Il futuro è da sempre la grande sfida dell’uomo.
Da sempre l’uomo si è interrogato sulla possibilità che il futuro sia o meno conoscibile, che si possa sondare il suo percorso, che si possa modificare e influenzare oppure se l’uomo debba rassegnatamente cedere il passo, e la sua libertà, ad un avvenire già scritto.
Partendo dal presupposto che il futuro sia un’energia plasmabile, un’energia cioè ‘viva’ e ricettiva agli stimoli che gli derivano dalla coscienza e dall’attività umana, ecco che l’uomo ha non solo la possibilità ma la potestà di operare in qualche misura sul futuro e utilizzare questa energia, gravida di possibilità, in un modo piuttosto che un altro.
“Il futuro è vivo, e qui sta il prodigio: è vivo, ma non ha forma. Per questa ragione è plasmabile e si adatta ad assumere qualsiasi parvenza senza per questo mutare la qualità dell’energia”. (1)
Con questa affermazione si intende che l’energia del futuro non è un’energia definita una volta per tutte, non è impermeabile ai nostri tentativi di cambiarne il corso, ma non è neppure inerte ai nostri errori e alle nostre azioni sconsiderate. Futuro ed energia del pensiero sono strettamente legati tra loro secondo la massima ‘L’energia segue il pensiero’; se consideriamo il futuro una forma di energia ancora in boccio, ecco che la capacità creativa dell’Uomo, simile alla luce radiante del Sole, garante di crescita e sviluppo, è l’elemento idoneo a favorirne il pieno dispiegarsi nel presente.
Quella stessa luce permette al futuro di manifestarsi secondo un percorso chiaro, definito, focalizzato e autonomamente scelto, anche se circoscritto all’orbita del libero arbitrio umano, per quanto limitato sia, e del percorso evolutivo dell’Umanità scandito dal susseguirsi dei cicli.
“L’uomo sa bene che l’intera sua esistenza è una continua avanzata verso il futuro, sa che non può evitarla, ma non ha ancora compreso che il ciclo è la chiave che apre le porte dell’avvenire ignoto e del passato, altrettanto sconosciuto. Il futuro, pur essendo illimitato, si manifesta, tramite l’azione dei cicli, a goccia a goccia. E’ il contenitore infinito di ciò che sarà, dal quale è possibile estrarre le forme volute, specie se conformi al processo evolutivo generale”. (2)
In questa tensione e in questo anelito la futura Umanità dovrà forgiare il suo operato al fuoco dei nuovi ideali, quegli ideali che l’energia incrociata di Giove, Signore dell’Amore, e di Venere, Maestra della sapiente fusione, oggi congiunti in Cancer per lo sguardo eliocentrico, pone a sigillo dell’aureo Tempio umano.
L’azione dei due Luminari è volta a nutrire le coscienze umane e a fornirle della costruttività e del magnetismo necessari a delineare una Nuova Cultura e una Nuova Civiltà in linea alle aspirazioni e al destino dell’Umanità.
La futura Umanità farà della Libertà il suo vessillo più alto; stiamo parlando della Libertà fondata
sul servizio, sulla cooperazione, sulla consapevole interazione tra esseri, sul sacrificio delle parti più personalistiche affinché ne possa sgorgare la radianza del vero Sé, che è libero in quanto non legato a nessun aspetto condizionante, a nessuna identificazione parziale, ma vive di Comunione ed è volto al Bene comune.
Come si è già affermato lo scopo ultimo, ovvero il completo svolgersi del Piano evolutivo, verrà raggiunto immancabilmente in quanto si tratta di un’energia trascendente e quindi superiore al libero arbitrio umano, “…nondimeno, è totalmente liberale per quanto riguarda le vie o le maniere che vi conducono, lasciate al libero arbitrio delle creature coinvolte nel processo”. (3)
Il fuoco che consente alla Libertà di ardere nelle coscienze dell’Umanità Una è quello dell’Unione, come indica l’Insegnamento “È tempo di riconoscere che gli accadimenti sono tutti interconnessi, e che l’unità è sovrana nell’Universo”. (4) Come dire che la Comunione e l’Unità sono il tessuto sul quale fondare ogni possibile convivenza e sul quale può fiorire anche la Libertà.
