Il Matrimonio Celeste

Raffaello | Lo Sposalizio della Vergine (part.) – Brera, Milano
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John Williams | Across the Stars – Tema d’amore da Star Wars

 

Fortunato incontro di due rari affetti!
Che il Cielo faccia piovere grazia su ciò che cresce fra di loro…

William Shakespeare – La Tempesta, III.1

 

Oggi celebriamo la congiunzione eliocentrica nel magnifico segno di Gemini, il magnete di puro Secondo Raggio che determina i mutamenti necessari all’evolversi della coscienza cristica e risolve la dualità in una sintesi fluida, fra due dei suoi reggitori, Mercurio (exoterico) e Venere (esoterico). Mercurio è il Messaggero solare, il Signore della centralità, il garante delle simmetrie e delle corrispondenze, il Maestro di Musica che mette in relazione armonica l’Alto e il Basso e rispecchia il Modello in tutti i cuori del Sistema. Venere è la Signora dell’aureo Rapporto e della divina Proporzione, della Mente Superiore e dello Spazio geometrico, l’esecutrice del progetto solare, l’Angelo Solare da seguire ed imitare per la nostra Terra, il Mastro Costruttore che cura l’esecuzione formale, contemporaneamente attivo nei mondi dell’Essere e del divenire, delle Idee e delle forme.

Ogni volta che Mercurio e Venere si congiungono è davvero un “fortunato incontro di due rari affetti”! La loro collaborazione è una reciproca ispirazione che – con entusiasmo e commensura – incarna e rende manifeste le Leggi dell’Armonia, ci stimola a pensare a qualcosa di alto ed altro (da sé) e a realizzarlo, è ciò che in mezzo a questo mondo si erge come l’espressione di una dimensione più elevata, è ciò che ci ricorda la costituzione dell’universo, il suo ordinamento e la sua multiforme bellezza, ciò che evoca le creazioni dello spirito e la sua libertà, ciò che obbedisce a questo ordinamento (del Modello superiore) e lo riedifica in migliaia di modi, secondo una regola aurea e dando vita ad una scintillante miriade di retti rapporti, su ogni piano della manifestazione. Un lavoro che è imitativo e costruttivo al tempo stesso, perché La Bellezza va prima di tutto contemplata, così che possa essere compresa e interiorizzata, e poi riflessa, cioè manifestata nella vita; un archetipo fondamentale per gli esseri umani, dal momento che l’Anima e la personalità dell’Umanità nel suo complesso sono governati dai Raggi di questi due Luminari, ed esprimere la prima, con i suoi principi, i suoi valori e le sue leggi, attraverso le opere della seconda è proprio ciò che veniamo ad imparare a fare, un’incarnazione dopo l’altra, sulla Terra ed è ciò verso cui tutta l’evoluzione tende, su ognuno dei suoi infiniti livelli di coscienza. “Come in Alto, così in Basso, per fare i miracoli della Cosa Una”. Ogni incontro di Mercurio e Venere è come un rintocco nel loro lavoro congiunto, un memento ritmico di quanto entusiasmante sia il servizio che ci spetta e che ci aspetta (essere dei costruttori di Armonia e di Bellezza non è forse uno degli obiettivi più nobili che si possano concepire?) e di quanto sempre più lo sarà, su ogni voluta ascendente della spirale evolutiva!

La commensura fra azione e bellezza è l’unica formula di vita. Le fasi migliori del processo evolutivo si potranno realizzare solo se in commensura con la bellezza. (Infinito II § 368)

Botticelli | La Primavera, part. (Mercurio) – Galleria degli Uffizi, Firenze
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Spazio e sostanza sono termini sinonimi; la sostanza è l’aggregato di vite atomiche con cui sono costruite tutte le forme… La sostanza è però un concetto dell’anima ed essa soltanto lo conosce veramente. Perciò, dopo la quarta iniziazione, quando il lavoro dell’anima è compiuto e il corpo dell’anima scompare dal quadro, soltanto la qualità che essa ha conferito alla sostanza rimane come suo contributo, individuale, di gruppo o planetario, alla totalità della manifestazione. Tutto ciò che rimane è un punto di luce. Questo punto è cosciente, immutabile e consapevole dei due estremi dell’espressione divina: il senso d’identità individuale e il senso d’universalità. Questi sono uniti e fusi nell’UNO. Di questo UNO il divino Ermafrodito [Ermes-Afrodite, Mercurio-Venere] è il simbolo concreto – l’unione in uno delle paia degli opposti: negativo e positivo, maschile e femminile. Nello stato d’esistenza che chiamiamo monadica, non viene riconosciuta alcuna differenza tra questi due perché (se posso portare queste idee al livello d’intelligenza dell’aspirante) ci si rende conto che non vi è alcuna identità indipendentemente dalla universalità ed alcun apprezzamento dell’universale indipendentemente dalla realizzazione individuale; questa realizzazione di identificazione, sia con la parte che con il tutto, trova il suo punto di tensione nella volontà-di-essere che è qualificata dalla volontà-di-bene ed è sviluppata (dal punto di vista della coscienza) dalla volontà-di-conoscere. (Alice Bailey – I Raggi e le Iniziazioni, p. 106)

Botticelli | La Primavera, part. (Venere) – Galleria degli Uffizi, Firenze
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Dall’integrazione di questo nuovo gruppo [Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo] si va formando nel mondo il “ponte di anime e servitori” che consentirà la fusione fra la Gerarchia interiore soggettiva delle anime e il mondo esteriore dell’umanità. Ciò costituirà una fusione o un’unione effettiva, e segnerà l’iniziazione conseguita dall’umanità grazie alle conquiste riportate dai suoi membri più progrediti. È il vero “sposalizio nei Cieli” di cui parlano i mistici cristiani e l’esito di tale fusione sarà la comparsa del quinto regno della natura, il Regno di Dio. (Alice Bailey – Il Discepolato nella Nuova Era vol. I, p. 32)

Paolo Veronese – Le nozze di Cana | Louvre, Parigi
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“Il Logos è Saggezza passiva in Cielo, e Saggezza cosciente, attiva, sulla Terra”, ci insegnano. Queste sono le nozze dell’Uomo Celeste con la Vergine del Mondo, o la Natura, come è descritto nel Pimandro; matrimonio il cui risultato e prole è l’uomo immortale. (Helena Petrovna Blavatsky, Antropogenesi)

Tanabata – La Festa delle Stelle Innamorate
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Cécile Chaminade | Sérénade aux Étoiles

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Alle nozze di anime sincere impedimenti non so.
Amor non è amore, che muta se in mutare imbatte
o a separarsi inclina quando altri si separa.
Oh no, è un faro irremovibile
che mira alle tempeste e mai ne viene scosso;
amore è stella ai vaganti navigli,
nota in altezza, nel valore ignota.
Non è zimbello al tempo, s’anche a teneri
Labbri s’incurva quella falce e chiude,
non tramuta con l’ore e i giorni brevi
ma inoltra sino all’estrema sventura.
Se è errore questo, e su di me provato,
io mai non scrissi, e mai nessuno ha amato.

William Shakespeare – Sonetto 116

Auguste Rodin | La Cattedrale

 

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Una risposta a Il Matrimonio Celeste

  1. Franca Rosano dice:

    Quando si realizza l’unione tra cuore e mente, quando l’ANIMA UNIVERSALE individuale li riporta a Sé il sacro matrimonio ha realizzato il suo progetto: L’unione e fusione

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