Educare col cuore all’arte del pensare

Si presenta un recente lavoro sull’Educazione di Sandro S., che contribuisce a illuminare il campo di ricerca e di impegno per il raggiungimento di una Nuova cultura e civiltà.

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Al momento vediamo Sole-Vulcano nella seconda qualità di Pisces, 2°e 6° Raggio, e proprio oggi Mercurio (geocentricamente) entra in questo segno permettendo al pensiero umano di dilatarsi per cercare la dimensione dell’Infinito attraverso la diffusione delle energie di armonia tramite conflitto.   

Pisces è il segno dell’empatia, della compassione, del contatto col Mondo sottile, del potere del cuore, e della salvezza in cui è l’amore a trionfare, quell’amore che è alla base dell’educare, quell’amore che diventa il carburante dell’intelletto nel processo di apprendimento.

L’educazione trae dalla persona ciò che ha da sviluppare di autentico, di proprio. L’educato è chi conosce il valore delle cose nella propria vita, chi è in grado di esprimersi nel riguardo di questo valore, non secondo leggi esterne imposte, ma secondo leggi morali e culturali che con l’educazione hanno iniziato a respirare scaturendo dal profondo della persona.

Dunque, la parola “educazione” indica anzitutto la capacità di favorire e aiutare la crescita individuale, portando alla luce la verità di se stessi, facendo emergere ciò che è nascosto dentro ognuno di noi allo stato potenziale.

“Urusvati sa quant’è importante l’educazione. Essa nutre tutto ciò che è nobile e raffinato. Una buona e attenta formazione offre molte occasioni di buona educazione, ma questa da sola non basta a completarla. Ogni bimbo nasce con un carattere già formato. Lo si può nobilitare e abbellire, ma non cambiarne l’essenza. Gli educatori devono ammetterlo. Per prima cosa occorre capire l’essenza immutabile del bambino, per poi educarlo nel modo più confacente. Non si altera la verità affermando che l’essenza umana si forma nel Mondo sottile. Gli influssi famigliari e terreni sono soltanto secondari ed esteriori, dal momento che la propria natura si forgia durante il soggiorno sottile”.  (1)

Il termine educare” è simile al termine greco “maieutica”, ovvero “l’arte del far nascere”. La maieutica è di Socrate ed è “l’arte della levatrice”, che Socrate aveva appreso da sua madre che faceva quel lavoro, lui come la sua mamma voleva portare gli esseri umani alla luce della verità, senza imporgli alcun sapere ma semplicemente facendoli raggiungere da soli al culmine del proprio sapere, attraverso continue domande, perché egli riteneva che ognuno di noi era già in possesso del sapere ma che non era in grado di farlo venire fuori e di conseguenza il ruolo dell’educatore era quello di aiutarlo in questo processo, proprio per questo si chiama maieutica ovvero “l’arte di far partorire“, in questo caso il sapere.2

L’educazione deve sempre essere orientata alla verità dei modelli proposti a coloro che vengono educati e alla verità degli insegnamenti impartiti. Come scriveva S. Agostino: “Non si va a scuola per sapere le opinioni degli insegnanti, ma per conoscere la Verità”.

Ma, non si può educare senza comunicare. Il termine “comunicazione” deriva dal latino “cum” (con) e “munire” (legare, costruire). Comunicare significa fondamentalmente “mettere in comune” con altri informazioni, idee, emozioni, pensieri. Questo scambio tra persone avviene attraverso il linguaggio parlato o scritto, attraverso gesti e immagini e, soprattutto, attraverso il pensiero. La via maestra, la più rapida e sicura, per trasmettere i semi di una nuova educazione che vada ad aggiornare lo stile di vita e lo sviluppo dell’intera società umana è sicuramente il pensiero. Come un uomo pensa, tale egli è, e ciò che vale per un solo uomo lo è pure per un gruppo, con la differenza che un pensiero seminato nello Spazio da un gruppo ben orientato di individui risulta notevolmente più potente.

