Economia della Comunicazione

Scopo e oggetto del comunicare è la Verità.
La trasmissione della Verità, cioè il comunicare, avviene nel silenzio. Il silenzio agisce sul cuore e lo prepara a ricevere la Verità. Dal silenzio, che è creativo, sgorgano le leggi universali, cioè le verità della vita.
La Verità si trasmette dovunque e a chiunque, ma viene recepita soltanto dai cuori educati.
La Verità è il programma comune del nuovo Pensiero. Sgorga dal Cielo e si specchia nelle cose.
La Verità è la simmetria della nuova Cultura. La nuova Cultura scaturisce dal silenzio, come da una fonte segreta. E il comunicare … comporta l’arte di rivelare i segreti solari senza violarli.
Il nuovo comunicare è quell’energia operativa che costruisce nei cuori umani la nuova Cultura.
Il comunicare conosce due aspetti del silenzio: il direzionale e il diffuso: il silenzio direzionale favorisce la comunicazione con uno o più riceventi definiti, il silenzio diffuso consente la trasmissione a tutto campo, senza indirizzo specifico.
Quando è rivolto in senso orizzontale il comunicare si chiama dialogo. Quando diretto in senso verticale è il processo di Invocazione-Evocazione, aspetto superiore del dialogo.
Il cuore, quando trasmette e comunica, usa l’una o l’altra maniera, o entrambe. Ma è necessario che i cuori siano sintonizzati sull’onda portante e protettrice dell’amore reciproco. Allora il messaggio viene captato senza deformazioni e il comunicare si trasforma in comunione.
La comunione è il fondamento della nuova Cultura.

