 scoperto tra i carteggi delle osservazioni di Giovanni Cassini alcuni disegni che rappresentano una macchia scura, apparsa su Giove il 5 dicembre 1690, di cui seguono l’evoluzione durante diciotto giorni, possibile testimonianza di un impatto di un corpo celeste con il pianeta.
Tra il 16 e il 22 luglio 1994 è avvenuto l’impatto tra Giove e la cometa Shoemaker-Levy 9: i frammenti della cometa sono caduti sul pianeta in un vero e proprio bombardamento che ha generato delle macchie scure osservabili dalla Terra per diversi mesi prima di essere completamente riassorbite dall’atmosfera di Giove. Gli ultimi due impatti in ordine di tempo si sono verificati nel luglio 2009 e il 3 giugno 2010: il primo probabilmente con un asteroide che ha prodotto nell’atmosfera del pianeta una macchia scura che si è dissolta in poche settimane, il secondo con un meteoroide.

Giove, 2° Raggio e Maestro dell’Amore, protegge il suo campo.

Intorno a Giove orbitano numerosi satelliti naturali, i cui membri attualmente identificati sono 67. Otto di questi sono definiti satelliti regolari e possiedono orbite prograde (cioè orbitano nello stesso senso della rotazione di Giove), quasi circolari e poco inclinate rispetto al piano equatoriale del pianeta. Questi satelliti sono suddivisi in due gruppi: Gruppo di Amaltea o Gruppo interno, che costituisce il gruppo di satelliti più vicino al pianeta e che sono la sorgente delle polveri che vanno a formare il sistema di anelli del pianeta; Gruppo principale o Gruppo dei Satelliti medicei o galileiani (Io, Europa, Ganimede e Callisto) che sono gli unici a presentare, in virtù della loro massa, una forma sferoidale.
GioveSatelliti2Le restanti lune sono annoverate tra i satelliti irregolari, le cui orbite, sia prograde sia retrograde (che orbitano in senso opposto rispetto al senso di rotazione di Giove), sono poste a una maggiore distanza dal pianeta e presentano alti valori di inclinazione ed eccentricità orbitale. Questi satelliti sono spesso considerati più che altro come asteroidi (cui spesso assomigliano per dimensioni e composizione) catturati dalla grande gravità del pianeta e frammentati a seguito di collisioni. Oltre al sistema di satelliti, il campo gravitazionale di Giove controlla numerosi asteroidi, detti Troiani (così chiamati perchè portano il nome dei personaggi della guerra di Troia), che si sono sistemati sull’orbita di Giove e si dividono in due gruppi che precedono e seguono il pianeta di 60°.

Giove possiede inoltre un debole sistema di anelli scarsamente visibili, osservato per la prima volta nel 1979 dalla sonda Voyager 1.
Giove è sovente visibile in cielo ed appare ad occhio nudo come un astro biancastro molto brillante a causa della sua elevata albedo (ovvero il potere riflettente di un pianeta in tutte le direzioni in relazione all’incidenza della luce solare sulla sua superficie.

Una delle prime civiltà a studiare i moti di Giove fu quella assiro-babilonese; gli astronomi babilonesi riuscirono a determinare con precisione il periodo sinodico del pianeta e si servirono del suo moto attraverso la sfera celeste per delineare le costellazioni zodiacali. La scoperta negli archivi reali di Ninive di tavolette recanti precisi resoconti di osservazioni astronomiche e il frequente rinvenimento di parti di strumentazioni a probabile destinazione astronomica, come lenti di cristallo di rocca e tubi d’oro (datati I millennio a.C.), inducono ad ipotizzare che la civiltà assira fosse già in possesso di un qualche tipo di strumento, con il quale si ritiene sia stato possibile osservare anche Giove.
L’esistenza dei satelliti di Giove fu appurata da Galileo Galilei che, grazie al cannocchiale, nel 1610 individuò quattro satelliti (detti medicei in onore della casata Medici), cioè Ganimede, Callisto, Io ed Europa. Negli anni sessanta del XVII secolo l’astronomo Giovanni Cassini scoprì sulla superficie di Giove la presenza di macchie, definì la forma del pianeta e ne determinò il periodo di rotazione, stendendo inoltre precise relazioni sul movimento dei quattro satelliti medicei e formulando dei modelli matematici che consentissero di prevederne la posizione.
Intorno al 1830 Heinrich Schwabe disegnò la prima carta completa di Giove, comprendente anche la Grande Macchia Rossa, mentre a partire dal 1973 numerose sono le sonde automatiche inviate ad esplorare il pianeta gigante, sia come oggetto di studio, sia come tappa intermedia (ossia allo scopo di sfruttarne l’effetto “fionda gravitazionale” per dirigersi in regioni più distanti del Sistema solare).
Nel 2000 la sonda Cassini ha sorvolato Giove fornendo alcune delle immagini più dettagliate del pianeta mai scattate fino ad ora; l’ultima sonda, in ordine di tempo (2007), a raggiungere Giove è stata la New Horizons, diretta verso Plutone e la fascia di Kuiper.

