Comunità e Amicizia

Per costruire la forma-pensiero della Nuova Cultura e Civiltà occorre essere consapevoli che per accelerare l’evoluzione è necessario progettare il futuro nel presente e che dipende da noi uomini accordarsi al Progetto solare e immergersi in quel flusso che costantemente ci invita e ci incita a non essere statici, ma dinamici per poter veleggiare concordi sulle acque del Piano comune.

In questo momento è in atto nel Cielo eliocentrico l’opposizione Giove-Nettuno che predispone una forte tensione espansiva e un approfondimento della Coscienza, per cui siamo chiamati a mettere in atto la volontà in modo da preparare, per il nostro futuro evolutivo, un campo fertile diretto al Bene comune e all’affermazione di una Nuova Cultura/Civiltà.

Attualmente, quindi, è particolarmente intensa l’espressione di 2° e 6° Raggio, le due energie veicolate da Virgo1^ nel nostro sistema solare tramite i due Pianeti caratterizzati dalle stesse energie di Raggio: Giove, Signore di 2° Raggio, e Nettuno, Signore di 6° Raggio.

Il compito di Redenzione della Terra, che costituisce il proposito per cui il nostro Pianeta è stato creato, è affidato all’opera quotidiana degli uomini resa sacra dall’Amore e dall’Idealismo.

Giove è il sovrano dello Spazio e la fonte solare dell’Amore e della Saggezza: regola le attrazioni, rivela, guida, protegge, insegna e la Sua luce trasmette le qualità di secondo Raggio di cui ne è l’espressione più pura e potente.giove_1

Nettuno, signore degli oceani spaziali, è il cardine che indica la presenza attiva di una Vita in evoluzione e l’infinita facoltà del desiderio d’unione universale, per cui gli ideali che propone sono sempre fattori di Comunione.3 (1)

‘Tutte le fedi concordano nell’indicare l’unità quale unico baluardo di successo. Se fra uomini che lavorano assieme è assicurata l’unione, i risultati sono migliori. Si possono citare molti esempi di fiducia reciproca, che consentì soluzioni elevate. Che gli uomini, dalla famiglia e dal focolare fino alle preordinazioni spaziali, ricordino il valore della cooperazione. Il seme del lavoro inaridisce se non lo bagna la reciprocità. Non guardiamo indietro. Noi, compagni di via, ci stancheremmo se ci urtassimo l’un l’altro. Bello è il significato quando si introduce il grande concetto di amicizia. Una comunità può sussistere solo fra amici.’(Comunità, pag.2 §4)

Nella vita odierna i rapporti sociali di qualsiasi tipo si svolgono purtroppo tra l’indifferenza e l’ostilità e vivere insieme nella quotidianità non è un fatto scontato in quanto facilmente si può constatare un deterioramento delle relazioni dovuto a un contesto sociale teso e a un eccesso di razionalizzazione, che alimentano la rabbia e il sentimento di ingiustizia negli individui, per cui è auspicabile e urgente un ritorno all’ascolto e al rispetto nei nostri legami sociali.

È capitato a tutti di intrattenere sgradevoli conversazioni telefoniche con i servizi di telefonia o con qualche impiegato che, da un qualsiasi sportello, ci risponde con incompetenza, mandando in pezzi quel poco di serenità che ci è rimasta.

 E’ lunghissimo l’elenco delle incomprensioni, a causa dei disservizi di aziende che, promettendo ciò che non possono mantenere, danno vita  a una duplice mancanza di riguardo, da un lato verso i consumatori e dall’altro verso i propri impiegati costretti a fare da intermediari fra l’azienda e il cliente che, essendo stato ingannato, se la prende con il dipendente, pur sapendo che non è responsabile del problema in questione.

Entrambe le parti, quindi, entrano in una spirale che rende impossibile a ognuno di provare ad ascoltare e a rispondere alle esigenze dell’altra persona.

La nostra società ci induce a una modalità di relazione in cui l’ascolto e il rispetto degli altri sono sempre meno presenti sino ad arrivare all’indifferenza, in quanto i modelli lavorativi si basano per lo più sulla competizione che danneggia le nostre relazioni perché, quando il futuro è incerto, il pericolo è quello di perdere la sicurezza lavorativa.

