Significato esoterico del Teorema di Pitagora

Pubblichiamo il contributo di Edoardo C. curatore del portale della Fratellanza fraternity.it che così definisce il suo scopo: “Fraternity vuole fondere l’intento sociale con quello spirituale poiché non vi può essere sviluppo armonico dell’Umanità senza crescita interiore degli individui”.

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La superficie dei quadrati costruiti sui cateti di un triangolo rettangolo è equivalente a quella del quadrato costruito sull’ipotenusa. In questo modo recita l’ipotesi del teorema di Pitagora. Mi sono sempre chiesto quale fosse il vero significato, quello nascosto; quello che va oltre la misurazione di linee (confini) e superfici (appezzamenti). Per scoprirlo occorre prendere in considerazione la terna pitagorica, in particolare la prima e più importante, ossia, quella formata dai numeri 3, 4, 5. Sappiamo che il sommo Pitagora considerava i numeri dispari come perfetti e quelli pari come imperfetti. La terna summenzionata è composta dai numeri dispari 3 e 5 e dal numero pari 4.Se costruiamo un triangolo rettangolo di cateto verticale 3 e cateto orizzontale 4, l’ipotenusa che unisce obliquamente i due cateti ha come valore numerico 5. Infatti 3 al quadrato = 9. 4 al quadrato = 16. 16+9 = 25. La (radice quadrata) √25 = 5. Dunque 3 al quadrato + 4 al quadrato = 5 al quadrato.
Quale è il significato esoterico di tutto ciò?

Questa è la mia interpretazione:teoremapitagora
il cateto verticale di valore 3 (numero dispari perfetto) si riferisce ai tre aspetti verticali del divino, ossia, 1°, 2°, 3° raggio rispettivamente: Volontà, Amore e Intelligenza Divini. Il cateto orizzontale di valore 4 (numero pari imperfetto) si riferisce ai quattro elementi della materia, ossia i quattro raggi di attributo che qualificano l’aspetto delle forme materiali necessariamente imperfette: aria, terra, fuoco, acqua. L’ipotenusa di valore 5 (numero dispari perfetto) è l’aspetto coscienza che unisce e fonde in sé l’aspetto divino con quello materiale quando tutti gli aspetti, Divino, materico e coscienziale, sono elevati (sintonizzati) alla potenza (quadrato) del Piano Divino in manifestazione.

In altre parole, quando la coscienza dell’essere umano eleva la sua frequenza fino a identificarsi nella coscienza dell’Anima, ha il potere di sintetizzare la dualità degli opposti, Spirito e materia, elevandoli entrambi alla potenza dell’Amore Divino (Coscienza di saggezza). Lo Spirito incarnato (cateto verticale) si eleva alla potenza della Volontà Divina (Proposito direttivo), e la forma (cateto orizzontale) si eleva alla potenza dell’Intelligenza Divina (Prototipo o Archetipo spirituale). In tale potenza la forma archetipica sommata al Proposito Divino equivalgono all’Anima che, quale Mediatore d’amore, compie la mediazione risolvendo gli opposti, tutti gli opposti, in sé. Essa, finalmente, prende possesso della forma per materializzare lo Spirito; in ciò realizzando l’essere perfetto o l’Anima cosciente incarnata. Il 5 è proprio il numero connesso all’essere umano; ad indicare che suo è il compito di riunire entro di sé, per mezzo dell’Anima cosciente, il cielo e la terra, lo Spirito e la materia, la causa e l’effetto, l’intento e la forma, dando significato alla creazione.

Ma il Teorema di Pitagora ci dice ancora altro.

Il 5 è anche il numero della divina proporzione espresso proprio dai pitagorici mediante il pentacolo o pentalfa o stella a cinque punte che racchiude nella proporzione aurea della sua costruzione il segreto del modulo universale. Conosciamo il valore di quel modulo: 0,618 e 1,618 il valore del segmento aureo. Lo 0,618 è il valore della divina proporzione che determina dinamicamente la asimmetricità della manifestazione. La simmetria è perfezione ma anche stasi. La asimmetria produce il movimento.

Il movimento più vicino alla perfezione è quello prodotto da un leggero squilibrio tra le parti eguali. Ed ecco che l’Assoluto attua la Divina imperfezione come adeguamento della Divina perfezione per dare il là e il via alla manifestazione della Vita Una. È sufficiente quello 0,618, poco più della perfetta metà (0,5) o 1,618 poco più di una volta e mezzo, per scatenare la geometria dinamica della danza cosmica. Tutto ciò stabilendo il magico rapporto con lo scindere l’intero in una dualità in cui il minore sta al maggiore come il maggiore sta all’intero medesimo. Questa è la proporzione che armonizza tutti i rapporti di forma, di coscienza e di Spirito. La possiamo esprimere nell’architettura interiore come punto di risonanza armonica, o medio proporzionale, tra Spirito (numero 3), Anima (numero 5) e persona (numero 4), o nell’architettura esteriore, come rapporto tra le forme: larghezza, altezza e profondità. Se, nella proporzione succitata, l’intero è l’ipotenusa, poiché è la coscienza mediatrice che, elevata a potenza, fonde i due in uno, allora il cateto minore (proposito) sta al cateto maggiore (forma) come il cateto maggiore sta all’ipotenusa (coscienza); ossia: 3/4 = 4/5.