  • Asse polare

L’asse polare di Giove è inclinato di circa 3° rispetto alla perpendicolare all’eclittica, dunque è pressoché verticale:

“…l’asse polare non è il semplice tratto geometrico che unisce i due Poli, ma un filo, un’antenna di illimitata estensione, che in quanto tale riceve e trasmette messaggi; è sia la Voce sia l’Udito del pianeta. E’ un elemento essenziale della sua vita, la versione planetaria della spina dorsale umana e della Via di mezzo. (…) L’inclinazione dell’asse polare sul piano dell’orbita resta tuttavia un mistero. Si riconosce che il pianeta è in equilibrio, ma si ignora quale causa ve lo ha stabilito e lo mantiene. Sostenere che tale situazione è semplicemente casuale equivale a eludere la domanda, e in senso filosofico è inaccettabile.” (5)

“Il Sistema solare presenta una varietà di casi: Terra, Marte, Saturno, Nettuno hanno inclinazione di valore intermedio e poco diverso (da 23,5 a 29 gradi); Giove quasi nullo; Urano massimo (circa 90 gradi). (…) Sono dunque presenti nel Sistema tutte le soluzioni possibili: massima, minima e intermedia. Sono causa di perplessità le situazioni opposte di Giove e Urano: se si considera il valore psichico complementare di orizzontale e verticale e si attribuisce al primo l’energia del Divenire e al secondo quella dell’Essere si conclude che Giove è Signore dell’Essere, poiché il suo asse di rotazione è pressoché verticale sull’Orbita, ma la Via di mezzo è orizzontale; Urano è Signore del Divenire (per opposto motivo): la Via di mezzo è allora verticale. Fra questi estremi stanno gli altri corpi celesti del Sistema, in situazioni varie e intermedie.
Si aggiunge un’altra considerazione praticabile, a sostegno: si insegna che Dio è amore e Giove è l’amore magnetico. E’ dunque l’Essere del Sistema. Urano, Signore delle Regole, ne è il Divenire, poiché esse sono inutili e si sciolgono solo alla conclusione ultima, allorché l’Essere è realizzato da tutte le coscienze. Saturno e Nettuno sono in condizione intermedia, ma non subalterna, perché impegnati ad aprire il passaggio fra Essere e Divenire. Terra e Marte si accompagnano a questi due ultimi, con i quali collaborano in tono minore, e le loro inclinazioni lo dimostrano.”

  • Orbita, Rivoluzione e Rotazione

L’orbita di Giove è inclinata di 1,31º rispetto al piano dell’Eclittica.

Giove completa la sua rivoluzione intorno al Sole in 11,86 anni.

Mediamente la rotazione intorno al proprio asse viene effettuata in 9 ore, 55 minuti e 29 secondi (la più rapida di tutti i pianeti del Sistema solare); l’atmosfera superiore del pianeta è soggetta, a causa del fatto che Giove non è un corpo solido, ad una rotazione differenziale: la rotazione delle regioni polari del pianeta, pertanto, è più lunga di circa 5 minuti rispetto a quella all’Equatore.

Per quanto riguarda il valore armonico della durata della rivoluzione di Giove attorno al Sole si considera un periodo pari a 12 anni:
Giove impiega dodici anni (terrestri) per compiere una rivoluzione attorno al Centro solare, ossia un anno per attraversare ciascuno dei Segni zodiacali. Conta gli anni e i Segni. La sua natura magnetica di secondo Raggio e questi numeri ritmici aiutano a comprendere la sua funzione: presiede, infatti, ai valori spaziali, alla qualità magnetica delle varie regioni celesti. Mentre transita in uno dei dodici settori ne condiziona e n’estrae l’energia vitale qualificata”.

