Alcune Formule per la Costruzione del Futuro – 2a parte

In seguito è riportato il 2° capitolo di una Dispensa inedita, intitolata appunto “Costruire il Futuro”, presentata da Enzio Savoini ad un gruppo di ricercatori nel marzo 2002.

Questo scritto contiene molteplici Formule, alcune delle quali saranno commentate nel prossimo articolo su questo stesso argomento.

 

INFINITA’ E ASPETTI DEL FUTURO

1) Il futuro è illimitato. La sua capacità è tale da contenere e alimentare sviluppi innumerevoli. E’ perfettamente libero, eppure rigoroso e giusto. Ciò che si dice del Cielo può dirsi del futuro: la sua potenza, ad esempio, è infinita, flessibile, ma proporzionata, dosata e accessibile. E’ un Ente vivo, portatore di gioia e giustizia. Non è corretto pensare che per sua natura abbia in serbo malignità, cattive formazioni, eventi distruttivi. Questi non sono da imputare al futuro di per sé, ma al germogliare di semi sparsi con intento corrotto da parte di entità malevole, o dall’uomo stesso, per ignoranza.

Tutto ciò che si proietta nel futuro mette radici e germoglia. Una tale affermazione non è dimostrabile con ragionamenti logici, tuttavia non è irrazionale. Il futuro giunge, inevitabile, e travolge, educandole, le generazioni umane: perché non riconoscerlo come vivente? Difatti, esso non si applica ai morti, che sono tali proprio perché non hanno futuro.

Il futuro è inarrestabile per la sua illimitata potenza, eppure è perfettamente cedevole. Accettare questi assunti è necessario, se s’intende programmare anche una minima azione. Che senso avrebbe voler controllare o definire qualcosa d’amorfo, caotico, inconsistente? Per quale ragione si vorrebbe disciplinare una forza senza vita? Se è possibile predisporre un programma, necessariamente l’avvenire deve essere vivo. Non si plasma ciò che è morto.

2) – Il futuro è vivo, e qui sta il prodigio: è vivo, ma non ha forma. Per questa ragione è plasmabile e si adatta ad assumere qualsiasi parvenza senza per questo mutare la qualità dell’energia.

Il futuro è innovatore. Non si ripete mai, perché si oppone al passato. Nessuno dei giorni a venire sarà mai identico a uno dei passati e vissuti. La vita del futuro è un infinito programma di sviluppi sempre nuovi ma nel rispetto dei cicli. I cicli, infatti, manifestano il futuro: sono il congegno che lo versa nelle forme, negli eventi, nelle creature. Ne sono la regola inflessibile, la misura. Ne sono l’ordito, regolare e dosato. Sono la chiave per valutarne i passi, e dunque prevederli.

3) – L’avvenire non è affatto quell’ignoto che si pensa: le frasi che precedono ne dimostrano alcune qualità, e ciò basta a dissipare una tale opinione. Per di più, se il futuro è ciclico è prevedibile. Chi non sa prevedere l’arrivo della primavera? Non si sa se sarà piovosa o arida, ma il suo intervento è certo, databile, non soggetto ai capricci del caso. Lo stesso può dirsi dei moti planetari, di cui si sanno predire posizioni e aspetti astronomici con secoli d’anticipo.

Ritenere il futuro inconoscibile è segno di pigrizia o d’inerzia mentale. L’uomo sa bene che l’intera sua esistenza è una continua avanzata verso il futuro, sa che non può evitarla, ma non ha ancora compreso che il ciclo è la chiave che apre le porte dell’avvenire ignoto e del passato, altrettanto sconosciuto. Il futuro, pur essendo illimitato, si manifesta, tramite l’azione dei cicli, a goccia a goccia. E’ il contenitore infinito di ciò che sarà, dal quale è possibile estrarre le forme volute, specie se conformi al processo evolutivo generale.

4) – Il succedersi dei cicli dimostra la presenza di un Piano di sviluppo: altrimenti non avrebbe ragione di essere. Quel Disegno si articola in infiniti piani minori e conduce a uno scopo. I cicli sono produttivi, come mostra la natura; non si trova un solo ciclo naturale che non provochi crescite e sviluppi.

