Il Proposito e l’Appello

Dalla vetta del ciclo annuale, nel massimo fulgore della luce solare, possiamo osservare ciò che è germinato dal seme igneo del proposito formulato al solstizio invernale e traguardare la discesa verso la valle, abbracciandola con gli occhi del cuore e sostenendola con un nuovo impulso.

sole solstizio estvo

All’inizio di questo secondo anno del quinto settennio (vedi) che mira a fissare i principi di una nuova Cultura e Civiltà, avevamo detto che:

Saremo chiamati a fondare per vie sottili un “Istituto del Cuore”, ove s’impara a ricondurre ogni separazione all’unità essenziale, rafforzando così la rete che collega i cuori e gli sforzi dei Costruttori del Tempio, ciascuno dei quali potrà compiere la propria parte riconoscendosi nell’opera comune e collaborando liberamente e gioiosamente a ristabilire il Piano sulla Terra.

Il Tempio del Mondo viene costruito da tutta l’Umanità ed è ricostruito ad ogni ciclo sulle basi di quelli precedenti. Esso è quindi sempre antico e sempre nuovo

tempio nuovoOggi è tempo d’inizi e non possiamo far altro che tracciare i primi lineamenti del Tempio nuovo, che non vedremo certamente realizzato nel corso delle nostre vite. Ci impegniamo dunque in un’opera che prevede tempi lunghi se comparati alle nostre esistenze terrene: siamo ai primi passi, ancora incerti ma carichi di aspettative, che si palesano mentre il vecchio va in rovina ed è proprio per questo che gli interventi che ora possiamo e dobbiamo mettere in atto sono urgenti e decisivi.

Sentiamo tutti l’accelerazione delle vibrazioni che si sta verificando in questo periodo di trapasso fra l’era di Pisces e quella di Aquarius, che coincide anche, secondo quanto ci dicono alcuni Insegnamenti, con un importante passaggio di coscienza del Pianeta stesso. Ciò produce grande tensione e confusione: molti non vedono via d’uscita e perdono la speranza che le forze positive possano prevalere su quelle che si oppongono, anche con violenza, al cambiamento, del quale peraltro non si sono ancora chiaramente individuati i contorni.

Come sempre avviene nei momenti cruciali, le schiere della Luce e quelle oscure stanno prendendo posizione sul campo di battaglia: le prime più inosservate e spesso sottovalutate, le seconde con furore, generando terrore, sofferenze e disorientamento, ed è proprio questo loro modo di agire che fa capire che hanno paura di essere sconfitte.

Oggi viene richiesto esplicitamente ai discepoli del mondo di collaborare attivamente all’attuazione del Piano divino per l’Umanità.

Ma chi sono i discepoli?

I discepoli sono coloro che consapevolmente percorrono la via del ritorno all’Uno per servire il mondo, coloro cioè che non sono più concentrati sul loro personale sviluppo evolutivo o sulla crescita ed il successo del gruppo all’interno del quale operano ma che sentono la necessità di consacrare le loro vite al bene dell’Umanità, senza timore di perdere il loro bene particolare.

Sono coloro che sono in grado di restare saldi in mezzo al fragore della battaglia e, come fari, tracciare vie di luce che rincuorino le coscienze disorientate. Sono coloro che sanno leggere gli eventi con gli occhi acuti del cuore che riconosce e tesse senza sosta il filo luminoso del progresso in mezzo al disordine e alle sirene di sventura. Sono coloro che sanno che le forze del male in noi e fuori di noi possono essere combattute solamente con la potenza dell’Amore, mentre le coscienze deboli s’illudono di poterle affrontare con le loro stesse armi: il grande Maestro, inascoltato, insegnava ad amare i nemici.

I discepoli sono coloro che si assumono la responsabilità di essere il rapporto aureo fra la Gerarchia planetaria e l’Umanità.

Molto altro può essere ancora detto dei discepoli, ma questi pochi cenni sono forse sufficienti a delineare quelle caratteristiche che, pur se ancora in modo imperfetto, sono condivise da un certo numero di persone nel mondo che, dimentiche di sé e col cuore ardente, sentono che è giunta l’ora di scendere apertamente in campo. Ed è su questi uomini e queste donne che la Gerarchia fa affidamento per ripristinare il Piano divino sulla Terra. Sono costoro infatti che, per primi, sanno di dover rispondere all’Appello dei Maestri e all’invocazione dell’Umanità.

Abbiamo sostenuto più volte in queste pagine che il primo passo da compiersi da parte di tutti i discepoli che, udito l’Appello, intendono passare all’azione, è quello di tessere fra loro una rete energetica di collegamento salda e luminosa che costituisca un insieme di piste direzionate e di centri armonicamente integrati e interagenti in grado di organizzare e unificare gli sforzi dei tanti uomini di buona volontà. Tale rete, intessuta col filo delle loro stesse vite, orientata ed ordinata ad imitazione del Piano, potrà contribuire a dar corpo a quella massa critica che permetterà la realizzazione degli eventi, e dunque l’ancoraggio del Piano stesso nelle coscienze umane. Ed in questo senso qualcosa già si muove.

