«Il ricercatore medio di occultismo sa che la congiunzione dello Spirito-Materia con la mente o manas fu effettuata durante la terza razza-radice, e che la vera e propria famiglia umana esiste sulla terra da quel momento. Egli sa che questo fu prodotto dalla venuta, in Presenza corporea, di certe grandi Entità, ed ha appreso che queste Entità vennero dalla catena di Venere, che Esse effettuarono la necessaria congiunzione, assunsero il governo del pianeta, fondarono la Gerarchia occulta e che, mentre alcune rimasero nella catena, altre ritornarono alla Loro sorgente originaria. Questo riassume sostanzialmente la totalità della conoscenza attuale.» (A.A. Bailey – Trattato sul Fuoco Cosmico /386)

Alla congiunzione odierna di «quella stupenda Sorgente dell’intera nostra Vita planetaria, il sole Sirio, e sede della Loggia di Esseri Divini che operano da questo Centro celeste» (A.A. Bailey – Raggi ed Iniziazioni /687), con il pianeta Venere, “l’alter ego della Terra”, che «in senso occulto, è per la Terra ciò che il Sé superiore è per l’uomo» (A.A. Bailey – Trattato sul Fuoco Cosmico /298), si dedica questo articolo a quegli Esseri spirituali noti come I Signori della Fiamma.
«I Signori della Fiamma [uno tra i molti termini presenti nei libri occulti per indicare questi Esseri spirituali: Agnishvatta, Angeli solari o Pitri solari, Manasadeva o Manasa Dhyani], sono una delle grandi Gerarchie di Esseri spirituali che guidano il sistema solare. Assunsero la guida dell’evoluzione umana in questo pianeta, circa 18 milioni d’anni fa, a metà della terza razza-madre, la Lemure.» (A.A. Bailey – Iniziazione Umana e Solare /225)
«L’uomo diviene un essere umano cosciente per intervento dei Signori della Fiamma e per il Loro costante sacrificio.» (A.A. Bailey – Iniziazione Umana e Solare /19)
Nella Dottrina Segreta di H.P. Blavatsky, viene indicato il ruolo e il contributo di questi Esseri spirituali all’evoluzione Intellettuale dell’uomo:
«[…] nella Natura esiste un triplice schema evolutivo per la formazione delle tre Upâdhi* periodiche, o meglio, tre schemi separati di evoluzione che si intersecano e si connettono inestricabilmente nel nostro sistema.
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* Upâdhi (Sans.) – Base; veicolo, supporto o portatore di qualcosa meno materiale di sé stesso: il corpo umano è l’upâdhi del suo spirito, l’etere l’upâdhi della luce, etc., un modello; una sostanza che definisce o limita. [H.P. Blavatsky – Glossario Teosofico]
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Questi sono l’Evoluzione Monadica (o Spirituale), quella Intellettuale e quella Fisica. Questi tre sono gli aspetti finiti, o i riflessi sul campo dell’Illusione Cosmica, di Âtmâ, il Settimo Principio, la Realtà Unica.
- L’Evoluzione Monadica, come la parola stessa indica, concerne la crescita e lo sviluppo in fasi sempre più elevate di attività, delle Monadi, in congiunzione con:
- L’Evoluzione Intellettuale, rappresentata dai Mânasa-Dhyâni (i Deva Solari o gli Agnishvatta Pitri), “coloro che forniscono all’uomo l’intelligenza e la Coscienza”, e:
- L’Evoluzione Fisica, rappresentata dalle Chhâyâ* dei Pitri Lunari, attorno alle quali la Natura ha plasmato il corpo fisico attuale. Questo corpo serve come veicolo per lo “sviluppo” (per quanto questa parola possa indurre in errore) e le trasformazioni attraverso Manas e mediante l’accumulo delle esperienze – del Finito nell’Infinito, del Transitorio nell’Eterno ed Assoluto.
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* Chhâyâ – “Ombra” o “Spettro”. Nella filosofia esoterica, Chhâyâ è l’immagine astrale di una persona. [H.P. Blavatsky – Glossario Teosofico]
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Ciascuno di questi tre sistemi ha le proprie leggi, ed è retto e guidato da gruppi diversi dei più elevati Dhyâni o Logoi. Ognuno di essi è rappresentato nella costituzione dell’Uomo, il Microcosmo del grande Macrocosmo; ed è l’unione di queste tre correnti che ne fa l’essere complesso che è ora.
