L’Opera Aurea

Il primo articolo dedicato alla Manifestazione della Nuova Cultura apre un nuovo ciclo di appuntamenti per il 2015. Tali appuntamenti, come si è più volte ribadito, rappresentano la semina di pensieri commensurati al Modello solare, alle sue leggi e ritmi. Oggi celebriamo la congiunzione Mercurio – Venere in Aquarius e percorrendo insieme questa direzione celeste che incita a realizzare il nuovo, orientiamo il pensiero e cerchiamo quella risonanza cardiaca che ci consentirà di captare le energie o Idee che da loro emanano. Inoltre, come già esplicitato in altre note, si è appena aperto un nuovo settennio interamente governato dalla Quinta Energia creativa per cui il quinto campo del Sistema TPS, la Manifestazione della Nuova Cultura/Civiltà e la ragione che determinò la creazione di questo blog intitolato appunto “Idee, Formule e Forme per una Nuova Cultura”, assumono particolare rilevanza. Per maggiori informazioni rimandiamo al documento di presentazione “Ritualità solare TPS per l’anno 2015”.

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Nell’ultimo articolo del ciclo precedente, “Il Modello della Manifestazione”, abbiamo declinato la quinta croce del Lambdoma dell’Assoluto all’interno della quale sono formulate le Idee portanti che determinano, dal nostro punto di vista e comprensione, l’Emersione del Disegno divino. Le ricapitoliamo:

  • Spirito(5.1) La potenza vitale/Pensiero(1.5) Il potere realizzatore della Vita
  • Sostanza(5.2) La base dello Spirito/Vibrazione(2.5) Il fremito della Sostanza
  • Coscienza(5.3) Il rapporto fra Spirito e Sostanza/Piano(3.5) La proiezione del Pensiero divino
  • Canone(5.4) Il Principio armonizzante/Disegno(4.5) Il tracciato radiante del Pensiero
  • Manifestazione(5.5) L’emersione del Disegno divino
  • Rivelazione(5.6) La realizzazione graduale dell’Unità/Esistenza(6.5) La sostanza della Realtà
  • Regola(5.7) L’opera esatta dell’Ordine/Opera(7.5) Il capolavoro della Creazione

I quattro articoli previsti per il 2015 riprenderanno e svilupperanno queste Idee. Iniziamo dal nucleo, il cuore pulsante della croce, la Manifestazione, che tutte le racchiude.

La Natura si esprime tramite forme visibili che hanno origine nel mondo delle energie invisibili. Tutto ciò che è esteriore e tangibile è simbolo di forze creative interiori. Nel guscio materiale vive l’Essere per cui dentro e dietro il mondo fenomenico che noi ben conosciamo sia esso umano o solare, piccolo o grande, organico o inorganico, sta un mondo soggettivo di energie viventi responsabili d’ogni forma esteriore. Ogni manifestazione, dunque, è il simbolo di una realtà interiore e spirituale.

Da sempre l’uomo lotta per comprendere e dimostrare d’essere, a buon diritto, l’espressione della Divinità celata in ogni cuore. Le religioni, accettando il fatto di Dio quale premessa fondamentale, hanno divulgato la realtà della Sua esistenza. Le scienze hanno cercato la verità attraverso la conoscenza della materia e ci hanno aperto le porte di un vasto sapere anche se, paradossalmente e in parallelo, hanno dimostrato la nostra profonda ignoranza. Fisica, chimica, biologia e tutte le altre scienze ci hanno insegnato molto sull’apparenza esteriore di Dio benché, in questi mondi, tutto appaia come ipotesi o illazione.

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Ciò che sappiamo per certo è che tutte le forme sono espressione dell’Energia; che sul nostro Pianeta interagiscono svariate energie; che il Pianeta stesso rappresenta un’unità energetica composta da una moltitudine di altre unità energetiche; che l’uomo esprime un insieme di forze e si muove in un mondo di forze. Tutta questa moltitudine è, per la coscienza, la testimonianza evidente di quella Divinità celata o Mente Universale o Essere vivente il cui disegno, a poco a poco, si svela alle menti umane e, tramite studi comparati delle filosofie, delle arti, delle scienze e delle religioni, essi possono comprendere. Ovunque, infatti, possiamo vedere la Sua inarrestabile manifestazione ed il Piano che la dirige.

Qualsiasi manifestazione dell’invisibile deve essere riconosciuta dall’uomo come quella di un principio che conduce al potere creativo. In tutto l’Universo i fenomeni dell’invisibile si alternano con quelli del visibile. Se dunque lo Spazio è saturo di  mutui scambi del Fuoco vivente non esistono linee di demarcazione. Se le sfere fossero separate non sarebbe possibile trasmettere il potere cosmico. I fili della vita non si possono disgiungere. L’Onni- esistente è dovunque e noi siamo in Esso. Il potenziale della vita è illimitato […]

(Collezione Agni Yoga. Infinito II, § 421, ed. Bresci)

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Per descrivere in altro modo questo alternarsi di invisibile e di visibile, prendiamo a prestito una risposta che Ercole diede al Maestro quando questi lo interrogò sui suoi intenti:

[…] “Chi sono i tuoi genitori? Dimmi questo, figlio mio.”

“Mio Padre è divino. Non lo conosco se non in quanto so nel mio intimo di essere Suo figlio. Mia madre è terrena. Io la conosco bene ed ella mi ha fatto come mi vedi” […].