Questo periodo critico mette inevitabilmente ciascuno sulla difensiva finendo per fargli acquisire, quando non si sente minacciato, la modalità relazionale della noncuranza, anche perché quando una persona è stressata ha serie difficoltà a interessarsi agli altri e ai loro eventuali problemi.

Il metodo individualista ha creato un modello di essere umano autonomo, competitivo e versatile a tutti i costi, per cui, per evitare il deterioramento delle relazioni, è necessario  prendere coscienza del fatto che siamo legati gli uni agli altri e che siamo anche emotivamente fragili.

In un’epoca dai ritmi convulsi e da un esagerato utilizzo dei mezzi mediatici, sembra che si siano persi i valori etici, fra cui si pone sicuramente il tema dell’amicizia che, nei tempi passati, era inteso sulla base di saldi principi, mentre oggi si nota che si attribuisce all’amicizia una connotazione differente dal suo significato specifico perché spesso si stringono amicizie interessate, volte unicamente al tornaconto personale.

Un noto proverbio dice che chi trova un amico, trova un tesoro e in queste parole risiede una grandissima verità perché la vera amicizia è un tesoro dal valore inestimabile, un dono straordinario che incide positivamente sulla nostra vita.

Si sente spesso dire, per sottolineare l’importanza di questo bene, che le persone veramente vicine si vedono nel momento del bisogno e altrettanto spesso si sente dire che gli amici veri si contano sulle dita di una mano.

Nel mondo virtuale capita che l’amicizia diventi un mezzo per misurare l’importanza di una persona e si intraprende una vera e propria corsa alla ricerca di offerte e accettazioni di amicizia: più amici hai più eccelli e tutto ciò diffonde un messaggio scorretto, basato sulla competizione e sull’ipocrisia.

Infatti tutte queste persone spesso non si conoscono neanche fra loro, le condivisioni sono zeppe di banalità, si mettono in piazza fatti privati poco degni di considerazione e sembrerebbe che tutti sappiano tutto di ognuno.

Ma, in verità, le cose realmente importanti non vengono discusse perché è impensabile che si possano condividere con questi amici fittizi problemi veri, difficoltà, dolori, gioie. Il valore più importante dell’amicizia è sicuramente il supporto reciproco, basato sulla conoscenza dei propri e altrui limiti e potenzialità: diciamo infatti che i nostri migliori amici sono come nostri fratelli e con loro viviamo momenti di spensieratezza e di svago, partecipiamo ai loro successi e alla loro gioia, che diventa la nostra, senza invidia o rivalità.

Poiché nella vita si alternano periodi luminosi e periodi bui, con gli amici vicini diventa più facile anche affrontare le contrarietà e i dolori, che sembrano diminuire se riusciamo a sfogarci con qualcuno che ci comprende sopportando le nostre lamentele e supportandoci senza giudicarci.

La grande importanza dell’amicizia è dunque quella di avere qualcuno che possa gioire quando noi gioiamo e piangere quando noi piangiamo, qualcuno che ci stia accanto senza nulla chiedere.

Ma dobbiamo anche essere pronti a fare altrettanto perché l’amicizia richiede impegno e sforzo per essere sempre pronti a dare aiuto quando ce n’è bisogno o quando qualcuno ce lo chiede e non può risolversi in un dare per avere perché in questo modo diventerebbe un tristissimo mercato di sentimenti.

La vera amicizia è quella che ha la costanza di resistere attraverso qualunque difficoltà e quindi possiamo dire, con Cicerone, che “Togliere l’amicizia dalla vita è come togliere il sole dal mondo”.th[4]

Tutto ciò è molto bello ed entusiasmante ma, nello stesso tempo, occorre fare molta attenzione perché l’amicizia, talvolta, può diventare un ostacolo alla vita comune soprattutto quando diventa troppo esclusiva e tende ad emarginare altre persone, che si sentono messe da parte e private di un rapporto a cui desidererebbero accedere.

Questo ‘troppo’ guasta l’amicizia perché la spinge a  ritirarsi su se stessa senza condivisione,  partecipazione, confronto: quando tende all’esclusione, all’unicità, più che di fronte a una vera amicizia, ci troviamo davanti a una sua deformazione, a una manifestazione di dipendenza e persino a un utilitarismo mascherato.