La Natura, che è il Potere evolutivo fisico, non avrebbe mai potuto da sola evolvere l’Intelligenza; essa può creare soltanto delle “forme prive di intelletto” […]. Le Monadi Lunari non potevano progredire, non avendo ancora avuto, con le forme create dalla “Natura”, un contatto sufficiente che potesse loro permettere di accumulare delle esperienze attraverso di esse. Sono i Mânasa-Dhyâni che colmano la lacuna; ed essi rappresentano, in questa Ronda*, il potere evolutivo dell’Intelligenza e della Mente, il legame fra lo Spirito e la Materia.» (H.P. Blavatsky – Dottrina Segreta I – Cosmogenesi /244)
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* Ronda – Si tenga presente la seguente tabella:
Sette razze-ramo formano una sottorazza.
Sette sottorazze formano una razza-radice.
Sette razze-radice formano un periodo mondiale.
Sette periodi mondiali formano una ronda.
Sette ronde formano il periodo di una catena.
Sette periodi di una catena formano uno schema planetario.
Dieci schemi planetari formano un sistema solare.
[A.A. Bailey – Trattato sul Fuoco Cosmico /63]
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L’impronta lasciata dal primo Raggio sulla famiglia umana di questo globo ebbe luogo nella fase chiamata «individualizzazione umana, a metà della terza razza-radice. Questa fu prodotta con un’ampia distruzione delle forme che chiamiamo uomo-animale. Questo punto è stato espresso di rado nell’insegnamento. L’avvento dei Signori della Fiamma, la tempesta elettrica che introdusse il periodo dell’uomo, fu contraddistinto da disastri, dal caos e dalla distruzione di molti esseri del terzo regno della natura. La scintilla della mente fu inserita e la forza della sua vibrazione, effetto immediato della sua presenza, causò la morte della forma animale, dando così ai corpi causali appena vitalizzati una tale vibrazione che permise la possibilità di prendere nuovi veicoli fisici. Fu questa la manifestazione dell’aspetto Volontà nella quarta ronda relativamente alla famiglia umana.» (A.A. Bailey – Trattato sul Fuoco Cosmico /425)
L’individualizzazione – Il lavoro degli Angeli Solari
«Consideriamo brevemente la costruzione generale del corpo dell’Ego, elencando le sue parti componenti e tenendo presente che la forma è sempre preparata prima di essere occupata. Dallo studio di questo corpo possiamo trarre qualche idea dell’individualizzazione macrocosmica e qualche luce su di essa.
Il corpo causale, chiamato talvolta (sebbene inadeguatamente) il “karana sarira”, è situato sul terzo sottopiano del piano mentale, il più basso sottopiano astratto, quello sul quale il Raggio del terzo Logos provvede la necessaria “luce per la costruzione”. (Questo perché ogni sottopiano cade sotto l’influsso particolare del suo Numero, Nome o Signore).
Quando giunge l’ora ed i veicoli per buddhi* devono essere coordinati, certi grandi Esseri, Signori della Fiamma o Manasadeva, sospinti da una forza esterna, vengono in congiunzione con il materiale di quel sottopiano e lo vitalizzano con la propria energia. Essi formano un nuovo impulso positivo che coordina il materiale del piano e produce il temporaneo equilibrio delle forze. Di qui il significato della condizione “bianca” o trasparente del corpo causale nuovo. Esso resta con l’ego neonato, per rompere l’equilibrio dapprima e poi ristabilirlo al termine del processo, producendo una forma radiosa piena di colori originari.»
