La Scienza del suolo

Sollecitati da Venere che transita nel 5° settore di Sagittarius, affrontiamo il quinto articolo dedicato alla Scienza. Sagittarius è il segno che meglio esprime la Direzione e l’Orientamento, la sua freccia punta a nuove e superiori mete e la mente ha visioni raggiungibili, seppur lontane. Questo, di fatto, è il metodo che l’uomo usa, o dovrebbe usare, per progredire: il pensiero si focalizza su di una meta la cui realizzazione è necessaria; la delinea nei suoi aspetti, quelli che all’inizio della ricerca riesce a prevedere, e li ordina per importanza; ipotizza tempi di realizzazione; considera le necessarie verifiche ed eventuali correzioni, ma quando avvia il processo già ne vede la realizzazione. Il pensiero, quindi, parte veloce come un dardo e se la coscienza è ben focalizzata, le tappe del percorso verranno costruite correttamente.

Oggi l’umanità ha gran bisogno di pensieri potenti e ben direzionati per risolvere problemi enormi che lei stessa ha creato. Ne trattiamo uno tra i tanti: il Suolo.

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Il Suolo è la “pelle” della Terra ed è uno dei beni più preziosi che l’umanità possiede poiché contribuisce a mantenere e a sviluppare le molteplici forme di vita che lo abitano, dai microrganismi ai vegetali, dagli animali all’uomo, e di tutti è lo spazio vitale. Tecnicamente il Suolo si trova all’interfaccia tra la superficie e lo strato di roccia sottostante ed è una componente fondamentale degli ecosistemi terrestri; è un ambiente ricco di comunità viventi (a qualsiasi genere esse appartengano) che regola e catalizza gli scambi di materia tra le diverse parti dell’intero sistema, tra gli ambienti organici ed inorganici ed è esso stesso un ecosistema. E’ un corpo tridimensionale in continuo sviluppo ed evoluzione ed è uno dei tre elementi essenziali (con acqua ed aria) dai quali gli esseri terrestri dipendono per la loro vita. Si può definire come “il prodotto dell’alterazione, del cambiamento e dell’organizzazione dei materiali geologici sotto l’azione della vita, dell’atmosfera e degli scambi di energia che vi si manifestano”.

I suoli sono habitat biologici e riserve genetiche; sono il sistema di filtraggio e protezione nelle trasformazioni dell’atmosfera, delle acque, della vegetazione; salvaguardano l’ambiente e proteggono l’uomo garantendo la catena alimentare e le riserve di acqua potabile.

Si aggiunge che il Suolo è la fonte delle materie prime; è lo spazio sul quale vengono costruite strutture abitative, industriali e socio-economiche; è la base dell’agricoltura e degli allevamenti. Il suo ruolo aumenta di importanza se si considera che rappresenta uno dei nostri patrimoni culturali più importanti essendo parte essenziale del paesaggio che la natura e gli uomini hanno prodotto; inoltre, ha una “memoria” e conserva informazioni fondamentali per la comprensione della storia della terra e dell’umanità.

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Da queste poche parole si comprende l’importanza e l’urgenza che lo studio di questo argomento riveste per correggere i tanti errori, migliorare il futuro dell’umanità e del pianeta e ristabilire quell’equilibrio indispensabile alla sopravvivenza di tutti, quella dell’uomo sicuramente.

Il Suolo, quindi, nelle sue diverse stratificazioni, è una risorsa naturale e la Scienza del Suolo si occupa delle sue proprietà fisiche, chimiche, biologiche; della sua formazione, morfologia, classificazione e mappatura; della sua fertilità in relazione all’uso e allo sfruttamento.

La particolarità di questa disciplina è che necessita di rapporti continuativi con altre scienze associate: ingegneria, agronomia, chimica, geologia, biologia, microbiologia, archeologia senza scordare tutti gli aspetti sanitari correlati: solo una stretta collaborazione tra i vari  scienziati, dunque, può garantire la validità e il successo di una qualsivoglia ricerca in tal senso.

Le notizie che giungono dal mondo, per non parlare dell’Italia dell’ultimissimo periodo, spingono a cercare soluzioni diverse e migliori per l’uso, lo sfruttamento e la cura del suolo, e impongono un cambiamento radicale del nostro modo di pensare. Accecati dall’imperativo “di più, di più” abbiamo divorato e massacrato  terre e risorse. Oggi è altrettanto imperativo ristabilire un equilibrio: è un momento cruciale in cui ci troviamo ad affrontare sfide senza precedenti e anche se qualcuno, per cecità o calcolo, ancora non ci crede, è bene ricordare che si tratta della sopravvivenza delle generazioni future, un futuro non così lontano.

Il lavoro da fare è immane poiché i luoghi della terra che non abbiamo danneggiato sono pochi.

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La parola d’ordine della ricerca dovrebbe essere “sostenibilità” (parola purtroppo abusata), innanzitutto nei confronti delle risorse del pianeta che dobbiamo continuare a sfruttare per poter vivere e che non sono inesauribili. Tutte le ultime innovazioni tecnico-scientifiche considerano seriamente questa necessità assieme a quella di integrare gli  obiettivi sociali, economici ed ecologici. Il periodo dell’Abbondanza sta tramontando per far posto a quello della Scarsità. Le ultime statistiche ci informano che ci sono 220.000 bocche in più da sfamare ogni giorno mentre, contestualmente, aumentano gli sprechi alimentari nei paesi occidentali e gli utilizzi non alimentari delle produzioni agricole. Senza contare l’aumento del reddito dei paesi asiatici che sta modificando i modelli di consumo passando da una alimentazione a base di proteine vegetali a quelle animali, con un crescente fabbisogno di risorse naturali.

