Religione: il Ritorno all’Uno

Scopo dell’Evoluzione è la relazione tra le varie entità esistenti nell’Universo.

Tale relazione già esiste ma occorre arrivare alla consapevolezza di ciò, per realizzarne l’opportunità, riconoscendo i doveri che l’Umanità ha verso l’insieme.

Questa relazione potremmo chiamarla Religione, nell’accezione più elevata del termine.

Dio, o Infinito, o l’Entità superiore che ognuno meglio sente di riconoscere, non ha religione di parte.

Non ha appartenenza particolare e in quanto tale è universale e presente in ogni concezione.

Ogni religione umana ha in sé il riconoscimento dell’Unità come fondamento.

Malgrado ciò le interpretazioni umane ne fanno campi distinti e separati, a volte non comunicanti.

Una nuova religione potrà partire da queste diverse osservazioni del medesimo cristallo per cogliere la nuova luce unitaria. Ogni individuo, popolo o entità ha in sé una propria peculiare vibrazione che più gli è consona, per destino o compito, scelto più o meno consapevolmente. Riconoscendone il frammento di verità interiore ne riconosce anche la quota nella coralità universale, come un unico grande abbraccio benedicente.

“Nessuna verità è completa o reale se non include il suo opposto e tutto ciò che passa fra loro”. (da “Le Fatiche di Ercole” di Alice Bailey pag. 149).

Matematicamente c’è una funzione che meglio evidenzia questo rapporto di relazione che non divide ma unisce: la sezione aurea o φ che recita nella sua enunciazione “il minore sta al maggiore come il maggiore sta al tutto”.

Questa relazione, considerata non quantitativamente ma nella qualità ed essenza, riconosce le diversità e le necessarie differenze, caricando il maggiore di responsabilità nei confronti del minore per collegarlo, attraverso se stesso, al tutto (o Uno).

Non è quindi una separazione ma un collegamento.

L’affermazione “la famiglia è la sede della sezione aurea”* indica l’ente che quotidianamente meglio realizza e vivifica questa relazione tra maggiore e minore a favore del Bene Comune, sia personale che sociale.

E il Bene Comune cos’è?

Il Bene Comune è la Comunione universale

E’ difficile dire cos’è il bene comune, perchè ognuno lo può interpretare alla sua maniera e soprattutto può rimpicciolirlo alla sua maniera. …se si dice che è la Comunione generale, si è sicuri di non sbagliare. Anche se, bisogna ammettere, non è che si sia chiarito molto il problema.

A cosa tende in fondo l’Universo? A ritrovare l’Uno da cui è originato. E’ lì che vuole arrivare. E questo Uno è la Comunione, i molti e l’uno tornano ad identificarsi.

“Non si può definirla, è vero, poichè per descriverla si è costretti a uscirne. E’ vero, inoltre, che non se ne può immaginare la gloria né il potere trascendenti, ma l’Idea si chiarisce di giorno in giorno e la gloria si diffonde nel Cielo. Lo scopo finale del Cosmo non è nascosto alle creature, ciascuna delle quali lo porta in sé fin dal primordio, quale principio attivo.

Quando, come in questa occasione, si parla di Comunione, si è forzati, dal linguaggio e dall’intelletto a dire di ingresso, di porte, di aperture, di passaggi: è necessario per illustrare l’indicibile percorso che conduce i pellegrini al Tempio. Sarebbe più corretto parlare di ritorno, come quello del Figliol prodigo, oppure di “presa di coscienza”. Ciascuno è membro di diritto della Comunione generale, ma all’inizio dello sviluppo e dei suoi intricati processi se ne perde memoria, travolti dalle vicende esteriori e personali. Quel principio resta latente, sopraffatto dal continuo fluire degli eventi, e occorre educare, filtrare ed espandere la coscienza fino a riacquistare ciò che non fu mai perduto. La ragione del lungo e penoso tragitto, in gran parte compiuto nell’oscurità, non è irrazionale, come sembrerebbe. E’ necessario per portare nel lume della coscienza l’associazione totale al tutto, la condivisione perfetta del Bene Comune.”

“La Comunione è aperta, poichè nulla chiude ciò che è infinito. Ogni suo membro è una porta d’accesso, un richiamo magnetico, ed emana quella particolare energia di Comunione del livello che gli è proprio. La Comunione, di fatto, è una orchestra. I suoi centri virano, suonano, splendono, irradiano e tuttavia attirano, accettano, riconoscono.

Si aprono e si chiudono secondo un loro ritmo, sottomultiplo di quello generale. Sono innumerevoli porte che se aperte accolgono, se chiuse respingono. Chi è accolto va a popolare il campo, dove si pone quale centro minore, ma libero e responsabile. Così i campi si rischiarano e la luce aumenta.

La Comunione splende sempre più, secondo un processo che non ha fine. In ogni istante vi s’accendono lumi nuovi, e nessuno si estingue, e lo splendore delle varie luci si fa più intenso.

Tutti i centri, dunque, danno adito alla Comunione, e tutti sono diversi. Ogni coscienza deve trovare il proprio fra i molti centri, che salendo di livello sono meno numerosi ma più potenti. Il grande Maestro è la vetta della Comunione planetaria: accoglie e deve essere accolto.”**

 


*  Tratta dal commento di Enzio Savoini alla dispensa “IL NEOCRISTIANESIMO” del febbraio 2001.
** Estratti dalla dispensa di Enzio Savoini “COMUNIONE”, Aprile 2001, e Commenti relativi.

Il presente articolo è pubblicato in corrispondenza dell’allineamento MarteSoleNettuno, Luminari entrambi di 6° Raggio, l’Energia della Vita che relige e riconduce all’Idea originaria, all’Unità. 
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2 risposte a Religione: il Ritorno all’Uno

  1. Bianca V. dice:

    Gli “uomini religiosi” dei nuovi tempi, considerando il nucleo comune di tutte le religioni, si libereranno da annebbianti condizionamenti; elevandosi a un piano superiore di conoscenza e superamento del conflitto, approderanno all’Unità.
    Nell’Era dell’Acquario l’umanità sembra recepire sempre più il profondo senso unitario e affratellante di tale interiore “Re-ligione” (da re-ligare: legare insieme, riunire, riunificare):

    “La scienza del legame: ecco cos’è veramente la religione. Non serve dunque a niente ripetere che la parola ‘religione’ deriva dal latino “religare” (legare di nuovo), se nella mente i credenti non hanno che separazioni.
    (Omraam Mikhaël Aïvanhov,Pensieri quotidiani)

    Percorsi più “interiori” di ogni tradizione conducono a ritenere con la mente, e a sentire nel cuore, che la natura non è una “fortuita coincidenza di atomi”, che l’uomo ha un suo posto nello schema dell’Universo, e che l’Uno, da cui tutto si origina, non ha nessuna religione che Lo rappresenti in maniera esclusiva:

    “Se l’uomo si avvicina a me, io lo ricevo. Tutti i sentieri, Arjuna, conducono a me.”
    (Bhagavad Gita, 4.11)

  2. 5.4 Lucia dice:

    Questo articolo fa riflettere circa la bellezza e la specificità della Comunione come realizzazione dell’Essere…essere uomini in cammino pronti ad accogliere i bagliori dell’ Infinito.

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