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* Buddhi – Anima o Mente Universale. L’anima spirituale nell’uomo (il Sesto Principio) e perciò veicolo di Atma, lo Spirito, che è il Settimo Principio. [A.A. Bailey – Iniziazione Umana e Solare /217]
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«[…] il metodo di individualizzazione mediante la partecipazione dei Signori della Fiamma, … è il metodo principale in questo sistema solare; qualunque sia il metodo seguito nei vari schemi e nelle diverse catene*, questo è, nello stadio intermedio, la regola universale. Le condizioni karmiche relative ad un Logos planetario possono produrre delle modificazioni portando in azione dei Manasadeva la cui attività può differire in qualche dettaglio, ma i risultati sono sempre simili, e gli Ego divini nei loro corpi causali hanno strumenti analoghi con cui lavorare…»
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* Catena una serie di sette globi o mondi che formano il campo d’evoluzione durante il ciclo o manvantara planetario. [A.A. Bailey – Trattato sul Fuoco Cosmico /383]
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«[…] il lavoro degli Agnishvatta sul piano mentale ebbe per effetto una discesa di forza o energia dalla Monade (o Spirito), e questa, insieme all’energia del quaternario inferiore, produsse la comparsa del corpo dell’Ego sul piano mentale. Nella luce elettrica ordinaria si ha una pallida illustrazione del pensiero che cerco di esprimere. Avvicinando le due polarità si produce la luce. Con un tipo analogo di fenomeno elettrico risplende la luce della Monade, ma si deve estendere l’idea ai piani più sottili, e considerare sette tipi di forza od energia in rapporto con una delle polarità, e quattro in rapporto con l’altra. Una formula scientifica del processo d’individualizzazione esprime questo duplice accostamento con i suoi vari tipi d’energia, con un simbolo unico ed un numero, ma questo non può essere rivelato qui.
I Manasadeva sono essi stessi energizzati da una forza del piano mentale cosmico, forza che è stata operante fin dall’individualizzazione del Logos solare in kalpa* assai lontani. Essi incarnano nella loro natura organizzata il volere o proposito del Logos, e sono i “prototipi “cosmici dei nostri Angeli solari.»
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* Kalpa – Un giorno della lunga vita di Brahma è detto Kalpa; ed un Kalpa è il tempo che intercorre tra una congiunzione di tutti i pianeti sull’orizzonte di Lanka [Il Bhagavat Purāna indica Lanka o Ceylon quale cima del Monte Meru – (H.P. Blavatsky – Glossario Teosofico)], al primo grado dell’Ariete, e il ripresentarsi della stessa congiunzione. [A.A. Bailey – Trattato sul Fuoco Cosmico /40]
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«Gli Angeli solari sul piano mentale del sistema incarnano quel tanto di volere e proposito che il Logos può attuare in una singola incarnazione, e che Essi, nei Loro gruppi, possono sviluppare. Essi operano quindi mediante gruppi egoici e soprattutto, dopo l’individualizzazione, sulle unità mentali delle entità separate che costituiscono i gruppi. Questo è il loro lavoro secondario. Il loro lavoro può essere in parte descritto nel modo seguente.
Prima di tutto, essi attuano l’unione dell’Ego divino col Sé personale inferiore. […]
In secondo luogo, operano mediante l’unità mentale imprimendo sull’atomo la parte, per piccola che sia, del proposito logoico che l’individuo può attuare sul piano fisico. Dapprima la loro influenza è assimilata inconsciamente e l’uomo risponde al piano ciecamente e nell’ignoranza. Più avanti, col procedere dell’evoluzione, il loro lavoro è riconosciuto dall’uomo con la cosciente cooperazione al piano dell’evoluzione. Dopo la terza iniziazione l’aspetto volere o proposito predomina.
Si può qui notare che è la forza Positiva dei Manasadeva che produce l’iniziazione. La loro funzione è assunta dallo Ierofante. Egli, vedendo davanti a sé il veicolo per buddhi, fa passare il voltaggio dai piani superiori attraverso il Suo corpo, e per mezzo della Verga (caricata di forza manasica positiva) trasmette all’iniziato questa energia manasica superiore, in modo che questi è messo in grado di conoscere coscientemente e di riconoscere il piano per il suo gruppo-centro per mezzo della stimolazione immensamente accresciuta. Questa forza discende dall’atomo permanente manasico lungo l’antahkarana ed è diretta a quel centro che lo Ierofante vede che, secondo la legge, deve essere stimolato. Egli stabilizza la forza e ne regola il flusso circolante nel loto egoico, in modo che quando il lavoro di apertura sia compiuto, possa rivelarsi il sesto principio nel Cuore del Loto.