L’invisibile ed il visibile come l’infinito e il finito sono, da sempre, una questione spinosa per l’uomo, eppure solo la capacità di combinarli assieme risolve il paradosso. L’invisibile, come l’infinito, non consente soluzioni concrete; il visibile, come il finito, ne diminuisce la concezione e le possibilità di realizzarla. Solo la proporzione armonica tra gli antipodi risolve il problema e, quando sussiste, la Manifestazione sfolgora. Le splendide opere umane, in ogni campo,  sono l’esempio vivente di come si può racchiudere l’invisibile nel visibile senza sminuirne la grandiosità; pur utilizzando “calcoli finiti” si perviene ad una soluzione esatta e del tutto concreta.

La proporzione aurea, oggi parecchio disattesa, è paragonabile ad una bilancia matematica, si esprime infatti con una equazione, che permette di trovare un punto di equilibrio a garanzia della libertà delle parti in campo. Ogni parte, quindi, è tutelata e considerata a seconda della qualità, capacità, livello o competenza che la contraddistingue. E’ uno strumento che, se applicato, risolverebbe le ingiustizie sociali, eviterebbe immani sofferenze, disastri, ritardi, insuccessi; in altre parole, gli uomini sarebbero molto più felici e viaggerebbero più spediti verso il futuro che li attende.

E’ assolutamente necessario comprendere che l’infelicità non è il castigo che Dio ha dato agli uomini per vendicarsi della loro infedeltà. Per evolvere questo sacrificio non serve, basta accelerare il passo ed utilizzare le gigantesche forze che provengono dal Cielo sia nel piccolo che nel grande lavoro, e non è per paura di un castigo ma per giustizia verso se stessi che dobbiamo purificare i nostri pensieri: così inizia la costruzione del nuovo mondo. Guardiamo il Cielo e la Terra, con gli occhi del cuore ben aperti, ed ammiriamo la Bellezza che ci circonda. Il Disegno divino è talmente imponente che torna alla mente la Bibbia quando Dio, il settimo giorno, guardando la Sua creazione, si compiacque. Aveva di che!

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Anche gli uomini dovrebbero compiacersi delle loro creazioni e guardarle con amore. Toccarle con gli occhi e con le mani poiché ciò che è manifesto assume forma, peso e dimensioni; riempie di sé lo spazio che diviene allora tangibile. Attraverso la manifestazione, infatti, noi possiamo “toccare” una porzione di Spazio che, cambiato di stato, diventa per noi umani più comprensibile e accessibile. Quanto è importante, quindi, che l’apparenza rispecchi, punto per punto, l’intento iniziale che per amore esplose riempiendo di sé ogni parte.

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2 risposte a L’Opera Aurea

  1. Lucia G. dice:

    La manifestazione è la risultante dell’equilibrio in quanto la sezione aurea rende giustizia sia all’invisibile che al visibile, mi viene da dire così. Non si deve perdere la costante osservazione di tutti i nostri atti che causano degli effetti e che quindi creano bellezza o bruttezza. Affinché vi sia dispensazione di Bene occorre essere sempre vigili, accogliere queste energie e saperle trasformare in forze costruttive. E’ vero ogni realizzazione di noi esseri umani, es:dipingere un quadro, fare una scultura in legno, ricamare una veste e così via è frutto di un lavoro che se fatto con amore ci porta a pensare si alla manifestazione dell’opera ma anche a quel tanto di misterioso che porta a tali realizzazioni, visibile e invisibile vanno di pari passo…..e mi dico come non vedere questo miracolo?

  2. Gabriela dice:

    E’ con profonda commozione che leggo questo scritto, lo leggo, mentre ne riconosco la realtà dispiegata nella vita di ciascuno di noi, mentre ne ricordo l’essenza, sempre costudita in una antica memoria, senza ricordi( ” provengo da infinite rimembrenze e la mia memoria è senza ricordi” ).Si credo che , quando noi tutti viviamo questo tipo di esperienza, quando il cuore e la mente asserviti ad uno scopo superiore, entrano in assonanza con il significato profondo celato dalle parole,riusciamo a rispondere con gioia al richiamo che la vita risuona per ognuno di noi. Questo richiamo, questo suono, questo concetto, questa fragranza , altro non è che la nostra partecipazione alla realizzazione del piano divino sulla terra. Ed ognuno di noi lo fa “a modo suo” con la propria capacità , colore, espressione, livello di coscienza. Certamente quando ci viene ricordato che i misteri sono tali.,perchè troppo vicini ai nostri occhi, può dimostrare, tra le altre cose, che noi, siamo immersi in essi, come lo è lo spazio entro cui viviamo, con tutto il creato e le sua creature.Ecco che allora, il finito e l’infinito, danzano insieme, e nella loro unicità, si fondono e si trasformano continuamente, come le note sul rigo musicale.Comprendere ed applicare il rapporto aureo, in ogni dimensione della vita, crea degli effetti immediati, la gioia ne diviene il suo sfondo. A volte , come i bambini riusciamo solo a scrivere scarabocchi, ma il cuore sa che quei bambini, crescendo, se curati, allenati magistralmente dalla vita, possono un giorno , attingere dal loro potenziale,creando magnifiche opere, capaci di manifestare il cielo sulla terra.

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