[Articolo di Elisabeth G. tradotto dal francese]
Oggi, 22 giugno, Plutone – Signore Regale del 1° Raggio – è congiunto all’asteroide Musa Erato* in Aquarius, segno della Nuova Era e possiamo cantare insieme un Inno alla Fratellanza, prossimo compimento evolutivo dell’Umanità.
Plutone, in Aquarius, invita l’umanità ad abbandonare il separativismo, l’egoismo della coscienza personale per rivolgersi verso la coscienza di gruppo, l’unità delle anime, la fratellanza tra tutti. Plutone chiama alla morte la separatività per andare verso le rette relazioni.
Solo la Fratellanza salverà il Mondo, una fraternità nata dalle giuste relazioni tra gli esseri umani, dove ognuno riconoscerà l’essenza divina dell’altro: “L’amore è essenzialmente la realizzazione della fratellanza. È il riconoscimento che noi tutti siamo figli dell’Unico Padre, è pietà, compassione, comprensione e pazienza. È la vera espressione della vita di Dio.” (A. A. Bailey – Da Betlemme al Calvario – p. 268)
“L’idea di Fratellanza è avvolta dalla più grande sacralità.
Sapere che esiste una cooperazione di Conoscenza è la massima gioia della coscienza.
Tutto ciò conferma che in qualche luogo vivono dei Veri Cooperatori…” (Fratellanza, Introduzione, Agni Yoga)
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L’inno, dal latino hymnus, esso stesso dal greco antico ὕμνος, è un «canto di lode a Dio». Erato canta la lode della fratellanza, dell’unità di tutti gli esseri, perché come le sue sorelle Muse, canta e danza la Musica delle Sfere celesti o interiori.
“Il Pensatore disse: “Vorrei che in ogni mio lavoro suonassero le corde dello spazio. La grande Musica è l’opera delle Muse, nostre Patrone”. (Sovramundano 2, 411, Agni Yoga)
“Il Pensatore ripeteva che l’uomo deve riaccendere il cuore con la musica, e con ciò alludeva all’intero reame delle Muse.” (SOV 3, 557)
“Noi rafforziamo chi ascolta con tutte le qualità indispensabili per la via della Fratellanza. Non basta possedere alcuni requisiti distinti, bisogna realizzarne la combinazione perfetta. La sinfonia delle qualità è come la musica delle sfere. Se una sola di esse cresce, mentre le altre restano carenti, ne risulta una dissonanza distruttiva. In effetti ogni dissonanza può indebolire o irritare o persino demolire. L’equilibrio delle qualità si consegue con grande tensione della coscienza. … chi è contento di ogni occasione di dar prova delle proprie virtù dimostra ampiezza di coscienza. Viene poi un altro livello di gioia, quello appunto della bella sinfonia delle qualità. (Fratellanza 60 – Agni Yoga)
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L’Inno alla Gioia** – o Ode alla Gioia – fu inizialmente una poesia di Friedrich Schiller scritta nel 1785, che celebra l’ideale dell’unità e della fratellanza umane. L’«Ode alla Gioia» è nota per il suo uso da parte di Ludwig van Beethoven nel quarto e ultimo movimento della sua Nona Sinfonia, completata nel 1824. Il testo di Beethoven introduce nel poema di Schiller alcune nuove sezioni che celebrano la fratellanza.
È un inno alla Fratellanza che possiamo cantare insieme uniti nella Gioia:“Non è con il pericolo né tanto meno con il terrore, ma con la gioia che si mantiene la Fratellanza. In stato d’armonia crescono sentimenti ultraterreni. …” (Fratellanza 437 – Agni Yoga)
“ … Si può ascoltare anche musica o bei canti ma il cuore è silenzioso perché sordo; se invece è educato, vibra concorde e risponde al ritmo. Il cercatore allora migliora, si fa più coraggioso e forte; collabora degnamente con il mondo terreno e sovramundano e vive nella gioia. …” (Surterrestre III – 605 – Agni Yoga)
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Gioia, bella scintilla divina,
figlia degli Elisei,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
La tua magia ricongiunge
ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.
L’uomo a cui la sorte benevola,
concesse di essere amico di un amico,
chi ha ottenuto una donna leggiadra,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, – chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c’è riuscito, lasci
piangente e furtivo questa compagnia!
Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
tutti i buoni, tutti i malvagi
seguono la sua traccia di rose!
Baci ci ha dato e uva,
un amico, provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!
Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.
Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio (vada) al mondo intero
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre amorevole.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare! ***
* Erato (colei che provoca desiderio) è la Musa della poesia amorosa, quella che risveglia eros, la bellezza e forza del sentimento, il desiderio; anche Musa del canto corale e poi geometria e mimica. Ardore/eros.
Erato (in greco Ερατώ) viene raffigurata come una giovane, con una corona di mirti e di rose, con in una mano una lira e nell’altra il plettro, e a volte collocato vicino a lei c’è un Amorino armato d’arco e di turcasso (faretra).
Il suo nome sembra significare “Amabile” e deriverebbe da Eros. Erato fu rappresentata come una figura collegata all’amore anche nel Fedro di Platone.
L’influsso di Erato conduce ad ispirare gli altri con il proprio discorso, influenzandoli attraverso l’ardore e la passione dinamici dell’amore. Indica anche la necessità di ‘spazio’ per far respirare la creatività e la “freschezza” dell’amore.
** Questa musica di Beethoven è stata adottata anche come Inno Europeo, e si basa sulla sola melodia, senza titolo e senza parole, a causa del multilinguismo europeo: si considera la musica come linguaggio per sé che esalta gli ideali europei.
*** Vedi qui la versione originale tedesco e questa traduzione in italiano.





