Gruppo

Glossario – Gruppo

 

Etimo secondo TPS

 

L’etimo di questa parola è incerto, anche se l’ipotesi più diffusa è che derivi dalla radice protogermanica *Kruppaz, che indica un grumo, un groviglio, un nodo, una massa rotonda (nel tedesco odierno, Kruppe significa “groppa”).

Si rileva che, in ogni caso, l’uso della parola “gruppo” – non la radice, come indicato sopra – è attribuito dai linguisti a un’origine italiana, perché è attestato per la prima volta nel mondo dell’arte nel 1500, e che il termine fu successivamente mutuato in francese (groupe), in spagnolo (grupo), in inglese (group) e nello stesso tedesco, poiché anche la parola germanica per gruppo, Gruppe, risulta traslata dalla Francia.

Fu infatti Giorgio Vasari, artista e grande storico dell’arte, vissuto nel 1500, ad utilizzare il termine “gruppo” per indicare un insieme ordinato di figure artistiche, termine che fu poi ripreso da Galilei in modo più esteso per designare insiemi di cose e persone. Poco più tardi la parola fu appunto traslata in Francia, in Germania, in Spagna e in Inghilterra, ampliando gradatamente il significato per includere qualsiasi insieme, specie un numero di individui legati in qualche modo, pur mantenendo a lungo, in inglese, il senso particolare di “composizione di figure o oggetti nella pittura e nel disegno che formano un insieme armonioso”.

Il termine, a partire dal 1800, sarebbe stato destinato a incontrare una grande fortuna in ogni ambito dello scibile, estendendosi dalle discipline artistiche e scientifiche alle scienze sociali e psicologiche.

Se ci si domanda come sia possibile che dal “groviglio” e “nodo” attribuito dalla maggior parte dei linguisti a una radice germanica, si sia arrivati a designare la composizione armonica del Vasari, ispirandosi a un’idea di bellezza, e in generale a sistemi ordinati nel campo dell’arte e della scienza, si prova il desiderio di esplorare ulteriormente il campo di ricerca.

In primo luogo ci si domanda se non sia rintracciabile nel latino classico e nel greco antico un termine con una radice affine che possa indicare un insieme ordinato: accade spesso che l’essenza di una parola sia velata da un’apparenza che la vela e che solo formalmente la mette in relazione con una determinata famiglia linguistica, mentre la sua affinità è da rintracciare in un altro ceppo.

Su ispirazione delle ricerche condotte dal glottologo Rendich – che però non tratta del termine “gruppo” – le quali si innestano su studi mantrici tradizionali, associando a ogni suono un’idea, proviamo a esplorare direttamente i suoni iniziali della parola, che di norma indicano le tracce della radice: g, r.

A proposito del primo suono, Rendich scrive: ‘È il nome indoeuropeo Agni, il dio del fuoco che in origine impersonava il bagliore del lampo, a indicarci il tipo di moto espresso dalla consonante g. […]. Il suono g designava infatti il moto tortuoso del lampo.”

Sul secondo suono scrive: “In indoeuropeo la consonante r […] significa “muovere verso”, “andare, venire incontro”, “giungere”, “raggiungere”. (Franco Rendich, Dizionario Etimologico comparato delle lingue classiche indoeuropee. Indoeuropeo- Sanscrito-Greco-Latino, Palombi Editori, 2010, pp. 61, 333)

Si riesce a individuare una radice indoeuropea che abbia affinità con la parola “gruppo”?

L’etimo potrebbe essere *GRĀ-, che esprime l’idea di “muoversi da ogni parte [g] per acquisire un risultato [rā], “riunirsi in gran numero”, “vivere in comunità”.

Nascono dalla stessa radice, come rami dal ceppo, il sanscrito grāma, che indica la comunità, e pure il greco agorà, che significa il luogo di riunione. Particolarmente indicativa è poi l’appartenenza a questo stesso ceppo del termine latino grex, che in italiano avrebbe mantenuto solo l’accezione di “gregge”, ma che nel latino classico designava non solo il branco di pecore o capre, bensì si articolava in molteplici significati: schiera, gruppo, circolo di filosofi, compagnia di attori, gruppo di cose. Altri termini latini come il verbo congrego, riunirsi, o l’aggettivo e sostantivo gregarius, gregario, appartengono alla stessa matrice linguistica, e sono chiaramente collegati all’idea del gruppo. (Op. cit., p.75)

Inoltre il suono u, testimoniato nel russo gruppa, indica l’idea di un’unità perseguita con forza.

