Bellezza Matematica

E’ in corso la terza congiunzione Terra-Mercurio del corrente anno 5.3 che ci indica di procedere verso la quarta Direzione, perché essa racchiude tutti i progetti del Cielo, e ci invita a seminare i principi della Nuova Cultura e soprattutto della futura Economia che porterà l’uomo ad amministrare in modo equo i rapporti e le energie con cui deve confrontarsi sulla Terra e nel Cosmo intero.

Se per noi è vero che il Cielo è vivo, non possiamo non guardare ad Esso come al principale Modello comune che l’umanità, come quarto Regno di natura, è chiamata a imitare per poter essere la parte riflettente fra l’alto e il basso.

Imitando Mercurio, il sé minore comincia a rispondere con frequenza sempre maggiore al Sé superiore, impara a volare sulla Via maestra mettendo le ali al Pensiero, perché questo Luminare, essendo portatore del 4° Raggio dell’Armonia e della Bellezza, trasmette energia intuitiva o cristica che riunisce, appunto, Alto e Basso.

Non si può pensare, come oggi ancora succede, che i pianeti e le stelle siano semplicemente dei mondi lontani e distaccati: bisogna pensare ad Essi come intelligenze attive e amorevoli, modelli dell’essere umano.

Il quarto Raggio di Mercurio trae ordine dal caos, armonia dai contrasti e bellezza dagli squilibri riflettendo in basso le consonanze superiori, è un passaggio che, prima o poi, tutte le coscienze devono attraversare : è la continua imitazione del Modello celeste o la ricerca dell’equilibrio dinamico.

Quando il nostro cuore segue un Modello significa che una parte di noi si trova ormai lì e, continuando ad imitarlo, alla fine riusciremo ad eliminare il divario fra il maggiore e il minore, salendo sempre più in alto.

Cosa ci sarebbe di meglio per noi uomini che accogliere la Bellezza, dono divino elargito da Mercurio?

Non si può mettere in discussione l’importanza della Bellezza né il fatto che sia una parte insostituibile della vita che, in fondo, è la bellezza stessa, la sola che porta libertà, la sola che si genera all’interno di se stessi…..

«La bellezza è una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori umani» Ugo Foscolo

Possiamo incontrare la Bellezza, quando meno ce lo aspettiamo, nella natura, nelle meraviglie del Cosmo, nella vita di ogni giorno, in un sorriso, in uno sguardo, in un insieme di note musicali, in un quadro…….e in quei momenti veniamo abbagliati dal suo splendore, il nostro cuore si riempie e il nostro spirito si eleva perché quella luce penetra nel profondo, pervadendo il nostro corpo e la nostra anima.

 

Sia Platone che Plotino attribuiscono la qualità della bellezza al mondo delle idee e del pensiero: essa proviene dal vero e viene riconosciuta dall’anima come affine a sé, essendo l’idea che si manifesta.

 

E come non avvicinare l’idea di Bellezza a quella di Armonia?

Sappiamo bene che anche la matematica, le sue formule, i suoi numeri possiedono caratteristiche di eleganza, armonia e bellezza, per non parlare del numero d’oro, la divina proporzione, la sezione aurea che divide senza separare perché è un numero trascendente che lavora nel mondo sottile e agisce sulle qualità e non sulle quantità, distinguendo il minore dal maggiore, l’inferiore dal superiore, per poi connetterli nell’Unità.

La matematica si può considerare come ciò che unisce e si interpone fra l’Uomo e la Natura, fra il mondo esterno e quello interno, fra il pensiero e la percezione”.  F.W. August Fröbel

Spesso siamo così distratti dalle comuni banalità che non ci accorgiamo della bellezza che emana l’ambiente circostante, non ci rendiamo conto di quanto la natura nella sua semplicità sia armonica e simmetrica in tutte le sue forme, anche le più minuscole.

Galileo Galilei scriveva nel SaggiatoreLa filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara ad intender la lingua, e conoscere i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi veramente per un oscuro labirinto”.

