Sublimazione

Glossario – Sublimazione

 

Etimo secondo TPS

 

La parola deriva dal latino tardo e medioevale sublimatio, atto di elevare, dal tema del latino classico sublimare, innalzare, elevare, e dell’aggettivo sublimis, elevato, eccelso, glorioso.

Nel linguaggio della chimica e della fisica designa il passaggio diretto di una sostanza dallo stato solido a quello gassoso.

Gli alchimisti medioevali utilizzavano il verbo sublimare per descrivere in particolare il processo di purificazione.

Il tema verbale è composto dal prefisso sub, sotto, e da limes, confine, limite, via che delimita, barriera, pietra sacra che segna i confini. Limes era anche la pietra che stava di traverso alla porta di casa.

Limes deriva da una radice indoeuropea *LIK- che esprime l’idea di qualcosa che è messo di traverso, che è obliquo: si vedano il sanscrito lingami, piegare, il greco lygos, vimine che si attorciglia, il latino ob-liquus, obliquo, il lituano lenkti, piegare.

“Sublime” esprime l’idea del superamento di ogni limite, dell’elevazione oltre ogni confine, oltre ogni ostacolo messo di traverso, dello sconfinato in alto.

Già Dante utilizza il verbo sublimare nella Commedia, Paradiso, canto XXVI, vv. 85-87, per indicare la facoltà di ergersi verso l’alto:

Come la fronda che flette la cima
nel transito del vento, e poi si leva
per la propria virtù che la soblima …

(Come l’albero piega la sua cima quando è percosso dal vento, poi si solleva per la propria capacità di ergersi verso l’alto…)

Egli paragona questa facoltà dell’albero alla propria, quando, spronato dalle parole di Beatrice, solleva lo sguardo, e trova il coraggio di rivolgersi all’anima del primo uomo, Adamo.

Nel Lambdoma Sintesi, l’idea di Sublimazione è posta al Vortice 7.6, ed è così definita:

La Sublimazione è la spiritualizzazione della sostanza.

Citiamo dai testi dell’Agni Yoga: Infinito I, § 318

“— Prossima nella storia delle imprese umane è la conquista delle sfere di massima tensione. Quando l’umanità si adatterà a trasmutare l’infimo nel sublime, le sarà dispensata l’intelligenza spirituale. […]”

 

Sublimazione significa processo di trasmutazione verso le sfere più alte


Treccani

sublimazióne s. f. [dal lat. tardo e mediev. sublimatio -onis]. –

1.a. L’azione, il fatto di sublimare, di rendere o di essere reso sublime: s. di un affetto, di un sentimento; ne’ pubblici infortunisi vede sempre un aumento, una s. di virtù (Manzoni); tendere alla s. spirituale per mezzo dell’ascetismo e della contemplazione.

1.b. In psicanalisi, termine introdotto da S. Freud (ted. Sublimierung) per indicare la trasformazione di impulsi istintuali primitivi, soprattutto sessuali, a livelli superiori e socialmente accettabili, e comunque di carattere non sessuale, come processo prevalentemente inconscio operante nella produzione artistica e creativa e nella sfera religiosa; v. anche neutralizzazione (nel sign. 8).

2. In fisica e chimica, fenomeno consistente nel passaggio di una sostanza dallo stato solido allo stato aeriforme direttamente, senza passare per lo stato liquido (il fenomeno inverso prende il nome di brinamento, sebbene nell’uso corrente si usi spesso, anche per questo, il termine sublimazione); calore di s., la quantità di calore che occorre somministrare a un grammo di sostanza per ottenerne la sublimazione; tensione di s., la tensione di vapore della sostanza allo stato solido: generalmente bassa a temperatura ordinaria (meno che per alcune sostanze come lo iodio, la canfora, l’antracene, ecc., che perciò sublimano facilmente), cresce con la temperatura stessa.