Nello stesso Dante si trova testimoniato più volte il termine gregge con il senso di “schiera”! A questo proposito, citiamo solo un passo, laddove nel terzo girone del settimo cerchio infernale, il Poeta vede i bestemmiatori, ed esclama: […] D’anime nude vidi molte gregge. (XIV Cantica, v. 19).

È però anche bella l’immagine, evocata dalla lingua greca, del “gruppo” quale adunanza su un’agorà, un luogo, simbolico e fisico, di scambio comune. Ai tempi omerici l’agorà era l’assemblea stessa degli uomini liberi, e successivamente passò a significare il luogo in cui si radunavano, che s’identificò con il centro sacro, politico ed economico della polis greca.

Secondo quest’ipotesi, nell’etimo della parola “gruppo”, almeno a livello umano, guizzerebbe quindi il fuoco del lampo e l’idea del raduno.

Concludendo, secondo la nuova ipotesi, il “groviglio”, il “nodo”, potrebbe davvero originare dalla radice protogermanica che esprime l’idea di “grumo”, ma nulla avrebbe in comune con il più antico etimo indoeuropeo di “gruppo”, seppure non si possano escludere nel trascorrere dei secoli contaminazioni fonetiche che spesso si verificano.

Un fatto è certo: “gruppo” è una parola che, nel suo utilizzo primario connesso all’arte, è in modo inequivocabile un bellissimo dono del Rinascimento italiano.

Si conclude con un’osservazione, in linea con lo scopo di questo blog: la terminologia di “gruppo a stella”, potentemente innovativa, corrisponde alla proposta di sperimentare in modo ordinato un lavoro di gruppo che s’ispira a un modello universale, nel quale la scienza dei Sette Raggi, leggi numeriche e geometriche si coniugano con quelle del suono, da applicare alla vita interiore, alla ricerca comune strutturata e al progetto di una nuova cultura/civiltà che viene proposto in queste pagine.

Si conclude con un passo tratto dall’Agni Yoga, che fa intuire come il lavoro di gruppo sia prima di tutto uno stato di coscienza, di cui si è partecipi nel momento in cui ci si impegna per il Bene comune, un modo di vivere nell’infinita “agorà” cosmica:

Il discepolo che ha risposto all’Insegnamento e arde con tutti i fuochi della devozione collabora davvero con le forze Cosmiche. Avendole accresciute con le sue azioni, e adornato con esse il pensiero dello spazio, non è forse un creatore? E la sapienza delle età non sarà l’ornamento più bello? La vastità del Cosmo, del Fuoco spaziale, assegna il destino migliore all’umanità che cerca. (Collezione Agni Yoga, Agni Yoga § 649

 

Gruppo significa unione ordinata tesa allo scopo

 


Treccani

 

m. [dal germ. kruppa]. – 1. Insieme di più cose o persone, distinte l’una dall’altra, ma riunite insieme in modo da formare un tutto: un g. di case, di persone; un g. di stelle; un g. d’aziende; g. familiare, costituito dai membri di una famiglia; un g. d’amici, di soldati, di visitatori; andare, camminare in gruppo; entrare a piccoli g.; dividersi in più g.; attaccare in g. serrato. Con sign. più particolari:

1.a. Raggruppamento di persone o istituzioni, unite fra loro da ideali o principî comuni o collegati per il raggiungimento di determinati scopi: fare parte di un g.; formare, costituire, sciogliere un g.; g. letterario, artistico, politico, finanziario, economico, musicale; il g. dirigente; g. di lavoro, di ricerca, insieme di persone che svolgono in collaborazione, sotto la direzione di una guida esperta, un lavoro di gruppo, cioè un’attività intellettuale o manuale per fini educativi, assistenziali o sociali, oppure di ricerca scientifica e tecnica; analogam., nella scuola, lavoro di gruppo, lavoro tecnico-pratico o di ricerca eseguito da tutti gli allievi (o da un gruppo di essi) sotto la guida del docente. Nel linguaggio polit., g. parlamentare, costituito dai deputati e dai senatori appartenenti allo stesso partito; g. misto, gruppo parlamentare formato da deputati o senatori di diversi partiti, che non sono riusciti a raggiungere il numero minimo richiesto per costituirsi in gruppo autonomo; g. di potere, l’insieme di coloro (persone, ma anche enti, società e sim.), che hanno lo scopo comune di mantenere e di accrescere, con ogni mezzo, il potere che detengono; g. di pressione (traduz. dell’ingl. pressure group), o anche g. di interesse, un certo numero di enti, banche, complessi industriali e commerciali che sono in grado, per la loro potenza finanziaria, di influire, a proprio vantaggio, sulle decisioni delle pubbliche autorità; g. di acquisto, associazione di venditori al dettaglio o di consumatori che si propone di realizzare acquisti in comune al fine di ottenere agevolazioni economiche dai fornitori; g. di discussione, gruppo di persone, detto anche newsgroup (v.), che discute o si scambia informazioni via Internet su un determinato argomento.