“L’azione di questo Luminare riguarda (…) l’intero Spazio solare, e si esercita pertanto anche sui suoi sei Fratelli [i Luminari sacri Vulcano, Saturno, Mercurio, Venere, Nettuno ed Urano]. Dal Segno che lo ospita Giove lancia luci e messaggi e insegnamenti, e condiziona la loro marcia. Per quanto attiene all’essenza divina dello Spazio, l’intera Comunità solare dipende dalla sua posizione nel Cielo. Giove è il grande Scenografo che allestisce e gestisce l’ambiente della divina Commedia: pur consentendo libere e innumerevoli varianti locali, la Scena è una per tutti e ciascuno vi ha la sua parte”.

In merito alla posizione orbitale di Giove e ai significati ad essa collegati:
GIOVE. Secondo Raggio sull’ORBITA quarta. 2.4
Il simbolo astrologico di Giove pare proprio una miscela di 2 e di 4. Forse è una semplice coincidenza, tuttaviaGioveOrbita perché non notarlo? La posizione gerarchica di Giove nel Sistema solare dimostra la verità di quel teorema, qui già enunciato, secondo il quale non esiste amore senza armonia; quella di Mercurio [Quarto Raggio sull’Orbita seconda 4.2] invece ne dimostra la fase rovescia e complementare: non esiste armonia senza amore. Non è certo necessario descrivere le ben note qualità del secondo Raggio, ma nessuno pensa che sia proprio Giove a manifestarle nell’ambito del Sistema. Eppure la sua luce le trasmette: per quanto se ne sa, il secondo Luminare ne è l’espressione più pura e potente. È molto visibile nel cielo notturno, ed è bene guardarlo con altri occhi, più consapevoli – e ciò vale anche per gli altri due Luminari che si possono veder senza mezzi ottici speciali: Venere e Saturno. (…) Si guardi dunque a Giove con amore, per capire, per piccoli gradi, che quella è la fonte solare dell’Amore e della Saggezza”.

Giove si conferma come Sole “spaziale”, che circola sull’Orbita dell’equilibrio, la quarta [tra le sette dei Luminari sacri]. Determina i mesi e le stagioni dell’Anno solare [il suo Anno di 12 anni terrestri, la via di mezzo dei cicli solari], e simbolicamente sorge e tramonta al passaggio dell’asse Taurus-Scorpio, quasi questo fosse l’equatore dello Zodiaco”.

“… per via del suo Raggio, il secondo, Giove assume le caratteristiche peculiari della sostanza spaziale in cui naviga. Il suo amore diffuso, infatti, lo rende trasparente in quanto si identifica con ciò che ama. (… Giove) per il suo secondo Raggio si fa simile allo Spazio in cui naviga e ne assume qualità e potenza; tramite la sua Orbita invece, di quarto Raggio, simile a uno specchio immenso, ne diffonde lo splendore ovunque, nel Sistema”.

“Se si assume l’Orbita di Giove come mediana, il Sistema rimane diviso in due gruppi di Luminari: gli esterni (Saturno, Urano e Nettuno) che sono lenti; e gli interni (Venere e Mercurio) che sono rapidi. Ne discende che i primi hanno potere soprattutto sugli eventi a lunga gittata, sulle cause profonde e non appariscenti, mentre gli altri governano i mutamenti più percettibili, veloci ma meno durevoli. L’Orbita di Giove, il quale dirime queste diverse qualità, ne assomma in sé le caratteristiche, equilibrandole. Quel grande Luminare, infatti, risente, per risonanza fra la sua Orbita e il quarto Raggio di Mercurio, della veloce mutevolezza di quest’ultimo, il più celere dei globi celesti, mentre di per sé, data la sua natura di secondo Raggio, tende alla placidità tipica dello Spazio, che trova pace e stabile equilibrio nell’immota onnipresenza. In Giove si riconosce il vero riposo, statico e dinamico assieme, dell’intero Sistema solare”.

Giove può essere considerato intermedio fra i due gruppi di Luminari. Li collega perciò e li unisce in sé, con la sua capacità di commensurare e contenere. Per il suo intervento e per l’influsso esercitato dalla quarta Orbita le qualità degli uni e degli altri si pareggiano, i moti relativi si annullano”.