Ma (4/5) : (3/4) = 1,06. Infatti  0,8 : 0,75 = 1,06. Tra i due ci sono 5 centesimi di differenza. Se tra i due rapporti ci fosse una proporzione il risultato sarebbe = 1 ossia: 0,75: 0,75 = 1. Il Δ ossia la differenza tra 1,06 e 1 = 0,06.
A che cosa è dovuta la piccola discrepanza di 0,06?
Forse all’imperfezione della forma?

Riproponendo il calcolo dell’ipotenusa mediante l’incognita x abbiamo: 3:4 = 4:x  si ottiene: x = 16/3 = 5,3 periodico. Quindi, per rispettare la proporzione, l’ipotenusa dovrebbe avere il valore di 5,3 anziché 5. Dovrebbe essere 3 decimali più lunga. Infatti 3:4 = 0,75 e 4:5,3333333 = 0,75. Dunque la proporzione 3:4 = 4:5,3 periodico = 16:15,9 periodico = 1,0000000 ossia = 1. Come far quadrare la proporzione?teoremapitagora2
Se l’ipotenusa anziché essere una linea retta fosse un arco di circonferenza che avesse il suo centro all’incrocio del prolungamento dei due quadrati costruiti sui cateti, i conti tornerebbero e la proporzione sarebbe perfetta. Un arco di circonferenza sarebbe, così, qualche decimale più lungo di 5; 5,3 per l’appunto. L’ipotesi è affascinante, tanto più che sappiamo che la coscienza (ipotenusa) trasforma il moto circolare della forma in moto a spirale verso lo Spirito. Ma allora l’ipotenusa, anziché essere una linea retta o un arco di circonferenza, potrebbe essere un arco di spirale. In questo modo il teorema di Pitagora assumerebbe un significato molto più ampio e profondo di quello puramente geometrico. Non solo esprimerebbe l’equivalenza tra Spirito, materia e coscienza, ma anche il rapporto proporzionale che sosterrebbe insieme le parti quali armoniche della Vita Una. Inoltre il rapporto tra il cateto minore 3 (Spirito) e l’ipotenusa 5 (coscienza) è 3/5 = 0,6, ossia la sezione aurea (0,618) con ottima approssimazione. A stabilire che la coscienza o Anima è in perfetta ed intima relazione con lo Spirito di cui esprime l’aureo riflesso.

Il valore 0,06 della discrepanza proporzionale è un decimo del rapporto aureo di Spirito e coscienza (0,6) infatti 0,06:0,6 = 0,1. Come ad indicarci che la misura del frattale universale, ossia la forma più piccola che origina il frattale è un decimo (1/10) dell’UNO.
0 e 1, il sistema binario della dualità su cui si regge l’universo. La Perfezione aurica e la imperfezione dell’attrito materico unite insieme in un unico respiro creativo. 0 è l’assoluto. 1 è la sua manifestazione. 10 è il compimento del “viaggio” Divino entro la materia: 0 1 0.

Semplicemente fantastico! Ma non finisce qui.
Il rapporto 3/5 (0,6) è assimilabile al rapporto 2/3 (0,66). Il ché ci ricorda che la curva parabolica ad ogiva di tutte le forme vitali raggiunge il suo apice proprio quando si trova nel punto di proporzione aurea, ossia a 2/3 della traiettoria. In ultima sintesi, il 3 e il 4, componendo insieme il settenario creativo che è sperimentato nella forma dalla coscienza (Anima incarnata), darebbero all’essere umano – il 5 – la possibilità di espandere la coscienza stessa. L’uomo, figlio di Dio, tornerebbe alla Casa del Padre portando con sé, come dono al Padre, la vittoria sulla dualità attraverso la Kundalini redenta. Il male planetario – il 2 caduto per superbia nel baratro dell’illusione causando la separatività  – sarebbe definitivamente risanato e il 22 ricomposto nella gloria dell’UNO.

teoremapitagora3Sette (7) sono i sottopiani e tre (3) i piani della risalita + 1 = 22.
Questa è la formula per trasmutare la “terra” in “cielo”. Alto è il compito, di noi umani mediatori, assegnatoci dal Padre quali suoi Figli, “Discesi dal cielo in terra a miracol mostrare”.


 

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