1.b. In sociologia, g. sociale, insieme di persone unite da reciproci rapporti, in vista di obiettivi comuni, dotato di una struttura interna più o meno salda, tale da consentire ai componenti comportamenti comuni o concordi; g. primario, quello formato dalle persone (parenti, amici, ecc.) che hanno un ruolo decisivo nella formazione della personalità di un individuo (si contrappone a g. secondario); g. di riferimento, quello con cui l’individuo si confronta e identifica, e da cui deriva i proprî modi di comportamento (può coincidere o no con il g. di appartenenza); dinamica di gruppo, espressione introdotta (ingl. group dynamics) dallo psicologo K. Lewin per indicare lo studio, basato su concetti che si ispirano alla fisica (forza, equilibrio, ecc.), dei fenomeni che si producono nell’ambito dei gruppi; analisi, terapia, psicoterapia di gruppo, nel linguaggio delle scienze psicologiche, metodi terapeutici, fondati sulle teorie della dinamica di gruppo, volti alla cura di più pazienti riuniti a formare un gruppo; g. d’incontro, locuzione generica (ingl. encounter group) con cui sono indicate varie forme di esperienza intensiva di terapia di gruppo.

1.c. Nel linguaggio sport., soprattutto con riferimento al ciclismo, il complesso dei corridori in gara, nessuno dei quali si sia distaccato dagli altri, e anche la maggioranza dei concorrenti distanziata da uno o più corridori: fuga dal g.; il g. segue a 45 secondi.

1.d. Nell’esercito, unità organica elementare delle armi di artiglieria e cavalleria, formata rispettivam. da due o più batterie e da due o più squadroni, corrispondente al battaglione delle altre armi; g. tattico, reparto decentrato, anche pluriarma, per assolvere un particolare compito tattico.

1.e. Nella marina militare, formazione organica costituita da unità similari destinate ad azioni particolari (g. dragamine, g. sommergibili, g. unità da trasporto e operazioni anfibie, ecc.); anche, formazione temporanea di unità complementari di vario tipo destinate ad azioni autonome e lontane.

1.f. In aeronautica, unità organica formata da più squadriglie con unico comando e costituente, insieme con altri reparti, uno stormo.

1.g. Nel linguaggio economico, termine usato a indicare sia quelle coalizioni, comunem. dette trusts, che mirano a rafforzare l’efficienza produttiva fondendo insieme dal punto di vista economico più imprese producenti lo stesso prodotto o prodotti tra loro in rapporto di complementarità e strumentalità, sia le intese finanziarie miranti a ridurre i rischi mediante intrecci azionarî tra imprese che conservano la loro piena indipendenza non soltanto dal punto di vista giuridico, ma anche da quello tecnico-organizzativo.

1.h. In filologia, serie di manoscritti che risalgono a uno stesso capostipite, sinon. di famiglia.

1.i. In geografia, g. montuoso, insieme di cime, isolato o allineato con altri gruppi (cui talora è collegato da contrafforti) a formare catene montuose.

1.l. Nella tecnica, complesso di elementi che concorrono a una medesima funzione o che comunque vanno considerati insieme: g. elettrogeno, in elettrotecnica, accoppiamento d’un motore (in genere a combustione interna) e di un generatore elettrico; g. di continuità, in elettrotecnica, tipo di alimentatore capace di fornire energia elettrica, senza apprezzabile interruzione, anche in caso di mancanza di fornitura da parte della rete; g. motopropulsore, in aerotecnica, il complesso motore alternativo-elica; g. frigorifero (v. frigorifero), ecc.