L’uomo ha dunque bisogno di appropriarsi di mezzi idonei per conoscere e chiedersi, ad esempio, che cosa accomuna la perfetta e meravigliosa disposizione dei petali di un fiore, l’armonica spirale delle conchiglie, la simmetria dei pianeti e delle stelle….

Dietro tutte queste vite tanto diverse fra loro si cela sempre lo stesso numero irrazionale indicato normalmente con la lettera greca φ e questa è la relazione, intuita dai pitagorici e calcolata da Euclide, chiamata divina proporzione o sezione aurea.

Il numero φ, detto numero aureo, è definito come il rapporto tra due grandezze disuguali la cui somma è media proporzionale tra la minore e la loro somma: il rapporto aureo è quindi l’anello di congiunzione tra la natura e la matematica, il punto di incontro tra la suprema armonia del cosmo e il modello che lo rappresenta.

Questo mostra come lo sviluppo armonico della forma è legato alla necessità degli esseri viventi di espandersi secondo natura, nel modo migliore e più economico possibile e fin dall’antichità gli studiosi hanno cercato di ricondurre la bellezza e la perfezione della natura a rapporti armonici.

L’anima e la poesia della natura interpretano il concetto di bellezza matematica e sin dai tempi più remoti l’uomo è stato attratto dalla perfezione e dai segreti nascosti dalla magnificenza della natura che offre grazia e armonia, concepite da precise forze che obbediscono, appunto, a leggi matematiche.

Nel Timeo Platone sostiene che i tre termini di una proporzione divina, la più grande (la linea intera), quella di mezzo (il segmento più lungo) e la più piccola (il segmento più corto) sono tutti di necessità gli stessi, e poiché sono gli stessi, non sono che uno. In una progressione di divine proporzioni, ogni parte è un microcosmo, o modello minuscolo, di tutto l’insieme.

Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande tutto sembra regolato da perfezioni matematiche e da precisi calcoli predefiniti: dalla minuscola lumaca all’immensa galassia a spirale che contiene miliardi di stelle.

Le qualità confluiscono liberamente una nell’altra, ma non si sommano né si sottraggono. Variano di proporzione, d’intensità, di purezza e ignorano le quantità. Le loro dosi sono dettate dalla legge aurea, che protegge la sacralità dell’Uno e consente qualunque miscela. Un rapporto armonico è un ente matematico, vigoroso ed esatto. E’ un numero sonoro, e non ammette approssimazioni; è indeformabile ed eterno.*

Il Costruttore plasma una forma cosmica ideale, un disegno, un modello o un progetto non ancora manifesto, che esercita la propria attrazione su quelle coscienze che reagiscono al nuovo ideale.

Solo un cuore infuocato può compiere il grande atto creativo dell’imitazione, facendo come se e dedicandosi a quest’opera senza dar peso ai fallimenti.

Il cuore ardente freme quando impara che, se gli uomini vivono oggi senza uno scopo comune, avulsi dalla vita solare e persi a cercare equilibri e benessere isolati, è pur vero che è possibile seminarvi invisibili semi di Fuoco – che si svilupperanno in tipi di comunità conformi al Modello e capaci di crescere sino a includere l’intero genere umano. L’opera attende e chiama. Ciascuno è atteso a ripetere, in scala minore, l’identico processo creativo, imitando il Modello.” **

Il nostro Modello è il Cielo, così come noi, quarto Regno di natura, siamo il modello dei Regni inferiori: Esso si rivolge con lo stesso linguaggio di armonia e bellezza alle stelle, ai pianeti, agli uomini, alle piante e alle pietre.

Noi uomini siamo punti di luce nel nostro Cielo ed è normale che istintivamente volgiamo lo sguardo alla luci più grandi e, ma man mano che la coscienza si espande, lo facciamo in modo sempre più consapevole, sino a giungere alla grande e semplice verità che tutto ciò che esiste non è altro che Cielo.

Veder un mondo in un grano di sabbia

e un universo in un fiore di campo,

possedere l’infinito sul palmo della mano

e l’eternità in un’ora.

William Blake

 


* Enzio Savoini-Scritti inediti-Partizione dell’Unità-pag.11/12

** Enzio Savoini-Scritti inediti-Commenti a Infinito-pag.211

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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