L’amicizia fraterna ha carattere diffusivo e non può escludere nessuno, non può emarginare, tenere al di fuori, poiché trova la sua origine in una verità ontologica appartenente a ogni essere e nessuno può essere estromesso da tale rapporto né per maggiore o minore simpatia, né per le qualità che lo caratterizzano.

All’interno della fratellanza tutti devono essere presi in considerazione e, se a qualcuno può essere accordata più attenzione, questi non sarà il più dotato e il più importante, ma il più  semplice e modesto: una comunità matura accoglie e rispetta ogni suo membro, anche i meno abili e soprattutto coloro che possiamo definire meno piacevoli.

Questo deve avvenire perché l’amicizia risponde al criterio dell’amore che vuole ogni rapporto  unico, personale, irripetibile come giustamente dice Aelredo di Rievaulx nel 3°Libro dell ”Amicizia spirituale”:

L’amico è, in qualche modo, il guardiano 4dell’amore o, come altri preferisce, il custode dell’anima stessa e dove c’è amore e benevolenza, lì c’è il Cristo, tra due fidanzati, tra due sposi, tra amici veri, in una comunità che vive autenticamente il Vangelo e pratica il servizio, e fin dove è più difficile, nell’abbracciare anche i lontani, gli indifferenti, gli ostili.”

Ciò significa, allora, che ognuno dovrà prendersi a cuore le angosce e i dispiaceri dell’altro, rallegrarsi delle sue gioie, tollerare le sue manchevolezze, ma soprattutto desiderare per lui una crescita spirituale sempre più profonda assumendosi il compito di favorirla, farla crescere, promuoverla e custodirla.

La vera amicizia non è esigente: l’amico accoglie, riceve con gratitudine e nello stesso tempo sa rispettare i tempi e il cammino dell’altra persona: essa è discreta, non ha bisogno di troppe parole inutili, di scambi continui perché è capace anche di rinunciarvi.

La fratellanza pura è fedele, disposta ad accogliere l’amico anche nei tempi bui, nei periodi difficili, quando ha più bisogno di essere supportato : essa è sincera, non lusinga l’altro, non lo manipola e il suo desiderio di bene per lui impone di dire la verità, anche quando questa può essere spiacevole.

Questo rapporto è anche misericordioso, perché non esprime giudizi ma accetta sempre in modo incondizionato.

Amico, infatti, è colui che comprende e accoglie i sentimenti dell’altro : in questo sta la dolcezza che deriva dall’amicizia, quella sicurezza e quella felicità che provengono dall’avere una persona con cui parlare come a te stesso; una a cui non temi di confessarti se hai sbagliato; con cui non arrossisci se riveli i progressi, le cadute e tutti i moti del cuore.

Come ogni forma d’amore, anche l’amicizia conosce momenti di crisi  perché le differenze di temperamento e di vedute,  possono provocare dei piccoli o grandi conflitti, per cui, come già detto, l’amicizia non può essere lasciata alla spontaneità, ma richiede impegno, volontà di far crescere e approfondire il rapporto. Vero amico, infatti, è colui che sa mettersi da parte, sa lasciare spazio,  e, nello stesso tempo, è in grado di porre domande quando le azioni o le idee dell’altro non rispondono agli ideali condivisi da entrambi.

Stare all’erta e farsi da parte sono basilari per l’autentica amicizia che desidera  la crescita dell’amico tanto da poter dire, imitando Giovanni Battista : ‘Egli deve crescere; io, invece, diminuire’ (cfr. Giov. 3,30).

?????????????????????????????????????????????????????????

Si è detto all’inizio che l’attuale opposizione tra Giove e Nettuno allestisce una forte tensione espansiva e un approfondimento della Coscienza: in questi momenti critici si manifesta il vero sviluppo e si prendono le giuste decisioni perché le crisi dell’anima sono espansioni ricevute per l’afflusso di Amore e di Luce, sono momenti culminanti di massima tensione in cui l’attività piatta si eleva ad un acme dinamico, preparando il terreno per ulteriori espansioni.