1.m. In ginnastica, riunione di più esercizî che abbiano fra loro qualche rapporto di analogia.

1.n. Nel pattinaggio artistico su ghiaccio, prova che richiede la formazione di figure da parte di più di due concorrenti in collaborazione.

1.o. In musica, abbellimento costituito da due o più note.

2. Ciascuna delle suddivisioni in cui vengono classificate persone o cose secondo criterî di appartenenza o di analogia:

2.a.Nelle amministrazioni statali e in alcuni enti parastatali, ciascuna delle categorie (A, B, C, ecc.) in cui, fino al 1956, venivano distinti gli impiegati in base al titolo di studio.

2.b.In zoologia, termine generico che indica un insieme intraspecifico di individui tra cui si stabiliscono relazioni sociali (per es., gruppi familiari); in sistematica, indica un insieme di categorie sistematiche coordinate o correlate (per es. gruppo di specie, gruppo di generi).

2.c. In biologia, g. sanguigni, le varie classi in cui gli uomini sono suddivisi, secondo caratteristiche immunitarie del sangue, individuali ed ereditarie, legate alle proprietà antigeniche dei globuli rossi; i sistemi di gruppi sanguigni più importanti, dal punto di vista pratico, per quanto si riferisce alle possibilità di trasfusione del sangue e a fenomeni di incompatibilità tra madre e feto, sono l’AB0 e il fattore Rh.

2.d. In mineralogia, insieme di specie aventi analogia di composizione chimica e alcune caratteristiche fisiche e chimiche comuni: g. della galena, g. dell’argentite, ecc.

2.e. In chimica, con varie accezioni: insieme di elementi collegati da particolari caratteristiche fisiche e chimiche (per es., nel sistema periodico, il g. degli elementi alcalini, il g. delle terre rare, ecc.); insieme di atomi, detto anche radicale, che, pur non costituendo un’entità individuale, si mantiene unito e inalterato in molte reazioni chimiche (per es., il g. acetilico, o radicale acetile, il g. ossidrilico, o radicale ossidrile, ecc.); raggruppamento atomico (propriam. g. funzionale) capace di caratterizzare il comportamento chimico del composto di appartenenza, qualunque sia la rimanente parte della molecola a cui resta collegato (per es., il g. alcolico degli alcoli, il g. carbossilico degli acidi organici).

2.f. In matematica, particolare tipo di struttura algebrica introdotta in un determinato insieme; in senso più specifico, un insieme di elementi nel quale sia assegnata una legge di composizione binaria associativa (legge gruppale), spesso detta moltiplicazione o prodotto, cioè una funzione univoca che a ogni coppia ordinata di elementi dell’insieme faccia corrispondere un elemento appartenente all’insieme stesso; si richiede inoltre che vi esista uno e un solo elemento neutro (detto anche elemento identico o unità) il quale, moltiplicato a destra o a sinistra per qualunque elemento dell’insieme, dia come risultato quest’ultimo elemento; e che ogni elemento dell’insieme ammetta uno e un solo elemento inverso il quale, moltiplicato a destra o a sinistra per l’elemento dato, dia come risultato l’unità. Un gruppo è quindi un semigruppo dotato di unità (cioè un monoide) in cui ogni elemento ammette uno e un solo inverso. Esempî di gruppo sono: l’insieme dei numeri razionali non nulli, rispetto all’operazione usuale di prodotto; l’insieme dei numeri interi relativi, rispetto all’operazione usuale di somma, ecc. G. abeliano (o commutativo), ogni gruppo che gode, oltre che delle proprietà dette, anche della proprietà commutativa.

3. Rappresentazione figurativa di un gruppo di cose e persone: il g. del Laocoonte, del Ratto delle Sabine; un g. fotografico o una fotografia di gruppo (anche assol.: un bel g., un g. ben riuscito).

4. ant. Groppo, nodo: le donne ripresero a filareSfacendo i g. a or a or coi denti (Pascoli); il nonno, da uomo, non diceva nulla, ma si sentiva un g. nella gola anch’esso (Verga); g. di vento, lo stesso che groppo di vento: Cominciano apparir baleni e gruppi E par che l’aria e ’l ciel si ravviluppi (Pulci).

5. ant. Sacchetto o rotolo di monete: gli presentò un g. e una lettera di quel signore, la quale lo pregava di far accettare alla madre di Lucia cento scudi d’oro ch’eran nel g. (Manzoni).

