Educare alla maturità

Sole-Vulcano è ora nella seconda qualità di Virgo che esterna lo scopo del processo evolutivo, cioè proteggere, nutrire e infine portare alla luce la realtà spirituale nascosta, il segreto della vita che noi riusciamo a far emergere con il lavoro continuo.

Il  campo di questo sforzo è  la vita di ogni giorno e attraverso il discernimento possiamo trasformare la materia in luce, trovando in essa il sacro che contiene.

La seconda qualità di Virgo esprime pienamente il Vero amore che promuove e realizza ogni nascita ed è alla base di ogni forma educativa.

Nel precedente articolo si parlava del fatto che i giovani di oggi non sono diversi da quelli delle generazioni precedenti perché sono capaci di generosità, solidarietà e dedizione se sono motivati da una causa: tutto questo è vero perché l’interiorità e i meccanismi innati sono sempre quelli.

Nella vita odierna si verificano molte anomalie in quanto il contesto sociale che viene offerto favorisce la dipendenza psicologica, la mancanza di riferimenti e del senso di appartenenza : assistiamo a tante incongruenze perché, ad esempio, da un lato i genitori cercano di rendere indipendenti i loro bambini il più presto possibile e dall’altro, quando sono adolescenti, li tengono legati con tante paure e impediscono loro di volare.

I ragazzi cercano e trovano i loro modelli dovunque e li sperimentano nel loro modo di vivere, fatto di norme e stili propinati dai media, senza riuscire, nelle maggior parte dei casi, a costruire se stessi partendo da diversi presupposti, come per esempio il senso della vita e dell’amore, perché purtroppo vivono in una società che coltiva il dubbio, il cinismo e la paura.

Certe volte i ragazzi tendono ad aggrapparsi a modalità di gratificazione primarie e hanno difficoltà a diventare maturi perché la loro vita affettiva è caratterizzata da tante incertezze e confusione e questo mostra il motivo della loro fragilità emotiva e dei dubbi su se stessi.

Possiamo ritenere matura una personalità capace di distinguere la propria vita interiore dal mondo esterno e purtroppo parecchi dei nostri ragazzi non sono in grado di esercitare questo tipo di diversificazione, perché sostituiscono gli eventi del mondo esterno con ciò che immaginano o provano, e il mondo virtuale alimenta questa tendenza a uscire dalla realtà e a pensare: provo delle emozioni e dunque sono!

E spesso purtroppo queste emozioni si fanno sentire con l’aiuto dell’alcol e di qualche droga!

Oggi l’educazione genera individui molto dipendenti dalle persone e, soprattutto, dalle cose perché gli adulti, in genere, hanno stimolato e soddisfatto tutti i desideri dei bambini tanto che essi, diventati più grandi, giustamente pensano che tutto debba essere esaudito e tutto debba essere necessariamente a portata di mano quando se ne sente il bisogno emotivo, che è molto diverso dal bisogno reale.

La nostra è una società che asseconda l’infantilismo perché spesso la realtà, i valori culturali e morali sono messi da parte, per cui i giovani non hanno i giusti supporti per poter costruire la loro interiorità e il loro sviluppo personale e tendono a divenire narcisisti e superficiali senza senso della realtà e, soprattutto, dei limiti.

Come si diceva, noi genitori abbiamo fatto i salti mortali perché i figli vedessero soddisfatti tutti i loro desideri che, invece, per assolvere la propria funzione non dovrebbero essere sempre concretizzati, ma rimanere nella loro sfera per poter divenire fonte di ispirazione.

Quindi i giovani, non avendo fatto l’esperienza dell’inappagamento e della frustrazione, dove appunto si elaborano i desideri, per colpa nostra non riescono a crescere, a diventare maturi e consapevoli per potersi separare, senza grandi traumi, da ciò a cui sono abituati: crescere significa distaccarsi psicologicamente, rinunciare all’infanzia e all’adolescenza, cosa che oggi è molto difficile.

Poiché la frustrazione rappresenta un elemento inevitabile della relazione umana con il mondo e contribuisce a strutturare un buon adattamento alla realtà, non dovrebbe essere sempre demonizzata ma vista, appunto, come un normale strumento di crescita.