Le onde del pensiero di gruppo, penetrando nell’atmosfera mentale dell’umanità, impressionano gli uomini, e l’inaugurazione di nuovi modi di vita e di sviluppo procede allora con facilità maggiore”.(2)

Attualmente, l’educazione si preoccupa essenzialmente di trasmettere la sintesi delle conquiste del passato e delle acquisizioni attuali in ogni campo della conoscenza umana. Si può dire che in gran parte l’educazione attuale guarda al passato, nutrendo essenzialmente la mente inferiore dell’umanità attraverso una miriade di informazioni che sembrano essere solo un buon allenamento della memoria sul passato e le sue conquiste.

Naturalmente il passato deve essere studiato e ben compreso perché da esso deve fiorire e dar frutto ciò che è nuovo. Ma la vera educazione deve guardare al futuro. Non deve servire solo a rendere piacevole l’esistenza terrena fornendo una cultura che consenta di partecipare con interesse nei vari campi delle vicende umane. L’educazione deve essere molto di più. Deve collegare l’uomo con quel tutto più grande nel quale ciascuno deve compiere la propria parte, trasmettendo, da una generazione all’altra, i valori morali, culturali, spirituali debitamente aggiornati alla luce dello scorrere dei cicli.

La nuova educazione dovrà portare ciascun uomo ad essere consapevole di ciò che è in essenza e tale consapevolezza la può trovare solo nel proprio cuore: “L’educazione del cuore è la Porta dei Mondi supremi”.(3) Dovrà metterlo in grado di guardare la vita con occhi aperti, spalancandogli le porte che conducono a conoscere l’esistenza di un passaggio che immette nel mondo della Realtà, che potrà attraversare a suo piacere, per assumere e svolgere i suoi rapporti con altre anime, e questo sarà possibile solo quando anima, mente e cervello saranno allineati e coordinati.3

Per recuperare questo rapporto intimo con se stessa l’umanità dovrà attenuare gradualmente la sua attenzione al mondo dei fenomeni oggettivi, cercando di collegare il processo di sviluppo della mentalità umana al mondo della propria realtà interiore, collegando i vari aspetti della natura umana e sviluppando la continuità di consapevolezza interiore in modo di riconoscere l’esistenza di un Mondo superiore cui dedicarsi con vero spirito di servizio.

La vera educazione si trasmette all’umanità non attraverso l’imposizione di informazioni che attengano esclusivamente alla conoscenza del mondo fenomenico oggettivo, ma soprattutto stimolando l’umanità a concentrarsi sull’arte di porre domande allo Spazio attendendo le risposte. Non aspettandosi, cioè, solo risposte umane ai propri interrogativi ma imparando a trarre dallo Spazio vivente, che vive anche nel cuore di ciascun individuo, le risposte ai propri interrogativi esistenziali e spirituali.

Consigliate di educare il pensiero a coltivare l’osservazione.  … Le scuole dovrebbero riservare lezioni all’educazione del pensiero, in cui sviluppare la capacità di osservare. Non si può alimentare il cuore solo dall’interno: gli occorre pure il nutrimento di un impegno terreno. … “. (4)

E’ necessario educare gli uomini all’arte del pensare, coltivando la capacità di osservare se stessi mentre si vive, da cui l’antica esortazione “conosci te stesso”, ponendo attenzione alla propria natura interiore ma anche all’ambiente in cui si è immersi, imparando a riconoscere la responsabilità per la qualità dei propri pensieri e delle azioni che ne derivano nella vita di tutti i giorni, nel proprio lavoro, in modo da affinare la capacità di percepire gli innumerevoli messaggi che provengono incessantemente dal Mondo sottile, imparando così a collaborare con i due mondi proprio perché non esiste separazione alcuna.

Il Pensatore consigliava, prima di disporsi al sonno e risvegliarsi al lavoro, di mandare una parola di benedizione. In verità ciò apre i cancelli dei due mondi.” (5)

Educare è un compito permanente negli uomini che richiede oggi, da parte degli educatori, una nuova consapevolezza, grande senso di responsabilità, visione del futuro, ricerca del bene comune, capacità di ascolto, capacità di comunicare in modo profondo i veri significati del vivere, per evitare di porre limiti alla potenzialità degli individui da educare. Un uomo diventa autenticamente tale se la sua coscienza è aiutata a crescere nella libertà, nella verità, nella giustizia, nell’amore e nella bellezza perché:

Senza bellezza non si ha vera educazione”. (6)

Per poter educare bisogna amare. L’educazione è un atto di amore che deve promuovere la crescita della persona nella sua integralità, nutrendo ogni suo aspetto in profondità. La vera educazione dovrebbe trasformare la vita degli uomini aprendo il loro cuore al bene, al vero, al bello.