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Gruppo sociale

 

Nella sociologia, un gruppo sociale è un insieme di individui che interagiscono gli uni con gli altri, in modo ordinato, sulla base di aspettative condivise riguardanti il rispettivo comportamento. È un insieme di persone i cui status e i cui ruoli sono interrelati.

Xilografia polacca del 1655 che raffigura una serie di individui come espressione di diversi gruppi sociali. Da sinistra in alto: un ebreo, un barbiere-chirurgo, un pittore, un macellaio, un musicista, un sarto, una locandiera, un farmacista; in basso: un calzolaio, un orafo, un mercante, un armeno, e una venditrice.

Gli esseri umani sono portati a cooperare, competere, analizzare, produrre idee, progettare e decidere in gruppo, i gruppi sono una parte vitale della struttura sociale. I gruppi si formano e si trasformano costantemente; non è necessario che siano autodefiniti e spesso sono definiti dall’esterno.

Secondo Lewin un gruppo può definirsi:

«una totalità dinamica. Ciò significa che un cambiamento di stato di una sua parte o frazione qualsiasi interessa lo stato di tutte le altre. Il grado di interdipendenza delle frazioni del gruppo varia da una massa indefinita a un’unità compatta. Dipende, tra gli altri fattori, dall’ampiezza, dall’organizzazione e della coesione del gruppo.[1]»

Descrizione

 

Caratteristiche

I gruppi hanno diverse caratteristiche:

i membri del gruppo interagiscono e si influenzano a vicenda;

ogni membro deve rispettare le cosiddette norme di comportamento, che caratterizzano un determinato gruppo;

ogni membro in un gruppo gioca dei ruoli;

tutti i membri sono interdipendenti, cioè hanno bisogno l’uno dell’altro per arrivare agli scopi che il gruppo si è prefissato.

I gruppi vengono tenuti insieme dalla cosiddetta coesione, ossia dall’intensità della relazione tra i membri del gruppo. La coesione è determinata da molti fattori tra i quali vi sono:

  • mutua attrazione, ossia che i membri provano attrazione l’uno verso l’altro.
  • identificazione, in quanto un membro si identifica col gruppo.

Alcune classificazioni

In base ai fini, vi sono due tipi di gruppo: quello strumentale e quello affiliativo.

  • Il primo, lo strumentale è un gruppo che vuole raggiungere obiettivi specifici (squadra, associazione, comunità, ecc).
  • Il secondo ha obiettivi più generali, come le confraternite.

In base al tipo di relazione il gruppo può essere primario o secondario.

  • Il gruppo primario è composto da almeno tre persone che interagiscono per un periodo di tempo relativamente lungo, sulla base di rapporti intimi faccia a faccia (es: famiglia, gruppi di pari, piccole comunità).
  • Il gruppo secondario è composto da un numero di persone che interagiscono su basi temporanee, anonime e impersonali. I suoi membri non si conoscono personalmente o si conoscono in relazione a particolari ruoli formali anziché come persone nella loro completezza. Solitamente conseguono finalità specifiche e meno emotivamente impegnate come ad es. nelle aziende, nei partiti politici, nelle burocrazie statali.

Si possono classificare i gruppi in base al numero di componenti.

