Economia dell’Educazione

‘Nel vivere si perde di vista la Vita. Dov’è quel prodigio che ci rende capaci di amare, di parlare, di pensare, mentre tutto si riduce all’ufficio, alle scadenze, alle tasse, agli affari. È chiaro che non siamo nati per questo. Non siamo ancora in grado di descrivere la vera vita umana e allora ci arrabattiamo con questa o quella psicologia; ma se c’è una cosa che non può essere descritta in termini psicologici questa è proprio la Vita. Pensate alla bellezza di estendere il pensiero senza impedimenti, per andare insieme come onde nel mare, lontano, verso chissà quali isole. Nel metodo sperimentale, presupposto della ricerca scientifica, tutto si giudica, alla fine, attraverso i sensi … Si fa quindi un grosso sforzo tecnologico per dare aiuto ai sensi; poi si confonde questo semplice aiuto con una miglioria delle capacità sensoriali. Così l’umanità, mentre è affascinata dalla quantità, diviene sempre più numerosa e deve spartire le risorse della Terra. Noi diventiamo molti, e le risorse si riducono. Naturalmente, su questo problema così grave non si sente una voce di saggezza, che parli della possibile esistenza di una legge, superiore all’intervento umano, che regoli la crescita numerica dell’umanità anche in base alle possibilità che l’uomo può sviluppare. … Perché non pensare a leggi planetarie che presiedano a questa proporzione? Non è fuori dalle capacità umane il trovarle e capire che l’uomo non sarà strangolato dalla sua stessa quantità. L’umanità, innamorata della quantità, vive una vita arida e si crea problemi che non sa risolvere. La quantità la soffoca, e più cerca di avvantaggiarsene, di possederla, di gestirla, più deve dividerla, accontentandosi di quantità minori’. (1)

È tipico della nostra civiltà attuale, considerare la vita materiale come fattore dominante nel pensiero nazionale e consacrare lo sviluppo della mente al vivere concreto. Appare quindi logico che anche nel campo dell’economia, la maggiore preoccupazione sia rivolta alla concretezza e al profitto. Detta economia si occupa infatti, delle condizioni materiali, di estendere i possessi, della competizione sociale, elabora progetti di vita preferendo il tangibile all’intangibile, il concreto allo spirituale, i valori fisici a quelli soggettivi.

Sappiamo però che quando si parla di civiltà, non si può intendere solo la forma particolare con cui si manifesta la vita materiale e sociale d’un popolo ma si deve comprendere anche la sua vita spirituale, la vita dei valori, delle qualità, della sua cultura. È la cultura, infatti, che rappresenta l’insieme delle concezioni spirituali, morali, artistiche, umanitarie e scientifiche ed è quindi l’anima delle civiltà. Non è vera civiltà quella priva del sostegno interiore della cultura. Ecco perché è particolarmente importante assecondare la comparsa nelle nostre vite di valori più ampi e di qualità più luminose.

Il bisogno reale di ogni essere umano non è, dunque, solo quello di riuscire a far fronte alle necessità previste dall’esistenza fisica, ma anche quello di sviluppare pienamente le qualità e i talenti inerenti alla sua vita, la sua vera ricchezza. È chiaro che per poter raggiungere la massima crescita e sviluppo di ogni capacità potenziale, a tutti dovrebbero essere offerte pari opportunità per quel che riguarda l’educazione, la conoscenza, la creatività, la bellezza e l’armonia, qui, però, entra in gioco l’economia dell’educazione. (2)

Si legge nell’Insegnamento che appartiene all’educazione il lavoro di connettere il processo di sviluppo della mentalità umana al mondo del significato, che sua è l’opera di orientare l’uomo verso questo mondo di realtà interiori e gettare il ponte sul varco esistente fra i tre aspetti inferiori dell’uomo e l’anima, ponte che dev’essere gettato sui livelli mentali della coscienza. Ma avanzare in questa luminosa direzione e su vasta scala, diventa più facile se anche l’agire economico interviene in modo adeguato e coerente con tali obiettivi.

Nel glossario di questo sito si legge che il termine educazione, proveniente dal latino educatio, derivato da educare, intensivo di educere, trarre fuori, composto dalla particella e/ex, “fuori da” e da ducere, trarre, condurre … e dove la particella “e” iniziale indica che si tratta del processo di “guidare fuori”, e non di “immettere”, significa proprio sviluppo delle inclinazioni rette.

