La Risonanza

Riprendiamo il concetto di Risonanza già trattato in un precedente articolo (vedi) pubblicando un capitolo dedicato a tale argomento tratto da una libera traduzione di Enzio Savoini del “Lehrbuch der Harmonik” di Hans Kayser.

“Se si tocca una corda del monocordo, si osserva che anche le altre (accordate sullo stesso suono) entrano in vibrazione più o meno accentuata, secondo la forza del primo tocco. Qualsiasi corpo vibrante entra in risonanza allorché “sente” il proprio suono. L’uso tecnico più noto e diffuso di questo principio è l’apparecchio radio-ricevente. Esso contiene un circuito elettrico oscillante, che si regola in modo da captare l’onda della stazione emittente voluta; ciò accade quando le due vibrazioni entrano in risonanza.

Con il monocordo si può anche verificare la precisione della risonanza acustica, variando la tensione della corda iniziale. Si constata che basta pochissimo per perdere la risonanza delle altre corde, che restano mute e come morte, perché non “odono” quel suono che intimamente è loro connesso.

Il principio di risonanza è riconosciuto valido in molti campi, non solo quindi in acustica, ma nella Fisica generale e in Elettricità; ed è presente anche in molte branche del sapere e dell’arte. In senso puramente materiale, si spiega dicendo che la risonanza si produce quando le oscillazioni di un corpo si trasmettono ad un altro di egual “periodo”, mediante una forma di accoppiamento. Tralasciando la questione dell’accoppiamento (aria, etere, ecc.) – che nasconde ancora molti enigmi, e non è affatto chiarita, né così semplice, come spiegazioni del genere sembrano far credere – è degno del più vivo interesse il fatto che esistano “corpi diversi di egual periodo”. Ciò dapprima sembra evidente, ma diviene straordinario quando si considera il fenomeno in senso assoluto, di per sé, quando cioè se ne indaga il come e il perché. Acquista allora un valore ben maggiore. In Fisica, e nelle sue applicazioni tecniche, se ne fa uso copioso. In Chimica, si chiama catalisi: solo la risonanza infatti è in grado di spiegare gli enigmatici catalizzatori. Lo stesso vale per gli enzimi e i fermenti nei corpi vegetali e animali; anch’essi si possono spiegare solo come entità di risonanza presenti nei cicli materiali della vita, in grado cioè di accrescerne o scemare le oscillazioni, e di conservare l’equilibrio generale dell’organismo.

Ma la risonanza si palesa anche in campo psicologico. Dai fenomeni di simpatia e antipatia, all’apparire di idee consimili, alle scoperte contemporanee in luoghi diversi, per finire alle grandi risonanze storiche, che certo si possono interpretare in senso positivo o negativo come effetti giganteschi, essa dimostra di essere un principio universale.

Note varie

Il 16 aprile 1850 un battaglione di fanteria francese marciava sul ponte sospeso di Angers, di 102 metri di luce. Le funi d’ormeggio si ruppero e 236 soldati perirono. Causa: il periodo d’oscillazione proprio del ponte era entrato in risonanza con la cadenza del passo di marcia.

Quando una sostanza, con la sua sola presenza, senza alterarsi, favorisce o impedisce la combinazione di altre due, è chiamata catalizzatore. Ad esempio, acqua e azoto non si combinano affatto. Ma se si aggiunge platino, la reazione si produce e nasce l’ammoniaca. E’ sorprendente che il catalizzatore non viene intaccato dal processo e resta del tutto “neutrale”, il che si può solo spiegare pensandolo in risonanza interna con le altre due sostanze.

Secondo quanto riferisce Sir John Barrow, che nel 1800 viaggiò in Estremo Oriente, “i medici cinesi ritengono che ogni parte del corpo umano abbia un polso suo proprio, e che da questo battito si possano reperire tutte le malattie. Per essi la scienza della pulsazione è la prima fra tutte, e il medico non solo studia i vari polsi per ore di seguito, ma dà al paziente precise prescrizioni. Essi hanno per ogni qualità di polso un’espressione o un nome che la caratterizza In sostanza, il loro modo di tastare il polso è in effetti come compararlo a uno spartito musicale, il che s’intona con la loro concezione di corpo vivente, che paragonano a un liuto bene accordato”.

Robert Fludd, Rosacroce, ritiene che gli uomini siano dei risonatori, che riproducano la “musica” cosmica; gli organi umani sono proporzionati alle risonanze cosmiche e ogni uomo ha la propria “nota-base”, che corrisponde a una configurazione cosmica.

Considerazioni Ektipiche

La Risonanza è uno dei principi essenziali dello Spazio.

Pensiamo a una sorgente cosmica, che trasmette, mediante vibrazioni, la propria qualità nello Spazio. Tutte le altre sorgenti ancora inattive, distinte dalla stessa qualità o che la contengono, sono indotte a vibrare per risonanza.

E’ un processo immenso, spaziale per eccellenza, che si deve studiare con l’attenzione più profonda, ricordando che lo Spazio qui considerato è “Ciò in cui viviamo, ci muoviamo e siamo”, non ha estensioni né distanze e non offre resistenza di mezzo.

Il cielo stellato è forse la figura che meglio soccorre la comprensione di questo principio. Le stelle, come mondi e come sistemi, sono fonti di energia che si propaga vibrando nell’universo. Ovunque incontra similarità o sintonia, essa è captata, assimilata e rilanciata nello Spazio. In altri termini, tutto ciò che è “all’obbedienza” di un certo segnale lo riceve, se ne immedesima e lo ritrasmette fintanto che perdura all’origine.

Da questo portento cosmico discendono infinite considerazioni, corollari, applicazioni.

