…L’essenza cosmica pone la gioia nel cuore dell’uomo, nel cuore dell’Universo, nel cuore dell’Arhat. Al Portatore del sacro pegno del futuro, inviamo la Nostra Possanza per coronare il sentiero terrestre. (Collana Agni Yoga, Infinito I, § 85)
Sulla gioia, Enzio Savoini, un illuminato pensatore del nostro tempo, suggeriva questa significativa riflessione:
Caratteristica della gioia è la radiosità. Non è letizia, che è quieta e intima, non è ancora beatitudine, che è suprema e indifferente. La gioia comunica, trasmette, illumina, travolge. I raggi lanciano nello Spazio la gioia penetrante della divina Intelligenza. La natura, immersa e toccata da quei raggi, è pervasa di gioia: per questo motivo le piante e le erbe fioriscono, i minerali cristallizzano e mare e cielo sorridono. La gioia di vivere canta nei cuccioli, nei bimbi, … e nel cuore dei vecchi, se hanno ben vissuto…
…la Luce è Intelligenza suprema, è Amore magnetico ed è Gioia. Essere nella Luce per l’uomo equivale a dire: “Sono nella Gioia”. E l’uomo ha tante cose che lo distraggono dalla Luce e più è distratto e minore è la sua Gioia. Ma le piante, dice il Maestro dell’Agni Yoga, fioriscono nella Gioia. E quando l’abbiamo letto forse tutti quanti l’abbiamo presa per una bella immagine poetica, mentre era una profonda definizione scientifica e rigorosa… (E. Savoini, Dispensa e commento ‘Teoria della Luce I’, scritti inediti)
Urusvati sa che il potere viene dalla gioia, anche nei giorni difficili…
L’uomo ha il grande dono di sapere cos’è la gioia… La gioia è per chiunque, per i mondi lontani, per il più umile dei fiori. Ogni volta che l’uomo si apre alla gioia riceve nuove dosi di forza, e la tensione gli schiude i prossimi cancelli…
L’eroe saggio sa bene che neppure durante la persecuzione la via della gioia è preclusa … le faville della gioia splendono perpetue.
La Nostra vita è lunga, e attestiamo che la gioia è indimenticabile ed è un’eterna fonte di potere. Benedetto chi prolunga la propria gioia nel Mondo sottile.
Se diciamo che la gioia si affretta è perché è prossima. Sovente purtroppo non la si avverte, inceppati da una
suggestione deliberata che la rende impotente. Cercatela dovunque, e raccoglietene ogni scintilla.
Il Pensatore insegnava: “Imparate la gioia. È una delle Muse (Talia), ma scende in voi a proteggervi solo se chiamata da pensieri e parole di Bellezza…la gioia vola solo sulle vie del Bello.” (Collana Agni Yoga, Sovramundano I §231)
È la Musa Talia, colei che è festiva, che facendo dono di sé, espande sulle onde dell’Amore, la saggezza luminosa della Gioia.
Thàlia * (in greco antico: Θάλεια, Tháleia) significa, “festa” e nel suo etimo rinvia a ciò che “cresce” e “si sviluppa” in abbondanza e splendore.
A tal proposito, il Cielo delle cause oggi ci offre la possibilità di celebrare un luminoso evento: l’allineamento eliocentrico tra la nostra amata Terra e l’asteroide */Musa Talia nello spazio condizionato dall’energia di Capricornus, la Porta degli Dei, il Segno considerato la via della risalita delle anime verso la loro dimora celeste, nonché quel luogo simbolico ove il distacco dalla materia assume le sembianze dell’iniziazione. Per l’era di Aquarius, è questa la costellazione principale che trasmette il 7°Raggio che promuove l’iniziazione e la sconfitta del materialismo.
Nel giorno che vede tutte le energie planetarie messe al servizio della realizzazione in coscienza della Vita spirituale, celebriamo a respiro unito e ritmo unificato tale incontro, invocando quella Maestra di sapienza affinché risvegli i cuori degli uomini all’Amore intelligente della Gioia e ispiri in loro le espressioni di quella ‘saggezza speciale’’ dispensatrice di Armonia, Bellezza e Arte di Vivere.
Se l’opera dell’uomo è armonica, e ricerca le consonanze celesti, accende fuochi nello Spazio e collabora con il Cosmo. La bellezza è una forma non di Spazio, ma di Fuoco. Così Spazio e Fuoco, uniti, riproducono nella coscienza il Senso (cioè il Tao) che li ha generati.
… per costruire in modo celeste, bisogna che tutti i gesti, i pensieri, gli impulsi, i moventi siano concordi fra sé e con il fine universale. In questo caso, sicuramente, l’opera nata dalle mani dell’uomo, che sia minuscola, che sia monumentale, è durevole, e agisce nello Spazio con il potere costruttivo del suo fuoco. In questo caso, divinamente, il suo autore … prepara, coltiva, compone forme di gioia destinate a tempi opportuni. […]. (Enzio Savoini **, Armonica. Prima parte – inedita, libera traduzione commentata del testo di H. Kayser)
Urusvati sa che l’illuminazione portata dalla gioia e dall’amore è più intensa di qualsiasi altra procurata dalla sofferenza. Eppure molti continuano a dire che i dolori purificano l’uomo.
Perché l’uomo non sa marciare sulla via alta della luce? È facile rispondere: egli stesso semina dolore nel mondo terreno, e quello penetra in parte anche nel Mondo sottile. Ma la gioia e l’amore puro vivono nel mondo del Fuoco … La fase evolutiva futura gli farà capire dove sta il suo tesoro, e allora si volgerà a quel rimedio generale di luce…
… bisogna impegnarsi con ardore nel rinnovo della vita. A tutti è possibile pensare all’eroismo, alla gioia, all’amore elevato. Chiunque può conquistare il potere di guarire ed emanare salute in ogni direzione.
