Unidirezionalità: lo sguardo comune

Si è parlato in articoli precedenti riguardanti la Comunità, dell’importanza fondamentale dello scopo comune, senza il quale evidentemente verrebbero a mancare i suoi stessi presupposti.

comunitàNon sempre è così evidente, poiché la parola “comunità” è utilizzata più che altro per indicare un insieme omogeneo di persone in base ad un dato elemento: sicché, ad esempio,  la “comunità” degli scienziati è costituita da professionisti di tal genere, indipendentemente dallo scopo che gli stessi hanno nel loro operare e dal tipo di rapporti che li contraddistinguono. E’ ben vero che si potrebbe dire che tutti gli scienziati hanno lo scopo di esercitare la loro professione; purtuttavia qualcosa istintivamente stona nel definirla solo per questo “comunità”, soprattutto in base alla definizione a cui qui facciamo riferimento.

Se invece a questo insieme – già omogeneo per una discriminante – aggiungiamo una comune visione da cui consegue un’unitarietà di intenti, ecco che la comunità ci appare più veritiera, più solida e più conforme a quanto il termine ispira. Sicché persino gli scienziati, spesso in antitesi e in antagonismo, potrebbero costituire una vera comunità.

Abbiamo quindi bisogno di connettere lo scopo che unisce i membri della comunità alla visione della direzione da intraprendere, due aspetti che infine possono essere intesi come la stessa cosa, tuttavia la seconda è specifica del primo.

rete relazioniIn base a questo rapporto tra Scopo e Visione, possiamo anche intravvedere il preciso legame che c’è tra le energie di Primo Raggio – qualificanti lo Scopo e il Proposito  – e quelle di Sesto Raggio che lo riconoscono in ogni azione e opera, sintetizzandone l’essenza.(1)

La visione della direzione, quindi, è quanto ci appare come elemento imprescindibile per la Comunità vivente e armonica. Come per il singolo individuo, occorre rispondere come collettività alle grandi domande di sempre: chi siamo – da dove veniamo – dove andiamo.

Uno scopo comune informa la comunità, la visione della direzione necessaria a manifestarlo determina i suoi passi e programma i suoi sviluppi.

Eppure anch’essa – la direzione – è un problema in quanto tale illusorio: l’unica direzione è la retta e lo sguardo fisso alla meta fà sì che la meta stessa sia il magnete attraente che traina verso lo scopo. Si tratta quindi di mantenere fisso e concentrato lo sguardo alla Meta, così come ci insegnò da bambini la maestra più abile: tracciare una direzione retta (veloce, pulita, funzionale) si fa ponendo la matita nel punto di partenza e muovendo con lo sguardo fisso al punto di arrivo.fig 248

Tutti i membri della comunità, perchè essa sia tale, devono conoscere lo Scopo e guardare alla Meta, lasciando scaturire leggi e azioni, regole e costruzioni, ritmi e prodotti da questa attitudine. Ciascuno vi giungerà per i suoi percorsi, ma non potranno essere che convergenti, e in questo convergere costruiranno la Comunità.

Tutti gli elementi che possiamo focalizzare nella Comunità – Scopo comune, Campo di azione, Progetto di vita comunitaria, Armonia dei giusti rapporti, Opere e manifestazioni cooperanti, Comunione dei cuori, Libertà ordinata – si radicano nella comune visione.

E questa celebriamo oggi, nel momento in cui, dal punto di vista eliocentrico, Venere (in Sagittarius) – Luminare della Manifestazione, guarda a Nettuno (in Pisces) – Signore della Comunione e della Comunità.

L’aspetto odierno ci parla proprio della Direzione (Sagittarius), grande strada di luce verso la Meta, verso la Comunità, agente di fratellanza e  fonte di salvezza (Pisces).

“Ogni organismo è mosso da una energia particolare, ma bisogna accertare la direzione precisa dell’aspirazione fondamentale.” (Agni Yoga, Comunità, § 85)

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(1) “Il sesto raggio di Devozione incarna il principio di riconoscimento. Con ciò intendo la capacità di vedere la realtà ideale sottostante alla forma” (A.Bailey Psicologia Esoterica ed. Nuova Era, pag. 52 ed.ingl.)

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