Dopo ogni iniziazione il loto è più aperto e comincia a risplendere la luce dal centro, una luce o fuoco che in fine arde attraverso i tre petali che lo circondano, consentendo alla piena gloria interiore di essere vista ed al fuoco elettrico dello spirito di manifestarsi. Mentre questo si attua sul secondo sottopiano del piano mentale (sul quale è situato ora il loto egoico), avviene una corrispondente stimolazione della sostanza densa che forma i petali o le ruote dei centri sui livelli astrale ed eterico.» (A.A. Bailey – Trattato sul Fuoco Cosmico /708-14)

Il contenuto del corpo causale
«Cosa intendete precisamente quando parlate del corpo causale? Non dite, tanto per dire, che è il corpo delle cause, poiché le parole così pronunciate sono spesso nebulose e vaghe.
Esaminiamo il corpo causale e scopriamo le parti che lo compongono.
Sul sentiero dell’involuzione abbiamo quella che è detta l’Anima Gruppo, adeguatamente descritta (per quanto lo consentano parole terrene) come una collezione di triadi racchiuse in un triplice involucro d’essenza monadica. Sul sentiero evolutivo le corrispondono gruppi di corpi causali composti in modo simile e costituiti da tre fattori.
Il corpo causale è una collezione di atomi permanenti, tre in tutto, racchiusi in un involucro di essenza mentale… Cosa avviene quando l’uomo animale diventa un’entità pensante, un essere umano? Mediante la mente il sé e il non sé si avvicinano, poiché l’uomo è “quell’essere nel quale lo spirito più elevato e la materia più bassa sono legati dall’intelligenza”.
Cosa voglio dire con queste parole? Propriamente che quando l’uomo-animale ebbe raggiunto un livello adeguato, il suo corpo fisico fu sufficientemente coordinato e la sua natura emotiva o del desiderio forte abbastanza da costituire una base per l’esistenza e guidarla con l’istinto, e quando il germe della mente fu sufficientemente radicato fino a conferire la memoria istintiva e l’associazione d’idee che si palesano nel comune animale domestico, allora lo Spirito discendente (che si era appropriato di un atomo sul piano mentale) giudicò i tempi maturi per prendere possesso dei veicoli inferiori. I Signori della Fiamma furono chiamati ed effettuarono il trasferimento della polarizzazione dall’atomo inferiore della Triade all’atomo inferiore della personalità. Anche così, la Fiamma entrostante non poté scendere sotto il terzo sottopiano mentale. Lì i due si incontrarono, divennero uno e si formò il corpo causale. In natura tutto è interdipendente e il Pensatore entrostante non può governare i tre mondi senza l’aiuto del sé inferiore. La vita del primo Logos deve fondersi con quella del secondo Logos ed essere basata sull’attività del terzo Logos.
Al momento dell’individualizzazione, termine per indicare quel momento di contatto, sul terzo sottopiano mentale si ha un punto di luce che racchiude tre atomi e a sua volta è racchiuso da un involucro di materia mentale.
L’opera da compiere è dunque:
- Far sì che il punto di luce divenga una fiamma, soffiando costantemente sulla scintilla e alimentando il fuoco.
- Far sì che il corpo causale cresca e si espanda, da ovoide incolore contenente l’Ego a una forma di rara bellezza che racchiude in sé tutti i colori dell’arcobaleno. Questo è un fatto occulto. Il corpo causale, a tempo debito palpiterà di un’irradiazione interiore e di una fiamma che vi lampeggia e che gradualmente si farà strada dal centro alla periferia. Il fuoco allora lo perforerà, usando il corpo (prodotto di millenni di vite di dolore e di sforzo) come combustibile per le sue fiamme. Brucerà tutto completamente, s’innalzerà verso la Triade e (divenendo uno con essa) verrà riassorbito nella coscienza spirituale portando con sé, usando come simbolo il calore, una intensità di calore o qualità di colore o di vibrazione prima mancanti. L’opera della personalità – poiché dobbiamo vedere ogni cosa da questo punto di vista fintanto che non disporremo della visione egoica – è dapprima di abbellire, costruire ed espandere il corpo causale; in secondo luogo, di trasferirvi la vita della personalità estraendone quanto vi è di buono e accumulandolo nel corpo dell’Ego. Tutto ciò potrebbe essere definito vampirismo divino, poiché sempre il male non è che l’altro lato del bene. Fatto questo, si dà alle fiamme lo stesso corpo causale assistendo gioiosamente all’opera di distruzione e la Fiamma – l’uomo interiore vivente e spirito di vita divina – è liberata e sale alla sua sorgente.» (A.A. Bailey – Lettere sulla Meditazione Occulta /29-31)