Diceva il Pensatore: “II dolore è transitorio, la gioia è perenne. Amate la Luce e la Bellezza”. Così mostrava agli allievi la soluzione più semplice. (Collana Agni Yoga, Sovramundano IV, § 732)
Come scrisse H. Roerich, l’uomo, quando raggiunge l’equilibrio … può agire in piena coscienza e simultaneamente su tre piani – terreno, sottile, spirituale o mentale. Con un’esistenza così espansa, e una tale coscienza illuminata, la vita si riempie di significato e bellezza, e la gioia diventa una saggezza speciale. Una coscienza dilatata ci indica il sentiero dell’evoluzione, la via del futuro, e la nostra mente si rivolge con umile gratitudine all’imponenza e alla saggezza dell’unica Legge dell’Amore, espressa sulla Terra come legge del karma…
Sapete che il potere viene dalla gioia, anche nei giorni difficili. Tempo fa dissi che “la gioia è una saggezza speciale”. In verità la gioia deve essere osservata, riconosciuta e realizzata. Chi è depresso è sovrastato da nubi di sventure e dolori, e così oscurato non vede la gioia…Malizia, scontento e irritazione hanno reciso il canale della gioia…L’egoismo gli ha sussurrato che la gioia sta solo nel vantaggio personale. La gioia più favorevole è allora occultata …
L’uomo ha il grande dono di sapere cos’è la gioia… Dai mondi lontani al più umile dei fiori, ogni cosa offre gioia agli uomini…
… l’eroe saggio sa bene che neppure durante la persecuzione, la via della gioia è preclusa… le faville della gioia splendono per sempre. Attraverso le Nostre innumerevoli vite possiamo attestare che la gioia è indimenticabile ed è una fonte di potere. Felice è chi può affermare la propria gioia nel Mondo Sottile. Se diciamo che “la gioia si affretta”, è perché è davvero vicina… Cercatela ovunque, e raccogliete ogni scintilla di gioia. (Tratto liberamente da Lettere di H. Roerich vol. II, lettere del 17.10.35 e del 7.05.38)
Nell’Insegnamento del Maestro Tibetano si legge:
grandi cose sono imminenti. L’umanità avanza con impeto rinnovato. Ha superato il bivio, ha preso decisioni irrevocabili, e segue un sentiero che la porterà nella luce e nella pace. Troverà la via verso la “pace che supera ogni comprensione”, perché sarà indipendente dalle condizioni esterne e totalmente diversa da come ora la si intende. È la pace della serenità e della gioia, una serenità basata sulla comprensione spirituale; una gioia che le circostanze non turbano. Esse non sono uno stato astrale, ma una reazione dell’anima. Non sono prodotte dalla disciplina imposta alla natura emotiva, ma sono una reazione spontanea e naturale dell’anima. Sono la ricompensa dell’allineamento conseguito con esattezza. Queste due qualità dell’anima — serenità e gioia — indicano che essa, l’Ego, Colui che è solo, controlla o domina la personalità, le circostanze e tutte le condizioni ambientali della vita nei tre mondi (Alice A. Bailey, Psicologia Esoterica II, pag. ingl 200 ed. Nuova Era)
… L’Agni Yogi, che sacrifica il sé minore, pone tutta la sua potenza mentale a coadiuvare l’impulso evolutivo. Accetta la spirale, ossia accetta di non tornare mai nello stesso “luogo”; è in moto perenne e regolare; è un eterno nomade celeste. Non vive per sé, ma solo per eseguire volontà superiori – così collabora con l’Universo. Andando per linee spirali ricopia il moto planetario, solare, stellare. È libero, fluisce nello Spazio, eppure è concentrato sul servizio. È attivo eppure indifferente. Provoca gli eventi e non ne porta il peso. Ha realizzato l’Essere e soffonde di gioia lo Spazio. (E. Savoini, Commento a Infinito II § 101-2-3-4, ed. Nuova Era)
In verità, lo spazio risuona di gioia quando si proclamano i fondamenti dell’Essere. Il diritto cosmico si esplica nell’instaurare la legge, e la gioia dell’Essere inonda lo spazio. Così la legge dei Grandi Signori proietta la corrente di una nuova vita. Dirò dunque che il Diritto cosmico si ammanta della radianza dell’universo creato. Le forme si elevano verso la massima perfezione per la spinta esercitata dalle energie. La stessa legge presiede alle lotte strenue dello spirito, che è tratto all’espressione creativa dalla tensione del volere. Tutti i centri manifestano allora una trasmutazione ardente. Perciò, quando la volontà dello spirito è trasmutata, la legge del progresso apre la sua spirale in tutte le dimensioni. Allorché lo spirito riesce a completare la ronda delle vite, librandosi alto sopra il punto di partenza, allora invero ha raggiunto quell’intensità che lo lancia nella direzione della Volontà cosmica, che così governa ogni progresso nell’Infinito. (Collana Agni Yoga, Infinito II, § 106-107)
Fiumi di gioia scorrono nell’oceano
di Pensiero del Creatore.
E voi, che versate gocce di gioia nell’anima umana,
recate doni al Creatore dei Mondi.
La luce non cesserà mai di illuminarvi.
Imparate insegnando.
Non sbagliate se parlate della gioia.
Ogni albero fiorisce nella gioia,
e quando perde le foglie non soffre,
perché ricorda la primavera.
(Collana Agni Yoga, Appello, §251)










bellissimo, grazie