Ma questa crescita non viene percepita come piacevole o attraente perché la società esalta l’infanzia e soprattutto l’adolescenza, tanto che quest’ultima si protrae oggi ben oltre l’età che la delimita e possiamo constatare che i nostri giovani di trenta, trentacinque anni e oltre, sono considerati e si considerano ragazzi, mentre dovrebbero essere degli individui ormai adulti a tutti gli effetti.

Anche il prolungamento della vita fa pensare che si possa avere molto più tempo per prepararsi e impegnarsi per un futuro e questo purtroppo porta a vivere nell’insicurezza, indotta da un tempo provvisorio troppo lungo e a un senso di precarietà provocato anche da uno stato sociale inesistente, che non garantisce il lavoro e la possibilità di creare una famiglia.

Nel passato il periodo della giovinezza era vissuto, come dovrebbe essere, in funzione di una vita successiva, di un’esistenza autonoma e l’adolescenza era una tappa preparatoria in cui si dovevano fare anche delle scelte importanti.

Per tanti motivi, quindi, non possiamo far gravare sui giovani tutte le problematiche che si portano appresso e dobbiamo capire che tutto ciò è soprattutto il frutto di un modus educandi di una società adulta che fa acqua da tutte le parti e non si decide a rinnovare i metodi e le strutture ormai desuete, vacillanti e inappropriate.

L’educazione di una nuova cultura-civiltà dovrebbe coltivare la volontà dell’individuo indirizzandola verso il bene, la bellezza e il servizio, facendogli com-prendere che esiste un Tutto di cui fa parte anche la coscienza di ognuno.

Nell’opera educativa bisognerebbe tener presenti i quattro punti, sempre attuali, enunciati da Bacone:

  • Cos’è l’uomo?
  • Quale tipo di universo fisico è quello che egli abita?
  • Per quale processo evolutivo la specie umana emerse dalla matrice della natura sì che l’uomo potè divenire l’odierno individuo autocosciente e creativo?
  •  Conoscendo qualcosa del cosmo e della natura umana, qual è il tipo migliore di società per  la progressiva auto-evoluzione dell’uomo?

Soltanto così un giovane si può unificare con gli interessi, i valori e gli scopi del suo gruppo, facendoli propri e spostando l’attenzione da sé al gruppo, può acquisire saggezza e sviluppare l’amore per se stesso, per il gruppo e per l’insieme maggiore.

Purtroppo le nostre collettività in generale non sono ancora sensibili ai veri valori spirituali, anche se il risveglio è già avvenuto in molti individui e in molti gruppi che lavorano per seminare i principi della Nuova cultura.

Bisognerebbe puntare sul malcontento dei giovani e sulla loro smania di riempire quel vuoto che sentono all’interno di se stessi, quell’insofferenza che li porta a cercare compensazioni all’esterno, in cose futili, passando da una soddisfazione temporanea ad un’altra, dimostrando comunque la loro devozione a un desiderio, a una persona o a un ideale.

Questa scontentezza è in ogni modo innata nell’essere umano e lo spinge, da sempre, a lottare, progredire ed evolvere per arrivare ad unificarsi con l’anima: è la coscienza di Armonia e Bellezza che sprona l’uomo a tornare alla Fonte da cui è scaturito.

La Nuova educazione deve esaminare quel malcontento e aiutare i giovani ad interpretarlo, in modo che possano capire se stessi e lavorare con intelligenza per concretizzare i loro sogni e dar vita alle proprie idee, tramite l’uso corretto della materia mentale, esercitando la discriminazione adeguata che li porterà a scegliere e decidere con proposito.

E’ opportuno far comprendere lo scopo che si nasconde nell’essere e si devono accompagnare i bambini e i ragazzi nelle varie fasi  della loro crescita, seguendoli e guidandoli di meta in meta, in modo che abbiano sempre presente una direzione, un proposito: questo eviterebbe anche l’immaturità temporale, di cui soffrono molti dei nostri giovani, che non permette loro di proiettarsi nel futuro ed è causa di angoscia, in quanto a livello psicologico non sono capaci di prevedere dei progetti e di valutare le conseguenze degli eventi e delle loro azioni.