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Sublimazione (psicologia)

 

In psicoanalisi, la sublimazione è un meccanismo di difesa che sposta una pulsione sessuale o aggressiva verso una meta non sessuale o non aggressiva. Questo consente una valorizzazione a livello sociale delle pulsioni sessuali o aggressive nell’ambito della ricerca, delle professioni o dell’attività artistica, fino alla vita religiosa e spirituale. Ad esempio, una pulsione aggressiva verso il corpo umano può essere incanalata in un’attività socialmente accettata: il chirurgo.

Descrizione

 

Secondo Sigmund Freud, in questo modo,

«la pulsione sessuale mette enormi quantità di forze a disposizione del lavoro di incivilimento e ciò a causa della sua particolare qualità assai spiccata di spostare la sua meta senza nessun’essenziale diminuzione dell’intensità. Chiamiamo facoltà di sublimazione questa proprietà di scambiare la meta originaria sessuale con un’altra, non più sessuale ma psichicamente affine alla prima».

Freud ricorre a questo concetto per spiegare, da un punto di vista economico e dinamico, certi tipi di attività sostenute da un desiderio che non è manifestamente rivolto verso una meta sessuale come, ad esempio, la creazione artistica, l’indagine intellettuale e in generale le attività più elevate dello spirito umano cui la società attribuisce, in genere, grande valore.

«queste pulsioni compaiono a coppie antitetiche, in forma attiva e passiva; Cito quali rappresentanti più significativi di questo gruppo il piacere di procurare dolori (sadismo) con il suo risvolto passivo (masochismo), e il piacere di guardare sia attivo che passivo; il primo di essi dà luogo in seguito al desiderio di sapere, il secondo verso la tendenza verso l’esibizione artistiche e scenica»  (Cinque conferenze sulla psicoanalisi)

La spinta originaria verso queste attività è rinvenuta da Freud in una trasformazione delle pulsioni sessuali:

«La pulsione sessuale mette a disposizione del lavoro culturale delle quantità di energia estremamente grandi; e ciò è dovuto alla peculiarità particolarmente accentuata in essa di poter spostare la sua meta senza ridurre sensibilmente la propria intensità. Questa capacità di scambiare la meta sessuale originaria con un’altra meta che non è più sessuale, ma è psichicamente imparentata con la prima, viene chiamata capacità di sublimazione.»

Le forze utilizzabili per il lavoro culturale provengono quindi, sempre secondo le teorie freudiane, in gran parte dalla repressione dei cosiddetti “elementi pervertiti” dell’eccitazione sessuale.

La trasformazione di una spinta pulsionale in un’attività sublimata, richiederebbe un tempo intermedio. Durante questa fase si ha un ritiro della libido sull’Io, che rende possibile la desessualizzazione della pulsione.

È proprio in questo senso che Freud in L’Io e l’ Es, parla dell’energia dell’Io come di un’energia «desessualizzata e sublimata», capace di essere spostata su attività non sessuali.

«Se questa energia di spostamento è libido desessualizzata, la si può chiamare anche sublimata, poiché, servendo a istituire l’unitarietà o l’aspirazione a essa che caratterizza l’Io, essa si mantiene sempre fedele all’intenzione fondamentale dell’Eros, che è quella di unire e di legare.»

La nevrosi creativa è un tipo frequente di sublimazione. La ricerca di un’inabitazione spirituale è un altro tipo di sublimazione della pulsione sessuale.

Nei Tre saggi sulla sessualità, Freud sostiene che la teoria della libido non riesce a spiegare le basi chimiche e le fonti, né dell’eccitazione, né della sublimazione dell’istinto sessuale.

Nel tantrismo

 

Nella pratica tantrica, la sublimazione non avviene attraverso la repressione della sessualità. Consiste in esercizi di meditazione, di contrazione muscolare e di ritenzione del seme, che hanno il risultato di stabilire la consapevolezza e il controllo di un flusso continuo di energia vitale fra i sei livelli somato-psichici-spirituali. Poi il singolo può fare questi movimenti ed esercizi sia prima e durante il rapporto sessuale sia per migliorare durata e qualità per entrambi i partner, che in assenza di rapporti per restare in contatto con la componente spirituale di ciascun livello.

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