  • La diade è un gruppo composto da due elementi, come madre-figlio, moglie-marito, due amiche/amici del cuore. Ciò che caratterizza la relazione, nella diade, è il legame affettivo. Anche se la comunicazione si interrompe per qualche motivo, e quindi non si hanno più interazioni (come nel caso della assenza di uno dei due componenti, oppure nel caso di una separazione dopo un brusco litigio), la relazione permane. Tuttavia affinché la diade continui ad esistere nella comunicazione vi è la necessità di un’attenzione reciproca la quale venendo meno interrompe l’interazione tra i due componenti e pone fine all’atto comunicativo. Nella Diade due persone stanno insieme perché si sono scelte, perché hanno interessi in comune o per compensazione. L’una trova nell’altra quello che pensa gli manchi. Si tratta di due persone che rinnovano la loro scelta nella volontà di continuare lo scambio comunicativo.
  • La triade è un gruppo composto da tre membri. Un classico esempio è la classica famiglia madre-padre-figlia/o. La comunicazione nella triade si modifica perché, pur rimanendo nell’ambito della relazione intima, due dei tre elementi possono temporaneamente interagire tra di loro escludendo il terzo. Ad esempio il padre ama andare a pesca con il figlio e diventa per loro una possibilità di comunicazione, mentre la madre non è coinvolta da questa esperienza che riguarda solo loro; allo stesso modo il bambino può essere escluso dalla scelta dell’acquisto di una casa e in tal caso l’interazione riguarda e coinvolge solo i genitori. Possiamo quindi dedurre che l’interazione, che riguarda solo la dimensione spazio/temporale del qui e ora, nella triade si articoli sempre su due dei membri, a seconda dello spostamento del centro di interesse. Se la comunicazione si concentra sempre nella stessa coppia, esistono dei problemi di relazione nella triade. Si deduce, quindi, che sempre per questo stesso motivo nella triade è possibile la formazione delle coalizioni.
  • Il Piccolo Gruppo è un gruppo costituito solitamente da quattro a dieci-dodici membri. È uno dei modelli di interazione sociale fondamentali, e molte attività sociali e funzionali avvengono in o attraverso gruppi di tali dimensioni. Gruppi più ampi tendono a dare luogo alla formazione spontanea di sottogruppi di questa dimensione, sia in ambito sociorelazionale che operativo-lavorativo.
  • Il Gruppo Mediano è un gruppo costituito di solito da dieci-dodici a venticinque-trenta membri. Col passaggio dal piccolo gruppo al gruppo mediano le relazioni personali divengono meno strette, ed in caso di interazione prolungata quest’ultimo tende a segmentarsi informalmente in piccoli gruppi.
  • Il Grande gruppo, o Large group, conta dai trenta membri in su. In tali tipi di gruppo le interazioni sono meno dirette e personali, e l’individuo è più soggetto alla dialettica di polarizzazione tra fenomeni di massificazione/individuazione. In linea teorica, le comunità, le organizzazioni sociali e le collettività sono forme particolari di very large group.

Tipologie

  • Caste: sono dei gruppi sociali ascrittivi e rigorosamente chiusi secondo una stratificazione sociale che vuole mantenere un criterio di purezza, viene trasmessa l’idea per cui vi sia un retaggio naturale e biologico, non culturale, anche i matrimoni sono di conseguenza endogamici.
  • Classi Sociali (Karl Marx): sono dei gruppi non ascritti basati su qualità socio-economiche, il cambiamento di lavoro e di luoghi di ritrovo permette di modificare il proprio status sociale.
  • Etnie: il gruppo etnico condivide fattori culturali ma non è un contenitore di informazioni quanto una forma di organizzazione sociale, un contenitore informativo, anche se vi è un senso di appartenenza. I confini sono più o meno valicabili.[non chiaro]

Fredrik Barth interpretò la realtà sociale come un processo e per questo elaborò il modello generativo. Secondo lo studioso l’attraversamento di confini da parte di modelli esterni porta ad una risposta per la salvaguardia del gruppo e alla creazione di nuovi modelli generativi (es. di comportamento). Il contatto con l’esterno modifica in modo incorporativo non drastico. Queste tre caratteristiche sono state evidenziate (per quanto riguarda la vita di tutti i giorni) dal sociologo Robert K. Merton che definisce il gruppo come un insieme di persone interagenti l’una con l’altra, dotate di senso di appartenenza e considerate come membri di un determinato gruppo non solo da loro ma anche da coloro che non ne fanno parte.

Cause e dinamica

 

Perché nascono i gruppi ?

Nella nostra vita il gruppo costituisce una parte fondamentale: siamo nati in un gruppo, cioè la famiglia, in classe impariamo in gruppo, giochiamo in gruppo…

Da quando l’uomo si trova sulla Terra, egli ha sempre vissuto in gruppo. Con il gruppo noi possiamo soddisfare dei bisogni, siano essi biologici o psicologici, che non possiamo soddisfare da soli. Quindi il gruppo ha l’obiettivo di migliorare la sopravvivenza dell’individuo.

Gli psicologi sociali evoluzionisti dicono che la selezione naturale favorisce non chi vive in isolamento, ma chi vive in gruppo perché è, a partire da esso, che si forma la persona, nonché la società che la circonda.