Quindi approfittiamo pure dei momenti particolari che il Cielo ci offre per insegnarci la vera arte d’amare perché Esso non parla per mezzo di un’infinità di inutili parole, come facciamo noi uomini, ma parla col suo esempio rivolto all’intero Universo: l’armonia che vi regna evidenzia una Comunità perfetta, permeata di autentica amicizia che non si spezza mai anche quando a noi sembra che le condizioni astrologiche, come le opposizioni,  non siano le migliori dato che così siamo abituati a ragionare nella nostra quotidianità : tutto ciò che contrasta non è bene!

Perché, dunque, non fare sì che quel meraviglioso sentimento che è l’amicizia si amplifichi e si estenda in tutto questo nostro pianeta, in modo che diventi un’abitudine di vita, una regola di comportamento che ci abitui a vedere sempre l’altro come compagno e alleato, mai come antagonista, perché in fondo tutti abbiamo necessità delle stesse cose e siamo in cammino per raggiungere il medesimo scopo.

L’uomo contemplando amorevolmente il Cielo attira quell’Amore infinito che può spargere intorno a sé senza avarizia, per contribuire alla nascita di una Comunità avente come fulcro  il Bene comune e come obiettivo la Comunione.

Ultima

 

 

 

 

 

Taggato , , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

3 risposte a Comunità e Amicizia

  1. bianca dice:

    Il Gruppo che evolve insieme nell’Empatia è la base per la costituzione delle Comunità della Nuova Era, che saranno basate sulla Condivisione e sulla Cooperazione.
    La scoperta dell’altro attraverso l’atteggiamento empatico e il lavoro di consapevolezza su di sè e sullo “specchio” dell’altro sono i primi passi per poter funzionare su livelli più elevati della spirale evolutiva. Ciascun membro del Gruppo, sostenuto e illuminato dall’attenzione dell’altro, potrà più facilmente e gioiosamente pervenire ad una maggiore en-ergia (“forza dentro”), la quale potrà condurre ad una condizione interiore di en- tusiasmo (“avere un dio dentro”).

    A differenza della simp-patia, che è il feeling spontaneo che per lo più nasce tra persone affini, l’empatia va scelta volontariamente come comportamento amorevole abituale, funzionale a:

    – una sempre più ampia consapevolezza di sé e dell’altro;
    – maggiore varietà e intensità significatività dei rapporti;
    – la costruzione di una società basata sulla cultura dell’ascolto e della fraternità.

    “Se vuoi capire quella cosa, diventa quella cosa” afferma un detto della Saggezza antica. Comprendiamo, attraverso la pratica dell’Empatia, che “tutto ci riguarda”, che “tutto ci appartiene”e che il nostro destino evolutivo è indissolubilmente collegato a quello degli altri.
    Evolvendo, possiamo diventare davvero – come afferma Gabriela – “anime amiche”, fraternamente unite dal comune destino di dolore, di Speranza, di Progettualità e di Gloria.

  2. Mariucc dice:

    L’amicizia: che parola bella, importante, coinvolgente!!!!!!!! Diventare amici può essere facile quando l’empatia di altre persone ti colpisce ed entri subito a far parte di quel rapporto, condividendo tempi, pensieri e posizioni nei confronti della vita. Quando sei piccolo l’amica diventa il tuo rifugio. Con lei parli, racconti ti sfoghi, dici anche sciocchezze, fai dei pettegolezzi…….. Ma quando diventi grande l’approccio cambia e tutto diventa più impegnativo ma anche più bello e coinvolgente. L’amica c’è quando sei in difficoltà, c’è quando sei felice, c’è quando sei triste, quando non hai più fiducia di nulla, quando le lacrime ti arrossano il viso e non hai quasi più il coraggio né la forza di risollevarti da sola. L’amica è una stampella che a volte ti sostiene e altre ti bastona, ma per il tuo bene. L’amico è e resta un grande REGALO. Un regalo che ricevi e dai, che a volte non è in equilibrio e altre è a credito. Il tempo rende poi giustizia a questo grande dono che è l’amicizia. Ma l’amico vero non fa calcoli e non rinfaccia: REGALA. Ti regala il tempo, condivide quello che ha ma soprattutto ti sorride e ti accoglie senza GIUDICARTI. L’amico ti accoglie e non ti giudica. Ti accompagna perché sta facendo la stessa strada anche se percorre altre vie. La persona amica tollera i tuoi difetti a volte li comprende altre ti sollecita a cambiare atteggiamento perché ti vede da altri punti di vista. L’amicizia non è gelosa, non è maleducata, non è mai cattiva ma qualche volta è insistente perché vuole il tuo bene. Insomma l’amico è una bella persona che ti vuole bene, vuole il tuo bene e vuole condividere con te questa meravigliosa esperienza che è la VITA.