L’Unione di cui si parla è quel tessuto di relazioni, scambi, consapevolezza, magnetismo e coesione nel quale gli uomini debbono imparare ad agire per esprimere la loro essenza più profonda; senza queste basi la società tende a disgregarsi e le sirene della separatività e dell’egoismo sono pronte ad incantare le coscienze che ancora si fanno sedurre dalle lusinghe del sé inferiore.
Uno degli effetti della sinergia che si crea tra Libertà ed Unione è il trionfo della Verità, ovvero il trionfo dell’integrità dell’Essere che mostra la sua luce solo nella pienezza della comunione, cioè nella piena libertà e nella piena espressione di se stessi, e non nelle pieghe oscure della dispersione, della parzialità e dell’isolamento.
“…la verità non è un’astrazione relativa: è la comprensione delle leggi cosmiche per esperienza diretta” (5), afferma l’Agni Yoga e ciò significa tendere la coscienza per giungere al cuore della Realtà e custodire, difendere ed affermare la Verità ad essa inerente.
Per far questo l’Umanità Una dovrà finalmente assumere una decisa e consapevole responsabilità non solo in relazione ai suoi destini ma anche in merito ai Regni di natura che le sono stati affidati.
E lo sforzo umano per costruire il mondo futuro vedrà al posto d’onore la Bellezza; vogliamo forse un futuro disarmonico, oscuro, asimmetrico, opaco, pesante ed arido? No, ogni uomo quando immagina il futuro lo riempie di colori, di suoni, di luce, di movimento, di leggerezza.
Lo immagina colmo di Armonia, ovvero in perfetta sintonia con l’Essere che vibra nel cuore di ogni Uomo e che attende di venir espresso al meglio delle possibilità di ciascuno “È proprio lo spirito a non concedere sosta, poiché ricorda nell’intimo i mondi di bellezza. Oltre ogni memoria sta una coscienza inesprimibile, certa della possibilità di tornare alla Luce dalla quale scaturì la scintilla”. (6)
Ed infine è proprio col potere del Bello che si crea il nuovo mondo e che si forgiano gli uomini nuovi, è con il potere della Bellezza che si procede sulla via che conduce all’Uno: “Imparate ad affrontare in bellezza i marosi della vita. Non è come ricevere dolci e canditi, ma come forgiare una spada; non dita inzuccherate, ma la mano robusta del guerriero dello spirito”. (7)
La nuova Umanità sarà pienamente consapevole della molteplicità che arricchisce il mondo ma non ne farà motivo di dissidio bensì di gioia e di sviluppo, certa che la sua ricchezza sta nell’abbondanza di colori e non nell’uniformità monocorde di un’unica tinta.
L’eresia della separatività, che inquina ed avvelena le coscienze, può essere sconfitta solo con la potenza della Sintesi, dell’Unione e dell’Amore e mediante la salda certezza che siamo Uno in essenza e in quell’Uno possiamo vivere come fratelli.
“Parlando di cooperazione e di Fratellanza Noi dobbiamo insistere sulla fiducia — senza la quale non si crea il ritmo, non si evoca il successo, non si avanza. Non crediate che Io stia ripetendo cose fin troppo risapute; al contrario, vi rammento l’arma di salvezza, come si fa nell’ora del pericolo. Non c’è altro mezzo per risvegliare l’energia psichica. Non c’è altro modo perché il cuore risplenda di vittoria. È difficile evitare di cader preda della stanchezza se il cuore è senza luce”. (8)
Ed è proprio la Fratellanza l’ideale che prenderà vita dai cuori e dalle menti degli uomini nuovi e che troverà corpo e sangue nella futura Umanità Una.
