La comprensione dei Punti di vista

In alcuni insegnamenti di origine orientale si dice che il centro psichico fra le sopracciglia, chiamato a volte “terzo occhio”, sia la sede del “punto di vista”. Qualunque sia la sua collocazione fisica vale riconoscere come esso sia, in sostanza, l’origine delle coordinate psichiche di ciascuno, e quando la personalità è ben integrata, ne assume il predominio e la gestisce. Le cose e gli eventi sono sempre valutati da quel centro, che essendo personale è relativo. Il conflitto di opinioni, che turba tante coscienze e spesso conduce alla guerra, nasce proprio dall’uso relativo del punto di vista, che facilmente si prende per assoluto.

Da molto tempo varie scuole di pensiero insegnano a decentrare l’attenzione dal proprio punto di vista e dirigerla altrove (cuore, sommo del capo), e oggi alcune sono note anche in Occidente.

Qui sta la soluzione del problema. Per superare l’inganno della distanza tra le cose o le idee, che genera una sequela illimitata di “illusioni convincenti”, è necessario controllare quel centro, che nell’uomo comune la fa da padrone. È una grande impresa, ma vince tutti gli inganni.

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4 risposte a La comprensione dei Punti di vista

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  2. FRANCESCA MARCHIALE dice:

    Ciao Gabry in questi giorni sto verificando proprio quel che dici tu nel tuo scritto, la delusione in seguito all’illusione. Dal “sapere” e avere la conoscenza all’ “essere” c’è di mezzo il mare, da attraversare.
    In particolare in questi giorni sto lavorando sulla mente e mi sono ricordata di un corso che avevo fatto sull’espansione di coscienza e ciò che dicevano sulla mente tipo “Immagini e frasi che compaiono
    nella mente non costituiscono il vero pensiero. Se non le domini, se non puoi interromperle quando vuoi, allora non sei stato tu a pensarle. Non basta udire una voce nella testa per essere un pensatore. La mente è il tuo peggior nemico perchè ti trascina in due zone della coscienza che non esistono: il ricordo del passato e l’anticipazione del futuro”.
    Se queste frasi fossero parte del mio “essere” e non del “sapere” la delusione sarebbe stata meno cocente. Grazie. Alice

    • gabry dice:

      Cara Alice, è vero che spesso la mente…mente…ma è anche vero che uno degli scopi della nostra esistenza è quello di imparare ad usarla.
      Le tue considerazioni, mi fanno capire che sei consapevole del tuo stato, e questo, credimi è un ottimo passo.
      Essere coscienti dei propri limiti, ci fa entrare nel percorso del cambiamento diretto dalla volontà che diventa asservita al sè superiore.
      Sono abituata a dire:” premiare lo sforzo, mai il risultato”
      questo per sottolineare, alla Socrate, che più conosciamo , più realizziamo di non sapere.
      Il nostro è un lungo, meraviglioso cammino, e se lo vogliamo, sempre nuovo, pieno di infinite possibilità che solo noi riusciamo a cogliere.
      La vita è davvero una avventura interessante.
      Tutto ciò che viviamo, anche le delusioni da te vissute, servono a costruire il ponte, l’arcobaleno che unisce la mente al cuore.
      la parola “crisi”che per noi significa sofferenza, perdita degli equilibri precedentemente conquistati, secondo l’ideogramma cinese significa due aspetti: pericolo ed opportunità.
      Se non avessimo queste crisi, queste destabilizzazioni, saremmo arroccati su false e rigide sicurezze, non ci sarebbe ricerca, conquista, cambiamento, evoluzione.
      Vedi , mia cara, ogni cosa , anche la più difficile, porta in se, un significato, una direzione nuova, un cambiamento.Una goccia di consapevolezza dopo l’altra fanno il grande mare della nostra coscienza. Ciao e buona vita Gabry

  3. Gabry C. dice:

    Spesso chi si occupa di psicologia,/psicoterapia, ricorda il gioco di parole: ” la mente…mente”, questo per dire che spesso noi ce la raccontiamo per non accettare la realtà per quella che è; magari non riusciamo ancora ad essere sobri, non abbiamo ancora realizzato la vera presenza di Sé, le nostre opinioni sono ancora molto inquinate dai nostri personalismi, dai nostri egoismi, dai nostri bisogni. Per iniziare un buon e semplice lavoro, si potrebbe iniziare ad allenarci cercando di essere presenti a noi stessi, attraverso l’attenzione costante …come se un altro me stesse guardandomi, senza preoccupazione, senza giudizio…semplicemente, mettendomi nella condizione di osservare con indifferenza tutto cio che mi accade: i pensieri, le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, gli umori, le reazioni sollecitate dalle molteplici relazioni, con tutte le loro complessità ed opportunità.
    A volte noi ci illudiamo…e sappiamo che non esiste una delusione se prima non c’è un’illusione, ci illudiamo appunto di essere ciò che pensiamo, ciò che sappiamo, e non realizziamo invece che ciò che veramente siamo lo manifestiamo, semplicemente, nel mondo della vita pratica.
    La conoscenza ci deve trasformare …e la semplice prova del nove è, per esempio, quanto soffriamo meno, quanto riusciamo a cambiare noi stessi, il nostro modo di pensare, di essere, di vivere nei suoi innumerevoli aspetti.
    Albert Einstein diceva: “è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”.
    Davvero è importante esercitare l’attenzione, la vigilanza del nostro mondo interiore ed esteriore.
    In queste ore di votazioni, possiamo allenarci come in una palestra: le opinioni…i punti di vista ci travolgono come valanghe. Potrebbe essere un buon esercizio, visto che tutta l’Italia è messa alla prova e sollecitata.
    Come potremmo conquistarci un nuovo modo di pensare?
    Un maestro, tempo fa suggeriva ad un gruppo di allievi: “mai neutrali; mai parziali”.
    Solo questa frase meriterebbe serie ed articolate riflessioni.

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