Attualmente, dopo tante e svariate esperienze, possiamo dire che l’uomo potrebbe davvero iniziare a partecipare in modo attivo e lungimirante alla vita della sua nuova cultura e a porre i semi per una nuova civiltà planetaria. Oggi i tempi sono propizi.

Fissare dunque la corretta direzione rappresenta quell’atto di responsabilità che ogni luminosa coscienza riconosce come necessario ed urgente per guardare al bene, inteso nel senso più ampio del termine, e attivare la guida di ogni pensiero, parola ed azione. Si tratta di imparare insieme a cavalcare l’onda dell’energia della veniente nuova Era che, peraltro, ha già iniziato la sua opera di rinnovamento.

A proposito di rinnovamento, Enzio Savoini scrisse che: Il rinnovamento va inteso come il ricambio necessario delle energie… Questo rinnovo è un processo vitale planetario di cui l’umanità non ha ancora coscienza, e che essa ostacola, senza saperlo, così complicando gravemente tutta l’economia energetica del globo. Se una nuova energia dilaga nello Spazio planetario (oggi questo nuovo influsso proviene da Aquarius) così colorandolo di qualità diverse prima inesistenti, mentre l’energia precedente gradualmente svanisce, bisogna pur tenerne conto. I conti devono sempre essere in pareggio. (3)

Una volta trasformata da questo processo, anche l’economia dell’educazione non potrà che essere parte del valore sociale e forza attiva nello sviluppo più profondo e ricco della persona e della comunità intera.

E tutta l’economia riuscirà, finalmente, ad esprimere nel modo più profondo e ampio, il significato portato dalla formula indicata in questo sito: amministrazione della ‘casa’ secondo regole di giustizia, che richiama il termine ‘casa’ come riferito:

– a ognuno di noi, quale individuo umano costituito da molti sistemi che ne assicurano il funzionamento;

– alla famiglia quale molecola umana;

– al nucleo allargato composto da famiglia, amicizie, conoscenze;

– alla città nella quale viviamo e la nazione nella quale ci identifichiamo;

– alla comunità umana planetaria, al Pianeta che ci ospita e all’intero Sistema con tutte le innumerevoli altre forme di vita alle quali siamo comunque strettamente collegati.

Questa economia, quindi, non potrà che abbracciare l’intero sistema nel suo complesso, all’interno del quale l’Uomo si assumerà volontariamente la funzione di amministratore della casa/Pianeta e, mantenendo lo sguardo rivolto al futuro, saprà operare secondo regole di giustizia. Nell’esercizio responsabile del suo ruolo, poggerà ogni azione sulla fiducia, sulla solidarietà, sulla laboriosità volontaria, sulla giustizia, in sintesi sull’Amore per la Vita.

L’economia così intesa, non solo agirà a favore del mondo dell’educazione, ma essa stessa diventerà educativa.

Concepire l’Unità della Vita e prendervi parte, implica infatti che ciascuno non solo fruisca dell’offerta di risorse ma anche vi contribuisca, per questo è importante che ogni persona diventi un centro economico-culturale consapevole e, iniziando da se stessa, partecipi attivamente all’amministrazione della ‘casa’ e quindi del pianeta e del sistema tutto.

Da sempre, peraltro, l’uomo è stato invitato a prendersi cura di ogni bene, come si legge, ad esempio, nel libro della Genesi: l’Eterno Iddio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse, ma troppo spesso ha disatteso questo appello.

È ora giunto il momento di comprendere che tutti siamo chiamati a gestire al meglio ogni risorsa e che ogni nostra azione, comunque sia, lascia traccia in noi e attorno a noi. È quindi per il bene dell’intera comunità umana e del pianeta che dobbiamo diventare sempre più consapevoli dei valori e delle responsabilità che l’essere uomini comporta.

‘Cosa si può fare per costruire comunità che siano autentiche, non soltanto parziali, limitate, dissidenti e a volte anche in stridente contrasto? Bisogna trovare un bene che sia generale, e questo non può che essere il Bene Comune … un bene che sia la somma dei beni, e questo naturalmente supera quel bene separato che è la radice di questi contrasti fra comunità. Ora, rinunziare a questo bene separato equivale e metterlo in comune … anche se rinunziare al proprio bene separato per una comunità è difficilissimo …  ma bisogna costituire delle nuove comunità, ecco il punto …

