Il “Potere forte”

Al solstizio invernale abbiamo rinnovato il nostro Proposito: preparare ed immettere nello Spazio, insieme a tutti coloro che vorranno aderire all’impresa, i semi del nuovo pensiero a sostegno della Cultura/Civiltà umana che deve instaurarsi sulle rovine di quella che vediamo ovunque collassare intorno a noi (cfr. La Costruzione del Tempio, Capricornus). Oggi, nel momento discontinuo del secondo quarto del ciclo annuale, sospinti dal fuoco di Aries, fissiamo le prime modalità operative a sostegno di tale obiettivo.

Come perseguire dunque questo intento, con quale progetto? Certo non in modo disordinato ed approssimativo, ma cercando di seguire il modello costruttivo del Cosmo.

Fra il Proposito e il Progetto c’è evidentemente una relazione molto stretta: un progetto non può sussistere in assenza di un chiaro proposito e viceversa uno scopo non si può esplicitare compiutamente se non interviene un progetto. Come già precedentemente accennato, il Proposito è alimentato dall’energia della Vita, che si traduce in Volontà: è il motore immobile del Progetto, che è figlio della Luce, del Suono, dell’Intelligenza attiva, ed è un insieme di diverse fasi e sequenze, governate da cicli e ritmi. Mentre quindi il Proposito resta immobile al centro, il Progetto intesse disegni e geometrie che lo rappresentano e traccia la via che conduce alla sua attuazione nel modo più “economico” possibile (cfr. Allestire un Piano).

La realizzazione di qualsiasi impresa necessita però di una terza energia: l’Amore magnetico e costruttivo che attrae e fonde le energie affini per intessere il reticolo vitale delle forme. Così si riproduce quella trinità essenziale e causante (Vita, Spazio e Luce o Volontà, Amore e Intelligenza) che sta alla base del mondo manifesto e da cui scaturiscono tutti gli eventi.

Le fasi e le sequenze del progetto di fondazione di una nuova Cultura, come sopra detto, non possono che essere coerenti innanzi tutto col Cielo, il mondo delle cause, ed hanno natura evolutiva tanto più riescono a configurarsi come ologrammi del progetto planetario e solare.

giove-e-saturnoNel Cielo  vediamo che, secondo quanto ci dice l’astrologia esoterica, Vulcano (il cuore del Sole) irradia costantemente il proposito solare rimanendo al centro del Sistema,  mentre Saturno, che è quel Punto di Luce progettuale che riversa l’intelligenza attiva nello Spazio, compone, assieme a Giove, il Signore dell’Amore, le geometrie del Progetto sistemico.

Guardando quindi a tali vettori celesti della Luce e dell’Amore,  vediamo che, volando sulle loro orbite, essi tracciano, in un ciclo di 60 anni, con le loro congiunzioni e opposizioni,  il disegno della Stella a sei punte (la Stella della Vita) e, nello stesso tempo, quello della Stella a cinque punte (la Stella del Creato, dell’Uomo, costruttiva), ogni lato della quale viene fissato da Saturno ad ogni anno di Giove (12 anni terrestri).

E’ conseguente dunque pensare che il ciclo di 60 anni rappresenti un battito del progetto solare col quale possiamo facilmente rapportarci (cfr. “Dal tempo lineare al tempo ciclico”)

Una di queste Stelle, formatasi nel 1961 in Capricornus, terminerà nel 2020 in Aquarius, segno della nuova era.  Ciò significa che questa data causante precede e prepara quella del 2025 segnalata nel precedente articolo quale momento in cui fissare le basi del mondo nuovo. Nella fase quindi che va da oggi al 2020, mentre Giove e Saturno compiranno il percorso di avvicinamento al loro appuntamento in Aquarius, saremo impegnati, pur continuando ad individuare i principi della nuova Cultura, a costituire un nucleo saldo di individui o gruppi disposti ad uscire dai loro alloggiamenti e scendere in campo, disponendosi, in una formazione luminosa e coerente, a ricoprire armonicamente le funzioni vitali del Piano, che si sviluppa secondo la legge del Suono. Ciascuno allora, seguendo la propria naturale disposizione, opererà proficuamente all’interno del Progetto comune e il lavoro sarà una gioia.

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Questa può sembrare una visione utopistica, eppure è semplice e ci vuole poco per realizzarla: una lieve apertura del cuore, che determina la consapevolezza di essere venuti al mondo con una missione da compiere che non riguarda solamente noi stessi, il nostro gruppo familiare, il gruppo nel quale operiamo, la nostra nazione, ma il destino dell’Umanità intera.

Occorre quindi elevare il nostro pensiero al di sopra delle vicende ordinarie e cominciare ad operare là dove ci compete, sui livelli superiori del piano mentale, nei quali il pensiero vola libero, per contribuire a tracciare le linee guida del futuro. Anziché quindi temere i cosiddetti “poteri forti”, di cui oggi molto spesso si parla per giustificare la nostra ignavia, dobbiamo non dar loro alcuna considerazione, poiché rappresentano la parte più greve dell’umanità e dunque di ciascuno di noi, e realizzare che il vero “potere forte” possiamo (e dobbiamo) essere noi, ovvero tutti coloro che, mantenendo fisso e chiaro il Suono del Proposito, si assumono la responsabilità di rappresentare la parte migliore dell’Uomo ed operano in libertà per il futuro senza lasciarsi coinvolgere dal fragore del mondo.

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Ovunque, ed in particolare nel nostro Paese, uomini si stanno già orientando in questo senso e cominciano a comprendere la necessità di ricercare un Modello secondo il quale ordinarsi.  Il Modello c’è e ci sono individui che già lo stanno interpretando nelle loro vite, preparandosi ad una collaborazione coordinata, scevra dal desiderio di voler vedere i risultati del proprio lavoro, poiché operano nel mondo senza essere del mondo e cioè come immortali, quali tutti noi siamo.

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