Il secondo passo, quello che la parte di Piano attualmente intuita presenta per l’anno in corso (5.2), si riferisce esplicitamente alla costituzione di un “Istituto del Cuore”, edificato con la sostanza energetica di tale centro vitale che, amando incondizionatamente il Proposito, ne consenta l’adempimento. Se il Proposito è il Magnete centrale, il Campo, il Cuore comune, amandolo ed identificandosi con esso, porta inevitabilmente lo Scopo al massimo grado di realizzazione possibile.

I discepoli conoscono la via del Cuore ed hanno varcato quella porta che non c’è che conduce al Mondo del Fuoco, o sono sulla soglia. Sono chiamati quindi, imitando la Gerarchia dal cui scudo sono protetti, a proteggere e sostenere con amore l’operato di tutti coloro che lavorano per il bene, esaltandone le piccole grandezze e trascurando le grandi piccolezze. Così scaturisce la gioia del lavoro comune.

L’Appello sta risuonando nello Spazio con grande forza, l’ora è critica e tutti lo percepiamo. Chiunque senta di poter contribuire alla costruzione del nuovo mondo, ciascuno al proprio livello e nel proprio contesto, è chiamato a rispondere, perché il tempo è adesso. Allora, ad uno ad uno, cominciamo ad alzarci in piedi e a dichiarare con coraggio il nostro impegno a collaborare alla parte di Piano che ci è stata affidata: così, nel silenzio di ogni cuore, si diviene discepoli e si formano le schiere della Luce.

alziamoci

Il popolo, sollevato, costruirà un Tempio nuovo (*)

(*) Collana Agni Yoga – Appello § 1
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2 risposte a Il Proposito e l’Appello

  1. Bianca V. dice:

    Chi percepisce l’Appello che risuona nello spazio, di cui parla con grande elevatezza Marinella, avverte con sempre maggior chiarezza che ogni entità dell’universo è collegata energeticamente a tutte le altre; subisce l’influenza e contribuisce, in proporzione del suo grado evolutivo, alla conformazione ed alla qualità dei “campi energetici” in cui vive. Ogni attività produce effetti in tutto l’universo: “non vi è che un solo essere…non vi è che una coscienza, una sostanza, una forza, un corpo..” (Aurobindo).
    Chi è sul Sentiero avverte che L’Universo tutto è governato dalla Legge di Attrazione magnetica o di Amore, che si esplica nella manifestazione fisica come gravità e magnetismo, nel mondo degli uomini come sintonia (attrazione fra vibrazioni simili), polarità (attrazione degli opposti), e integrazione (armonizzazione di note diverse).
    E’ la principale legge del sistema solare e dimostra l’aspirazione di ogni sostanza a riunirsi all’Uno, dal quale proviene:
    “E’ per virtù dell’Amore che tutto è stato prodotto, e Amore è in tutto…Per ministero dell’Amore le anime si tengono unite ai corpi, sotto la sua guida si indirizzano alla contemplazione spinte dal suo volo si uniscono a Dio.” (Giordano Bruno, Le ombre delle idee)

    Affinchè tale conseguimento non rimanga sul piano puramente speculativo e si traduca in “carne e sangue” nel mondo materiale che siamo chiamati a sperimentare è necessario che vada in-carnato, appunto, nel quotidiano, che dia prova di verità e autenticità nei rapporti e nelle azioni del quotidiano.
    Che i nostri rapporti siano di vicinanza e di empatia, di scambio e condivisione, di cooperazione e di dialogo reale, aperto e veritiero; che diano vita a progettazione di opere concrete di unità e partecipazione.
    Solo così, percorrendo anche nella concretezza delle opere la “Via del Cuore” , la nostra aspirazione sarà credibile a noi stessi e ai fratelli, e potremo contribuire a realizzare “il Tempio di Dio sulla Terra”, consentendo al nostro Pianeta l’ascensione che lo trasmuterà in Pianeta sacro.

  2. Marilù dice:

    Come discepoli abbiamo un compito davvero importante. Costruire una rete che unisce tutti i cuori. L’uomo è al centro dell’Infinito. tutte le connessioni sono pronte, ci sono cuori non accesi, ma la rete è pronta.
    La coscienza è quella che connette all’Uno, all’Infinito e viceversa.
    In noi c’è l’Uno e l’Infinito.
    Grazie Marinella, tutto questo serve per progettare il Futuro, rispondere all’appello e invochiamo Luce sul Progetto/Piano.
    Marilù

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