La percezione di appartenenza

Secondo le Teorie della percezione sociale relative al tema della Social cognition, esistono varie motivazioni in base alle quali si percepisce la propria appartenenza ad un gruppo:

  • Per vicinanza. Spesso si inizia a frequentare delle persone che ci sono vicine fisicamente, ad esempio che abitano nello stesso quartiere, frequentano lo stesso bar, la stessa scuola ecc. Rappresentano sicuramente tutte occasioni per fare conoscenze o condividere delle esperienze. La vicinanza spesso rappresenta il primo motivo di contatto per la scelta di appartenere ad un gruppo spontaneo. Sulla base di questo criterio, infatti, si formano spesso gruppi per la condivisione del tempo libero.
  • Per somiglianza. Si tratta di un criterio di appartenenza relativo alla disposizione in alcune persone di ricercare nell’altro le proprie convinzioni, le idee i bisogni. Non si intende in questo caso somiglianza fisica, ma affinità di pensiero, interesse e stile di vita. La gratificazione di trovare altre persone con idee simili è ciò che porta, più di qualsiasi altro elemento, all’unione. All’interno di un gruppo più ampio sembra naturale il formarsi di sottogruppi, attraverso il criterio della somiglianza, infatti si stabiliscono alleanze e nascono simpatie che in genere durano nel tempo.
  • Per identificazione. Si può appartenere ad un gruppo anche quando non c’è somiglianza nelle idee o nei bisogni, ma con una motivazione per lo più inconscia di identificazione all’altro. La differenza con la somiglianza è nel meccanismo psicologico che entra in gioco e determina la scelta. Molti individui aspirano ad appartenere a gruppi che hanno un’identità specifica e che rappresentano uno status socialmente desiderabile. Entrare a far parte di un gruppo, quindi, può rappresentare per alcune persone realizzazione, successo e prestigio. Per identificazione si intende anche il processo di strutturazione della propria personalità e identità sociale attraverso l’interdipendenza con il gruppo, in quanto intervengono fattori soggettivi ed intersoggettivi, cioè appresi attraverso il contatto con il gruppo. Infatti gli atteggiamenti e le modalità di comunicazione si influenzano reciprocamente.

I processi di interazione intergruppi (ovvero di relazione e confronto tra gruppi, e non solo nel gruppo) sono un tema assai complesso, di grande rilevanza teorico-applicativa nello studio dei conflitti sociali, della sociologia politica, dei problemi relativi al razzismo ed ai processi migratori. La più compiuta teoria delle relazioni intergruppi è attualmente la Teoria dell’identità sociale.

Dinamiche del gruppo

Una colonia di formiche può essere considerata, sebbene in maniera piuttosto forzata, un esempio di gruppo sociale nel mondo animale, dove ciascun esemplare interagisce in maniera ordinata con il resto del gruppo per il raggiungimento di un obiettivo comune.

Con l’espressione dinamica di gruppo si indica l’evolversi delle relazioni nel gruppo. Lo psicologo sociale Bruce Tuckman propose nel 1965 un modello di evoluzione della vita di gruppo che consiste in cinque fasi sequenziali:

  • Formazione (forming). I membri del gruppo si orientano e comprendono quale debba essere il comportamento nei riguardi del coordinatore e degli altri membri.
  • Conflitto (storming). Si sviluppa un clima di ostilità verso gli altri membri del gruppo e/o verso il leader, soprattutto per l’incertezza dovuta a mancanza di direttive e di sostegno psicologico, per la mancanza di strutturazione e per la resistenza alla struttura. Si sviluppa una resistenza emotiva di fronte alle esigenze del compito da svolgere come espressione alla propria indisponibilità.
  • Strutturazione (norming). I membri si accettano vicendevolmente, e si sviluppano delle norme di gruppo alle quali tutti si sentono impegnati.
  • Attività (performing). I membri del gruppo accettano il loro ruolo e lavorano per raggiungere i fini preposti.
  • Aggiornamento (adjourning). I membri del gruppo decidono una sospensione delle attività al fine di valutare il modus operandi e i risultati eventualmente ottenuti.

La coesione di gruppo definisce il livello di solidarietà fra i membri, ma anche la condivisione di norme e il relativo senso di appartenenza. Questa coesione è determinata anche da fattori emotivi.

Con l’espressione processi dinamici di gruppo ci si riferisce invece alle dinamiche relazionali ed affettive che hanno luogo nei gruppi terapeutici (il concetto è particolarmente usato in ambito Gruppoanalitico).

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