  3. gabriela dice:

    Mi sono sempre chiesta, perché coltivare l’amicizia vera, oggi sia una realtà, come si dice speso rara. ” chi trova un amico trova un tesoro” per riprendere con un detto comune questa situazione.
    Nel nostro mondo , quasi, diventa più semplice creare coppie, pur con tutta l’incredibile complessità, che amicizie.
    Il mondo della coppia, nonostante i grandi problemi evolutivi e sociali ,si basa su parametri abbastanza riconosciuti, migliaia di testi sono stati scritti a riguardo.
    Non è accaduta la stessa cosa per l’amicizia, forse gli antichi si sono soffermati anche per cercare distinzioni tra questo mondo di relazioni
    ( fili, agape ed eros). Oggi , invece, nonostante se ne senta la necessità, vista la fragilità e la frequente instabilità anche temporanea della coppia,non credo si siano investite tante ricerche, ed iniziative formative, come accade nel mondo occidentale per la dimensione coppia e genitorialità.
    Molto spesso diventa un concetto confusivo, compagni , conoscenti, simpatizzanti, frequentanti, se cosi si può dire. La vera amicizia, affascina, l’abbiamo resa quasi magica..un dono, un regalo, appunto trovare un tesoro….come se fosse solo per un caso o un premio.
    Forse ci manca “l’idea” dell’amicizia che si basa sulla spontaneità, accompagnata da molte variabili, empatia, interessi comuni, bisogni, ecc. La vera amicizia , comunque non può dipendere solo da questi parametri, o meglio non solo da loro. Ognuno di noi, se scorre la propria vita a ritroso, non mancherà di ricordare a volte con sofferenza alle tante persone, con le quali si sono stabilite delle relazioni importanti, e realizzare come si siano sfumate nel tempo come le immagini durante le nebbie della pianura.
    Lontana dall’idea che le relazioni debbano essere per sempre, è pur vero che questa fragilità o rarità nel realizzare l’amicizia, mi sconcerta. Allora mi interrogo: quali sono i requisiti per coltivare amicizie? magari è anche vero che ciascuno di noi ha un ideale, troppo personalistico nel concepire un modello di amicizia? Queste sono domande che richiedono attente riflessioni, da condividere. In mezzo a tanta incertezza però, una condizione mi è chiara. La vera amicizia , oltre che a condividere una “sana affettività, matura”, e solo questo richiederebbe altre considerazioni, è basata sulla reciproca volontà, sul progetto comune dell’aiuto reciproco alla crescita.
    Quindi gli altri oltre al bene comune, al supporto fisico, affettivo, mentale, possono diventare un valido contributo alla nostra ed altrui evoluzione.
    Quando si lavora in gruppo dove parecchie personalità sono sollecitate al confronto continuo e diretto , amiamo a volte constatare che solo quando siamo sicuri di volerci veramente bene, non temiamo gli altrui giudizi ne le divergenze dei diversi punti di vista. Comprendiamo profondamente che
    l”altro non è cosi separato da me, è una parte di me che si manifesta e che aiuta apportando maggiore consapevolezza.
    Spesso noi non vediamo i nostri funzionamenti, ed allora gli altri possono davvero diventare i nostri occhi, per poter veramente sviluppare”l’aiuto reciproco alla crescita”
    MI piacerebbe condividere per chi ci legge qualche vostro pensiero..magari cosi cominceremmo a creare quei fili sottili che nel tempo costruiscono ponti di luce fatte da ANIME AMICHE.

Lascia un commento