Volgere lo sguardo al cielo
…..Platone, “il Pensatore”, pregava i discepoli di persuadere l’uomo a guardare il cielo stellato: “Solo i porci non alzano la testa”. (Sovramundano III – § 646, Collana Agni Yoga)
…..Il Pensatore insegnava: “Tutti possono guardare alla Casa divina, ma l’occhio deve prima assuefarsi alla Radianza celeste e a vedere la vita dello spazio nella sua pienezza. Chi pensa che il Cielo sia vuoto, ha il cuore vuoto”. (Ibidem – § 491)
Difficilmente l’uomo comune, volgendo lo sguardo al cielo, sente nel proprio cuore di far parte del grande popolo che abita il Sistema solare, e non immagina quali silenziosi intrecci e relazioni esistano tra le creature che vi abitano, e quale gioco di armonie presieda ai rapporti fra Pianeti e Stelle. Inoltre, egli non pensa che anche il nostro Pianeta è coinvolto in questo mirabile ordito che il Piano solare intesse.
Aprire i cuori degli uomini a questi concetti, che destano meraviglia, è la responsabilità di chi guarda con amore e riconoscenza il cielo, avendo l’intento di conoscerne le leggi e svelarne i meravigliosi segreti.
L’umanità deve, dunque, riconoscere che “il cielo è in noi e noi siamo il cielo”.
TPS Editor di Anniversario dell’Anima italiana – 1861-2025: “Nel testo allegato si precisa che quelli sono i veri Segni della Nazione Italiana (Leo-Sagittarius), mentre la Carta celeste dell’unificazione…”
thoughtfullyluminousec3eb55d40 di Anniversario dell’Anima italiana – 1861-2025: “Con gratitudine per parole che fecondano l’entusiasmo per un compito così luminoso e rinsaldano la responsabilità di portarlo a compimento…”
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Per accettare la nostra informativa sulla privacy clicca ok o continua a navigare su questo sito.OkLeggi di più
Volgere lo sguardo al cielo
…..Platone, “il Pensatore”, pregava i discepoli di persuadere l’uomo a guardare il cielo stellato: “Solo i porci non alzano la testa”. (Sovramundano III – § 646, Collana Agni Yoga)
…..Il Pensatore insegnava: “Tutti possono guardare alla Casa divina, ma l’occhio deve prima assuefarsi alla Radianza celeste e a vedere la vita dello spazio nella sua pienezza. Chi pensa che il Cielo sia vuoto, ha il cuore vuoto”. (Ibidem – § 491)
Difficilmente l’uomo comune, volgendo lo sguardo al cielo, sente nel proprio cuore di far parte del grande popolo che abita il Sistema solare, e non immagina quali silenziosi intrecci e relazioni esistano tra le creature che vi abitano, e quale gioco di armonie presieda ai rapporti fra Pianeti e Stelle. Inoltre, egli non pensa che anche il nostro Pianeta è coinvolto in questo mirabile ordito che il Piano solare intesse.
Aprire i cuori degli uomini a questi concetti, che destano meraviglia, è la responsabilità di chi guarda con amore e riconoscenza il cielo, avendo l’intento di conoscerne le leggi e svelarne i meravigliosi segreti.
L’umanità deve, dunque, riconoscere che “il cielo è in noi e noi siamo il cielo”.