Tutto si trasmette, nello Spazio. Non c’è sapere, né coscienza, né suono che non possa essere estratto dall’invisibile e manifestato in una forma. Ciò che è di Sirio, di Giove o di Venere può essere espresso in modi terrestri. E’ la Scienza universale. Il Cosmo sa, e ogni sua particella ne rispecchia tutta la saggezza.

Quando si toccano argomenti simili, si è angosciati e come oppressi dalla loro stessa grandiosità, per cui ciò che devotamente se ne coglie e descrive, sembra meno d’un grano di sabbia. Le infinite modulazioni cicliche delle innumerevoli fonti di energia, la loro potenza, l’attività che inducono negli spazi più reconditi, l’obbedienza pronta, spontanea e perfetta dei loro simili, e l’intrecciarsi stupendo e simultaneo di tutte le vibrazioni, sono figure concetto di tale forza da parere insostenibili al cuore. Ma lo Spazio risonante contenuto nel cuore è appunto il luogo di ricezione e trasmissione di tutti i segnali. Deve essere purificato e serbato in tale stato di tensione selettiva, da reagire ai più lontani messaggi e riconoscerne l’origine.

Si tratta di un processo di educazione e disciplina facili a comprendersi, mediante i quali un giorno l’umanità terrestre salirà alla gloriosa coscienza del Cosmo, distillando sapere per risonanza. L’unità del Cosmo pare ordinata per gradi, distinti dalla qualità della coscienza, ciascuno capace di rispondere a toni di vibrazione cosmica e ripercuoterli all’interno della propria gerarchia. Da ciò appare che il processo di risonanza è duplice nei suoi effetti. Un centro ricevente accoglie il segnale che giunge dall’esterno, e lo rinvia nello Spazio, amplificato dalla concordanza spontanea indotta; ma assorbe anche parte dell’energia e la distribuisce all’interno della sua sfera, a tutte quelle individualità costituenti di cui è per diritto responsabile, e che sono di tale natura da corrispondere al segno.

Cosi in particolare l’umanità terrestre riceve dallo Spazio le onde che, per qualità di coscienza, sa “comprendere” o, in altri termini, cui obbedisce. E non solo le rilancia, ma le assorbe e diffonde in sé fra tutte le individualità che la compongono, e là dove sollevano “comprensione”, il processo duplice si ripete nel singolo, che si appropria del segnale, lo ripete nell’insieme umano e lo assorbe nelle proprie parti.

Ciò significa corrispondenza fra il singolo e il tutto, fra le parti e il singolo, in modo ordinato e gerarchico. Un segnale di provenienza solare ricevuto dall’umanità, scuote certi uomini, e in essi certi organi, fisici o no. Ricevuto dal regno vegetale ne scuote certe famiglie, e in queste certe parti, e così via. E’ un incessante scambio di energia e intelligenza, che collega ogni punto dello Spazio, e dipende dalla coscienza. Nell’antichità si curavano, ad esempio, gli organi malati con erbe o raggi “corrispondenti”, o si disponevano i quartieri delle città e le città di una regione, secondo allineamenti geografici tali da favorire la ricezione e la risonanza a particolari volute vibrazioni cosmiche; queste ultime infine amplificate da adatti strumenti, complessi, come un tempio, o semplici, come un vaso di culto.

Ciò dimostra la conoscenza e l’applicazione del principio di risonanza. Le culture umane più splendide sono state preparate mediante provvedimenti consimili, e quando si tornerà ai principi, si ritroverà la vera cultura.

Quanto più un organismo è complesso, tanto più nette e numerose si manifestano le corrispondenze che collegano per risonanza lo Spazio esterno a quello in esso racchiuso. Un insieme vitale nobile e complesso come l’umano, deve dunque rispondere a una immensa gamma di vibrazioni cosmiche, assimilandone una quota a beneficio dell’ambiente interiore. Secondo la coscienza, questa risonanza varia, per qualità, da quella del selvaggio a quella del genio. Inoltre, varia con i popoli, con i luoghi, con i mondi e i sistemi.

Dai pensieri finora espressi consegue che l’energia primaria, nello Spazio, si trasmette per ordini e corrispondenze, a mezzo del principio di risonanza. Le entità che popolano il Cosmo sono tutte collegate ad una Fonte Unica, immanifesta; ma per gradi, o per ordini, in perfetta disposizione gerarchica. Un segnale di bellezza, che vibra nel cuore dì un uomo e lo trasforma dall’interno, giunge filtrato da una serie di corrispondenze gerarchiche, cooperanti dall’alto in basso, come ponti radio.

E’ una progressione che deve essere rispettata, sia per la discesa del segnale che per il moto contrario, ascendente o, se si vuole invocante. Questi concetti conducono a riconoscere che l’energia si trasmette secondo due modalità simultanee: per onde e per quanti. Anche lo studio dell’Armonia e dei suoi fondamenti passa per questo dualismo, che dovrà essere risolto in una sintesi. Ogni punto è in contatto con ogni altro punto nell’Infinito – il che significa continuità.

E nello stesso tempo, lo Spazio è coordinato in modo gerarchico, il che presuppone gradi, cioè salti, cioè un discontinuo.

Accettare solo l’uno o l’altro di questi due aspetti, non solo limita il campo della conoscenza, ma nuoce alla verità di ciò che si conosce, poiché ne sfigura la rappresentazione. Non resta che “passare” fra i due, cioè sintetizzarli in una comprensione superiore e come tale inesprimibile a parole”.

 

Nota: Questo articolo viene pubblicato per celebrare la congiunzion eliocentrica fra Venere, Signore della mente illuminata e Giove, Signore dell’Amore – Saggezza.

 

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