Giove è passivo, funge da conduttore delle loro [dei Luminari sacri] emissioni e le distribuisce all’intero Sistema solare, condizionando tutti gli eventi, anno per anno. Percorrendo la Via di mezzo inserisce la sintesi delle energie generali di ogni istante nel mondo del manifesto e del divenire. La sua Orbita si direbbe paragonabile a un displuvio: i Luminari esterni (Saturno, Urano e Nettuno) preparano e forniscono, come sopra detto, le situazioni creative; quelli interni (Venere e Mercurio) ne causano il precipitare in quelle oggettive e concrete. Alla divisione dei compiti fra i Luminari ne corrisponderebbe in tal caso anche una spaziale, e un tale disposto geometrico aiuterebbe a comprendere la ragione della loro distribuzione nel campo solare”.

Giove è il magnete cosmico del Sistema solare e lo rende navigabile. In questo senso è il Signore di tutte le Orbite e dei sistemi orbitali. Orbita e Ottava sono termini pressoché coincidenti: si è detto e ripetuto che il secondo Raggio è l’ottava del Sistema. Giove, in ragione di queste analogie, regge quei processi d’assimilazione graduale che conducono all’unione. Seguire la via di Giove nel Cielo vuol dire riconoscere e favorire le tendenze che eternamente puntano all’unione. Al contrario di Mercurio, che pare indifferente ai Segni dello Zodiaco, Giove si identifica con ciascuno di essi mentre l’attraversa e ne spande le qualità in tutte le Orbite. Di anno in anno terrestre, perciò, somministra nel Sistema una delle dodici proprietà zodiacali, in modo ritmico e progressivo. Giove dispone le Formule in capienze (ottave) regolari e definite, e in ciascuna versa un’energia spaziale “colorata” dalla qualità del Segno in cui transita. Ciò si ripercuote sulle Forme, che ne sono i precipitati, le quali assumono il colore, o la fragranza, o l’impronta tipica di quel ciclo. Le Formule che si vanno elaborando in Cielo recepiscono le “coloriture” sequenziali diffuse da Giove. Si ricordi che i Segni dello Zodiaco sono considerabili come proto-Formule (…), ossia come le controparti dei Pianeti, proto-Forme. Giove mostra di essere l’Agente che imposta la qualità corrente, comune a tutti gli eventi e alle cose. Qualcosa del genere accade ai raccolti, che per quanto sembrino ripetersi sempre uguali, tuttavia differiscono ogni anno, non solo per quantità, ma soprattutto per qualità. Persino le generazioni umane mostrano qualche riflesso di questa regola, ma oggi non vi si presta attenzione. Giove dunque dispone ogni cosa per ottave. E’ il Signore dello Spazio, che è l’Ottava universale. Sorveglia i contenuti che vivono nelle Forme. Mercurio (…) è l’Occhio del Sistema solare. Giove ne è il cuore. Si sa quanto sono intimi e intensi i rapporti che legano questi organi e dunque i loro Modelli”.

  • Cicli e psicogeometrie eliocentrici

 Tra i numerosi rapporti psicogeometrici che Giove intesse con gli altri Luminari ricordiamo: 

Rapporto tra Giove, Mercurio e Terra:
GioveMercurioTerra“GIOVE-MERCURIO-TERRA
Principio base di questo triangolo è l’Insegnamento, o l’Educazione, inviato da Giove e trasmesso da Mercurio. La Terra vi ha la parte dell’allievo, il cui dovere sta appunto nell’assimilare le lezioni e applicarle imitando il Maestro.
La base ritmica di questa geometria (…) è ancora 48 [tra 1/4 e 12/1, i rapporti tra i periodi di rivoluzione di Mercurio e Giove rispetto all’unità dell’anno terrestre: 12/1:1/4=48], che in armonica, come già visto, vale 3 [48=24x3]. (…)
Il suo valore è immenso, com’è facile desumere. Questo triangolo individua sia il tipoTriangoloenergetico che le linee direttive dell’Insegnamento che il Sistema offre alla Terra e che questa estrae da esso. La posizione di Giove nello Zodiaco determina la qualità annuale di ciò che l’insieme solare le trasmette sulle onde di Mercurio. Tale triangolo è dunque da considerare come la guida del dialogo in atto fra Terra e Spazio solare, ossia del processo invocativo-evocativo. Esso stimola al progresso tutte le coscienze terrene.
Se dunque la mano che scrive è retta dal rapporto fra la Terra e Saturno-Venere, il cuore che reagisce all’Insegnamento è educato da Giove-Mercurio – e i ritmi di questo processo sono noti e computabili. (…)
Quando, per inversione dei Vertici, è Mercurio che trasmette l’energia positiva del primo, mentre da Giove vengono le oscillazioni spaziali, il triangolo dell’Insegnamento favorisce l’imitazione del Maestro o del superiore. (…) Questo triangolo riconferma il detto che non c’è amore senza armonia, né armonia senza amore, il quale compiutamente lo illustra”.