La tendenza, nonostante gravissime rotture che si sono verificate, è quella che porta ad accomunare i popoli … Ora gli uomini sono a faccia a faccia fra di loro … ormai chiunque nel mondo è praticamente in grado di parlare con chiunque altro. Ma restano queste comunità separate, che arrivano fino a un certo punto di tolleranza reciproca e poi si arrestano sui loro confini …   attorno a noi si parla di globalizzazione, sovente senza sapere di cosa si parla e, quando se ne parla, si intendono soprattutto questioni di mercato… lasciamo pure che questo processo vada avanti, ma noi, se vogliamo veramente contribuire a questa comunità nascente, facciamo in modo che si emani da noi.’ (5)

‘Si pensi ora a una comunità non più gravitante attorno a un bene qualchessia, ma modellata sull’ineffabile Bene generale, di valore solare. La sua potenza trascendente deriva proprio dall’essere indescrivibile, e quindi adattabile a qualsiasi coscienza. Una società siffatta tenderebbe all’unione, gradualmente, mentre migliora sorretta dalla marea evolutiva. E i contrasti, anziché accentuarsi, a poco a poco svanirebbero.’ (6)

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1) Tratto liberamente da ‘Scritti e Commenti 3° settennio anno 1°’ di Enzio Savoini, inedito.

2) In questi giorni (20-22), Venere, la Guida per tutti i ‘costruttori solari’, si trova a solcare, per la seconda volta nel corrente anno, lo spazio colorato dalla 3a qualità, sacra alla nuova Economia, del Segno di Virgo, indicato in Astrologia Esoterica come il principale trasmettitore per la veniente Era, dell’energia del 2° Raggio: Spazio, Amore, Campo Espansione, Educazione. Tale fatto ci offre, pertanto, una nuova occasione di riflettere sul tema: Economia dell’Educazione.

Si ricorda che ritmo di questi appuntamenti è scandito dai passi di questa Mente solare e ciascuna data viene fissata in quei giorni in cui questo Luminare si viene a trovare nella 3° qualità, sacra alla nuova Economia, dei sette Segni indicati quali principali trasmettitori, per la veniente Era di Aquarius, delle Sette energie della Vita, i Sette Raggi.

Ecco quindi i ‘passi’ di Venere (la Mente costruttrice) nel cerchio dello Zodiaco (il “Cuore a 12 petali” del Sole, di Vulcano Sposo solare di Venere) secondo la 3^ qualità sacra alla nuova Economia planetaria:

Venere nella 3ª qualità di Aries/1º Raggio (16 luglio): Economia del Governo,

Venere nella 3ª qualità di Virgo/2º Raggio (10 marzo, 21 ottobre): Economia dell’Educazione,

Venere nella 3ª qualità di Cancer/3º Raggio (4 febbraio, 16 settembre): Economia e Finanza,

Venere nella 3ª qualità di Scorpio/4º Raggio (19 aprile, 30 novembre): Economia dell’Arte,

Venere nella 3ª qualità di Leo/5º Raggio (21 febbraio, 2 ottobre): Economia della Scienza,

Venere nella 3ª qualità di Sagittarius/6º Raggio (7 maggio 17 dicembre): Economia della Comunicazione,

Venere nella 3ª qualità di Capricornus/7º Raggio (25 maggio): Economia dell’Organizzazione.

3) Tratto da ‘Commenti a Infinito, parte 2a’, § 96-97-98-99, di Enzio Savoini.

4) Tratto dal libro della Genesi 2,15.

5-6) Tratto liberamente da ‘Scritti e Commenti 3° settennio anno 1°’ di Enzio Savoini, inedito.

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Una risposta a Economia dell’Educazione

  1. Bianca V. dice:

    Grazie Antonella, ho avvertito profondamente il senso del tuo messaggio.
    Che in ogni luogo educativo si promuova una cultura dell’ascolto e dell’accoglienza che favorisca la consapevolezza che “tutto ci riguarda” e che, al di là delle apparenze, siamo Uno.
    Che nessuna tematica che riguardi l’uomo ci lasci indifferenti.
    Che ogni incontro umano, vissuto con intensità e partecipazione, possa ampliare la “cultura del cuore”:

    “Nelle famiglie e nelle scuole si dovrà dare più importanza alla cultura del cuore che a una semplice esperienza; questa condurrà ad un maggiore sviluppo della memoria, dell’attenzione, della pazienza, della benevolenza e infine all’osservazione di tutte le attenzioni del cuore. Così potranno nascere la solennità e l’amore per la Bellezza. In questo modo sarà definita la frontiera tra la Luce e le tenebre.
    Fanciulli, amate la Luce!”
    (Helena Roerich, Etica vivente)

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