La coltivazione della terra, in molte aree del pianeta, rappresenta la fonte principale di alimentazione e reddito per milioni di piccoli agricoltori e le loro famiglie, per cui l’agricoltura e l’allevamento sono elementi essenziali per la sopravvivenza e l’identità di questi popoli e comunità. Non irrilevante è il dato che laddove tale uso è negato o è stato distrutto, si hanno come effetto diretto le migrazioni.

Il degrado dei territori si prende in considerazione solo in caso di grosse crisi alimentari ed energetiche, o a seguito di catastrofi naturali; benché le conoscenze tecnico-scientifiche siano potenzialmente disponibili per prevenire o ripristinare, quasi tutte le istituzioni e gli apparati politico-economici esistenti puntano ad altre realizzazioni. La situazione è paradossale ed è simile al comportamento di tutti quei delinquenti che sotterrano  rifiuti tossici praticamente sotto casa!  Ma questi non “tengono famiglia”?  Dal comportamento, parrebbe di no. Scherzi a parte, l’uomo ha perso in toto il senso del futuro, anche per quanto riguarda la sua sopravvivenza fisica.

Si vuole il benessere e benché sia un desiderio legittimo, diventa pericoloso quando lo si ricerca a qualsiasi costo e, soprattutto, senza pensare al futuro. In realtà il benessere è un sottoprodotto del Bene Comune laddove il bene del tutto è proporzionato al capitale naturale e umano esistente e deve essere distribuito in modo equo affinché tutti ne abbiano una parte.

E’ urgente, veramente urgente, ripristinare l’equilibrio tra le necessità dell’umanità e quelle del pianeta, e tanti sono i problemi da considerare, ad esempio, come si è già accennato, l’incremento della popolazione (nel 2050 potremmo essere un numero variabile tra i 9 e i 10 miliardi). Occorrerà quindi ottimizzare le risorse rispettando i ritmi e i tempi della natura; occorrerà gestire la fertilità del suolo, la difesa delle acque, il ripristino e la risistemazione delle terre danneggiate. Occorrerà incrementare gli studi sugli ecosistemi, sul cambiamento climatico, sulle energie rinnovabili, sul trattamento dei rifiuti … insomma tutto ciò, e molto altro ancora, significa pensare ad un nuovo modo di vivere. La scienza può e deve individuare le soluzioni, forse drastiche ma necessarie; deve fornire, e in parte già lo fa, gli strumenti e le conoscenze tecniche sperando, si aggiunge, che gli apparati istituzionali ed economici, cioè gli uomini, accettino finalmente di assumersi le loro responsabilità.

Ogni sviluppo affonda le radici in uno specifico terreno dal quale attinge le energie necessarie per esprimersi. Ogni uomo possiede un “suolo” ed è esso stesso un “suolo”. Le risorse, dunque, sono i mezzi di cui si dispone e ai quali attingere per vivere: mentalmente, psichicamente e fisicamente. Sono la nostra ricchezza, il patrimonio da investire, la garanzia per il futuro e, se ben amministrate, consentono la realizzazione degli obiettivi desiderati. Vogliamo buttare a mare i nostri talenti e con loro i nostri sogni? Solo un cuore malato può guardare al decadimento culturale senza soffrirne. E’ imperativo realizzare che il degrado del pianeta riflette, con assoluta precisione, l’attuale condizione umana, e porvi rimedio nel breve e lungo termine. Inoltre, non è salutare dimenticare che il pianeta “pensa con la sua testa” , che è una entità vivente ed evoluta  e persegue i suoi obiettivi. Non è salutare dimenticare la sua forza e potenza, né con quanta facilità potrebbe liberarsi di noi.

Con ciò non additiamo alla catastrofe poiché crediamo che l’uomo sia una parte essenziale della Terra, un suo organo primario: solo come estremo rimedio potrebbe privarsene, però … tanto per ironizzare, quanti sono gli uomini che vivono senza un rene, o altre parti del corpo?

Nonostante le apparenze, molti uomini amano la loro risorsa comune; amano questo meraviglioso pianeta che li sfama, li disseta, li scalda, li illumina, li veste. E se anche non lo sanno in coscienza, lo amano profondamente perché, come un’astronave, li trasporta nell’Universo.

La Terra è bellissima, lo è sempre stata e sempre lo sarà fino alla fine del suo ciclo di esistenza. Tutta questa Bellezza ci circonda, la respiriamo quotidianamente e, aggiungiamo, non è così scontato poterla distruggere. Con il genere umano potrebbe essere più facile.

[immagini.4ever.eu] siluette di alberi, foresta, universo 168261

“Chi non rimanda non ritarda”. Adottate la regola realistica che impone la precisione nel lavoro. Solo se non differite, solo se pensate con chiarezza, saprete distinguere le costruzioni delle comunità.

Dite agli amici che i tempi sono duri, e che ciò che si lascia sfuggire non torna più. […] L’errore solito è di voler separare le costruzioni sociali da quelle scientifiche, ma è difficile estraniare lo scienziato dalla struttura sociale. Come stare appartati quando l’evoluzione accelera? Come dormire quando lampeggia? Addossatevi il peso della vigilanza, senza paura né pietà di voi stessi. Non c’è posto per la stanchezza quando la rovina è alle porte.

(Collezione Agni Yoga, Comunità, §249, Nuova Era, 1979).

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