Si è pensato di introdurre il tema di oggi (1) con alcuni pensieri, tratti da una raccolta inedita di Enzio Savoini, che portano a riflettere sul significato profondo che riveste il comunicare. Questo illuminato Pensatore dello scorso secolo, soleva dire che la vera comunicazione, quella che tocca le coscienze e permette la reale condivisione, è la comunicazione da cuore a cuore.
Il termine comunicazione, come riportato dal glossario di questo sito, significa proprio mettere in comune e condividere. Abbraccia l’idea di misura, rapporto, scambio ed esprime l’idea di ‘partecipazione tesa all’unità’.
Già questi pochi concetti sono sufficienti per arrivare a comprendere quale dovrebbe essere l’essenza dell’economia della comunicazione: mettere in comune, condividere, accendere rapporti e scambi tesi all’unità, azioni economiche orientate dal e al Bene.
C’è da dire che alcuni passi in questa direzione sono stati fatti, anche se non tutti mossi da retti propositi. Davanti agli occhi di tutti vi è l’effetto più rilevante di questo periodo: la globalizzazione, il mercato globale. L’economia della comunicazione, nel bene e nel male, ha avuto e continua ad avere un ruolo fondamentale in questa creazione. Questa economia infatti prevede l’opera di persone e organizzazioni atte ad assumere, elaborare e diffondere informazioni capaci di influenzare e diventare parte essenziale del fenomeno stesso, e comprende e influenza tutto quel complesso di attività basate sull’uso di risorse come, ad esempio, il lavoro creativo, i capitali, la ricerca e le informazioni. Dall’economia stretta in confini nazionali si è passati ad una economia integrata su scala mondiale con l’esito indiretto dell’interazione sociale e della manifestazione di un tipo di società globale. Ma, come sempre accade, tutto dipende da ciò che muove ogni azione. Si sa che la via del Bene può essere percorsa solo da rette intenzioni, da giusti rapporti e da una vera condivisione. E questo non è ancora una realtà comune. Attualmente, infatti, con l’avanzata del nuovo, si sta vedendo culminare anche l’uso generalizzato del falso in tutti i campi dei rapporti umani. È paradossale che nel momento delle maggiori conquiste tecnologiche nel campo delle comunicazioni a distanza, si sia raffinata, come non mai, l’abilità umana di mentire, travisare, ingannare, e violare l’essenza del comunicare per pseudo vittorie e vantaggi illusori, pur sapendo che queste costruzioni, nonostante il gravoso dispendio di energia necessario per sostenerne le strutture, prima o poi crollano miseramente.
L’occultamento temporaneo del vero, diceva Enzio Savoini, può aver successo solo a livello fisico, e solo per le minuzie terrene quotidiane. Si crede, e si tenta, di nascondere emozioni, sentimenti e pensieri, ma è una falsità di breve durata, che convince e illude solo chi difetta di intendimento diretto.
La menzogna è l’opposto del comunicare, è la reazione del caos all’avanzata della Luce. Essa origina dalla malizia, dall’odio, dalla viltà. Per essere trasmessa deve assumere aspetto di verità. … È bene, dunque, riflettere per scoprire il valore pervasivo della verità, che, come molti ripetono senza crederlo, “viene sempre a galla”. Rivelare e diffondere la verità sono grandi atti di servizio. Essa offende solo chi vorrebbe nasconderla, è pericolosa solo per chi ha ragione di temerla. È un fuoco che brucia, ma per purificare, non per incenerire. (2)
Ne consegue che per non prestare il fianco al caos e per gestire in modo nuovo e luminoso la comunicazione è necessario innanzitutto imparare a tenere la mente nella luce, a pensare con il cuore.
A tal proposito, giova ricordare quanto scrisse il nostro Maestro di pensiero: Luminoso è il giorno che si comprende meglio il senso del precetto di “tenere la mente nella Luce, poiché segnala il passaggio dal modo di vivere egoistico all’impersonale che esige l’oblio degli interessi minori.
L’uomo in genere fissa l’attenzione sulle forme, e come tutti è convinto che quello sia l’unico modo per capire le leggi, gli eventi, le cause e gli effetti del mondo in cui vive. Tale atteggiamento si impone come logico, giusto, conveniente, sì da escludere ogni altra possibilità. A poco a poco, senza neppure notarlo, si ritrova prigioniero nel castello degli inganni, che ormai scambia per verità, confortato in ciò dal consenso e dal comportamento generali. Gli uomini precipitano in questo incantesimo già dai primi anni di vita, e solitamente non ne escono più, fino alla morte. Tengono la mente nell’ombra delle cose, che scambiano per realtà. Giungono così a negare l’esistenza del sottile, smorzano la propria vibrazione e vivono liberamente da reclusi. Coloro che seguono un Insegnamento, cominciano a liberarsi da quell’illusione, a passi brevi e incerti dapprima, poi più sicuri, e comprendono che un primo tratto del Sentiero li conduce a passare “dalla tenebra alla Luce”. Il senso di quest’affermazione si chiarisce durante il processo, fino a realizzare di essere creature di Luce che vanno di Luce in Luce.
In termini pratici, costoro non devono violentare la propria mente e impedirle di vibrare, ma elevare il livello dell’attenzione, distogliendola dalle cure concrete, dall’interesse per le forme, dalla propensione a guardare più in terra che al Cielo. Si sa che la mente è sempre occupata in attività di natura formale, condizionata dalla pratica quotidiana generale della società umana. L’abitudine è tanto radicata che sospenderla, seppure solo parzialmente, provoca disagio e sconcerto, quasi fosse impossibile o assurdo rivolgere la mente altrove. La Luce celeste sembra incapace di dare nutrimento e povera di interesse, silenziosa e solitaria. Dapprincipio, tenere la mente nella Luce sembra esiliarla dalla società umana. Astraendola in regioni forse luminose ma povere di attrattive, se non addirittura inutili. Guardare in alto, pensare al Cielo, staccare la mente dalla concretezza sembrano consigli nobili ma inconsistenti; eppure la rieducazione della mente comincia da questi primi passi. Si tratta di capovolgere l’atteggiamento consueto, che pare l’unico possibile, e invece di occupare la mente con cose triviali ma in apparenza importanti e decisive, disporla ad accogliere energie celesti, sottili e impersonali. Quando, con l’esercizio, è rivolta in prevalenza alla Luce, la condizione che prima era consueta si rivela essere negativa, pericolosa, soffocante. Si comprende allora di essere salvi e sicuri, avendo conquistato quel potere mentale che dona sereno conforto e vittoria. (3)
E raccomandava poi di fare attenzione, se vogliamo diventare dei comunicatori, che nel nostro pensiero, quando ci accade di riflettere sulle necessità umane e sulla situazione mondiale, (ed è difficile che si riesca a passare una giornata intera senza che questo accada) che lì non ci sia quello che con una sola parola un po’ grossolana, possiamo chiamare il tornaconto personale.

Così comincia una nuova vita, ricca, ampia, lieve e possente. Perché vivere e comportarsi come isolati e solitari, se l’Universo è Uno? … Perché lasciare che il sé minore, limitato, egocentrico, assuma importanza primaria e controlli l’esistenza? La causa di questi errori è presto detta: la mente, anziché rivolta alla Luce, è diretta alle ombre dell’esistenza fisica, e altro non vede che limiti, confini, separazioni: pertanto è in balia della quantità, che l’acceca.

