Il Modello gerarchico

Mercurio e Terra in questi giorni si congiungono, secondo la prospettiva eliocentrica, nel settimo settore del campo infuocato di Leo. Il suono che promana da questo incontro celeste è di grande potenza ordinatrice ed armonica e porta alla ribalta dei nostri cuori la bellezza e la grande possibilità operativa del modello settenario che vediamo  riprodotto in ogni struttura di questa parte dell’Universo e che sorregge anche l’esposizione dei temi trattati in queste pagine.

Se ne parla in modo specifico nel settore dedicato alla scienza dell’Armonica, ma oggi vorremmo osservarlo in quanto base di quell’Ente che rappresenta il modello più prossimo all’Umanità: la Gerarchia dei Maestri, che incarna quel tipo di collaborazione coordinata a cui guardiamo e che insieme ci proponiamo di realizzare, confidando nell’ipotesi che, imparando ad imitare il Modello, a poco a poco se ne venga assimilati.

Tale Ente, secondo l’insegnamento teosofico, pur essendo unitario, è organizzato in conformità  alla legge settenaria: al suo interno vi sono quindi sette modalità operative, ciascuna delle quali è ulteriormente suddivisa in altrettante partizioni.

Kailash

La Gerarchia di Luce veglia sui destini del pianeta; la si può interpretare come un faro che orienta le coscienze, come una scuola, un centro progettuale irradiante, un monastero, un grande laboratorio o come guida e società di menti organizzate.

Essa formula un Piano per lo sviluppo delle coscienze, coerente con la legge del Suono, che consente l’attuazione del Proposito del Governo reale e che viene costantemente aggiornato a seconda della risposta umana e delle energie celesti ciclicamente disponibili che suscitano risonanze nell’una o nell’altra parte del Piano stesso ed aprono varchi di possibilità.

Queste sue modalità, certamente esistenti e reali, corrispondono – lo si vede facilmente – alle qualità dei sette Raggi creativi, il che non sorprende. Sta di fatto, insomma, che essa si presenta al ricercatore sotto vari aspetti, che coesistono senza elidersi e assieme ne compongono l’opera totale e sintetica. Esse sono sempre presenti e riconoscibili e, cosa anche più importante, sono individuabili nell’azione di ciascuno dei suoi Membri. Ogni Maestro è portatore attivo di tutte le modalità della Gerarchia.

Sta al discepolo imitare ciascuno di questi modi e farli propri, se vuole conseguire in se stesso l’insieme del suo Modello. (Da “I modi della Gerarchia” – scritto inedito di E. S.)

In sostanza, se s’intende operare efficacemente per il Bene comune, è di vitale importanza imparare a conformarsi al Modello superiore, causante, cercando di imitare ciò che non si conosce con la mente ma che è accessibile ai nostri cuori nei quali, come racconta una leggenda, è nascosto il tesoro del Mondo, cioè dove, si aggiunge, l’uomo ordinario non andrebbe mai a cercare.

Orientandoci in questo modo, scopriamo di conoscere molte più cose di quante non pensiamo di sapere, anche perché il Modello è scritto in ognuno di noi ed ovunque: in una goccia d’acqua come nelle stelle del Cielo; bisogna imparare a vederlo, cercandolo con uno sguardo trasversale, così come si fa per quei disegni che celano figure che, una volta viste, appaiono evidentissime. E’ importante quindi comprendere profondamente che tutto è uno: il maggiore ed il minore sono un’unica entità ed imitare ciò che i nostri sensi ci dicono essere al di fuori di noi, significa in realtà scoprire sempre meglio chi siamo.

Assumere la consapevolezza di essere uno col Tutto gerarchicamente ordinato, porta con sé la necessità di individuare la nostra responsabilità specifica nell’insieme, nel settore ed al livello che ci compete. Imitando la Gerarchia e divenendo a poco a poco una parte di essa, assumiamo anche la consapevolezza di essere inevitabilmente maggiori di altri per i quali rappresentiamo il Modello gerarchico. Occorre allora che lo incarniamo al meglio, esercitando un’attenzione costante: per questi minori noi siamo infatti fari che illuminano la via, siamo punti di riferimento dai quali imparare l’arte di vivere, siamo fonte di progetti che proiettano le coscienze in dimensioni più vaste, siamo cuori che pulsano in silenzio e benedicono il mondo, siamo centri di attività di pensiero e di azione, siamo guide e fonti di libertà ordinata. Così, per amore, si avanza sul sentiero secondo l’antica formula: “non per noi ma per il mondo”.

Dalla prefazione del libro Gerarchia, collana  Agni Yoga:

fiori nella tempestaImmersi nelle onde dell’Infinito, siamo  come fiori nella tempesta. Come ci trasfigurerà quell’oceano?

Sarebbe stolto salpare senza timone. Ma il Pilota è predestinato e la creazione del cuore non perirà nell’abisso. Come pietre miliari su una via luminosa i Fratelli dell’Umanità sono vigili,  in guardia, pronti a guidare il viandante nella catena dell’ascesa.

Gerarchia non implica costrizione, è la legge dell’Universo. Non è una minaccia, ma l’appello del cuore, il monito ardente che invita al Bene comune. E dunque risolviamo di conoscere la Gerarchia di Luce.

Come trasmutare l’amarissimo nel dolcissimo? Nulla, se non la Gerarchia può trasformare la vita in una coscienza superiore.

E’ impossibile immaginare un ponte gettato sull’Infinito, poiché ogni ponte ha bisogno di spalle. Ma la Gerarchia, simile a quei contrafforti, conduce alle spiagge della Luce. Pensate a tutta l’effulgenza che gli occhi vedranno! E udite il Canto della Luce.

Al lavoro, dunque, per la luce e per la Gerarchia!

 

 

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