Il percorso mentale è dunque il seguente: il futuro si manifesta tramite una successione di cicli naturali, causa di progresso; ciò presuppone lo svolgersi di un Piano, che a sua volta segnala l’attività di un’Intelligenza superiore. Che i cicli esistano è evidente; il resto è conseguenza innegabile.

5) – Ora si può procedere, affermando che lo Scopo ultimo è immancabile. In questo senso il futuro è inflessibile e costrittivo: quello Scopo sarà certamente conseguito, qualunque siano le concomitanze e gli ostacoli. L’Intelligenza superiore non può fallire. Il futuro, nondimeno, è totalmente liberale per quanto riguarda le vie o le maniere che vi conducono, lasciate al libero arbitrio delle creature coinvolte nel processo.

L’intelletto non riesce a concepire coesistenti il rigore e la flessibilità: per conseguenza non produce progetti di tale duplice natura, ma soltanto piani impositivi in ogni loro fase, e pertanto intolleranti e rigidi; questi elaborati umani richiedono, infatti, contratti, vincoli, penalità, esigenze formali, impegni, clausole di vario genere. Persino le ideologie e le teologie, costruzioni razionali pianificate, pretendono osservanze e impongono una visione. I piani elaborati dall’uomo non sono liberali.

Chiunque può verificare la giustezza di quest’affermazione, che ne denuncia l’attuale povertà spirituale. Ne nascono, ben si sa, controversie a non finire, che si trascinano in complesse vicende legali e appannano la concezione della giustizia e del diritto. L’imposizione, che viola il libero arbitrio, provoca inadempienze, che, a loro volta, la rendono necessaria. Si forma in tal modo un vortice vizioso che guasta i giusti rapporti, complica il lavoro, aggrava le difficoltà dell’esistenza; e non si vede come uscirne. Il futuro, così temuto, è invece tanto limpido e trasparente da essere invisibile e inavvertibile, perché non ha di questi gravami. Lascia tutti liberi di collaborare al Piano, ciascuno a suo modo. Lo Scopo ultimo sarà in ogni modo conquistato, per comune e libera volontà, con certezza.

6)L’avvenire è connesso al passato. Tutto ciò che accade sgorga dal futuro, ma è condizionato da ciò che è stato, e ciò vale per l’individuale quanto per il collettivo. Il passato non è senza energia, ossia non è morto, altrimenti non potrebbe influire su ciò che avviene. Non può bloccare il processo evolutivo, ma lo avvia in una data direzione, ne determina alcune caratteristiche, ne colora certi aspetti, senza che per questo gli eventi perdano freschezza e novità.

Ciò si deve alla continuità indissolubile del divenire, che dunque aiuta a immaginare ciò che sta per accadere. Altra causa di questo processo, invero assai sorprendente, è la ciclicità generale, che riprende temi e figure già manifesti per modificarne aspetti e qualità, in progresso. La storia dimostra il confluire in atto fra passato e futuro: gli eventi sono pensabili come flussi d’energia che scorrono da una fonte ignota, perché inaccessibile, verso una foce altrettanto ignota perché remota e obliata.

Paragonare il corso degli accadimenti a un fiume non è certo cosa nuova, ma è importante osservare che gli eventi si manifestano, ossia avvengono, proprio là dove guarda l’osservatore: nel presente, che è un punto di vista privo di realtà. Viene da pensare che se si guardasse a monte, ossia verso la parte ancora invisibile della corrente, si vedrebbero forse assumere parvenza quegli sviluppi che si preparano e non sono ancora transitati per il presente.

Nessuno lo fa, eppure è una possibilità, che ha persino un nome: si chiama previdenza, o previsione. Perché, si domanda, fissare l’attenzione solo sul presente? Guardare a monte sarebbe folle? Pare piuttosto che sia prudente e saggio, e stolto invece notare solo il presente, dove non si può più intervenire. Sta di fatto che gli uomini subiscono il presente, del quale sono veri e propri schiavi.