 Funzione e Ciclo Giove e Mercurio:
“… questi due Luminari sono doppiamente connessi dalle loro valenze di Raggio e di Orbita:
GIOVE: raggio 2, Orbita 4
MERCURIO: raggio 4, Orbita 2
Ciò ne fa una coppia di grande valore nell’economia generale del Sistema, che risulta composto di un Vertice e di tre coppie planetarie. Si può disegnare in modo astratto o simbolico ricorrendo alla nota figura della stella a sei punte (…)

MotoreSolare
Alla manovella corrisponde l’asse Giove-Mercurio. Il moto rotatorio viene impresso all’asse del motore, Mercurio, e la Macchina funziona.” (…)

CicloGiove-Mercurio
– Il ciclo è dominato dal quattro e dal quadrato. Ogni anno vi si manifestano 4 congiunzioni, talora tutte nello stesso Segno, e 4 opposizioni, talora tutte nella stessa coppia di Segni opposti.
– Entrambi questi fenomeni astronomici si succedono dunque ogni tre mesi, separati fra loro dalle fasi di quadratura.
Poiché il periodo di rivoluzione di Giove è di dodici anni, dopo 48 congiunzioni con Mercurio (4 x 12) e altrettante opposizioni il ciclo ricomincia dallo stesso Segno del precedente, salvo lo spostamento indotto dalla spirale.
– Questo ciclo si direbbe pulsare come il cuore stesso del Sistema solare. Infatti, Giove è il Signore del secondo Raggio e viaggia sull’Orbita centrale, indubbiamente connessa alle funzioni del cuore. In Mercurio questi due elementi sono ribaltati, equilibrando il tutto: il suo Raggio (4) è il centrale e l’Orbita ha la natura stessa dello Spazio (2).
– Le 48 congiunzioni annuali [nell’anno di Giove] rivelano la presenza e l’azione dei massimi valori numerici (1,2,3 e 4): 48 = 1 x 2 x 2 x 2 x 2 x 3 dove il 2 compare alla quarta potenza.
– Risulta dunque che il ciclo Giove-Mercurio sta, nel Sistema, per l’organo sensibile all’Infinito, alle proporzioni, all’armonia, alla commensura. Esso trae dallo Spazio la qualità zodiacale annuale e la immette nella vita e nell’opera dell’insieme solare, così condizionandole potentemente. (…). Tutte le creature sono rifornite nei loro cuori con energia spazio zodiacale tramite le operazioni congiunte del rapporto Giove-Mercurio, che si pone come intervallo cardiaco cosmico. (…)
– I grandi petali del centro Ajna, secondo l’Insegnamento, sono due, ciascuno dei quali è composto di 48 petali. Per ragioni di risonanza deve dunque esistere un legame reale fra il ciclo Giove-Mercurio, dominato dallo stesso numero, e il terzo occhio, organo magico di visione e direzione creativa. La via dell’occhio e la via del cuore sono una sola”.

Funzione e Ciclo Giove e Venere:
“Questi Luminari non hanno rapporto di risonanza, né per il Raggio, né per le Orbite:
Giove: Raggio 2, Orbita 4
Venere: Raggio 5, Orbita 3
Ciò che li lega non è che le loro rispettive Funzioni sono complementari e sussidiarie: le qualità spaziali del secondoCicloGiove-Venere Raggio sono presenti in tutte le forme costruite dal quinto, che nello stesso tempo esse racchiudono. Questo è l’eterno rapporto che unisce il secondo al quinto Raggio, entrambi responsabili delle forme, ovvero della manifestazione: Venere fa e disfa operando nella sostanza spaziale, governata da Giove. (…)
[Nel corso di due anni terrestri, mentre Giove percorre 60] gradi dello Zodiaco, Venere lo affianca in congiunzione tre volte, e tre volte gli si oppone; altre sei volte i due Luminari sono in quadratura. Anche questa coppia traccia nel Cielo una stella a sei punte, molto regolare. Le due fasi principali [congiunzione ed opposizione] del ciclo si succedono ogni [quattro] mesi”.