A causa di ciò, anche i post-adolescenti, stentano a sviluppare una coscienza storica e non sanno inserire la loro esistenza in un progetto a lungo termine essendo incapaci di avere il senso dell’impegno e vivendo il quotidiano, non come il tempo in cui si progetta la propria esistenza, ma come una continua aspettativa di vicende straordinarie.

Facciamogli quindi comprendere che lo straordinario è dentro di loro, che è racchiuso in uno scrigno come un grande tesoro che aspetta solo di essere scoperto, per prendere coscienza di essere parte attiva di un Tutto semplicemente meraviglioso.

Ritengo che si possano avviare i bambini a realizzare il Mondo superiore fin dai loro primi anni. Non in modo coercitivo, ma aiutandoli a ricordare bene molte cose che altrimenti sarebbero presto dimenticate. Per di più questa educazione risveglierebbe forme di incomparabile bellezza. Gli uomini amano ciò che è bello e solenne, e su tali basi si può affrontare il discorso della Magnitudine suprema. Non è lecito distogliere le nazioni dalle loro acquisizioni migliori: ciascuna ha le proprie maniere espressive. Per superare le limitazioni bisogna espandere la coscienza, non c’è altro modo, ed è necessario sapere con quale cautela ci si deve accostare al cuore dell’umanità per ottenerlo. Già sono molti i confini che cadono, ma per battere queste nuove vie bisogna amarla molto.*

 

* Collana Agni Yoga- AUM-§166- Ed.Cintamani

 

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Una risposta a Educare alla maturità

  1. Gabriela dice:

    Certamente, l’incapacità dei genitori ed educatori, riflette una fase di transizione che vede ormai da tempo, la cessazione dei sistemi autoritari, e l’incapacità di trovare nuovi sistemi che includano l’autorevolezza. Capacità questa, di pertinenza dell’essere e non del fare. La nuova realtà generazionale ci apre con tutte le sue deficienze, incongruenze e problematiche, ad una nuova ricerca, come espresso nell’articolo. I quattro punti di Bacone che raccolgono le domande che solitamente solo le anime abbastanza antiche si pongono, attraverso le ere, una direzione. Ma come seminare, cosa seminare, affinché le coscienze dei giovani e non solo, si possano aprire verso nuovi orizzonti? Come manifestare l’antica arte della maieutica, aggiornata, adattata ai tempi nostri? Marcuse, già negli anni sessanta nel suo famoso libro “eros e civiltà” ci metteva in guardia circa i tranelli, gli imbrogli dei moderni sistemi sociali anche definiti democratici. L’illusione maggiormente presente nella nostra realtà è quella di poter scegliere in libertà. In realtà invece siamo semplicemente indotti a scegliere ciò che ci viene offerto. In effetti, come ben espresso, siamo tutti iper-stimolati di cose, ed illusi di poter scegliere ciò che desideriamo. Si è creata una sorta di bulimia dell’avere, non solo nel mondo dei beni materiali, ma anche nel mondo del sapere. La bulimia intellettuale, il mordi e fuggi anche nei contesti spirituali. Forse non ci stiamo rendendo conto che i condizionamenti non sono solo indotti dalle pubblicità, ma anche dalle mentalità diffuse. Perché non riusciamo a vedere che ciò che spesso scegliamo è solamente tra un A e un B. La scelta vera, la capacità quindi di creare il Nuovo, attraverso la Volontà, è consequenziale ad un risveglio, capace di creare processi di liberazione dai condizionamenti. Alle domande espresse in questo commento, potremmo aggiungere che la Volontà è una energia ancora tutta da scoprire, da realizzare, da perseguire. Per esprimere il Nuovo, ci si deve spogliare, come ha fatto San Francesco, denudandosi di tutto ciò che gli era stato dato. Quel gesto simbolico, voleva significare, che la vera libertà comprende la rinuncia dalle ricchezze, materiali e soprattutto mentali. Essere “nudi” di fronte alle nuove verità, ai nuovi valori, ai nuovi principi, ci pone nella condizione di poter finalmente esprimere la Volontà, che per realizzarsi, deve trovare le vie sgombre per finalmente orientarsi verso il bene supremo, verso la Volontà più inclusiva che tutto contiene e tutto permea.

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