Pensate che non si riconosce mai che la conquista suprema sta nell’educazione del cuore. La cooperazione e la vita associata dipendono dal cuore”. (7) 

Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto.

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1) Collana Agni Yoga – Sovramundano.2 , 425

2)  Educazione nella Nuova Era – pag. 2 ingl.

3) Collana Agni Yoga – Cuore, 22

4) Collana Agni Yoga – Cuore, 22

5) Collana Agni Yoga – Sovramundano.2 , 353

6) Collana Agni Yoga – Comunità, 104

7) Collana Agni Yoga – Mondo del Fuoco.2 , 132

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2 risposte a Educare col cuore all’arte del pensare

  1. Gabriela dice:

    Certamente è un grande tema quello dell educazione, richiede come ben scritto, una continuità permanente. Si estende a tutta la nostra vita e per tutta la vita. Educare ad amare, educare ai molteplici principi e valori .Educare mentre ci educhiamo, sempre. Con questo concetto intendo sottolineare un aspetto, che è quello del problema della delega. Sempre più, si sta’ delegando l’educazione ai cosi detti esperti, agli insegnanti, ai pedagogisti, ai psicologi. Forse ci stiamo dimenticando che questa realtà appartiene alla nostra quotidianità, e che tutti noi siamo chiamati ad esercitarla. Tutti noi siamo figli, genitori, compagni, amici, parenti, cittadini,fratelli, colleghi, vicini di casa, viaggiatori ecc. Pur considerando i siti specifici, dove l educazione trova la propria collocazione, spesso dimentichiamo che ciascuno di noi è costantemente chiamato ad educare, se stesso e gli altri. La prima educazione “fisiologica” la si esprime senza dubbio attraverso il famoso esempio, che potrebbe assumere un alto valore di assunzione di responsabilità e poi le molteplici variegate opportunità che la vita ci offre in ogni istante della nostra vita. Questo può accadere nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro, per le nostre strade, nelle nostre chiese, nei nostri treni, ovunque, sempre.Ognuno di noi può condividere quel poco o tanto di conoscenza e saggezza applicabili alla vita.Per questo, non servono titoli di studio e ruoli istituzionalizzati. Tutti possiamo perseguire il lungo cammino della conoscenza, trasmutandola in saggezza, tutti possiamo condividere ciò che abbiamo imparato ad essere, con umiltà, coraggio, e generosità.

  2. Bianca V. dice:

    Grazie, Anna, di questa così significativa riflessione sull’Educazione, argomento che sento molto, e di cui mi occupo.

    L’Educazione nella Nuova Era dovrà favorire – secondo la Visione di Alice A. Bailey – l’emergere di abilità essenziali:

    – la capacità di collegare con discriminazione gli effetti al Mondo delle Cause;
    – l’Amore-intelligente, individuale e di gruppo, che prescindendo da epidermiche sensazioni di “simpatia”, si rivolge impersonalmente all’anima;
    – l’Intuizione, che apre alla visione delle opportunità non realizzate e ne permette la creazione.

    L’Intuizione svela i mondi superiori e permette al ricercatore-aspirante di leggere parti sempre più ampie del Piano, così che egli sia sempre più motivato a mettere la sua vita al servizio della Sua esecuzione.
    Scopo principale dell’Educazione è pertanto lo sviluppo dell’Intuizione, che permetterà l’Illuminazione:

    “Vi sarà quindi chiaro che la meta globale del lavoro presente e futuro è di accompagnare l’umanità al punto in cui – occultamente parlando – ‘entri nella luce’. L’impulso a progredire, oggi così facilmente percettibile, è volto a educare l’umanità alla conoscenza, a trasmutare questa in saggezza mediante la comprensione e quindi ottenere la ‘piena illuminazione’.
    L’illuminazione è lo scopo principale dell’Educazione.”
    (A. A. Bailey, L’Educazione nella Nuova Era)

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