Insieme, dunque, si potranno aprire le porte alla nuova Cultura e a quella reale comunione che permetterà al pensiero potente e amorevole della nuova Economia della Comunicazione, di illuminare le mete evolutive e orientare agli obiettivi primari, e di provvedere all’amministrazione della casa comune, valorizzando la forza unificante della Verità. Tenendo i cuori connessi al mondo delle idee, si saprà assicurare la qualità etica degli scambi e, comunicando per vie sottili, si riuscirà a custodire la fiamma del Vero e unificare le diverse prospettive in un sistema integrato.

 

L’impegno prevalente, la direzione principale, il vero bersaglio della condotta umana in questo scorcio della Settimana solare è: tendere con tutte le forze all’unione fraterna (non soltanto politica) dei popoli della Terra. Le attuali disparità, la falsa democrazia, le separazioni religiose sono da superare, per concepire un gruppo composito di Nazioni, ciascuna impegnata in una funzione planetaria adatta alla sua psiche e collaborante con le altre: una struttura vivente, non burocratica, che rispecchi il funzionamento del Sistema solare. (4)

Che ciascuno dunque si immagini come una fonte invisibile, impercettibile, tuttavia presente e attiva e potente, che manda nello spazio il suo aroma, il suo profumo. Lo fanno i fiori, perché non possiamo farlo noi, non vi pare? Che bel lavoro, semplicemente lasciare che quello che di meglio esiste in noi, le aspirazioni più celesti, più giuste, più amorevoli, se ne vadano in giro a rappresentare il nostro contributo. Questo ci conduce a quel grande Maestro che fu appunto una voce nel deserto e alla potenza della sua irradiazione: non disponendo di nessun mezzo di comunicazione, il Suo insegnamento si diffuse per tutto il mondo. (5)

 

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1) In questi giorni(15-16-17), volgendo lo sguardo del cuore al Cielo eliocentrico, quello pertinente agli impulsi causali degli eventi, possiamo scorgere Venere, il nostro Luminare di riferimento, solcare nuovamente lo spazio condizionato dalla terza qualità, sacra alla Nuova Economia, di Sagittarius, il Segno che in Astrologia Esoterica viene indicato come il principale trasmettitore per la nuova Era dell’energia del 6 Raggio: Comunione, Comunità, Valori, Ideali, Religione, Comunicazione.
L’appuntamento odierno conclude questa semina dedicata, come precisato nel documento ‘Ritualità solare per l’anno 2017’, al terzo settore del Lambdoma di nuova Cultura: l’Economia.
Al Solstizio si aprirà il nuovo ciclo che seguirà i passaggi di Venere nella 4° qualità, sacra alla Nuova Arte planetaria, dei 7 Segni indicati dall’Insegnamento esoterico, quali principali trasmettitori per la veniente Era di Aquarius, delle 7 energie della Vita, i 7 Raggi.
2) Tratto liberamente dalla raccolta Semi 1995 di E. Savoini, inedita.
3) tratto liberamente dalla dispensa ‘Tenere la Mente nella Luce, di E. Savoini, inedita.
4) tratto liberamente da Studio Ciclico della 6° Epoca di E. Savoini.
5) tratto liberamente da Scritti e commenti del 1° Vertice, inedito.

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Una risposta a Economia della Comunicazione

  1. Bianca V. dice:

    Cara Sandra, avverto anch’io che la comunicazione ha a che fare con l’essenza profonda della nostra umanità. E’ attraverso di essa che avviene la trasmissione di ciò che siamo e di ciò che vogliamo diventare; è attraverso di essa che passa, in sintesi, la nostra stessa evoluzione.
    Da ciò la grande importanza da dare alla parola, che è energia vivente, e costituisce uno dei poteri più grandi che l’uomo possiede; con esse possiamo creare o distruggere, abbassare o elevare, potenziare o indebolire.

    Ogni parola è un nucleo energetico che rappresenta un’idea, o un insieme di idee; essa, inviata a una persona, o a un gruppo, produce effetti proporzionali alla potenza dell’emittente e consequenziali alla maggiore o minore purezza della sua intenzione. Ciò corrisponde ad una precisa verità sostenuta dalla Saggezza antica: “L’energia segue il pensiero e la Parola è ciò che lo concretizza”.
    L’accuratezza nell’uso delle parole – che eviti tuttavia di scadere nell’accademismo e nella retorica – è segno di Ordine e di Bellezza, che sono qualità richieste sul Sentiero.
    Che la nostra Parola sia strumento di quella comunione, che – come afferma Savoini – “è il fondamento della nuova Cultura”.

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