Solo con l’affermarsi della Fratellanza l’uomo potrà venerare lo spirito che arde in ciascun uomo,
senza distinzione; solo attraverso l’affermarsi di questo ideale la Terra sarà considerata un bene da custodire e non un oggetto da possedere e depredare; solo spronati dalla tensione a questo supremo ideale gli uomini potranno iniziare a cooperare per uno scopo comune.
“La cooperazione si esprime compiutamente nell’attività esteriore, mentre la Fratellanza nasce nel profondo della coscienza. I collaboratori possono essere dissimili come sviluppo di coscienza, mentre i Fratelli si riconoscono l’un l’altro proprio secondo la coscienza; possono non essere impegnati assieme nello stesso compito esteriore, ma nel pensiero restano intimamente connessi. Si riuniscono liberamente, e la loro comunione non è mai un gravame né un impaccio, ma l’intendono come una potente forza motrice per il bene del mondo. Poiché è basata sull’amore, essa non conosce limiti. La cooperazione è dunque una fase preparatoria per realizzare la Fratellanza”. (9)
Una meta, quella della Fratellanza, per la quale non c’è riposo, ma solo fervente impegno: “…ogni giorno, in qualunque attività, con ciascun pensiero impegnatevi a realizzare la Fratellanza”. (10)
E la Fratellanza ha come base lo sviluppo dei Retti rapporti umani. Solo con il cuore volto a perfezionare le relazioni tra uomo e uomo l’Umanità potrà infine riconciliarsi con il Cielo che è la sua dimora spirituale e la dimora di altre, per ora sconosciute, Fratellanze.
“La porta dietro cui il male risiede” è tenuta aperta dalla umanità, dal suo desiderio egoistico, dall’odio e dalla separatività, dalla avidità e dalle barriere razziali e nazionali, dalle sue basse ambizioni personali e dal suo amore per il potere e la crudeltà. Quando buona volontà e luce affluiranno nelle menti e nei cuori degli uomini, queste qualità perverse e queste energie indirizzate, che mantengono aperta la porta del male, cederanno il posto al desiderio di stabilire giusti rapporti umani, alla determinazione di creare un mondo migliore e più pacifico, ad un’espressione mondiale della volontà-di-bene”. (11)
La perfezione così raggiunta conduce alla gloria finale, compie quel passo che permette all’Idea e al suo contenuto, all’essenza e alla forma, allo Spirito e alla materia di fondersi assieme in pienezza.
Solo così l’uomo potrà intraprendere il sentiero che conduce al futuro, al rinnovamento e a quella gloriosa Umanità nuova capace di unire Altissimo ed Abissale: “…l’umanità è destinata ad essere l’esponente della mente di Dio, esprimendo così intelligenza attiva, motivata dall’amore e attuata dalla volontà”. (12)
“Lasciate che la vostra immaginazione corra libera per un momento. e immaginate come sarà il mondo quando la maggioranza degli esseri umani si occuperà del bene degli “altri” e non dei propri fini egoistici. Dar libero corso al pensiero immaginativo è buono e costruttivo e aiuterà a portare in manifestazione quel nuovo mondo e quel nuovo tipo di umanità che il futuro inevitabilmente rivelerà”. (13)
“Un viaggio di mille miglia comincia dal primo passo: per imparare a padroneggiare il futuro bisogna iniziare dal domani, che è sempre il primo giorno, è il primo ciclo, è il principio dell’avvenire” (14); incoraggiati e spronati da questa sollecitazione non perdiamo tempo e disponiamoci a ‘sognare’ il futuro e gli uomini nuovi che ne saranno le ‘pietre viventi’.
Giorno per giorno costruiamo cattedrali di luce, facciamo germogliare giardini di bellezza e seminiamo nei cuori la luce abbagliante della Nuova Umanità.
Note






Articolo interessante, ricco di spunti per riflettere! Grazie