L’uomo è immortale, e non ha alcuna ragione di temere il futuro, che può costruire, ma se aderisce solo al presente ha le mani legate. Deve liberarsi da quell’ossessione, e allora passato e futuro saranno una cosa sola, e vedrà l’intero corso del fiume, dalla fonte alla foce.

7)Il divenire del Sistema solare è disegnato continuamente dai Luminari, il cui moto è computabile, previsto e ordinato. Il futuro, ne consegue, è regolare e pertanto prevedibile. Quel motore, che non ripete mai i suoi cicli ma gira con precisione, non può provocare evenienze disordinate o caotiche. Ciò che all’uomo pare disorganizzato e persino senza senso non ha causa solare: nasce dagli scompensi che egli stesso determina con il suo comportamento dissoluto e anomalo, contrario al Piano, e quelle scosse devono essere riequilibrate.

Si noti che nella vita degli animali e dei vegetali le anormalità sono rare: le loro esistenze procedono secondo i ritmi stagionali e sono assai stabili. Non conoscono imprevisti o incidenti, se non quelli causati dall’inter­vento umano o da anomalie climatiche, ma naturali.

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Una risposta a Alcune Formule per la Costruzione del Futuro – 2a parte

  1. Gabriela dice:

    Grande conforto ed incredibile speranza, apre questo articolo, sopratutto per me che , per professione, nell’ambito della clinica psicologica, mi imbatto quotidianamente nei problemi, e nella psicopatologia che appunto scaturisce dal passato. Quante persone, adulti e minori incontro , vittime del loro passato!! Senza entrare in eventi molto traumatici, come gli abusi,le violenze e le carenze di ogni tipo, realizzo che ciascuno di noi è ancora in parte condizionato dal passato. Vedo da molti anni, quanta sofferenza, deriva da questi condizionamenti, quanto il passato ,conscio o inconscio,deturpa la nostra vita. Anche nelle condizioni migliori, credo che tutti noi , siamo vittime di qualche tarletto , che viene portato dall’infanzia. I genitori , gli insegnanti ecc..sbagliano in qualche modo ed in qualche misura. Ognuno di noi, come si suol dire, può annegare nel suo bicchiere d’acqua, oppure saper nuotare tra i marosi dell’oceano senza farsi troppo male. Mi chiedo, per questo , da cosa dipende questa differenza?Certo, ognuno di noi, possiede capacità e potenzialità diverse. Spesso ripeto che uno dei lavori costanti della nostra vita , ha come finalità la liberazione permanente dal passato, con i suoi copioni familiari, con i condizionamenti culturali, religiosi, sociali,..ecc.
    Per questo motivo, ritengo indispensabile , alimentare la consapevolezza di sè, attraverso la vigilanza continua dei nostri modelli di funzionamento che si svelano nella molteplicità delle nostre relazioni, sopratutto nell’esperienza della coppia e della genitorialità, che sono , opportunità , direi obbligatorie. In questi contesti, non possiamo ritirarci, in qualche modo dobbiamo gestire i conflitti, le prove, le provocazioni della vita, la fatica a gestire l’alterità..ovunque si presenti. Consapevolezza dunque, ma anche, come è stato scritto nell’articolo, competenza nel saper costruire il futuro. Leggevo che anche le profezie possono essere cambiate, svelando la bellezza del libero arbitrio, di cui l’umanità , spesso ignara, gode.
    La presenza al presente, quindi, ma anche la capacità di costruire il futuro, ora sappiamo che ciò è possibile.
    Nessun storico ha saputo prevedere la caduta del muro di Berlino, e neppure la primavera araba. La vita , per fortuna non è una equazione, in questa fenomenale, interdipendenza, accadono salti esponenziali, come , purtroppo, altrettante cadute.
    Costruire il futuro, comporta, la capacità di attrezzarsi di conoscenze e strumenti adatti a tutti i livelli evolutivi dell’intera umanità.
    Incoraggio quindi , a creare gruppi di lavoro, che abbiano come finalità ,lo scopo di educare a creare il futuro, in tutti i contesti, per tutte le età.

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