Ciclo Giove e Saturno:
“Poiché i periodi di rivoluzione dei due Luminari sono noti, si possono determinare i cicli e le oscillazioni del loro rapporto spaziale. Se si parte da una congiunzione le fasi successive sono queste:

Ciclo Giove-Saturno

Ogni 20 anni Giove e Saturno o sono opposti o sono congiunti; sono in fase di prima o seconda quadratura. Perciò la scansione del loro ritmo conta 5 anni terrestri. Va ricordato che il rapporto fra i loro due periodi di rivoluzione è:

Giove/Saturno = 12 / 30 = 2 / 5

Ed equivale, in senso armonicale, all’intervallo di terza maggiore, espressione di quinto Raggio, discriminante e analitico. (Questo risultato riguarda il loro dinamismo, cioè il loro moto spaziale, e non va confuso con il rapporto fra le loro nature di Raggio, che è:

Giove/Saturno = 2 / 3
2 + 3 = 5 (!)

formula di terzo Raggio (intervallo di quinta)). Si noti che ha valore di terza maggiore anche il rapporto fra le loro Orbite:

Orb.Giove / Orb.Saturno = 4 / 5.

Due ragioni dunque per riconoscere che fra i due Luminari sboccia un continuo richiamo alla capacità esecutiva, che pure non è esplicita nelle loro nature. (…)

CicloGiove-SaturnoLa figura (…) mostra un cerchio per rappresentare un ciclo di 60 anni, suddiviso, di cinque in cinque anni, nelle sue varie partizioni minori, indicate con i simboli usati in astronomia e anche dall’astrologo. Se si collegano fra loro tutti i punti del cerchio che rappresentano le congiunzioni, e quelli che stanno per le opposizioni si ottengono, chiarissimi, i due Triangoli della Stella a sei punte, che dunque Giove e Saturno disegnano assieme nel Cielo ma che restano invisibili.
Uguale figura appare se si ripete la stessa operazione unendo stavolta i punti delle prime e delle seconde quadrature. (…) Giove e Saturno volando nello Spazio solare tracciano di continuo, con ritmo, la Stella della Vita! Tramite le due Stelle è evidente la connessione con i dodici Segni dello Zodiaco e con i dodici petali del centro del cuore umano”.

CiclidiGioveFunzione e Ciclo Giove e Urano:
Giove traccia, ogni 84 anni (ciclo di Urano), un’altra Stella a 6 punte con le sue 6 congiunzioni ad Urano ogni 14 anni. Una Stella della Vita, a 6 punte e a 7 centri, simbolo di un “benefico compimento”, di un’armonia perfetta tra l’Essere e il Divenire, tra la creazione superiore ed inferiore.
Il Cuore ha un Ritmo settenario.CicloGiove-Urano
Sette cicli di Giove (7×12) sono infatti contenuti in un anno di Urano (84), che con il loro ciclo composto evidenziano i 6 vertici discontinui della Stella a 6 punte, il supremo segno del benefico compimento, la psicogeometria primaria e causale del Piano solare tracciata anche, ogni 60 anni, dalle congiunzioni e opposizioni tra Giove e Saturno.
Eccone ancora il ricamo eliocentrico in circa 200 anni di volo.

Altri cicli sacri al 4 e al 2 tra Giove e le sue lune:

CicloGiove - Io ed Europa

CicloGiove-Ganimede e Callisto


 

Note:
Ricordiamo che la nomenclatura adottata in questi articoli prevede di indicare i Segni Zodiacali con il termine latino (Aries, Taurus, Gemini, etc.) e le Costellazioni Zodiacali con il corrispondente termine in italiano (Ariete, Toro, Gemelli, etc.). Ricordiamo inoltre che Segni zodiacali e Costellazioni attualmente non coincidono a causa del fenomeno astronomico della Precessione degli equinozi che sposta in circa 26.000 il punto gamma (0° Ariete) lungo l’intera Eclittica, attraverso le costellazioni dello Zodiaco, in senso opposto a quello del Sole apparente. Tale fenomeno ha per conseguenza uno scostamento progressivo tra i dodici Segni dello zodiaco tropico e le omonime Costellazioni lungo l’Eclittica che attualmente ammonta a circa 27º (in 72 anni le costellazioni si spostano di 1° e in 2160 anni di circa 30°). In attesa che le due “Ruote” tornino a coincidere, si ricordi il valore qualitative o causale dei Segni astrologici rispetto a quello quantitative o apparente delle Costellazioni astronomiche.)

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